giovedì 14 febbraio 2019

recensioni in 4 parole [62]

La Storia. L'Avventura.
Calvin & Hobbes: sempre!
Il crimine non paga!
Fumetto bagnato, fumetto fortunato?
********
Abbiamo detto 4 parole su: 
La corsa del Lupo N. 1: Tre pietre nere
di Gigi Simeoni (soggetto, sceneggiatura, disegni)
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli (collana Le Storie N.76)
Formato: brossurato, 112 pagine, b/n
Prezzo: € 4
Anno di pubblicazione: 2019
Per qualche parola in più: QUI 

Linus - Febbraio 2019
di AA.VV
Copertina: Paolo Bacilieri
Editore: Baldini & Castoldi
Formato: brossurato, 122 pagine, colore
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2019
Per qualche parola in più: QUI

di Lee Allred (testi), Mike Allred (testi, chine, cover), Rich Tommaso (disegni), Laura Allred (colori)
Editore: IDW
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 3.99
Anno di pubblicazione: 2018
Per qualche parola in più: QUI (English)

Le voci dell'acqua
di Tiziano Sclavi (testi), Werther Dell'Edera (disegni)
Editore: Feltrinelli Comics
Formato: brossurato, 96 pagine, b/n
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2019
Per qualche parola in più: QUI e QUI

domenica 10 febbraio 2019

[Oldies but goldies] WARREN ELLIS 2002

Ladies and gentlemen... Warren Ellis!
Non smettono di emergere piccole gemme dall'archivio di Ultrazine.
A seguire un'interessante intervista, risalente all'ormai lontano 2002, in cinque domande (che ricordo ci costò molta fatica), a WARREN ELLIS, fondamentale autore britannico di comics e molto altro. 

L'intervista fu da me realizzata con l'aiuto di Silvio Schirru e Omar Martini; condotta via e-mail il 15 Luglio 2002 e pubblicata lo stesso mese su Ultrazine.
Buona lettura.
Ultrazine: Penso a Transmetropolitan, Superidol [leggi qui] e all'imminente Global Frequency [1]. Nell'introduzione all'edizione italiana di Superidol, Silvio Schirru ha scritto: "Warren Ellis è convinto di essere uno scrittore di fumetti. Si sbaglia. Warren Ellis è un antropologo".
Sembra che tu stia utilizzando la "maschera" della fantascienza come uno strumento per analizzare la società contemporanea. Ricordo che qualche tempo fa hai dichiarato: "Se c'è una cosa che odio è la gente". Qual è l'esigenza che ti spinge a scegliere un tema o un approccio particolare per le storie che scrivi? Sei un po' disilluso dall'umanità?
Warren Ellis: Non lo siamo un po' tutti?
La fantascienza, per quanto mi riguarda, è qualcosa pensata specificatamente come uno strumento con cui analizzare il mondo contemporaneo. Esistono in realtà solo due tipi di fantascienza: quella di Mary Shelley, in cui si considerano le implicazioni etiche di una nuova idea, e quella di HG Wells, in cui la nostra condizione attuale viene esaminata da un punto di vista distaccato dato dall'ambientazione nel futuro. Come scrittore ondeggio tra le due posizioni, ma tendo verso quella di Wells, soprattutto per quanto riguarda Transmetropolitan. La fantascienza come romanzo sociale.

Sei uno dei pochi autori di comics che parla apertamente e con chiarezza della necessità di trovare nuovi modi per attrarre chi generalmente non legge fumetti, per convincerli che il fumetto è una forma artistica valida, che i fumetti possono essere piacevoli quanto un film, una canzone o un videogioco. Per questo dici "no" alla dittatura dei supereroi (nel Quinto Punto del tuo grandioso The Old Bastard's Manifesto [2]), "no" alla serializzazione e "sì" alle graphic novel e alla diversità dei generi fumettistici. Quale pensi sia il futuro dei comics?
Molto dipenderà dagli editori e dal fatto che mettano in moto per i fumetti un'efficiente distribuzione nelle librerie di varia. Ci stiamo muovendo (sembra) inesorabilmente verso la graphic novel come formato standard per i comics, sia che si tratti di lavori che escono direttamente in volume o di un serial costituito da un numero finito di albi che esce poi in raccolta.
I fumetti che si vendono nelle librerie di varia sono, in larga parte, estranei al genere supereroistico. Penso che stiamo entrando in una fase… e potrebbe essere solo una fase, un periodo transitorio… in cui le fumetterie esistono solo per accontentare i fan dei supereroi o i nostalgici, e che il vero movimento sia altrove. Ci sono in giro 135 mila copie di From Hell, non penserai che le abbiano vendute tutte in fumetteria?
La tua parola definitiva sul genere supereroistico è Planetary. Che cosa significa questa serie per te? Perché hai scelto l'approccio di compilare una sorta di enciclopedia del genere supereroistico?
L'ho fatto per togliermi dalla testa cinque anni di ricerche. C'è stato un periodo nel fumetto americano, che fortunatamente sta finendo, in cui, per far conoscere alla gente le cose che fai in altro genere, dovevi passare del tempo a scrivere fumetti di supereroi. Non sono mai stato un grande lettore di supereroi, perciò ho dovuto fare delle ricerche piuttosto approfondite sull'argomento per scriverli bene. E ora ho la testa piena di questa robaccia, unita ad una stridente consapevolezza che i fattori che avevano originariamente attratto la gente verso quel genere ora sono del tutto assenti. Perciò Planetary è il modo di far uscire tutta quella spazzatura dalla mia testa e farla finire sulla pagina, e anche per mostrare ai lettori perché il genere supereroistico sia durato così a lungo. "Queste sono le glorie che hanno originariamente attratto i lettori. Vedi cosa ti sei perso per colpa di tutti i successivi incroci? Vedi cosa si nasconde dietro questa ridicola e abnorme estensione di un singolo sottogenere? Vedi che cosa ne è rimasto?"

