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venerdì 29 dicembre 2017

recensioni in 4 parole [53]

Si partoriscono strambe storie.
Lisergici colori per DD.
 I segreti del Giallo. 
Vagabondar m'è dolce.
********
Abbiamo detto 4 parole su:
Fortezza Pterodattilo
di Ratigher (testi & disegni)
Editore: Coconino
Formato: brossurato, 128 pagine,colore
Prezzo: € 17
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI

Dylan Dog Color Fest N. 23 - Il convento del vuoto
di G. Barbieri (soggetto e sceneggiatura), G. Freghieri (disegni), S. Algozzino (colore)
Copertina: Grzegorz Rosinski
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 96 pagine, colore
Prezzo: € 4,90
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI

Mercurio Loi N.8 - Il colore giallo

di A. Bilotta (soggetto e sceneggiatura), M. Mosca (disegni), F. Piscitelli (colore)
Copertina: Manuele Fior
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 96 pagine, colore
Prezzo: € 4,90
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI

Quaderni giapponesi Vol. 2
Storia e disegni: Igort
Editore: Oblomov
Formato: brossurato, 184 pagine, colore
Prezzo: € 20
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI

lunedì 19 giugno 2017

recensioni in 4 parole [50]

Del disagio. Del delirio.
Metafumetto? Anche no, grazie.
Mercurio Loi N. 1 - Roma dei pazzi
Tra Storia e Avventura.
All Time Comics: Bullwhip N.1
Supereroi strampalati senza sostanza.
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Abbiamo detto 4 parole su:
Anubi
di Marco Taddei (testi) e Simone Angelini (disegni)
Editore: GRRRComic Art Book
Formato: brossurato, 320 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 18
Anno di pubblicazione: Gold edition, 2017, prima ed. 2015
Per qualche parola in più: QUI

Dylan Dog N. 369 - Graphic horror novel
Soggetto e sceneggiatura: Ratigher
Disegni: Paolo Bacilieri, Montanari & Grassani
Copertina: Gigi Cavenago
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 98 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 4,50
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI 

Mercurio Loi N.1 - Roma dei pazzi
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Manuele Fior
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 96 pagine, colore
Prezzo: € 4,90
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI 

All Time Comics: Bullwhip N.1 (in Inglese)
di Josh Bayer (testi), Benjamin Marra (disegni), Al Milgrom (chine)
Editore:Fantagraphics
Formato: 28 pagine, colore
Prezzo: $ 3,99
Anno di pubblicazione: 2017
Per qualche parola in più: QUI e QUI (video)

lunedì 2 marzo 2015

opinioni sul fare fumetti... [10]

Disegni di Gilbert Hernandez.
Qualche tempo fa, su Facebook, Massimiliano De Giovanni, sceneggiatore e storico componente dei Kappa Boys parlava del grande Luigi Bernardi - scrittore, saggista, editor e molto altro - la cui prematura scomparsa nel 2013 ha lasciato un vuoto difficilmente colmabile. Scriveva De Giovanni: Forse i più giovani lettori di manga non conosceranno Luigi Bernardi.
Eppure la sua impronta nel mondo del fumetto (e non solo quello giapponese) in Italia costituisce una di quelle pietre miliari che ogni vero appassionato dovrebbe conoscere.
[...] Fondando la storica Granata Press (insieme a Roberto Ghiddi e Luca Boschi), Luigi ha dato il via alla fine degli Anni Ottanta all'arrivo 'cosciente' dei manga in Italia.
È stato il nostro primo editore, e noi siamo stati il suo primo staff editoriale (manga-e-non).
In Granata Press ci siamo arrivati da fanziner, e collaborando ai primi mensili italiani di fumetto giapponese abbiamo imparato a muovere i primi passi nell'ambiente dell'editoria professionale.
[...] Luigi ha insegnato il mestiere – oltre che a noi – a praticamente tutti i principali esponenti dell'attuale editoria italiana, e questo ha generato a sua volta altre case editrici che si sono occupate di fumetti di ogni genere e nazionalità.
Grazie a lui, il fumetto in Italia è uscito dai soliti schemi della pubblicazione seriale in edicola, dando spazio ad autori nuovi e valorizzando nuovi aspetti di autori affermati.
[...] Per inquadrare il suo pensiero in merito, basti leggere la seguente risposta data lo scorso agosto 2014 a Keiko Ichiguchi, che lo ha intervistato per il suo libro sulla storia del manga in Italia di prossima pubblicazione:
Keiko Ichiguchi: I manga sono ancora considerati nettamente separati dai fumetti occidentali. Quali sono le ragioni di questo fenomeno?
Luigi Berardi: Non so se ve ne siete accorti, ma per tutta l’intervista non ho usato una volta solta la parola manga. Ho sempre parlato di fumetti o di fumetti giapponesi. Questo perché ritengo sia un errore separare la produzione giapponese da quella del resto del mondo. (…) Continuare a tenerle entro gli steccati formali di certe denominazioni vuol dire condannarli all’asfissia. Per cui "sempre viva i fumetti", da qualunque parte del mondo essi provengano, Giappone compreso.

