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lunedì 9 novembre 2015

Lucca 2015 e... l'amore!

Manifesto dell'edizione 2015 di Lucca, opera di Karl Kopinski.
Dopo il reportage da Angoulême e quello dell'ARF, il buon amico ANDREA PAU chiude l'annata calando il tris e regalandoci un bel resoconto della sua Lucca, edizione 2015 (29 Ottobre - 1 Novembre).

Andrea Pau è autore della serie di romanzi Rugby Rebels (Einaudi Ragazzi); insieme a Jean Claudio Vinci ha creato il fumetto Radio Punx, leggibile anche su Verticalismi.

Un corposo grazie fumoso ad Andrea per... la disponibilità e l'ottimo lavoro!
L'AMORE AI TEMPI DI LUCCA COMICS
un reportage di Andrea Pau 

Gianfranco Manfredi sul suo Facebook diceva di aver letto i reportage di un sacco di persone su questa Lucca Comics e nemmeno uno che raccontasse di aver scopato, durante la fiera.
Beh.
Saltiamo i particolari scabrosi, così potrete godervi la giornata tipo del visitatore di Lucca Comics (sarò breve, come disse Pipino).

LA MATTINA
Se non avete una casa dentro le Mura, e venite da Monte San Quirico, è d’obbligo far colazione da Marinella. Mentre risucchiate un tè caldo e vi mangiate una pasterella (ricordatevi che da queste parti si chiamano, inevitabilmente, ‘pezzi dolci’), potete leggere i gioviali articoli della stampa locale. Il primo giorno titolavano ‘L’invasione del popolo dei comics’, il venerdì come vedete nella foto.
Per il sabato probabilmente avranno scritto qualcosa di misurato tipo “L’assalto dei fumettisti”, “Il flagello degli inchiostratori”, “La peste bubbonica dei nerd”.
Dopo aver trovato fortunosamente parcheggio in un campo di girasoli, oltrepassate le Mura ed ecco la prima buona notizia di Lucca 2015: LA FIERA È VIVIBILE, ALLELUJA! So che pare incredibile, ma invece di restare incasellati per otto ore tra un Naruto e un disegnatore dotato di cartella A2, quest’anno potete persino arrivare da un punto A a un punto B senza dover scomodare un’ambulanza.
Sono miglioramenti sostanziali rispetto all’edizione di un anno fa, e bisogna fare i complimenti a chi ha cercato nuove soluzioni (il tetto massimo di biglietti? Diversa dislocazione dei padiglioni? Irripetibili preghiere a Shub Niggurath?).

Arrivate in piazza San Michele, ed ecco la seconda buona notizia: C’È LA BATMOBILE, CRISTOSANTO. LA BATMOBILE! Restate in adorazione come davanti a una batmadonna, poi vi fate forza e viaggiate verso Piazza Napoleone.
Bat-figate!
E poi verso il padiglione Games. 
Folla immane ai Games.
E poi verso il Family Palace (dove potrete farvi passare per un seienne con la barba e sparare con le Nerf). In questo dolce girovagar, potrete incontrare ospiti della manifestazione come Paul Azaceta, cocreatore di Outcast, il nuovo fumetto di Kirkman; Asaf Hanuka, bravissimo autore israeliano che ha disegnato Il Divino, libro che vi aveva talmente affascinato ad Angouleme da comprarne l’edizione francese (voi che di francese notoriamente capite enormi cazzi); Pierdomenico Baccalario, scrittore  che presentava The Lock, progetto editoriale sviluppato a metà tra il Giappone e l’Italia da Gakken e Atlantyca Entertainment; Kim Jung Gi, illustratore coreano che è un vero fenomeno: in area performance disegnava soggetti difficilissimi come i cavalli – in prospettiva, per giunta!-  senza nemmeno la traccia a matita… peccato che come narratore a fumetti sia troppo barocco, per non usare epiteti di cui potreste pentirvi; gli illustratori Otto Schmidt e Luis Quiles. Potreste trovare anche Herbie Brennan e Robert Kuntz che conoscete anche se leggete pochissimo fantasy e durante i giochi di ruolo vi addormentate con crasse russate. 
I "disegnini" di Kim!
Dopo tutto questo popò di gente, potreste accorgervi che è ora di 

PRANZO

Come sempre, la vostra meta preferita è Pinelli, la magica pasticceria che, oltre ai già citati pezzi dolci, propone appetitosi  pezzi salati  i cui prezzi – giuda ballerino, che calembour!- non sono affatto salati. Ahahahah, quanto siete matti!
Il pomeriggio potreste andare assistere a qualche incontro, a un educational, a uno showcase… insomma, fate un po’ il cazzo che vi pare, magari iniziando con le mostre. Lo so, non vi piace essere roboanti o sensazionalisti, sono caratteristiche che non vi appartengo MAPPORCOGGIUDA, QUANTO ERANO UNA BOMBA!