Warren Ellis e Internet: il tuo sito, il tuo famoso Warren Ellis Forum (che incredibile ma vero chiuderai molto presto) e Artbomb.net (il tuo modo diretto di appoggiare e promuovere i romanzi a fumetti). Quanto importante e strategica nella tua idea di Fumetto è stata, e continua ad essere, la Rete?
Ho iniziato ad usare Internet come strumento di promozione personale. Vivendo in Inghilterra, non essendo nel circuito delle convention, non apparendo regolarmente su Wizard, promuovere i miei lavori era davvero difficile. E, francamente, mi piace vivere in Inghilterra e non dover trascorre tutte le estate invischiato in fiere e mostre. Perciò ho cercato di utilizzare il Web come un modo per viaggiare senza dovermi muovere. A cinque o sei anni di distanza secondo alcuni sono "il guru del Fumetto su Internet" e oggi le tecniche che ho utilizzato sembrano costituire almeno la metà di quelle usate da un qualunque PR.
Molte iniziative sono partite dal Warren Ellis Forum, compresa l'idea base di Artbomb.net. [L'idea era] che (ottimisticamente) metà delle fumetterie non hanno i fumetti che potrebbero piacere ad un numero significativo di persone, e un'elevata percentuale di queste stesse persone non entrerebbe in ogni caso in una fumetteria. E una maggiore diffusione dei punti vendita non cambierebbe questo fatto. Ed è qui che il web interviene in favore del fumetto. Il web non è una cosa per fanatici del fumetto. Le connessioni internet sono ovunque. E con la considerazione per i fumetti seri che cresce di mese in mese, c'è un sacco di gente che legge di questi nuovi interessanti fumetti sul web ma non sa dove trovarli, o che vorrebbe saperne di più. È questo che Artbomb.net fa, ed è in questo modo che il Web è davvero utile al medium fumettistico.
Una strana domanda finale. Proprio in questo momento il cielo della tua città è oscurato da una flotta di astronavi aliene apparse dal nulla. Non c'è tempo. Devi correre e scappare di casa. Puoi portare con te solo 3 fumetti, 3 CD musicali, 3 film, 3 romanzi. Quali salverai dalla distruzione e perché?
FROM HELL [di Alan Moore e Eddie Campbell], LE AVVENTURE DI LUTHER ARKWRIGHT [di Brian Talbot], ALEC: THE KING CANUTE CROWD [di Eddie Campbell]. Gli ultimi due sono delle importanti fonti d'ispirazione, il primo è il capolavoro di Alan.

CD? AGAETIS BYRJUN dei Sigur Ros. DOOLITTLE/COME ON PILGRIM dei Pixies. THE VELVET UNDERGROUND AND NICO. Non potrei vivere senza.

La scelta dei film è difficile, perciò barerò. La serie televisiva della BBC EDGE OF DARKNESS su DVD: la sceneggiatura è davvero magistrale. NETWORK, che è perfetto per la sua rabbia e perversione. E forse qualcosa di John Woo, per la forza dei suoi film… direi l'operistico HARD BOILED.

Leggo soprattutto saggistica, perciò prenderei EASY RIDERS, RAGING BULLS di Peter Biskind (la storia della nuova Hollywood), ALL THE PRESIDENT'S MEN di Woodward e Bernstein, e BARROW'S BOYS, la pazza cronaca dell'esplorazione inglese al Polo, bisogna leggere per crederci.

**** Note ***
Ci sono 1001 persone su Global Frequency.
Una organizzazione indipendente di difesa estesa su scala planetaria costituita da 1001 agenti sparsi in tutto il mondo. Qualcuno che conosci potrebbe essere uno di loro. […] Potresti stare seduto a guardare il telegiornale e d'improvviso sentire uno strano squillo telefonico, e poco dopo potresti vedere il tuo vicino uscire in tutta fretta di casa, indossando una giacca o una camicia con un distintivo con il simbolo di Global Frequency ... o, accidenti, la tua ragazza potrebbe rispondere lei al telefono, e mettersi il cartellino di Global Frequency e prometterti che ti spiegherà più tardi […] chiunque potrebbe essere su Global Frequency e non lo saprai mai finché loro non ti chiameranno… da Aleph, la sede centrale di Global Frequency, dove gli ordini vengono dati da Miranda Zero, ideatrice e operatrice dell'organizzazione. Non è certo il suo vero nome, ma è l'unico che avrai. […] Global Frequency esiste grazie al denaro che ha fatto compiendo delle brute azioni negli anni '90 e dai finanziamenti occulti che le nazioni industrializzate del G-8 passano a Global Frequency per fare... quello che fa. […] Tenere un occhio aperto sulle brutte cose che l'opinione pubblica non deve mai venire a conoscenza. Tutti i "black project", le aberrazioni della scienza, i terrorizzanti incontri con l'ignoto, le trappole della Guerra Fredda … sono tutti lì, come mine sparse sul terreno. Alla fine qualcuno ci finirà sopra. Global Frequency è lì per evitare questo e per disinnescare la mina prima che esploda nella coscienza popolare e causi danni maggiori di quanto ne abbia già fatto.
Sei anche tu su Global Frequency?
12 storie. 12 albi. Pubblicato da DC Wildstorm, a partire da Ottobre 2002. 