Viva i fumetti! E viva Luigi Bernardi il Grande!!!
La copertina di Nova Express N.1, storica rivista ideata da Luigi Bernardi.
Nel Dicembre scorso, su Salon.com, Grant Morrison rispondeva alle domande poste dall'intervistatore su The Multiversity, recente progetto targato DC Comics elaborato dallo sceneggiatore scozzese e proposto in Italia da RW Edizioni.
Ho molto apprezzato il fatto che il primo albo di The Multiversity è pieno di personaggi di colore, da supereroi e politici neri a divinità aborigene fino a geek omosessuali.  Perché l'hai fatto? C'è qualche relazione con i supereroi "super-bianchi" che hanno fatto il salto dai fumetti al cinema e alla televisione?
Grant Morrison: A essere sinceri, è successo tutto in maniera naturale, non è stato qualcosa che ho fatto di proposito. Alcuni personaggi li avevo creati per Final Crisis mentre altri erano nuovi ma tutti sono stati utilizzati per interpretare un ruolo specifico nella storia e soltanto dopo aver finito di scrivere il primo numero mi sono reso conto che in quel gruppo di supereroi del multiverso, campioni della giustizia, non c'era un solo personaggio bianco ed eterosessuale.
Io vivo in un mondo definito dalla diversità di colore della pelle, di orientamento sessuale e d'opinione. Credo sia importante riflettere l'influenza di quel mondo nella mia "arte". Per pura casualità di nascita sono quello che sono - un tizio bianco di mezza età, ovviamente in via di decadimento, proveniente dalla Scozia occidentale - per cui non mi sognerei mai di farmi portavoce di una qualche minoranza o gruppo. Non sto cercando di esprimere un'opinione politica ma credo che sia importante rappresentare nei comics un mondo che sia il più vicino possibile a quello nel quale mi trovo a vivere. E fondamentalmente mi identifico in tutti quelli che si sono sempre sentiti degli outsider. Non ho la tendenza a dividere il mondo per colori, religione o sessualità: nel mio semplice universo binario ci sono i Buoni e ci sono i Coglioni totali.

L'intervista si è poi spostata, prevedibilmente, su altri temi...
Non hai ancora ricevuto una chiamata da Hollywood?
Grant Morrison: Da circa 10 anni guadagno delle belle cifre lavorando per Hollywood. Io e Kristan [la moglie di Morrison, N.d.T.] abbiamo persino comprato un appartamento appena fuori Sunset Strip perché amiamo così tanto quel posto che trascorriamo lì quattro mesi all'anno.
Ho scritto - e sono stato pagato per questo - tre sceneggiature cinematografiche e ho fatto da consulente per la Warner Bros. sui loro film di supereroi per due anni, insieme a Geoff Johns e Marv Wolfman. Sto scrivendo ora un'altra sceneggiatura e poi ci sono le cose per la TV [...]. Comunque, fino a quando uno di questi film non si concretizzerà, dilettarmi con cinema e televisione è per me soltanto un hobby redditizio. Facendo fumetti, devo scrivere storie ogni giorno, sapendo che verranno pubblicate senza giri infiniti di annotazioni e riscritture e verranno letti dai fan a distanza di qualche mese dalla loro creazione... I comics saranno sempre il mio primo amore.
[L'intervista completa può essere letta qui, in Inglese]
Una tavola tratta da Multiversity N.1. Testi di G. Morrison.
Da Morrison a un altro sceneggiatore di successo, Brian Michael Bendis, tra gli "architetti" del Marvel Universe contemporaneo, che agli inizi di Febbraio ha annunciato il rinnovo del contratto in esclusiva con l'editore di X-Men e Spider-Man. In proposito Bendis ha dichiarato: “Ci sono state alcune voci sul fatto che avrei lasciato i fumetti a causa di altre cose eccitanti che stanno succedendo nella mia vita [il riferimento è alla serie Powers il cui adattamento televisivo andrà in onda in USA su PlayStation Network il 10 Marzo prossimo; qui il trailer, N.d.T.] ma voglio che tutti sappiano che non succederà. So che a volte quando le persone fanno qualcosa in altri media tendono ad abbandonare i fumetti. Ma questo è esattamente l'opposto dei miei obiettivi di vita. 
Voglio portare la gente a scoprire i comics così che possano vedere l'originale, meravigliosa magia che noi dobbiamo offrire ogni settimana."
[L'articolo completo può essere letto qui, in Inglese]
Uncanny X-Men N.1, versione Marvel Now. Testi di Brian M. Bendis.
Lewis LaRosa è uno dei disegnatori di maggior talento e qualità nei comics odierni, attualmente impegnato sul rinato cosmo Valiant. Di recente ha incontrato alcuni studenti raccontando la sua esperienza di disegnatore professionista freelance, cogliendo l'occasione per dispensare qualche consiglio: nel seguito ne riporto tre.

Mettiti alla prova, varia le tue fonti d'ispirazione e impara da tutti, anche se non fossero esattamente di tuo gusto.

Non tirar via, fai sempre il massimo in ogni lavoro. È meglio fare qualcosa di prima qualità ed essere in ritardo piuttosto che qualcosa di mediocre rispettando la scadenza.