Entrate nella prima sala, dedicata a Bonvi e  alle Strurmtruppen. Perdetevi nella personale di Richard McGuire, nelle illustrazioni tratte da Qui, istantanee che raccontano le storie di alcuni luoghi, dalla preistoria al futuro prossimo venturo. Fatevi percuotere dalla passione dei ciclisti dipinti da Kopinski, dove il colore pastoso cola come il sudore, trasmettendo tutta la fatica del gesto sportivo. Inginocchiatevi dinanzi al genio di  Tuono Pettinato, che racconta la sua mostra in prima persona (o meglio, la fa raccontare dal suo avatar disegnato).
Rideren con Bonvi.
I luoghi di McGuire.
Il sofferente Pantani di Kopinski.
Ma ohibò, ecco che qualcosa vi turba. Uno stimolo più forte ancora dell’arte, naturale eppure maledetto: cercate un cesso, orsù. Spingete la vostra ricerca fino ai locali della Fondazione Banco di Lucca. A quel punto venite attratti da un cartello e cominciate a salire le scale, senza farvi scoraggiare dai gradini.
Lassù, all’ultimo piano, troverete la personale di Stefano Faravelli. Non avete mai sentito parlare di lui? Probabile, ma appena vedrete un suo quadro, sarete fatalmente trascinati dentro i suoi paesaggi. Dai carnet di viaggio alle panoramiche a metà tra realismo e ricostruzione onirica, la sua arte giocosa vi farà passare quasi un’ora fuori dalla follia della fiera. Ascoltatelo mentre spiega il suo lavoro, perché usa le parole come magia. Faravelli è puro magnetismo.
I paesaggi di Faravelli.
Lasciata la mostra e vi viene in mente che, affascinati, non avete fatto pipì. Infilatevi in un Sebach. Uscite che è già il

TRAMONTO
Fate una capatina allo stand Panini, arrivate in quello Bonelli. Osservate l’automobile che sta all’esterno. Si tratta di Monolith, la macchina protagonista del film tratto dal fumetto di prossima pubblicazione di Recchioni, Uzzeo e LRNZ. Sì, perché quest’anno la terza notizia è che: IL FUMETTO INCONTRA LE ALTRE ARTI. Bonelli la fa da padrone: oltre al film, a breve sarà coinvolta in una serie tv (The Editori is in, che racconta la quotidianità di un redattore che viene in contatto diretto con autori e, soprattutto, con i personaggi della casa editrice, in un connubio di animazione e live action). Ma sono importanti anche progetti come Ernest Egg, che nasce libro, vuole crescere board game e, intanto, è quasi diventato un film in stop motion! Onore agli autori (il buon Paul Izzo su tutti) che hanno coinvolto nel progetto uno come Claudio Di Biagio. Il regista, già odiato/amato per il fanfilm su Dylan Dog, è un noto youtuber, e non è l’unico saltato a bordo del carrozzone lucchese. Nel gigantesco stand Shockdom, ad esempio, erano ospiti i Nirkiop e il bravo Dario Moccia, e in generale gli scambi tra i due ambiti sono sempre più stretti. Qualcuno li guarda con sufficienza, ma voi siete per niente schizzinosi: come nella società reale, credete che la commistione tra persone con interessi diversi possa creare ibridi molto interessanti anche nel fumetto. Soprattutto quando c’è il talento: a usare una webcam sono bravi tutti, a sapere come utilizzarla con gusto, no.

Tornate in Piazza Napoleone e nello stand di Edizioni BD notate un autore internazionale. Spalancate gli occhi: è un autore  maturo; uno che ha lavorato con un personaggio leggendario, entrato nell’immaginario dei suoi lettori grazie a storie di violenza e redenzione; uno che dall’America ha conquistato tutto il mondo. No, non sto parlando di James O’Barr, l’acclamato autore del Corvo, ma del disegnatore che gli sedeva a fianco: Daniele Serra, che ha illustrato una storia del mai troppo lodato scrittore texano Joe R. Lansdale. Sfogliate il libro di Daniele, ammirate quel suo tratto sporco e scuro ed esplodete in espressioni di sorpresa.

Poi lasciate piazza Napoleone, oltrepassate il cortile degli Svizzeri, infilatevi in Self Area e guardatevi attorno: è pieno di fumetti! Certo, voi siete sagaci e sapete bene che i fumetti si trovano anche in fumetteria, ma alla Self Area trovate soprattutto roba che in libreria non arriverà mai. Sfogliate, sfogliate. Sfogliate Mother, progetto collettivo di Delebile, che nasconde vere perle dentro un contenitore dalla grafica curata. Aprite Rock Motel (Squame), libro bellissimo che contiene un centinaio di illustrazioni raffiguranti icone del rock. Fatevi attrarre da La rabbia del canarino (Incubo alla balena), antologia di racconti brevi dai tratti spesso ostici e dalla narrazione altalenante (su tutte, la allucinata storia casalinga di Niccolò Tonelli vale il prezzo del libro). Ammirate il quarto numero della saga di Black Block, dei ragazzi di Damage Inc.

