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| Visioni del 2020! |
Perché una seconda copertina
variant?
Beh, facciamo un passo indietro...
La copertina è una componente fondamentale di qualsiasi libro, la "faccia" capace di attrarre l'attenzione del potenziale acquirente e lettore tra le tante offerte che affollano gli scaffali di librerie e fumetterie, anche al di là dell'effettivo contenuto "sotto" la copertina medesima.
Nelle primissime fasi della lavorazione del libro per GCS, il "tema cover" è stato, ovviamente, preso subito in esame. Non avendo a disposizione i diritti per le copertine fotografiche dell'edizione originale e non volendo ricorrere ad acrobazie, per me difficilmente sensate, come utilizzare qualche vignetta del fumetto e "promuoverle", colorandole, a cover (si veda l'edizione pubblicata a suo tempo
da Cyberosia), era necessario individuare un artista che facesse al caso nostro. E così tra un ristrettissimo numero di eccellenti papabili illustratori con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, il nome di
De Cubellis è "saltato fuori", dopo un rapido consulto
inter nos e qualche considerazione, come l'illustratore ideale per il progetto.
Avevo incontrato Davide qualche tempo fa, in occasione di una edizione di FumetTerni, o forse prima. Si sa la memoria fa le bizze. Ne avevo comunque un ricordo di persona gioviale e disponibile Naturalmente ne apprezzavo il talento e in particolare avevo "notato" (e spesso strabuzzato gli occhi di piacere) le sue copertine realizzate per
John Doe, così varie e ricche di trovate grafiche.
Dopo il primo contatto e la disponibilità a contribuire al volume stante le informazioni che gli avevo dato sulle storie, Davide si era riservato di leggere il tomo per sciogliere le ultime riserve.
Successivamente all'invio delle traduzioni preliminari, colpito dalle storie apocalittiche narrate da Delano, il
DeCu era definitivamente a bordo, senza se e senza ma.
Ed ecco che, trascorso qualche tempo, arrivano i bozzetti, ben tre, realizzati dal super-professionale
DeCu, tra cui scegliere LA copertina per l'edizione Italiana di
2020 Visions.
"
Una copertina deve vendere. Deve essere immediata, potente, possibilmente metaforica e narrativa... ma soprattutto deve incuriosire, attrarre. Dunque la semplicità. Dimenticarsi delle quattro portate e ricordare l'essenza o anche solo un sapore, che però ci è entrato dentro.", scriveva il
DeCu, allegando tre immagini come proposte.
"Una simbolico-metaforica."
"Una simbolico-narrativa-metonimica, perché [...] volevo proporvi anche una 'scena' "
"L'ultima... evocativa."
Ovviamente sappiamo tutti su quale copertina sia caduta la scelta... per l'edizione regolare.
Ma a volte c'è... un colpo di scena.
E così, a libro praticamente finito, ecco che il
DeCu confessa d'aver sentito l'anomala "urgenza" di portare a compimento anche un altro bozzetto. Et voilà... ecco a voi la
variant!
A volte le cose si pianificano.
Altre volte... semplicemente, accadono.
In conclusione... un doveroso, fumoso "grazie" al
DeCu per questa "piccola" avventura insieme. Alla prossima!