L'ispirazione o la motivazione non sono necessarie. È tutta una questione di disciplina.
[Il resoconto completo dell'incontro può essere letto qui, in Inglese]
Illustrazione di Lewis LaRosa per Bloodshot.
L'autore e disegnatore australiano Ben Templesmith, ben noto anche in Italia per le sue collaborazioni - tra le tante - con Warren Ellis e Steve Niles, ha visto finanziato su Kickstarter, nel giro di un solo giorno (!), il proprio progetto di adattamento a fumetti di Dagon, celeberrimo racconto di H. P. Lovecraft. Mentre scrivo il funding, che scade il 12 Marzo prossimo, ha superato la cifra di 110mila dollari USA su un obiettivo iniziale di 14mila!
In una mail, inviata per promuovere il Kickstarter, Templesmith scriveva:
Kickstarter ha cambiato tutto per me, nel senso che non ho più bisogno di cercare finanziamenti esterni e cedere una parte dei miei diritti in quanto autore. È davvero la cosa più potente al mondo. Preferisco di gran lunga sporcarmi le mani e vendere direttamente al consumatore, avere da lui un riscontro, pubblicizzare e spingere il mio prodotto piuttosto che essere una piccola voce tra le tante in un enorme catalogo perché non mi interessa. C’è un tempo per questo, un mercato secondario, in cui le economie della distribuzione hanno una dinamica totalmente differente, un diverso livello di rischio e, in ultima analisi, di controllo da parte dell’autore. Ma attraverso operazioni online come quelle di Kickstarter e una personale strategia di marketing, possiamo realizzare degli oggetti che non hanno bisogno di quel genere di investimenti e numeri. Possiamo realizzare prodotti esclusivi, dell’ordine di qualche centinaio. Prodotti speciali per voi. Ti consiglio di dare un’occhiata ai tanti progetti su Kickstarter, non solo al mio. Troverai voci uniche e persone esperte che cercano una nuova libertà creativa perché… tu dai loro la possibilità di farlo.
E per finire, ritorniamo in Italia, con Ratigher, autore e ideatore del metodo primaomai con le sue Ragazzine (recentemente reso disponibile in download gratuito: qui) nonché sceneggiatore di un prossimo Dylan Dog. Sul suo blog elencava alcune considerazioni sulla sua esperienza.
[...] Qualsiasi contenuto che debba essere "blindato" per essere venduto su internet è la negazione di internet. Il mio piccolissimo contributo per rendere la rete un luogo migliore e proficuo è quello di  abbracciarne solo i lati positivi, e le qualità che si attivano condividendo contenuti gratuitamente sono proprio quelle che fanno di questo strumento una "macchina ammazza ignoranza".
 

4 - Nello specifico de Le Ragazzine, l'unica maniera per rendere eternamente leggibile questo libro era l'ebook gratuito. Con il metodo primaomai ho sacrificato la possibilità di monetizzare nel tempo per prendere un bel bottino subito. Ma, se l'incremento che dico al punto 1 si confermerà, c'è il rischio che del prossimo libro io ne venda 5000 di copie. A quel punto, con tutti quei bei soldi farei una festa in piscina con open bar, e vi inviterei tutti.
Questo è il piano: Ricchi, ubriachi e fumetti gratis. 

[Il post completo può essere letto qui]
Illustrazione di Ratigher.
See you soon, alligators!

lunedì 17 novembre 2014

recensioni in 4 parole [23]

Segui il triangolo bianco!
Tutto sommato quasi invisibile.
"Genere turbo-avventura e vaffanculo."
Sperimentando con i supereroi.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 112 pagine (su ), colore
Prezzo: € 3,20
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Il ragazzo invisibile N.1
Sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Giuseppe Camuncoli, Werther Dell'Edera, Alessandro Vitti
Editore: Panini Comics
Formato: brossurato, 48 pagine, colore
Prezzo: € 3,50
Anno di pubblicazione: 2014
di Ratigher (testi e disegni)
Editore: Primaomai
Formato: brossurato, 64 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI
di Lorenzo Ghetti (testi e disegni)
Formato: webcomics
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

martedì 11 novembre 2014

Quel che resta di Lucca 2014

La t-shirt firmata M.A. Martin fa da sfondo per la "mezza" tavola di T. Tawaraya (da U.D.W.F.G. N.2).
Lucca è finita e quel che resta sono, per lo meno per me, i... fumetti e "correlati", tra generosi omaggi e acquisti doverosi, questi ultimi un po' randomici poiché condizionati dal caos della kermesse toscana.
In apertura di post si può ammirare la t-shirt realizzata da Hollow Press con un disegno di Miguel Angel Martin tratto dal numero 2 di U.D.W.F.G. e, sempre dallo stesso numero, una "mezza" tavola originale tratta da pagina 5 dell'episodio illustrato dal giapponese Tetsunori Tawaraya (e non ditemi che quel "SHIIING" non è una onomatopea meravigliosa!). Unitamente al secondo volume, presentato in anteprima proprio a Lucca, trattasti tutti e tre di generosi omaggi dell'amico Michele Nitri, l'editore con la "passione" per il medico della peste, che ringrazio qui pubblicamente