Poi fermatevi da loro: i Mammaiuto, collettivo che da anni regala via web fumetti di qualità sempre sopraffina. Quest’anno, i gran visir della Self Area sono protagonisti di due colpacci: hanno vinto la menzione speciale del Gran Guinigi con From Here to eternity di Guarnaccia (libro che fortunatamente avete comprato l’anno scorso, dato che è esaurito) e hanno tirato fuori un antologico di storie con un unico soggetto, che è anche il titolo del volume: Un ragazzo parte per un viaggio ferisce qualcuno non torna più a casa.
Stanno per chiudere i padiglioni, quando tornate in piazza del Giglio a comprare Amazzoni (Passenger Press): un insieme di autori bravissimi dentro una curata confezione pocket.
Puccini by night.
È SERA, ORMAI.
Infilatevi al Caffè del Mercato, fermatevi a riflettere: Lucca quest’anno pare meglio degli anni scorsi. Ordinate un peschino: sia mai che è migliorato anche lui. Sorseggiatelo. Niente da fare, resta ancora troppo legato alla tradizione. Cercate un ristorante dove mangiare, avete l’imbarazzo della scelta… se trovate un posto libero, otto volte su dieci mangerete bene. Se siete davvero fortunati, potreste capitare a cena a casa delle editor più brave del fumetto italico, e durante l’agape improvvisare con gli altri ospiti una tavola rotonda sulla scena fumettistica nazionale: Gipi, Fior, Pira, Ratigher, Reviati, Sio e chi più ne ha. Uscite satolli, e 
Lucca notturna.
LA NOTTE
vi avvolge. Vi dirigete al Borda Fest, che durante il giorno ospitava incontri e mostra mercato di autoproduzioni, mentre la notte presenta concerti e decibel e luci soffuse e gente che urla per parlare e birre che non si capisce bene da dove arrivino.
Concludete poi la serata in Piazza Anfiteatro: là, dove i confini si annullano e il mondo del fumetto è un’unica isola felice lambita da ondate di birra dozzinale; là, dove l’autoproduttore parla con Manara che parla con un letterista che parla con Liberatore che parla con voi.
Innamoratevi venti volte delle fumettiste, attaccate bottone, poi tornate a casa sconsolati.

Diavolo di un Manfredi, quanto aveva ragione.
Sardi uniti a... Lucca!

venerdì 5 giugno 2015

DEBUGGERS: un trailer a fumetti

Ne avevamo già parlato qualche tempo fa (qui), ebbene a fine 2013, su Bizzarro Magazine Vol. 3 - numero tutto incentrato sul tema videogiochi - apparve un breve divertissement a fumetti da me ideato e sceneggiato insieme al buon Biagio Cephalus

La storia, intitolata Debuggers, voleva essere - citando la descrizione del magazine ma anche, in sintesi, le parole dell'editor che mi aveva coinvolto - "un fumetto formato trailer per un film immaginario". Personalmente i rimandi, più o meno evidenti, sono a film come Tron, Il tagliaerbe, Wargames e, ovviamente, tutta la produzione cyberpunk con in testa Neuromante di William Gibson.

Ai disegni i formidabili e generosi amici Daniele Serra (apprezzato e premiato illustratore e fumettista dal segno tenebroso) Abhishek Singh (noto in Italia per l'eccellente volume dedicato alla figura di Krishna), che si fecero convincere a "dividersi" le tavole: un escamotage che io e Biagio ideammo per bilanciare le esigenze narrative e la deadline della storia con i concomitanti impegni dei disegnatori coinvolti. Per la serie "la necessità aguzza l'ingegno"...

Lettering e grafica dell'immancabile e poliedrico Daniele Tomasi

Nel seguito potete leggere il fumetto e soprattutto apprezzarne la splendida resa grafica ad opera di Serra e Sigh, che ancora sentitamente ringrazio per la collaborazione: per una migliore visione, scaricate le immagini.

Ah... se per qualche motivo vi state chiedendo se noi avessimo idea del "film" nella sua interezza, beh... a volte è meglio non farsi certe domande... ;)
Tavola 1: disegni di D. Serra.
Tavola 2: disegni di D. Serra. Tavola 3: disegni di A. Singh.
Tavola 4: disegni di A. Singh. Tavola 5: disegni di A. Singh e D. Serra.
Disegni di D. Serra. Lettering e grafica: Daniele Tomasi.

giovedì 23 gennaio 2014

[SPOT 01] Veins and Skulls di Daniele Serra

Rieccoci con una nuova rubrica aperiodica dedicata alle "segnalazioni pubblicitarie" di opere a fumetti, art book, sketchbook - e simili - degni, a mio modestissimo parere, d'attenzione.

Si parte (ancora una volta) con Daniele Serra - illustratore e fumettista, vincitore nel 2012 del British Fantasy Award - e con il suo Veins & Skulls, art book pubblicato nel Dicembre scorso dall'editore inglese Short, Scary Tales Publications: un cartonato di 64 pagine a colori che propone le evocative immagini di Serra - sempre in bilico tra orrore e sentimento - in un confronto serrato, enigmatico e seducente, tra la vita (le "vene" del titolo) e la morte ("i teschi"). 
Visioni in cui perdersi, tra i segni di una pennellata e una macchia di colore, immaginando storie e situazioni in cui la vita scorre come impetuoso rosso sangue e la morte è una fermata inevitabile e... i teschi hanno un fascino irresistibile!
Introduzione a cura di Jeff Mariotte, scrittore e sceneggiatore di fumetti, con cui Serra ha collaborato per la miniserie Fade to Black edita dalla Image nel 2010.
Per ulteriori informazioni sul libro, leggete qui.

Ma se non volete dare ascolto alle mie fumose parole...
...state a sentire quello che hanno da dire di Serra scrittori del calibro di Joe R. Lansdale e Ramsey Campbell.