[2] Tratto da The Old Bastard's Manifesto di Warren Ellis (2000)
QUINTO PUNTO
In tutta franchezza, fanculo ai supereroi. L'idea che quella roba domini un intero genere è assurda. È come se tutte le librerie del mondo avessero gli scaffali pieni di romanzi sulle infermiere. Immagina la scena. Vuoi un nuovo libro, ma devi farti largo attraverso trecento nuovi romanzi rosa in esposizione prima di poter trovare qualsiasi altro genere. Un medium in cui la proporzione di romanzi sulle infermiere sovrasta il resto della produzione di libri con rapporto 100 a 1. I fumetti di supereroi sono come dei maledetti funghi che soffocano tutto quello che c'è intorno.

Ultimamente c'è stata la tendenza di dire che i supereroi tutto sommato sono ok. E se sono fatti bene non posso che essere d'accordo. C'è spazio per qualsiasi tipo di fumetto ben fatto, non importa quale sia il genere.

Ma questo non esenta nessuno dall'andare in giro e bruciare con le torce tutti i brutti fumetti fino a ridurli in cenere. Non è una scusa per tutta quella roba insulsa con cui DC, Marvel, Image e tutti gli altri inondano il mercato ogni mese.
Se vuoi leggere 300 albi di supereroi al mese allora sei malato e hai bisogno di farti curare.

Strappa dal cadavere fumante del genere supereroistico gli elementi che l'hanno portato a dominare il medium - la folle energia, l'incredibile ricchezza grafica, il feticismo, qualsiasi cosa - e utilizzali per raccontare storie di genere differente. Questo è quello che hanno fatto per MATRIX, dopotutto.

[Intervista pubblicata a Luglio 2002 su Ultrazine.org]

martedì 5 febbraio 2019

Alessandro Bilotta e la fine di Mercurio Loi

Nei giorni scorsi è giunta - un po' a ciel sereno, un po' stranamente prevedibile - la notizia che Mercurio Loi chiuderà con il n.16, in edicola a Marzo.

Per chi non lo sapesse Mercurio Loi è l'acclamata e pluri-premiata serie Bonelli, ideata da Alessandro Bilotta e concretizzata nelle copertine di Manuele Fior, nei disegni, in ordine di apparizione, di Matteo Mosca, Giampiero Casertano, Onofrio Catacchio, Sergio Gerasi, Andrea Borgioli, Sergio Ponchione, Massimiliano Bergamo e Francesco Cattani e nei colori di Francesca Piscitelli, Stefano Simeone, Erika Bendazzoli, Andrea Meloni e Nicola Righi.

Appena ho appreso la notizia ho prontamente buttato giù tre-domande-tre per Alessandro: nel seguito potete leggerle unitamente alle risposte del buon Bilotta (che sentitamente ringrazio), giunte con i dovuti e giusti tempi, degni del Professor Loi.
smoky man: Mercurio Loi chiude/muore. Lunga vita a Mercurio Loi! 
Hai/avete detto tutto oppure c'era qualcos'altro da dire e rimarrà non detto?
Alessandro Bilotta: Non c’è niente che rimarrà non detto, seppure Mercurio Loi non è una serie che scioglie i nodi in modo rassicurante e manda a letto con le idee chiare.
 
Mercurio, a mio parere, è stato (soprattutto) un concreto, meraviglioso luogo di sperimentazione sulla serialità. Un giocoso rompicapo anche per chi legge fumetti da tempo. Una lettura che ci sfiderà anche e soprattutto nel futuro. Quanto hai dato a Mercurio e quanto ti resta?
Alessandro Bilotta: Gli ho dato tutto quello che conoscevo e che contava per me nel momento in cui l’ho realizzato. È presto per me per dire cosa mi resta. A differenza del modo in cui corrono oggi le informazioni, io cammino ancora a passo d’uomo.

