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domenica 7 giugno 2020

[Oldies but goldies] JEFF SMITH 2002

Dagli archivi (pressoché) infiniti di Ultrazine, ripesco una vecchia intervista con JEFF SMITH, il geniale creatore di Bone, da me tradotta e pubblicata sul sito nel novembre 2002. 
L'intervista originale apparve su Bone n. 46, come estratto dalla guida della APE, Alternative Press Expo, una delle più importanti manifestazioni del fumetto americano "indipendente" tenutasi nel mese di febbraio 2002 a San Francisco. Purtroppo l'esperienza dell'APE si è conclusa nel 2017.
Per maggiori informazioni e aggiornamenti su JEFF SMITH rimando alla sua pagina Facebook ufficiale, QUI. Per qualche info su Bone, date un'occhiata QUI.
Buona lettura!
APE: All'inizio Bone era un fumetto umoristico con delle sfumature da fumetto realistico. Nella terza parte della storia sembra essere più un fumetto realistico con delle sfumature umoristiche. Si tratta di un aspetto pianificato sin dal principio o è solo la natura di una storia in tre atti?
Jeff Smith: Penso che la risposta a questa domanda sia un po' di entrambi. Ho iniziato Bone cercando di farlo sembrare come lo Zio Paperone di Carl Barks, con dei tipici personaggi da cartoon con cui la gente si sarebbe trovata a proprio agio.
Credo d'averlo fatto perché non pensavo che la gente avrebbe comprato una monumentale opera di fantasy epico se avessero saputo che si trattava proprio di quello, e un ottimo modo per attrarre i lettori è farli ridere. Inoltre ho molto amato da bambino le storie più lunghe di Barks e, in un certo senso, Bone è la mia versione dell'avventura "definitiva" di Zio Paperone.
Ma hai ragione, non è un opera umoristica che non ha una fine, è una storia con un inizio, una parte centrale e un finale. E la natura del raccontare una storia è "sorpresa e conflitto". Per avere "conflitto" ci devono essere delle forze che si oppongono ai protagonisti e tanto più oscuri e difficili sono gli ostacoli, tanto maggiore sarà il trionfo quando verranno superati. Siamo ad un punto della storia che è il momento più buio prima dell'alba. Se Smiley Bone può ancora essere divertente ora, tanto meglio.

APE: Hai creato un intero mondo in cui far vivere i personaggi di Bone. Che tipo di ricerche hai condotto per farlo?
JS: Faccio molte ricerche per i miei fumetti. Ti farò un esempio recente: per il gran finale della storia tutti i personaggi si stanno radunando in un'antica città di nome Atheia. Volevo catturare l'atmosfera di Atheia come una grande città un tempo potente, le cui vie erano vibranti di misticismo e i mercati pieni di gente. E poi, in anni recenti, il posto è caduto in decadenza. Per questo sono andato in Nepal e ho trascorso un po' di tempo a Kathmandu e in altre città della regione e ho trovato quello che cercavo. Ho trovato l'architettura e lo stile medievale su cui poter basare il mio racconto. Ho scattato molte foto e preso appunti. Era molto più piccola di quello che mi sarei aspettato. I ponti, le strade e le finestre erano molto stretti. Ad ogni angolo potevi vedere un tempio meraviglioso, un po' annerito da tutto il fumo che proveniva da ogni banco dei negozianti che ti invitano a comprare fino a che non giravi al prossimo angolo. Ho quaderni schizzi pieni di quelle cose che vedi girando per le case della gente: vecchi tegami, delle pietre piatte usate per la molitura, cani che gironzolano, fascine di legna per il fuoco. Penso che tutte queste cose rendano il mio mondo fittizio più credibile e se è reale per me ha maggiore possibilità d'apparire reale al lettore.
APE: Sei uno dei paladini dell'auto-produzione con Bone prossimo al suo 50esimo numero e la pubblicazione di numerose miniserie e progetti legati al suo mondo. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell'auto-produzione?
JS: Lo svantaggio è che hai pochi capitali a disposizione. Hai le tue sole risorse. Non c'è un editore come la Fantagraphics che ti promuove sui forum di discussione o sul loro Comics Journal. Non hai la Dark Horse che alle varie manifestazioni ti promuove, compra spazi pubblicitari su Comic Book Guide o su Wizard. Sei davvero solo, eccetto quando ci sono adunate come l'APE qui a San Francisco, o la SPX sulla costa est.

Dall'altra parte, sei libero di scrivere quello che vuoi. Puoi esplorare il medium fumettistico nel modo che preferisci e puoi andare in stampa e restarci senza chiedere il permesso a nessuno. Segui solo la tua musa. Per alcuni autori, questo da solo vale più di qualsiasi svantaggio.

Lascia che scenda un po' più in dettaglio su questo argomento. Una valida casa editrice come Fantagraphics o Alternative Comics ti lascia ovviamente fare le cose a cui tieni. È esattamente quello che vogliono e per questo ti incoraggeranno e ti supporteranno. Hanno dei mezzi per far conoscere il tuo lavoro e sono presenti alle manifestazioni in giro per il mondo. Questo è un grosso vantaggio. Perciò se vuoi auto-produrti è perché vuoi fare quelle cose di cui solitamente si occupa un editore.