"Unico e sbalorditivo. Daniele è un artista fantastico." [Joe R. Lansdale]

"Daniele Serra crea Arte di grande sensibilità e raffinatezza: è in grado di comunicare con la forma di una linea o con la sfumatura di un colore molto di più di quanto la maggior parte dei pittori riescano a fare con un'intera tela. Guarda i suoi lavori e loro ti scrutano nel profondo." [Ramsey Campbell]
Tutte le informazioni sul libro potete trovarle QUI.

sabato 4 gennaio 2014

The Smoky Man sul Pianeta proibito

Una tavola da L'Intervista di Manuele Fior.
Grazie all'invito di Joe Gordon, "anima" di Forbidden Planet Blog, ho dato il mio piccolo contribuito al loro "Best of the Year 2013", ospitato sul sito con decine di interventi di autori e addetti ai lavori, stilando la mia personalissima fumosa selezione. Potete leggerla - in Inglese of course - QUI.

Ovviamente ho colto l'occasione per segnalare alcuni autori italiani che apprezzo e che magari susciteranno interesse - nel caso non li conoscessero già - nei lettori anglofoni: Manuele Fior (e il suo splendido L'Intervista), l'amico Daniele Serra e il "mostruoso" talento di LRNZ.

Per tutti i dettagli del mio "sproloquio": qui
(E... Buon 2014!)
Illustrazione di LRNZ.

domenica 13 ottobre 2013

Un miracolo!!! (Intanto Lucca si avvicina...)

Un sinistro Marvelm... ehmmm, Miracleman firmato Joe Quesada.
A dire il vero, il post che avevo scritto iniziava in modo diverso ma la notizia è troppo ghiotta e per me fondamentale perché possa ignorarla: sabato scorso, 12 Ottobre, durante il New York Comic Con e dopo un'attesa che definire leggendaria è un eufemismo, la Marvel ha annunciato che a partire da Gennaio 2014 inizierà finalmente a ristampare Miracleman, portando anche a compimento la run in sospeso scritta (mille mila anni fa) da Neil Gaiman per i disegni di Mark Buckingham. Che dire se non... meraviglioso miracolo!!!
I dettagli non sono ancora ben noti ma nessuno ha fatto il nome di Alan Moore, come richiesto dal Bardo di Northampton. Chi fosse interessato a capire un po' di più sull'annosa controversia legata a Marvelman/Miracleman può leggere l'ottima serie di articoli dedicati al tema dal super esperto Pádraig Ó Méalóid: qui.
Il manifesto dell'edizione 2013 di Lucca Comics and Games.
Intanto in Italia... tutta l'attenzione degli appassionati e degli addetti ai lavori, con in prima linea (giustamente) gli autori e la casa editrice coinvolti, è (o sembra essere) puntata sull'attesissima imminente uscita (il 16 Ottobre nelle edicole di tutta Italia) di Orfani, miniserie Bonelli, a colori ideata da Roberto Recchioni e Emiliano Mammucari. Se ne parla qui e qui, solo per dare due riferimenti autorevoli come Susanna Raule e Michele Ginevra.
E... la manifestazione di Lucca si avvicina a grandi passi! Dal 31 Ottobre al 3 Novembre tutti a Lucca, verrebbe da dire. Anche se.. ad essere sinceri, difficilmente ci sarò, fisicamente. Mentre è probabile che ci sia qualche libro a cui ho lavorato e... forse una sorpresa. Forse. Ma di questa "sorpresa", nel caso, ne riparleremo.
Orfani N.1, copertina di Massimo Carnevale.
Però... 2020 Visions, vecchio volume del 2012, che ho "ideato", curato e aiutato a nascere, è tra i candidati, tra altri 91 (!) titoli, al Gran Guinigi nella categoria "Miglior storia lunga". Piccole soddisfazioni per un libro su cui ho investito tante energie e passione, forse oltre il ragionevole, per proporlo in un'edizione Italiana... anche se credo sarà difficile (e comunque, irrilevante) risultare vincitori! :D
Sempre in tempo per la kermesse toscana sarà (finalmente) disponibile il terzo numero di Bizzarro magazine, incentrato sul rapporto tra cinema e videogiochi. All'interno una short scritta da me insieme all'amico Biagio Cephalus per i disegni di  Daniele Serra e Abhishek Singh. Ne parlai qualche tempo fa. Inutile dire che non sto nella pelle all'idea di stringere la rivista tra le mani .
Copertina di Bizzarro Magazine Vol. 3 firmata Alain Poncelet.
Ma il Grande Evento di Lucca 2013, per me, sarà il nuovo libro di Gipi. Intitolato semplicemente unastoria, segna il ritorno al Fumetto del magistrale autore de LMVDM dopo una lunga pausa di riflessione che aveva fatto temere diventasse un'assenza a tempo indefinito dai lidi della Nona Arte.
Immagino file chilometriche allo stand Coconino per firme e sketch!
 