E ora si attende Eternity. Già nel titolo una stridente dissonanza rispetto alla "conclusione" di Mercurio. Puoi anticiparci qualcosa in merito, anche per alleviare il dolore per la "perdita" del professore e delle sue camminate per Roma (sempre eterne sulle pagine)?
Alessandro Bilotta: A proposito della stridente dissonanza, il termine eternità per me è già di per sé ironico. Per fortuna non l’ho inventato io, ma qualcuno che doveva convincersi e dare un nome a qualcosa che non esiste. Ecco, ti sto già dicendo troppo. Non ha senso dire molto di più, così in anticipo.

lunedì 28 gennaio 2019

Lee & Kirby 1972: Green Lantern, la droga, i comics

Jack Kirby e Stan Lee ad una convention negli anni '80.
Nei giorni successivi alla scomparsa di Stan Lee mi sono ritrovato a sfogliare diversi numeri del Jack Kirby Collector, storica rivista edita da TwoMorrows dedicata al Re dei comics. Così, per caso, mi sono  soffermato su un breve passaggio iniziando a tradurlo. Confesso d'essermene completamente dimenticato fino... ad oggi. Nel seguito trovate la traduzione.

Si tratta della trascrizione di un incontro tenutosi il 29 Aprile 1972 presso la Vanderbilt University, Nashville, Tennessee, in particolare alcune risposte alle domande dal pubblico dopo lo speech degli autori. Il pezzo in questione si trova a pagina 83 del The collected Jack Kirby Collector Volume One: è incentrato sui famosi albi, usciti qualche mese prima per la National - ossia la casa editrice che poi diventerà la DC Comics - di Green Lantern/Green Arrow (i numeri 85 e 86 scritti da Dennis O'Neil per i disegni di Neal Adams) che trattarono per primi il controverso tema della dipendenza dalle droghe. Buona lettura!
Che cosa pensate di fumetti come Green Lantern/Green Arrow che trattano problemi di rilevanza sociale?
JACK KIRBY: Credo che realizzare una storia su temi così seri per un comic book sia sbagliato. A causa delle intrinseche limitazioni del formato, un comic book non può fare un’analisi conclusiva di un determinato problema. Può farla in termini generali, può probabilmente trattarla marginalmente o farne menzione o forse dedicargli una parte della storia ma non potrà darne un’opinione conclusiva. Se pensassi che Green Lantern abbia realizzato qualcosa di positivo in quella direzione andrebbe benissimo. Ma penso che non hanno potuto darci tutta la storia, e probabilmente hanno lasciato fuori una parte importante del problema. Per cui sento che erano nel giusto ma non hanno capito che serviva un altro formato per farlo. Avrebbero dovuto fare un numero di Green Lantern con più pagine, un volume di 200, 250 pagine. In questo modo si potrebbe raccontare una buona storia su qualsiasi problema, una storia che avrebbe un qualche valore. Perché questi temi non sono intrattenimento, sono problemi reali. E credo che un problema dovrebbe essere descritto minuziosamente. Un comic book, per come è adesso, cerca di far del suo meglio per veicolarlo. Certamente questi albi hanno fatto un buon lavoro, per quanto hanno potuto. Ma penso che  avrebbero dovuto avere più di una sola occasione per raccontare davvero il tema. Perché è quello che uno vuole: se è un tema serio, dovresti raccontarlo in ogni dettaglio. Questa è la mia opinione su Green Lantern.

STAN LEE: Non concordo con Jack sul fatto che i comic book non siano un mezzo idoneo per trasmettere messaggi seri. Ho sempre pensato che i comics fossero una forma artistica legittima, senza alcuna differenza rispetto al cinema, la radio, televisione, romanzi, il teatro... Penso che se un argomento si può trattare in qualsiasi altro media allora può essere trattato anche con i comics. Anni fa, quando ero nell'esercito, tra le varie cose, scrissi dei fumetti su argomenti piuttosto importanti legati all'addestramento. Insegnai alle persone come manovrare un carro armato Sherman e come evitare le malattie veneree.  Argomenti davvero importanti ma usarono dei comics. Fummo in grado di trattare quei temi in modo chiaro, succinto ed estremamente efficace, usando il fumetto. Riguardo Green Lantern, credo che gli editor della National Comics e noi della Marvel abbiamo una politica editoriale completamente diversa riguardo come questo genere di cose andrebbero gestite. Concordo con Jack quando dice che i comics sono intrattenimento; è ovvio che lo siano. Il nostro scopo è intrattenere i nostri lettori come meglio possiamo. Mi piace cercare di mettere dei messaggi nelle storie. Mi piace cercare di fare la morale, predicare... ma va fatto in modo sottile, in un modo quasi subliminale. Invece alla National amano l’idea che i loro albi sia “rilevanti” ora. E da parte mia, è una mia opinione… cercano di colpire il lettore come questa “rilevanza”. Le loro copertine dicono: “Ehi tu, questo è un albo rilevante. Guarda a questo tizio con una siringa infilata nel braccio!” E potrebbero avere ragione loro ma il mio approccio va in una direzione completamente opposta.   