A seguire due foto dell'intero bottino lucchese, tra novità e recuperi vari.
Un grazie a Bruno EnnaMassimo Perissinotto e Nicola Peruzzi per i cadeaux.
Menzione particolare merita l'analisi scritta "di getto" dal Premio Strega Tiziano Scarpa come dedica sul volume Il mondo così con me realizzato insieme al grandissimo Massimo Giacon.
Lucca, 1 Novembre 2014
a smoky!
Diagnosi del dott. Scarpa:
Il soggetto manifesta una capacità di inoltrarsi tra le pieghe, guardare attraverso, scardinare. Proprio per questo apprezza ciò che è stabile, ciò che resiste al vento. Gli piace dare forma alla tempesta, descrivere i fulmini, rovesciare la direzione della grandine.
Prensile, sfaccettato, multifunzionale, il suo totem è un gatto dalla pelliccia fatta di vibrisse e di antenne che spesso usa per captare gli allarmi degli altri e soccorrerli.
[firmato] Dott. Tiziano Scarpa
L'analisi di Tiziano Scarpa accompagnata da fumoso sketch di Giacon .
E non potevano mancare gli sketch... pochi ma buoni, stavolta. Potete ammirarli nel seguito.
La potenza luciferina di Paolo Massagli!
L'inconfondibile segno di Ratigher.
"Jam session" made in Mammaiuto!
See you alligators!

mercoledì 29 ottobre 2014

UDWFG: i magnifici 5 della Hollow Crew

Copertina di U.D.W.G. N.2. Illustrazione di Miguel Angel Martin.
Qualche giorno fa abbiamo parlato con Michele Nitri, fondatore di Hollow Press, di U.D.W.F.G., l'antologico underground a tema dark weird fantasy che con un solo numero alle spalle si è guadagnato l'attenzione della critica internazionale e il supporto convinto di lettori sparsi per il mondo (la rivista, seppure "made in Italy", è infatti in Inglese).
Il secondo numero di U.D.W.F.G. verrà presentato durante l'imminente Lucca Comics.
La Hollow Crew in versione toy!
Dopo Nitri è ora la volta di sentire la straordinaria Hollow Crew impegnata nella realizzazione di U.D.W.F.G. composta da autentici assi del fumetto underground: l’americano Mat Brinkman, lo spagnolo Miguel Angel Martin, il giapponese Tetsunori Tawaraya e gli italiani Ratigher e Paolo Massagli.