 
Sopra, copertina e alcune tavole da unastoria di Gipi.
Viva il Fumetto! Viva i miracoli!
Lucca o non Lucca!

lunedì 11 marzo 2013

accadono cose Bizzarre

Una vignetta da Debuggers. Disegni: Abhishek Singh.
Nella seconda metà del 2012 "ho lavorato" ad una piccola idea, insieme ad un gruppo di talentuosi amici, che abbiamo finalizzato a Gennaio di quest'anno. Si tratta di una short a fumetti (di 5 tavole, più un "poster" finale) che uscirà a breve sul terzo numero di Bizzarro Magazine (edita da Laboratorio Bizzarro Edizioni), nata su "invito" dell'amico Christian G. Marra di Passenger Press, curatore della sezione fumetti della rivista.
La short s'intitola Debuggers ed è stata co-ideata e co-sceneggiata (con un approccio tendente al Marvel method, lo ammettiamo) da me e dall'amico Biagio Cephalus, e segna il ritorno di entrambi alla scrittura di un fumetto... beh, dopo eoni! Alla parte grafica invece due straordinari artisti, che da veri amici hanno aderito alla folle idea, dividendosi equamente le 5 tavole tra loro (e sì, in una disegnano... a quattro mani!): Daniele Serra e Abhishek Singh. Credo basti seguire i link e visitare così i loro siti per rendersi contro dell'eccezionale Arte di questi due autori che hanno nobilitato (e dato un senso) con il loro talento grafico questo piccolo divertissement: GRAZIE! Aggiungo solo due info: di Abhishek Singh Bao Publishing stamperà prossimamente l'attesissimo Krishna, mentre Daniele Serra, dopo essersi aggiudicato il prestigioso British Fantasy Awards 2012 nella categoria “Best Artist, è al momento al lavoro su un fumetto scritto da Joe R. Lansdale.
Sopra: vignetta e sketch per Debuggers. Disegni di Daniele Serra.
A chiudere il "cerchio del talento", ecco il lettering (e il "supporto" grafico per il poster finale) dell'ottimo Daniele Tomasi, altra "vecchia conoscenza" per chi segue le mie fumose incursioni nel mondo del Fumetto. Anche a lui va un sentito ringraziamento.
Che altro aggiungere? Come dite? Di che parla Debuggers? Ehmmm... Beh sì, la storia è... un trailer a fumetti di un ipotetico film ispirato al tema del numero della rivista. Capito poco o nulla?
Nel seguito potete leggere due chiacchiere (condotte via email) con Daniele Silipo, co-fondatore insieme ad Alessandra Sciamanna, di Laboratorio Bizzarro Edizioni. Magari vi chiarite un po' le idee. Buona lettura. :)
Copertina di Bizzarro Magazine N.1. Illustrazione di GABZ.
Cos'è Bizzarro Magazine e come nasce?
Daniele Silipo: Bizzarro Magazine è una collana editoriale di libro/riviste monografiche, che unisce assieme saggistica, fumetti, racconti, illustrazioni, stimoli e invenzioni. Il punto di partenza è sempre il cinema, ma ci piace spaziare a 360 gradi, toccando ogni ambito umano, dalla letteratura agli anime, dalla storia ai videogiochi, dall'arte alla musica. Tutto ciò che desta il nostro interesse - e si lega al tema di copertina - trova posto in Bizzarro Magazine. Siamo onnivori e curiosi, ci piace guardare il mondo da prospettive insolite e distorte; consideriamo la cultura, l'arte, la conoscenza umana come un unicum comunicante e non come un archivio a compartimenti stagni.
La struttura dei vari volumi rispecchia questa volontà, abbracciando tutti i linguaggi possibili su supporto cartaceo: saggistica, recensioni, fumetto, narrativa, illustrazione, grafica. Ogni cosa è "tirata dentro" per un motivo preciso e non per "farlo strano". I fumetti hanno lo scopo di introdurre il tema in modo fantasioso e imprevisto, il racconto finale per chiudere in bellezza aprendo altre suggestioni, le illustrazioni completano la parte scritta sviscerando il “non detto” o sintetizzando in pochi tratti il senso dell'articolo, il dizionario dei film centrale, infine, è un modo per scattare una panoramica su un determinato genere/tema, poiché consente di abbracciare ogni diversità e tante voci diverse. Nessuna parte di Bizzarro Magazine può essere eliminata senza che la struttura generale ne risenta. Tutto è fondamentale. Questo è il risultato che volevamo ottenere e spero che si veda.

I Fumetti e Bizzarro Magazine? Quali temi dei n. 1 e 2 e quali contributi fumettistici?
Come dicevo sopra, i fumetti in BM svolgono un ruolo importantissimo, è il benvenuto che diamo ai lettori, cercando di presentare subito il tema di copertina attraverso i fantasiosi occhi di fumettisti e sceneggiatori. Inoltre, per rendere la sezione ancora più in sintonia con il resto del magazine, abbiamo deciso di dargli la forma di trailer cinematografici. I nostri fumetti sono dei “trailer-comics” che in sei pagine presentato un’idea non necessariamente in modo narrativo, come in un promo cinematografico. Non a caso, le copertine, compaiono alla fine.
I volumi usciti finora sono stati due: Kaboom incentrato sul “dopo apocalisse”, e Weird Weird West sul western anomalo e non convenzionale. Gli artisti che hanno interpretato questi temi sono diversissimi tra loro (Dall'Oglio, Camme Fantaman, Alexander Kostenko, Christian G. Marra, Cammello, Greta Xella, Sandro Dossi) e siamo contenti di questa gran varietà che abbiamo ottenuto, grazie all'attenta selezione del nostro “mastro fumettista” Christian G. Marra di Passenger Press: è lui che cura la sezione.
Copertina di Bizzarro Magazine N.1. Illustrazione di Alberto Ponticelli.
Anticipazioni sul n. 3? Qual è il tema del numero? I fumetti? Quando esce e come?
Il numero tre sarà sicuramente il più “pop” a livello grafico, grazie al lavoro strepitoso del nostro art director Marco Andreoletti, che ha donato ai nostri volumi un look riconoscibile e personale, sin dalla prima uscita. Il tema sarà “cinema e videogame”, ovviamente trattato alla nostra maniera (non aspettatevi un compendio di  adattamenti videoludici). Tra i fumettisti: Tommaso “Spugna” di Spigna, Valeria Bafumi e un tizio “fumoso” che inizia per “s” e finisce per “man”, che si è portato dietro una piccola squadra di disegnatori. Per l'uscita, ci siamo quasi, ancora un po' di pazienza.