JACK KIRBY: Posso aggiungere soltanto un’altra considerazione? Credo che ci sia una cosa che hanno fatto nel modo giusto. Una cosa che in quegli albi hanno fatto nel modo giusto: hanno mostrato il problema. Credo che se si cerca di mostrare il problema per quello che è, l’ago nel braccio sia il solo modo per rappresentare il tema della droga, il solo modo per rappresentare quel dramma. Perché si tratta essenzialmente di quello. Non c’è un altro modo di farlo. Da questo punto di vista credo che Green Lantern sia stato perfetto. Non hanno girato intorno al problema. Ma credo che non abbiano detto abbastanza. Avrei voluto vedere una storia di Green Lantern più lunga in modo da raccontare la vera storia della droga. Se si raccontasse quella storia e la gente potesse leggerla e capire davvero di cosa si tratta, allora credo che le persone che hanno una qualche inclinazione a scivolare in questo genere di cose esiterebbero a farlo. Per cui l’ago nel braccio, penso, è un simbolo di quello che il problema è per davvero, e se è sgradevole beh, affrontiamolo, è sgradevole e dobbiamo mostrarlo così com’è. E penso che siano stati davvero onesti nel farlo e assolutamente nel giusto.

martedì 1 gennaio 2019

Bilancio 2018

Dopo il bilancio 2017, continuiamo con la "tradizione"...

Il 2018 conferma sostanzialmente i numeri dell'anno precedente, con 28 post contro i 27 del 2017: numeri bassi rispetto ai desideri ma, per lo meno, si resta ancora pragmaticamente "attivi" su questo spazio digitale.
Alan Moore World invece in calo con 48 post pubblicati contro i 61 del 2017, mentre Sardinian Connection è sempre un... archivio statico.

Il 2018 mi ha però visto più "presente" sul fonte cartaceo, con il mio coinvolgimento in tre "piccoli progetti" di cui soltanto uno, Nella mente di Alan Moore, ha visto (ahimè) la luce nel corso dell'anno: confido che gli altri due possano concretizzarsi quanto prima.

Gli apici del mio anno fumettistico sono stati: la fortunata collaborazione con Nicola Testoni, l'oramai rituale e rigenerante partecipazione al TCBF (Massimo veglia su di noi!) e qualche sfizio per la mia fumosa "collezione".

È ora il tempo del 2019 e... i fumetti continuano a piacermi!

giovedì 27 dicembre 2018

MOORE MUSIC 2002

Alan Moore canta con i Sinister Ducks!
Ispirato dal recente "pezzo musicale", recupero dall'archivio un articolo, sarebbe meglio dire L'articolo, in tema. Originariamente pubblicato nel volume Carta Canta - La musica nei fumetti, i fumetti nella musica (Cartoon Club, settembre 2002), riproposto successivamente sul numero 165 della rivista musicale Rumore (Ottobre 2005) e all'interno dello speciale mooriano di Ultrazine.org, ve lo potete "godere" nel seguito, con minime correzioni su alcune date (errare humanum est): chissà che prima o poi non ne elabori una versione rivista e aggiornata. Buona lettura!

MOORE MUSIC

Il legame tra Moore e il mondo della musica è di lunga data, se si considera il fatto che il suo primo incarico professionale fu la realizzazione, nel 1978, di alcune illustrazioni di Elvis Costello e Malcom McLaren per il magazine musicale NME.
Il cortocircuito tra fumetto e musica si ritrova in tutta l'opera di Moore con una gamma di contatti che va dalla semplice citazione all'inserimento di testi di canzoni inedite, dalle sperimentali performance musicali vere e proprie al loro adattamento a fumetti.
Prendiamo in esame i due capolavori dell'opera mooriana, V for Vendetta (1982, disegni di David Lloyd) e Watchmen (1986, disegni di David Gibbons), lavori che hanno rivoluzionato il mondo dei comics portandolo ad un livello di consapevolezza mai raggiunto prima.
In V for Vendetta, ad aprire il Libro 2, troviamo un intero brano musicale, This Vicious Cabaret, completo di spartito e parole. Quello stesso brano, di cui Moore scrisse i testi, fu poi inserito nell'EP V for Vendetta (1984) realizzato dal musicista David J, ex bassista del gruppo Bauhaus e, in seguito, uno dei principali collaboratori di Moore in campo musicale. L'EP, ormai introvabile, conteneva altre due tracce ispirate al fumetto, V's Theme e Incidental.
Esaminando Watchmen, si nota come l'intero volume sia ricco di rimandi musicali, da Elvis Costello a Iggy Pop e David Bowie, dai Police ai Grateful Dead, da Billy Holliday a John Cale. Ma è in particolare Bob Dylan a fare la parte del leone dando il titolo al Capitolo I, At midnight all the agents... citazione dalla superba Desolation Row dell'album dylaniano "Highway 61 revisited" che recita "At midnight all the agents and the superhuman crew...", e al Capitolo IX, Two riders were approaching… tratto da All Along the Watchtower dove Dylan canta appunto "Two riders were approaching the wind begun to howl".
Questa vena di multimedialità di Moore che lega fumetto e musica non si è affatto affievolita ma continua fino ad oggi, nella sua linea di fumetti ironicamente chiamata America's Best Comics. Alcuni esempi: in Top Ten, troviamo gli esilaranti testi "raptus", il rap robotico, la musica preferita dagli abitanti meccanici di Neopolis; in Promethea, il leader della band Limp descrive l'ultimo album del gruppo "Fist & Shout" (nel 1963 esce "Twist and Shout" il primo EP dei Beatles) come "più bello di Gesù", dichiarazione che rimanda ad una analoga resa da John Lennon; in Greyshirt, la storia "Dr. Crescendo" con protagonista uno scienziato pazzo che grazie agli accordi del suo violino ha accesso agli intimi segreti della materia.
Oltre al già citato lavoro su V for Vendetta, Moore ha fatto e continua a fare anche musica "vera". Nel 1983, con lo pseudonimo Translucia Baboon, è il cantante e autore dei testi dei Sinister Ducks, la cui line up comprende David J e il sassofonista Alex Green. La band pubblica il 45 giri The March of The Sinister Ducks, un brano che parla di paperi e dei loro piani malvagi. Con voce corposa e ruvida Moore canta: "You think they're cuddly, but I think they're sinister!/Ducks. Ducks. Quack-quack. Quack-quack./[…]/What are they doing at night in the park?/Ducks. Ducks. Quack-quack. Quack-quack./ […]/Reading pornography, smoking cigars! Ducks. Ducks. Quack-quack. Quack-quack." e conclude con un fulminante, "If they were all right, how come people keep shooting them?". La b-side del disco è Old Gangsters Never Die con relativa trasposizione a fumetti. La band si esibisce due sole volte e nelle parole di David J, Moore "arrivava vestito come un capo cameriere, smoking a coda, e pesanti guanti in pelle da motociclista".