Le interviste sono state condotte via email nel periodo Agosto-Settembre.
Buona lettura e... "Prepare to lose your soul!"
Una tavola di Mat Brinkman.
Come sei stato coinvolto nel progetto?
Mat Brinkman: La storia stava fermentando da molti molti anni, Michele [Nitri, N.d.T.] si è fatto avanti e cercava esattamente quello che la storia offriva.
Miguel Ángel Martín: Michele mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto disegnare una storia “dark weird fantasy”. Michele sa che sono un fan di William Burroughs, come lo è anche lui. Ho capito quello che voleva. La mia idea di “weird fantasy” è Burroughs, non Lord Dunsany. Gli ho mostrato dei vecchi disegni e illustrazioni e gli sono piaciuti tantissimo e mi ha detto “vai avanti”. Non mi ero mai cimentato prima col “dark weird fantasy”. Grazie a lui mi sto divertendo un mondo a disegnare The Emanation Machine.
Tetsunori Tawaraya: Un giorno un mio amico mi ha detto che c'era un tizio in Italia che comprava online tutti i miei fumetti, da Tacoche, la più importante fumetteria dedicata ai fumetti underground e anche dall'editore indipendente Sweet Dreams Press.
Alla fine mi ha contattato direttamente e abbiamo parlato di un progetto a cui stava lavorando. Sì quella persona era Michele.
Ratigher: Conosco Michele, l'uomo dietro Hollow Press, da qualche anno. Viviamo a pochi chilometri di distanza e ci piacciono le stesse cose devianti, abbiamo anche molti interessi divergenti e questo rende le nostre chiacchiere frizzanti e accese. Lui pretende di insegnarmi a guidare usando il freno motore e io cerco di obbligarlo a leggere Shakespeare sottolineando con l'evidenziatore giallo. Nel progetto sono praticamente il suo braccio destro (diciamo almeno il pollice destro), mi occupo anche della grafica e dell'impaginazione della rivista e sono sempre l'ultimo a consegnare la storia; lo faccio solo per metterlo davanti alle difficoltà dell'editoria D.I.Y. È una specie di nonnismo dei fumetti.
Paolo Massagli: In quel periodo stavo auto-producendo il mio fumetto O.Z e Michele mi contattò perché era interessato al mio stile, mi parlò del suo progetto di editare una fanzine con autori molto famosi nel settore dell'underground e accettai subito.
Una tavola di Miguel Angel Martin.
Puoi raccontarci qualcosa sulla tua storia? Qual è stata la sua genesi e la scintilla alla base della sua ideazione? Qual è il tema cardine del tuo racconto?
Mat Brinkman:
Non posso dire nulla sulla mia storia: per quello c’è la storia stessa. Se c’è un tema nel racconto quello è… “Shit Happens".
Miguel Ángel Martín: La mia storia è improvvisata. Ho delle idee prima di iniziare a disegnare ma la storia è completamente improvvisata. Ora ho un’idea di base per il terzo episodio ma non so minimamente cosa succederà dopo. Non posso rivelare nulla perché non c’è nulla da rivelare. So solo come la storia finirà ma non so quanto sarà lunga. Penso che il tema principale sia la ricerca di qualcosa d’importante, un tema classico, come il Graal. Ma l’aspetto per me importante sono i personaggi e le situazioni.
Tetsunori Tawaraya: La mia storia è iniziata con delle immagini che si ricollegano al secondo episodio. Dopo aver letto il secondo numero si riuscirà a capire che cosa sta succedendo.
Fondamentalmente racconta le avventure di Mr. Rotten Donuts ma le cose diventeranno strambe e imprevedibili.
Ratigher: La mia serie si chiama Five Mantles. La scintilla è la voglia di occuparmi di una storia di pura avventura e azione. Diversamente dai miei fumetti classici, con questa storia voglio occuparmi solo di stratagemmi di sceneggiatura che incollino il lettore. Vorrei che fosse letta da dodicenni che poi si coprono di stracci, si dipingono la faccia e vanno a costruire delle basi nella boscaglia vicino casa. Five Mantles è ambientato in un mondo esclusivamente fatto di dungeon, nel solco della tradizione dei giochi di ruolo, da tavolo, dei libri game. La primigenia ispirazione credo sia proprio il gioco: io per primo, con i personaggi, sto giocando. Non so cosa succederà loro, ho un'idea molto fumosa del proseguire dell'avventura, cerco colpi di scena che stupiscano per primo me. Il mondo dei cunicoli è di solito legato a doppio filo con l'immaginario fantasy, io invece mi prendo la libertà di inventare mostri e scelte estetiche anche lontane dal fantasy classico, sempre perché sto giocando e il pallone è mio e le regole le decido io. Ambientare tutto nei dungeon mi permette di sperimentare un'altra sensazione che ho sempre considerato regina tra quelle suscitabili dal racconto a fumetti: la claustrofobia.
Paolo Massagli: La mia storia o, per meglio dire, le mie storie "Hell" sono sempre diverse ad ogni albo, l'unica cosa che l'accomuna è il paesaggio e, come dice il titolo "Hell", sono tutte svolte in  un inferno più fantasy che horror con tematiche e personaggi diversi.
La storia è nata perché Michele mi disse che il mondo dove era svolta doveva diventare il protagonista e non i personaggi che l'animavano e spero di esserci riuscito.
Una tavola di Tetsunori Tawaraya.
Qual è la tua reazione nel vedere il tuo fumetto fianco a fianco con quello degli altri autori? Vedi una sorta di “dialogo” tra loro oppure si tratta piuttosto di “sfida artistica” tra di voi oppure… semplicemente è la natura intrinseca di un libro antologico?
Mat Brinkman: Penso che il dialogo farebbe deragliare le nostre storie e visioni.
Miguel Ángel Martín: Sono abituato a pubblicare le mie storie in riviste insieme ad altri autori. Per cui questo progetto non è una novità per me. La prima rivista in cui ho pubblicato si chiamava Zona 84 per l’editore spagnolo Toutain, una rivista dedicata alla fantascienza classica. La mia idea di fantascienza in stile Ballard non fu compresa al tempo. Sto parlando dei primi anni ’90.
Tetsunori Tawaraya: La mia prima storia è una sorta di "flashback" di Mr. Rotten Donuts per cui è difficile da comprendere ma le cose inizieranno ad andare al loro posto nel secondo episodio.
Ratigher: È troppo presto a mio avviso per "dialogare" tra di noi. Siamo partiti tutti con idee molto  diverse, ma con il passare dei numeri, di sicuro ci influenzeremo. Credo che manchi anche la "sfida artistica", non siamo partiti come gruppo coeso, e di solito vuoi sbaragliare i tuoi amici piuttosto che i tuoi colleghi. Ma anche in questo caso, la "sfida" arriverà, anzi, è già arrivata.
Io poi vivo con particolare emozione la presenza di Brinkman, sono un suo fan da molti anni e lo considero al pari di Chris Ware come innovatore del nostro medium. Credo sia uno di quei pochi miracolati dal genio del racconto a fumetti, sembra sia la sua lingua madre.
Tanti anni fa, io e Tuono Pettinato ci procurammo il suo numero di telefono di Providence e gli telefonammo per chiedergli una storia per una fanzine che poi non ha mai visto la luce. Non ci rispose lui, ma una coinquilina che ci diede la sua mail, una cosa tipo 0000xx000x0xtuyanhhangh00xx098@antisocial.com. Io e Tuono eravamo tanto felici avesse una email così simpatica.
Paolo Massagli: Sono molto contento che il mio lavoro sia affiancato a questi grandi autori, per me non è una sfida e nemmeno un dialogo, per me è un apprendimento delle tecniche sia grafiche che narrative degli altri artisti.
Una tavola di Ratigher.
Quali sono, in generale, le tue aspettative per UDWFG? 
Mat Brinkman: Onestamente nessuna. Tutti quelli coinvolti si sono tuffati ma non sono sicuri di quanto sia profondo il mare.
Miguel Ángel Martín: Sono molto motivato e carico per questa avventura. Non sono a conoscenza di altri progetti simili. Penso che Nitri, come editore, abbia creato qualcosa di davvero speciale. È un piacere per me condividere lo spazio della rivista con artisti così eccezionali e originali.
Tetsunori Tawaraya: UDWFG mi sta dando così tante opportunità di disegnare nuovi personaggi e gli altri quattro autori sono una grande fonte d’ispirazione. Tutti quelli coinvolti in questo progetto sembrano la mia nuova famiglia. Me la sto godendo.
Ratigher: Spero di costruire un'avventura coinvolgente e diventare amico degli altri autori, così quando ci incontreremo tutti insieme ci berremo delle caipiroska e faremo combattimenti con le spade.
Paolo Massagli: Le mie aspettative sono già appagate, come ho detto in precedenza sono orgoglioso di far parte di questo gruppo di grandi artisti dell'underground. Per il resto la parola va al lettore e spero che apprezzi il nostro lavoro.
Una tavola di Paolo Massagli.