Il riscontro in termini di pubblico e critica. Che cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi numeri?
La collana è diventata subito di culto e il pubblico ha risposto bene, ogni volta che deve uscire il nuovo volume ci rendiamo conto che le attese sono alle stelle. Ovviamente BM è e rimane un prodotto di nicchia, ma è nato per essere così e la cosa non ci dispiace affatto, anzi, solo con queste “misure” si è veramente liberi e le soddisfazioni sono autentiche. La critica ha risposto in modo positivo, salutando l'avvento di BM come una ventata d'aria fresca.
Il prossimo volume (tema top secret), avrà quasi sicuramente qualcosa di diverso rispetto agli altri, probabilmente la collana “crescerà”... ma è ancora presto per dire di più.

Daniele Serra sul Web: qui.
Abhishek Singh sul Web: qui.
Il blog di Laboratorio Bizzarro Edizioni: qui.

lunedì 12 dicembre 2011

Daniele Serra: visioni dark

Si parte. Perché aspettare l'anno nuovo?, mi domandavo. E così, come detto, si parte. L'intento è quello di presentare con cadenza "regolare" (settimanale? quindicinale?) un'intervista ai protagonisti del Fumetto, nazionali e internazionali, noti e meno noti: ovviamente, disegnatori e sceneggiatori, ma anche traduttori, coloristi, editor, editori e chi più ne ha più ne metta. Ovvio l'intento, come si può ben capire, è bello impegnativo. Andrà a buon fine? Fino a quando? Beh, come dice il saggio, "chi vivrà, vedrà".
Senza perdere tempo quindi, iniziamo con una chiacchierata con DANIELE SERRA, talentuoso disegnatore di fumetti e illustratore, più noto all'estero che in Italia, con all'attivo numerose pubblicazioni come copertinista di romanzi horror per case editrici anglofone specializzate nel genere, disegnatore di una miniserie per la Image Comics e prossimo all'esordio italiano con l'adattamento di un racconto di Marcello Fois
Maggiori informazioni sull'autore e novità sui suoi lavori possono trovarsi sul suo sito personale: www.multigrade.it 
Non nascondo infine che conosco Daniele "dal secolo scorso" e questa intervista è stata per me un vero piacere. Un grazie quindi a Daniele per il tuo tempo e la tua generosa disponibilità. E per avermi regalato l'immagine del nuovo header del blog! :)
 
smoky man: Partiamo dalla fine, ovvero da uno dei tuoi ultimi lavori. In pratica sarà il tuo "esordio" italiano. Mi riferisco al romanzo a fumetti realizzato insieme allo scrittore Marcello Fois. Cosa puoi dirci di questo progetto? Come è nato? Di cosa si tratta?
Daniele Serra: La collaborazione è nata per caso, ho conosciuto Fois alla fiera di Torino e dopo due chiacchiere lui mi ha lasciato la sua email, ripromettendoci di rimanere in contatto.
Successivamente lui mi ha parlato di un racconto edito da Guanda che sarebbe stato felice di trasformare in una graphic novel. Così abbiamo preparato una submission e l’abbiamo spedita a Guanda che dopo tre giorni ci ha dato l'ok. Si tratta di un noir molto "sporco", per certi aspetti abbastanza morboso
sketch per Carne, graphic novel scritta da Marcello Fois
sm: Come è stata la collaborazione con Fois? Ha contribuito alla sceneggiatura? Che tipo di apporto ha dato all’adattamento?
DS: Io mi sono occupato dell'adattamento con la sua super visione. È stato molto interessante perché a lui interessava la mia visione della storia, quindi mi ha dato carta bianca. Naturalmente su vari passaggi abbiamo lavorato insieme e il suo apporto è stato decisivo. Oltre al fatto che i dialoghi e le didascalie sono tratti “pari pari” dal racconto.

sm: Puoi direi il titolo del racconto o no?
DS: Sì, si intitola Carne. È il nomignolo del protagonista: Carnevali. E definisce perfettamente il tipo di personaggio... parecchio carnale e disincantato

sm: È un lavoro a colori o in bianco e nero?
DS: È a colori. E devo dire che è stato molto interessante perché penso che il mio tratto funzioni bene con la storia. Mi piacciono le cose cupe e sporche, e il racconto presentava entrambi gli elementi. Più che a livello di disegno è stato stimolante trovare soluzioni sequenziali che funzionassero e anche qui l'apporto di Fois è stato importante grazie alle sue esperienze di sceneggiatore per la televisione.