Sempre nel corso degli anni '80, milita nel gruppo The Emperors of Ice Cream con cui realizza un demo tape che non viene però commercializzato. Dichiara Moore: "Alcune [canzoni] le ho scritte quando avevo 17 anni. Il gruppo era buono, ci siamo divertiti e abbiamo fatto qualche bella canzone. Ma eravamo solo una pop band, ed è pieno di pop band. Ci sciogliemmo per le solite "incompatibilità musicali", cioè non potevamo sopportarci." Moore rimane però in buoni rapporti con il membro del gruppo Tim Perkins con cui collaborerà nei suoi successivi progetti. Continuando il cortocircuito musica-fumetto, i testi delle canzoni scritte per gli Imperatori confluirono nell'Alan Moore's Songbook (1998, Caliber Comics) illustrate da noti disegnatori di comics.
Arrivano gli anni '90 e, al compimento dei quarant'anni, Moore decide di affrontare la crisi di mezza età "diventando un mago". Questa sua stravaganza ha un riflesso diretto nella sua produzione musicale che si concretizza in performance teatrali eseguite una sola volta, in cui, accompagnato da un suggestivo tappeto sonoro composto per l'occasione, racconta in perfetto stile reading storie intessute di riferimenti sciamanici e di visioni.
Nasce così nel 1994 l'Hour-long Magical Extravaganza, una performance al Bridewell Theatre di Londra in cui Moore illustra la sua concezione dell' "Idea Space", un cardine della propria visione della coscienza e della magia insita nella realtà. Le musiche sono curate da David J e Tim Perkins, e il CD esce sotto il titolo di The Moon And Serpent Grand Egyptian Theatre Of Marvels.
Il 18 Novembre 1995, giorno del suo 42esimo compleanno, Moore esegue alla Old County Court in Newcastle-upon-Tyne, "The Birth Caul - A Shamanism of Childhood". Un evocativo testo che Moore, seduto su un seggio da giudice, il volto dipinto di cerchi e segni della tradizione magica celtica, cantilena con ritmo ipnotico immergendo lo spettatore in un vorticoso viaggio indietro nel tempo, dalla vecchiaia fino al ventre materno. L'ispirazione per quest'opera nasce dal ritrovamento di un sacco amniotico - birth caul - compresso tra fogli di carta e conservato, come talismano secondo una credenza popolare, tra gli oggetti personali della madre, scomparsa poco tempo prima. Il reading è accompagnato dalle musiche di David J e Tim Perkins, e viene successivamente pubblicato in un CD omonimo. L'ascolto non è certo facile ma il testo denso e multilivello di Moore ripaga ogni sforzo. Dell'opera si innamora Eddie Campbell, già disegnatore di From Hell, che nel 1999 ne realizza un intenso adattamento a fumetti.

Segue nel 1997 The Highbury Working (in CD nel 1999): un volo attraverso spazio e tempo che descrive la storia segreta di Highbury, sobborgo a nord di Londra, alla ricerca del suo angelo protettore. Nel testo di Moore compaiono personaggi come gli originari gemelli siamesi Chang e Eng, il poeta Coleridge e l'immancabile Aleister Crowley. La musica dello spettacolo è realizzata da Tim Perkins e l'effetto è nelle dichiarazioni di Moore "qualcosa che somiglia di più alla musica dance. […] Nel mio misticismo c'è sempre stato un elemento dance. Ciò che abbiamo è un piccolo Sgt. Pepper".
Nel 1999 è la volta di Snakes and Ladder eseguita nella Conway Hall in Red Lion Square a Londra di fronte ai membri della Golden Dawn Society. Accompagnamento dai fidi David J e Perkins, Moore parla di "Real Magic" incrociando la storia di Londra con il potere magico e creativo dell'Arte, tessendo parallelismi tra divinità-serpente e la struttura del DNA. Purtroppo di questa performance non esiste ad oggi una registrazione su CD, ma nel 2001 Eddie Campbell l'adatta in formato comic book.
L'ultima tappa è il CD Angel Passage, una biografia magica su William Blake che Moore mette in scena per le celebrazioni del poeta e pittore inglese nel 2001. La musica è curata da Perkins e nel live si aggiungono le video proiezioni di John Coulthart, noto per le sue illustrazioni lovecraftiane, e l'intervento della danzatrice Andrea Svacsik.