Le interviste precedenti:

giovedì 23 ottobre 2014

UDWFG: nel Regno di Michele Nitri

Copertina di U.D.W.G. N.1. Illustrazione di Mat Brinkman.
Michele Nitri è il fondatore della casa editrice Hollow Press e l'ideatore dell'antologico U.D.W.F.G. (Under Dark Weird Fantasy Grounds) il cui primo numero è stato pubblicato a Marzo di quest'anno mentre il secondo verrà presentato durante l'imminente Lucca Comics.
U.D.W.F.G. è un semestrale (96 pagine, bianco e nero, formato A4, 700 copie numerate, 18 euro) dal respiro internazionale, realizzato non a caso in inglese, che ospita cinque serie che si sviluppano sulle traiettorie di un fantasy... molto dark, molto weird e molto underground.
Il volume presenta storie, spesso (quasi) mute, popolate di mostri e bizzarre creature, dove tutto può succedere e il lettore ha la sensazione di non poter staccare gli occhi dai mondi impossibili ideati dalla Hollow Crew ovverosia un dream team di artisti "indie": l’americano Mat Brinkman (Multiforce), autentico guru della scene indipendente, di ritorno al fumetto dopo una lunga assenza; lo spagnolo Miguel Angel Martin (Brian the Brain); il giapponese Tetsunori Tawaraya (Can you see the rainbow from there?) e gli italiani Ratigher (Trama) e Paolo Massagli (OZ).
Il progetto, all'insegna del D.I.Y, è stato finanziato da Nitri tramite l'acquisto delle tavole originali, in modo da garantire agli autori un compenso adeguato. Le tavole sono state poi proposte sul mercato dei collezionisti di originali, generando così un circuito virtuoso capace di sostenere la produzione.
U.D.W.F.G. si è in breve tempo guadagnato l'attenzione e il riscontro positivo dei lettori e della stampa specializzata, raccogliendo recensioni lusinghiere non solo in Italia ma anche a livello Internazionale.
Il popolare sito BleedingCool lo ha definito "Il prossimo Creepy o Eerie per una nuova generazione, straripante di talento e storie da incubo." mentre il prestigioso The Comics Journal ha scritto "I lettori che hanno apprezzato i libri di Monster di Paul Lyons gradiranno altrettanto anche questo volume ma U.D.W.F.G. è molto più riuscito sia nella confezione che nelle storie che propone."

Nel seguito potete leggere un'intervista a Michele Nitri, che ringrazio, condotta via email durante il mese d'Agosto 2014.
Puoi raccontarci la genesi di questo progetto, sia dal punto di vista editoriale che creativo?
Michele Nitri: Dal punto di vista creativo, è stato principalmente un mix di due cose. La lettura di uno dei più bei libri dark fantasy di sempre, Zothique di Clark Ashton Smith, che mi fece ricredere del mio pregiudizio nei confronti delle raccolte, dimostrandomi che dei racconti messi insieme in modo coeso possono avere più potenza narrativa del classico romanzo. In particolare mi affascinò lo “status” dell’insieme, rispetto alla trama in sé che quasi sempre è ciò che ci tiene incollati alle pagine. E la rilettura del Multiforce di Mat Brinkman, che mi ha fatto scervellare su come poterlo racchiudere in un determinato genere, giungendo all’underdarkweirdfantasygrounds (un dark fantasy che esce fuori da ogni schema per sfociare nel weird, il tutto in uno “spirito” molto underground).
Dal punto di vista editoriale potrei parlarne per pagine e pagine. Ma la principale domanda a cui provavo a rispondere era: “esiste un metodo per retribuire in modo onesto gli artisti coinvolti rivolgendosi alla nicchia?”
Sembra di sì, o almeno per il momento funziona… basta acquistare tutte le tavole originali per sostenere le paghe e divertirsi a sperimentare con i ricavi delle copie vendute. Cioè, da collezionista mi venne in mente di sfruttare una delle nuove e SANE manie ultimamente in costante sviluppo: il collezionismo delle tavole originali.
Una tavola di Miguel Angel Martin.
Perché la scelta di un sotto-genere così di “nicchia” e specifico?
Perché come tutti sono un po’ egoista. Nessuno pubblicava o quasi i fumetti che avrei voluto leggere. E poi perché è un genere inesplorato: non ha senso essere la brutta copia di vecchie glorie.