sm: Il tuo è un segno molto intenso, direi un po' "espressionista"… Quali compromessi o "ostacoli" hai incontrato e superato durante la lavorazione?
DS: Ho avuto carta bianca. Niente compromessi, o meglio qualcuno sì. Ci sono scene osé parecchio esplicite nel racconto che ho affrontato in maniera più soft andando più sull'erotico.

sm: Dalla preview che mi hai fatto vedere e confesso, non conoscendo il racconto originale, direi che la storia mi sembra abbastanza torbida...
DS: Molto torbida! Non per tutti probabilmente…
character design per Carne, graphic novel scritta da Marcello Fois
sm: È già prevista una data di uscita?
DS: Una data precisa ancora no. Ma il libro uscirà di certo nel corso dell'anno prossimo. Sto consegnando i file in questi giorni. L’editing dovrebbe farlo Tito Faraci.

sm: Volevo ritornare sul discorso relativo al fatto che questo adattamento a fumetti è, sostanzialmente, una sorta di esordio per te sul mercato italiano. E di certo non si può dire che tu sia un "volto nuovo", con i numerosi lavori pubblicati all'estero. Come ti senti rispetto a questo? Puoi raccontarci il tuo percorso?
DS: Sì è praticamente il mio esordio in Italia. Diciamo che inizialmente mi sono detto una cosa: in Bonelli difficilmente riuscirai ad entrare. E così ho eliminato il mercato italiano. Mi sono dato da fare mandando tantissime submission a case editrici americane. Ho iniziato con piccole realtà con progetti alla fine mai usciti, ma che mi hanno permesso di capire un po’ il funzionamento del loro mercato. Poi andando a S.Diego ho fatto un po’ di pubbliche relazioni, conosciuto autori ed editori, che pur non volendo investire su di me sono stati gentilissimi nel darmi consigli. Mi sono quindi rimboccato le maniche e ho continuato a cercare autori con cui presentare progetti. Da qui è nato il connubio con Nicholas Doan che mi ha permesso di lavorare per la DC (con un fumetto online della Zudacomics).
Mettere un piede dentro il mercato facilita le cose. Infatti lavorare per la DC mi ha permesso di presentarmi in maniera diversa agli editori che, diciamo, mi davano più credito. Tutto questo non è stato aiutato dal mio stile un po’ ostico, forse poco “commerciale”. Mi sbattono ancora molte porte in faccia, ma almeno adesso mi salutano prima…
Fade to Black N. 1
sm: Immagino… :) Ma poi sono arrivati anche i frutti.... Penso ad esempio alla tua miniserie con Jeff Mariotte, Fade to black, pubblicata dalla Image. Come è stata quell'avventura?
DS: Bellissima! Mariotte è incredibile, un vero gentlemen. Professionalmente mi ha dato la possibilità di crescere molto. Lui aveva questo plot non utilizzato, così abbiamo pensato di metterlo in piedi. È una storia un po’ particolare perché va letta in un determinato modo... infatti si può definire una horror-comedy

sm: È una miniserie in cinque albi, a colori. Come è stata l'accoglienza americana? Ipotesi di una possibile uscita italiana?
DS: Mmhhh... è piuttosto complicato il mercato americano, tu lo sai bene. Esce tantissima roba e a meno che non becchi il jolly è difficile vendere molte copie. La Image era molto contenta del lavoro che abbiamo fatto, noi pure. Non abbiamo venduto molto, ma ripeto non era semplice perché FTB è molto di confine. Al momento non si parla di un’uscita italiana, ma chissà nel futuro...
Bella anche l'atmosfera che si respira alla Image! Tutti gentilissimi e veramente appassionati.
Diciamo che sia il lavoro per la DC che per la Image sono un po’ "timidi", nel senso che sono i primi fumetti lunghi che ho fatto. Credo risentano di varie “scopiazzature” da grandi maestri e soluzioni di story telling non proprio riuscite…