Se riguardo queste performance qualcuno avesse dei dubbi sul loro aspetto strettamente musicale preferendo collocarle in territori prossimi alla letteratura o al teatro, illuminante è il prossimo progetto a cui Moore starebbe lavorando e di cui si parla da tempo: The Disqo Quabalah. "È un disco strumentale" rivela Moore che però non suonerà alcun strumento. "Siamo in un mondo moderno! Non c'è più bisogno di suonare uno strumento. Oggi gran parte della musica elettronica, e questo è Disqo Quabalah, viene "dipinta" in studio…", precisa, "si tratta di scambiarsi idee, concetti, il tutto con l'apporto di Tim Perkins che è il vero musicista del gruppo. Per esempio, per uno dei brani del disco quello che ho fatto è parlare con l'ingegnere del suono e dirgli: 'Vorrei una specie di nebbia, come oro che vaporizza e si dilata, e che il tutto duri circa 8 minuti' e lui mi ha risposto: 'Come vuoi farlo?' così gli ho detto: 'Hai un bel piatto?' E mi ha dato un piatto e ho continuato: 'Ora suono il piatto picchiando con forza e tu registri… Poi aggiungiamo un bel po' di effetti: delay, eco, riverberi… il suono sarà come di un bang corposo e rimbombante. Poi escludiamo il suono originale, ossia io che picchio sul piatto, così resteranno solo il riverbero e la risonanza. Lo mettiamo in un bel loop e lo facciamo durare 8 minuti.' Questo è solo un esempio. Sotto certi aspetti è diverso dal comporre musica, è più vicino all'atto di dipingere: questo è quello che la tecnologia attuale ti permette."

Che dire, c'è più Moore di quanto si possa pensare…

[Pubblicato originariamente nel 2002 sul volume Carta Canta - La musica nei fumetti, i fumetti nella musica edito da Cartoon Club]

mercoledì 26 dicembre 2018

recensioni in 4 parole [61]

L'avventura: un universo!
Pare tornino. Pare. Forse.
Tra macabro e poesia. 
Arrivano i Grandi Antichi!
********
Abbiamo detto 4 parole su: 
Dylan Dog & Martin Mystere - L'abisso del male
di C. Recagno (soggetto), C. Recagno & A. Castelli (sceneggiatura), G. Freghieri & AA.VV (disegni)
Copertina: Angelo Stano
Editore: Sergio Bonelli (collana Maxi Martin Myster N.10)
Formato: brossurato, 194 pagine, b/n
Prezzo: € 6,90
Anno di pubblicazione: 2018
Per qualche parola in più: QUI 

Fantastici Quattro N.1
di Dan Slott (testi) Sara Pichelli (disegni)
Copertina: Esad Ribic
Editore: Panini Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: € 3,50
Anno di pubblicazione: 2018
Per qualche parola in più: QUI 

di Shigeru Mizuki
Editore: J-Pop
Formato: brossurato, 408 pagine, b/n
Prezzo: € 15
Anno di pubblicazione: 2018
Per qualche parola in più: QUI

Dampyr N. 225 - Gli orrori di Red Hook
di Mauro Boselli (soggetto e sceneggiatura), Paolo Raffaelli (disegni)
Copertina: Enea Riboldi
Editore: Sergio Bonelli
Formato: brossurato, 96 pagine, b/n
Prezzo: € 3,50
Anno di pubblicazione: 2018
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venerdì 21 dicembre 2018

Testoni vs Moore: visioni e musica

Art by Nicola Testoni.
In questi giorni sono in mostra - presso il Jailbreak Tattos Studio, Cagliari - le opere realizzate da NICOLA TESTONI per il volume Nella mente di Alan Moore (maggiori informazioni QUI, per chi non volesse farsi sfuggire la possibilità di ammirare dal vivo il talento dell'artista sardo).

Per l'occasione mi sono preso la libertà di stilare una compilation, una sorta di colonna sonora formata da brani scritti e/o cantanti da Moore e da canzoni o musicisti citati in suoi lavori o in interviste dal barbuto bardo di Northampton.
Nel seguito trovate la lista completa. Buon... ascolto! E buona visione delle opere di Testoni!

Se interessati alle opere, contattate l'artista qui.
Il volume è invece acquistabile sul sito Oblò, qui.
Art by Nicola Testoni.
01. Eddie Enrico and his Hawaiian Hotshots - Immortal Love
Di Alan Moore/Tim Perkins.  Originariamente doveva essere allegato come 45 giri in vinile al volume The League of Extraordinary Gentlemen: Black Dossier (America's Best Comics/WildStorm/DC Comics, 2007) ma per motivi legali non fu distribuito. Nel 2012, la casa editrice Knockabout acquisì i diritti per distribuire Black Dossier nel Regno Unito rendendo possibile l'acquisito del vinile tramite Gosh! Comics, fumetteria a Londra di cui l'editore è co-proprietario. Maggiori info qui e qui.