Come sei giunto ai cinque autori coinvolti nel progetto? Quale selezione hai fatto, se c’è stata una selezione prima di arrivare ai “magnifici 5” di U.D.W.F.G.?
Mat Brinkman per me è il precursore, l’avrei coinvolto ad ogni costo, anche solo come copertinista. Gli altri dovevano rientrare nei seguenti requisiti: appartenere al mio Olimpo personale per inventiva e qualità; essere persone serie e oneste quali sono; e soprattutto non avere familiarità con il genere… troppo spesso l’eccessivo studio di una materia ingabbia la creatività.
Una tavola di Mat Brinkman.
Come sei riuscito a convincerli? Penso ad esempio all’eclatante caso di Mat Brinkman che di fatto torna al Fumetto dopo anni d’assenza e il suo seminale contributo alla “cosiddetta scena di Providence”…
A questa domanda possono rispondere solo loro. Ma credo si sia trattato di un insieme di cose. L’originalità creativa ed editoriale del progetto, la mia serietà dimostrata nel tempo e la tenacia nell’investire in un progetto completamente indipendente, che non abbia bisogno di leccate di culo e finti guadagni.
Una tavola di Tetsunori Tawaraya.
Qual è stata l’interazione tra te, come editore e ideatore del progetto, e gli autori? Quale input hai dato tu e quale gli autori, se ve n’è stato uno? Voglio dire, hai presentato loro un’idea definita di progetto oppure le loro “reazioni” e il loro interesse a partecipare hanno in qualche modo influito sul risultato finale?
Diciamo che c’è stato un input, ma molto generico. Ho richiesto solo di rimanere in un tema fantastico, oscuro e insolito. Chiedendogli di concentrarsi sul mondo che si apprestavano a creare e non sui personaggi, volevo che questi ultimi guadagnassero spessore di riflesso al mondo in cui vivevano. E la risposta degli artisti non ha assolutamente deluso le mie aspettative.

Sei giovanissimo, ma mi sembra tu abbia già le idee abbastanza chiare e di sicuro la “temerarietà” per proporre un progetto simile con un respiro internazionale (non a caso il volume è in Inglese)… so che sei stato un collezionista di tavole originali, immagino lo sia ancora… essere un collector ti è stato d’aiuto per creare U.D.W.F.G.?
Sì! Tantissimo! Per idee, per contatti, per dinamiche di mercato, mi ha aiutato in tutto. Come tutte le cose d’altronde. Non smetterò mai di ripetere che il più grande aiuto lo sto ricevendo dalla vita intensa che cerco di condurre: con una mentalità aperta si può ben capire come ogni piccola esperienza possa essere trasposta in altri interessi.
Una tavola di Ratigher.
Per Ottobre, in concomitanza con Lucca Comis, è in arrivo il Vol. 2. Puoi fare un primo bilancio? Inoltre, qual è la pianificazione, in termini di uscite, del progetto? Prevedi una conclusione? Magari, qualche new entry in termini di autori, anche se immagino sia troppo presto per parlarne…
Il bilancio è che in soli 4-5 mesi ho raggiunto abbondantemente i fondi per finanziare il secondo numero.
Per quanto riguarda la conclusione è variabile, dipende da come proseguirà l’iniziativa e dalla creatività degli autori. Il mio traguardo minimo è la pubblicazione di almeno 5 numeri, poi chissà… grazie a me, grazie agli autori e grazie soprattutto a voi che sosterrete il progetto, potremmo andare avanti all’infinito, l’importante è avere sempre buone idee da mettere su carta.
Invece sulle new entry non c’è alcuna possibilità. Se si dovesse presentare qualche proposta allettante da parte di autori interessanti, pubblicherò dei volumetti autoconclusivi in stile “U.D.W.F.G. Presents…”
Una tavola di Paolo Massagli.
Qual è la prospettiva per il 2015? Pensi, ad esempio, di raccogliere le singole storie in volumi specifici, magari includendo making-of e altro?
Di sicuro per i prossimi 2 anni mi dedicherò solo ed esclusivamente a questo progetto, per questioni logistiche. Poi il mio sogno nel cassetto è aprire una piccola casa editrice underground rivolta ad un pubblico internazionale.
Le singole storie verranno raccolte in TP solo una volta concluse, in edizioni superlimitate e da collezione. Ma per il momento non ci penso troppo, credo e spero se ne riparlerà tra anni.

Inoltre, che altro bolle in pentola per Hollow Press?
Tanto U.D.W.F.G., qualche “special guest” (se ne avrò occasione) e mi piacerebbe pubblicare una serie epica di ampio respiro…
Il logo di Hollow Press.
Le interviste precedenti:

venerdì 18 luglio 2014

opinioni sul fare fumetti... [6]

Dettaglio da una vignetta di Journey Into Mystery N. 88 (1963, Marvel Comics)
Nel seguito un fumoso zibaldone di appunti, come da tradizione, raccolti nei giorni e nelle settimane scorse.