sm: Non fare il modesto… :)
[risate]
cover per Delirium Books
sm: Volevo chiederti invece della tua esperienza piuttosto corposa come illustratore e copertinista, in particolar modo di romanzi horror, per diversi editori esteri. Come hai iniziato? Che soddisfazioni ti ha dato e continua a darti? Da poco eri in Inghilterra ospite di un festival... verrebbe da dire "Nemo propheta in patria"…
DS: Ormai sono tre anni che collaboro con varie case editrici, soprattutto americane. Ho iniziato mandando quintalate di submission col mio portfolio. E una volta che sono riuscito a farmi accettare qualche lavoro tutto è stato più facile. Anche se anche oggi la fatica maggiore è quella di perseverare.
Soddisfazioni tante, perché la possibilità di illustrare le copertine dei libri mi riempie di gioia. Da grande appassionato di letteratura horrorifica poter essere l'autore della prima emozione che uno prova guardando un libro è molto gratificante. quest'anno sono stato nominato per il British Fantasy Awards nella categoria "Best artist" tra mostri sacri come Vincent Chong e Les Edwards. Una bella esperienza e soprattutto un grande onore. Adesso ho firmato per 24 copertine con la casa editrice DarkFuse, che si occupa di libri horror in edizioni limitate e autografate. Inoltre adesso sembra che si stia muovendo qualcosa anche in Italia per l'horror. Sta facendo un ottimo lavoro Edizioni XII, anche Delos Books potrebbe essere interessata a fare qualcosa, vediamo un po’. E sto collaborando col web magazine Il PostoNero.
cover per Delirium Books
sm: Qual è il tuo approccio per la realizzazione di una copertina? Leggi il libro... o segui indicazioni di un editor... realizzi delle illustrazioni da proporre? Sono curioso di sapere il "making-of" del tuo processo creativo...
DS: Varia un po’ a seconda dell'editor, c'è chi mi dà carta bianca con solo un'idea di base e chi vuole prima degli sketch su cui poi lavorare insieme passo passo. Non leggo mai l'intero libro perché ci vorrebbe troppo tempo e nella maggior parte dei casi i tempi sono stretti, quindi generalmente mi vengono date delle linee guida o una sinossi della storia. Lavorando su tela spesso è complicato far capire dallo sketch come verrà il lavoro finito, quindi mi devo armare di macchina fotografica e mandare i vari step.

sm: Che tecnica usi? Olio, acrilici? Poi ritocchi con Photoshop?
DS: Generalmente olio e ritocchi con Photoshop. Però a volte capita anche di lavorare con la china e l'acrilico bianco, però vengono fuori cose più estreme che non sempre vanno bene per il target. Ad esempio qui in Italia, Germania e Stati limitrofi vanno moltissimo le foto, infatti è difficile lavorare come illustratore per libri per adulti anche per questo motivo.
cover per Arkana, ebook di racconti
sm: Tavoletta grafica?
DS: Sì, me l'ha regalata mia moglie, ed è stato un regalo illuminante!

sm: Con quale software?
DS: Photoshop, prima coloravo tutto usando la tavoletta. Ora la uso solo per qualche ritocco e per colorare i fumetti.

sm: Ma per le copertine l'approccio mi sembra di capire sia più materico, no? Parti dalla tela e poi nel caso intervieni per ritocchi o migliorie...
DS: La cosa strana è che più vado avanti e meno uso il computer e più faccio le cose a mano! Ormai sono ritocchi minimi, e anche la colorazione dei fumetti è proprio minimale…
cover per Delirium Books
sm: Capisco… Facendo un salto carpiato all'indietro. Che tipo di formazione hai avuto? Quali sono stati e quali sono tuttora gli artisti (non solo nel campo delle arti visive) che ti hanno influenzato o colpito... a volte si scoprono strane "influenze" o ammirazione, tipo Alex Ross che ama Bruce Timm, nonostante i loro siano stili agli antipodi... O Jim Lee che adora Toppi...
DS: Dunque la mia formazione artistica è stata un corso di fumetto e sei mesi di scuola di pittura. Prima avevo come riferimento la scuola italiana bonelliana (i fumetti con cui sono cresciuto), De Angelis in primis. Poi ho avuto l'illuminazione con Mari, che considero uno dei più grandi disegnatori, questo soprattutto nel "primo periodo" della sua carriera, quando il suo segno era più spigoloso… Da Mari a Mignola il passo è stato breve. Poi mi sono appassionato alla corrente pittorica: da Bill Sienkiewicz a George Pratt, Ashley Wood, Kent Williams, Ben Templesmith... e penso che le influenze nel mio lavoro si vedano tutte. È stato bellissimo incontrare Templesmith e Wood a S. Diego e lasciargli il mio art book, che apparentemente hanno apprezzato...

sm: Oltre al fumetto e illustrazione, altre ispirazioni che vuoi citare?
DS: A parte quelle nel campo prettamente pittorico come Goya, Schiele ad esempio, sono influenzato parecchio dalla musica e dalla letteratura. Autori come McGrath, Murakami e classici come E.T.A.Hoffman aprono scenari visivi nella testa…
Matita e tavola finale per un fumetto scritto da Alex Irvine
sm: Volevo chiudere questa intervista, chiedendoti un parere su quanto detto da Giacomo Monti a Lucca e su tutti i commenti che sono giunti da più parti sulla vicenda, specie quelli dei colleghi, come Gipi, Cajelli, Ausonia… Mi interessa perché mi sembra che tu ti dia un gran da fare per riuscire a vivere con la tua Arte, anche a costo di sacrifici e compromessi… Ovvio capisco se dirai “no comment” per non entrare in un argomento e dibattito un po’ “controverso”…
DS: Io sinceramente penso che ognuno ha il diritto di vivere e scegliere come meglio crede, penso siano situazioni personali che naturalmente rese pubbliche portano a commenti e dibattiti, ma comunque difficilmente giudicabili. Io al momento “sopravvivo” con la mia arte ma non posso escludere la possibilità di cambiare strada un giorno, sono talmente tante le variabili che entrano in gioco nella vita, al momento nella mia bilancia il “piacere di disegnare” ha un peso specifico maggiore del “sacrificio/compromesso”, finchè continua così…

sm: Grazie Daniele per l'intervista! E buone visioni! 

Intervista condotta nel mese di Novembre e Dicembre 2011.