02. Brian Eno - Baby's On Fire

Alan Moore è un grande estimatore di Eno. Qui la trascrizione, in Inglese, dell'intervista al musicista condotta dallo stesso Moore.

03. Velvet Underground - Sunday Morning
Citazione in intervista del 2002, qui.

04. Warren Zevon - Roland The Headless Thompson Gunner
Citazione in intervista del 2002, qui.

05. The Sinister Ducks - March of the Sinister Ducks
Di Alan Moore/David J/Alex Green. singolo 7", 1983. Incluso nel cd allegato al volume Storyteller (Ilex) di Gary Spencer Millidge (2013).

06. Bob Dylan - The Times They Are A-Changin'
Da Watchmen. Capitolo XI, supplemento con intervista a Veidt: pubblicità per il profumo Nostalgia.

07. Iggy Pop - Neighborhood Threat
Da Watchmen. Cap. I, pag. 10, vignetta 1. La musica esce da un boombox mentre Dan ritorna a casa dopo aver incontrato Hollis.

08. Devo - Jocko Homo
Da Watchmen. Cap. VII, pag. 10, vign. 2-3. Laurie dice a Dan che gli occhiali "fanno molto Devo".

09. The Emperors of Ice Cream - Mr. A
Alan Moore/Curtis E. Johnson. Incluso nel cd allegato a Storyteller (Ilex) di Gary Spencer Millidge (2013), da una registrazione inedita del 1992.

10. The Police - Walking On the Moon
Da Watchmen. Cap. III, pag. 19, vignetta 1. Cantata da un soldato.

11. Elvis Costello - The Comedians
Da Watchmen. Cap. II, titolo e citazione finale.

12. Bob Dylan - Desolation Row
Da Watchmen. Cap. I, titolo e citazione finale.

13. Alan Moore & The Jazz Butcher - Trampling Tokyo
Di Alan Moore/Pat Fish. Incluso nel cd allegato a Storyteller (Ilex) di Gary Spencer Millidge (2013), da una registrazione inedita del 1993.

14. Goldfrapp - Human
Citazione in intervista del 2002, qui.

15. Nat King Cole - Unforgettable
Da Watchmen. Cap. VII, pag. 13, vignette 8-9. Canzone utilizzata in una pubblicità per il profumo Nostalgia

16. Billie Holiday - You’re My Thrill
Da Watchmen. Cap. VII, pag. 25, vignetta 7; pag. 26, vignette 1-4, 7. Suonata dalla Owl Ship durante l'azione di salvataggio.

17. The Emperors of Ice Cream - Another Suburban Romance
Di Alan Moore/Tim Perkins/Curtis E. Johnson/ Chris Barber/Pete Brownjohn.
Incluso nel cd allegato a Storyteller (Ilex) di Gary Spencer Millidge (2013), da una registrazione inedita del 1992.

18. The Clash - The Call Up
Citazione in intervista del 2015, qui.

19. X-Ray Spex - Oh Bondage Up Yours!
Citazione in intervista del 2015, qui.

20. Grateful Dead - Cosmic Charlie
Da Watchmen. Si tratta di un brano tratto da Aoxomoxoa, la copertina dell'LP compare in Cap.5, pag.22, vignetta 2.

21. Alan Moore, Downtown Joe Brown & The Retro Spankees - You are my Asylum
Di Alan Moore/ Joe Brown. Dal cd Nation of Saints allegato al n.1 della rivista Dodgem Logic, 2009.
Art by Nicola Testoni.

martedì 11 dicembre 2018

The Show... must go on!

Qualche ora fa sulla pagina Facebook ufficiale di Alan Moore (ebbene sì ne esiste una! E in data 11 ottobre 2018 recitava: "[la pagina] ospita post di diverse persone in sua vece e con il suo permesso") è apparso il seguente "annuncio" che rimanda alla lavorazione del film The Show scritto da Moore per la regia di Mitch Jenkins.

Sebbene questo sia il mio primo serio tentativo in ambito cinematografico, il pubblico potrebbe voler sapere come si colleghi alla mia carriera, recentemente giunta a conclusione, nel campo dei fumetti. La risposta, da parte mia, è "nessun collegamento": è qualcosa di completamente nuovo con incredibili possibilità di mesmerismo e narrazione immersiva.
D'altro canto chi si aspetta cupe distopie nei miei lavori sarà sollevato nell'apprendere che questa storia, essendo ambientata in una Northampton di recente implosa, ne è un ottimo esempio, con una gran quantità di personaggi spettrali, in linea con le attese.
E sì, c'è anche un supereroe, ma non è quello che pensi.

Non si tratta dell'adattamento di un'opera che non doveva diventare un film; si tratta di me e dei fantastici talenti con cui sto lavorando che cercano di realizzare la più sbalorditiva pellicola che il cinema britannico ricordi da molti anni a questa parte.

Questo è The Show e lo stiamo facendo proprio qui e ora!

Alan Moore

Il sito Screen Daily aggiunge: "Il film racconta di un uomo dalle molteplici identità che arriva in città e scopre un mondo di donnaioli, belle addormentate, gangster e avventure".