E partiamo col veterano Howard Chaykin, fenomenale autore americano al momento impegnato ai disegni della serie Image Satellite Sam (su testi di Matt Fraction) e come autore completo sulla nuova miniserie The Shadow: Midnight in Moscow per la Dynamite. Proprio parlando dell’Uomo Ombra il buon Howard ha risposto così all’intervistatore che gli chiedeva quale critica o suggerimento lo scrittore-Chaykin avrebbe dato al disegnatore-Chaykin?
"Ho già dichiarato in altre occasioni che il disegnatore contribuisce con più del 50% alla scrittura di un fumetto, un fatto di cui la maggior parte degli appassionati rimane completamente all’oscuro e la maggior parte degli sceneggiatori non vogliono che gli appassionati lo sappiano perché questo comprometterebbe la loro inspiegabile posizione dominante nella scena fumettistica attuale.
Detto questo, nel momento stesso in cui lo scrittore-Chaykin dicesse all’illustratore-Chaykin come fare il suo lavoro, mi manderei a fanculo immediatamente.” [L'intervista completa: qui]
Copertina a firma Chaykin per The Shadow: Midnight in Moscow N. 5.
Da un americano ad un altro. Segnalo un interessante articolo, datato Gennaio, su Stan Lee e la sua "eredità", rilanciato qualche giorno fa da Business Insider.
"Nel bene e nel male, il più grande talento di Stan Lee non è mai stato quello di scrivere fumetti o quello di editor. È stato la capacità di marketing e promozione. [...]
Lee ha dato un contributo determinante nel dar forma al fumetto di supereroi e così facendo alla cultura pop per come la conosciamo oggi. Potrò essere un sostenitore di Kirby - io sono dalla parte di Kirby, se mi dovessi schierare per combattere quel tipo di battaglia - ma minimizzare i contributi di Lee al medium Fumetto non sarebbe la soluzione. 
Non sarebbe male guardare all'intera questione con un occhio leggermente più critico" [L'articolo completo: qui]

Da parte mia, tra il Sorridente e il Re, non ho dubbi: Lunga vita al Re!
Stan Lee in una foto dei primi anni '70.
Ritornando in Italia, segnalo un'interessante riflessione di Otto Gabos, apparsa sul suo profilo Facebook il 3 Luglio scorso e che riporto nel seguito con la sua autorizzazione:
"La prima persona che mi ha parlato della crisi dell'editoria è stato Vincenzo Sparagna. Era circa la seconda metà di giugno nel 1985 e stavo seduto di fronte a lui nel suo ufficio a Monteverde, sede della casa editrice Primo Carnera, Frigidaire in pratica. Sulla scrivania c'era il mio primo contratto ed è partita la giaculatoria. Non si vende, la gente non legge, non è più come una volta, il pubblico ha altre distrazioni e interessi, non si scrivono più bei fumetti, voi autori ecc. Da allora ho pubblicato, tanto, sono del resto passati quasi 30 anni. Sempre di crisi, sempre do prossima morte dell'editoria, specie quella a fumetti. Non ho mai vissuto l'Eldorado e quando ho cominciato a frequentare la hall dell'Hotel Napoleon a Lucca il bello era già passato. Eppure siamo andati avanti, ci siamo ancora e i dati raccontano che il settore fumetto in libreria è uno dei pochi a reggere se non addirittura a crescere. La crisi fa parte del nostro modo di essere. L'emergenza totale e perenne. La condanna per noi autori è una sola, di quelle pesanti e ineluttabili: fare bei libri.

Il resto spetta alla filiera editoriale, fino ad arrivare al lettore affezionato, distratto, in fuga, ex lettore, non lettore. Siateci sempre."

Meditate gente, meditate."Fare bei libri."
Una evocativa illustrazione di Otto Gabos, dal suo blog.
E... parlando di filiera editoriale e di nuove modalità di interazione tra autore e i lettori in tempi di social e crowdfunding vari, non posso non segnalare il successo della recente iniziativa lanciata da Ratigher che ha proposto l'acquisto diretto del suo nuovo fumetto per un  periodo limitato di tempo, con la modalità "o lo compri ora (ossia prima) o mai più". Ebbene il volume Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra. è stato venduto in pre-ordine dal 2 giugno al 30 giugno in ben... 1100 copie! I dettagli li trovate sul sito (qui) ed è inutile che vi dica che aspetto Settembre per godermi la lettura! Il risultato raggiunto dall'iniziativa di Ratigher è un interessante segnale (anche) per il Fumetto circa le potenzialità offerte dalle "nuove vie" di produzione offerte dal Web che, forse paradossalmente (ma neppure tanto), richiamano alla memoria l'etica DYI nata negli anni '70 nell'alveo della cultura punk.

Così come interessanti (e appassionate), anche se a volte alcune possono sembrare un poco "saputelle", sono le varie riflessioni ospitate sul blog I tipi di BAO, del noto editore dal logo che abbaia. Anche qui, da leggere e... meditare!
Prima o mai!!!
Sempre restando in Italia, è stato divulgato il poster della prossima Lucca Comics & Games opera dell'ottimo Gabriele Dell'Otto ma la vera notiziona è l'annunciata presenza alla manifestazione toscana di un autentico guru del Fumetto mondiale: Robert Crumb!!!
Il poster firmato Gabriele Dell'Otto per Lucca 2014!
E allora tutti pronti per prendere d'assalto le mura lucchesi e incontrare il Maestro dell'Underground???

Pensi che la tua arte sia il risultato di una certa convinzione morale?
Robert Crumb: Naa! E’ il risultato di un insopprimibile bisogno di compensare il rifiuto sociale. Quando ero adolescente andavo in giro con la mia amarezza, pensando che un giorno tutti si sarebbero dispiaciuti. Gliel’avrei fatta vedere io! Sarei diventato un grande artista, sarei entrato nella storia, mentre tutti quei vagabondi sarebbero morti come cani. Sarebbero stati tristi. Sarei arrivato in città con una splendida bionda al mio fianco e un sacco di grana. Era il mio modo di vendicarmi della società senza diventare un criminale.
[Estratto da una lunga intervista apparsa su Conversazioni sul Fumetto]
Mastro Crumb e il terzo occhio.
Magari ci si vede a Lucca. Forse...