Mi piace stampare i miei albi, ingaggiare delle persone che mi aiutino alle mostre, lavorare con Vijaya [moglie di Jeff Smith e sua partner nella loro casa editrice Cartoon Books, N.d.T.] sulle edizioni straniere e i contratti di licenza. Mi piacciono persino gli shakespeariani conflitti che si hanno trattando con tipografie, distributori e occasionalmente altri autori che si auto-producono. A volte può essere snervante. Ancora, quello che è importante è che se vuoi avere il controllo del tuo lavoro, mandarlo in stampa, gestire in prima persona i tuoi affari, per fare questo esiste l'auto-produzione. I primi team come Wendy & Richard Pini [ideatori della serie Elfquest, N.d.T.] e Sim & Gerhard [autori di Cerebus, N.d.T.] hanno dato credibilità all'auto-produzione, e le hanno persino dato un sacco di onori. Successi di critica e di pubblico come le Tartarughe Ninja, From Hell, e Strangers in Paradise l'hanno legittimata, e per questo l'auto-produzione non scomparirà tanto presto.

APE: Vuoi dirci quali fumetti "alternativi" e "commerciali" ti piacciono attualmente?
JS: Mi piace lo stesso genere di cose che apprezzo da sempre. Cose indipendenti, particolari, più sono nuove e meglio è. Sono appena tornato da San Francisco dove ho preso un fumetto nuovo di zecca realizzato da un tipo di nome Ben Catmull. La storia d'apertura s'intitola "Emily", su questa ragazza che il narratore ha incontrato quando era più giovane. È una storia incantevole, e non sono certo se si tratti o meno di fiction. Ne sono rimasto molto colpito. L'autore ha avuto una sovvenzione Xeric [importante premio americano assegnato annualmente ad un nuovo autore per la pubblicazione di una loro opera, N.d.T.] e ha realizzato il suo albo Paper Theater giusto in tempo per l'edizione dello scorso anno della SPX [Small Press Expo, N.d.T] che fu però cancellata. Ora farà il suo debutto alla APE ed è esattamente il genere di libro che cerco lì. Se è un vincitore di uno Xeric, questa di solito è un'indicazione piuttosto buona. Peter Laird e la sua fondazione hanno dei buoni gusti. Inoltre puoi sempre contare su Fantagraphics e Dawn & Quarterly.

Anche alcuni dei nuovi editori come Top Shelf e Alternative Comics hanno mostrato d'avere buon gusto. Ho fatto la conoscenza di un gran numero di autori in manifestazioni dedicate al fumetto alternativo, autori di cui continuo a seguire le loro opere, come Paul Pope, James Kochalka, Craig Thompson, Tom Hart, Nick Bertozzi, Dean Haspiel e Josh Neufeld. Il nuovo lavoro di Dylan Horrocks sembra ottimo come il suo precedente. Mi è piaciuto moltissimo il volume con la raccolta delle storie di Box Office Poison di Alex Robinson che Chris Staros [responsabile della Top Shelf, N.d.T.] ha appena editato. Chi altro? Colleen Doran e faccio un passo indietro. Non mi sono perso un solo numero dei suoi albi in dieci anni. I suoi disegni sono sublimi. Amo l'onestà del lavoro di Julie Doucet. Terry Moore è sempre un'irrinunciabile lettura da fare, così come Stan Sakai, Jill Thompson e Mark Crilley. Il nuovo Castle Waiting di Linda Medley, che è tornata all'auto-produzione, mostra che ci sa sempre fare. Che cosa posso dire di più? Gli autori "indipendenti" sono quelli a cui sono più vicino. Oh, Dave Cooper! Il miglior artista che ci sia attualmente, vince a mani basse.

Riguardo il fumetto commerciale, ho appena preso il nuovo Dark Knight. Non c'è alcun dubbio sul fatto che pensi che Frank Miller sia uno dei Maestri. Infatti, ho lasciato l'animazione per fare fumetti per via del Dark Knight nel 1986. Leggo qualsiasi cosa faccia. Sa come far procedere una storia, vignetta dopo vignetta, semplicemente meglio di chiunque altro.
Ho appena comprato il nuovo Acme Novelty Library di Chris Ware. Mi piacciono le parti di "Rusty Brown" ... grazie Chris per avermi fatto passare un'ora di infelicità nichilista.
Gli ultimi due libri di Kyle Baker mi hanno sconvolto. È uno dei più temerari autori indipendenti che ci siano. Non ha mai fatto un progetto che seguisse le regole.
Will Eisner è sempre nella mia lista di letture. Puoi ancora imparare dai suoi lavori.
Paul Pope è uno dei migliori cartoonist che lavorino in questo campo. È molto eclettico. Nessuno è mai riuscito davvero ad incasellarlo. La nuova serie di THB sono tra i fumetti più divertenti che siano mai stati fatti. I suoi lavori sono così forti, e c'è del vero movimento nel disegno. È uno dei tre, forse, nel campo del fumetto che sappia davvero come farlo.

APE: Che cosa è per te l'Alternative Press Expo?
JS: Uno dei motivi per cui vado sulla costa ovest e alla SPX su quella est, è perché voglio vedere le cose nuove, quali sono le nuove idee in giro. Ho incontrato alla prima APE Paul Pope, e da quell'incontro è nata un'amicizia che è durata tutti questi anni. A queste piccole fiere c'è sempre dell'eccitazione o del fermento intorno a qualche nuova produzione. È per questo che l'APE è così importante; il passa-parola intorno a un nuovo fumetto o ad un nuovo autore che sta nascendo. Quello è l'aspetto positivo, questo è il modo in cui il medium fumettistico si mantiene vitale. Quell'energia, quella vibrazione lo fa rinnovare. APE non è solo l'avanguardia del fumetto come forma d'arte, segna anche la rinascita di questa forma artistica, anno dopo anno.

mercoledì 5 febbraio 2014

recensioni in 4 parole [11]

Imperfetta autobiografia d'artista.
Scontri. Generazioni. Natura. Modernità.
Battling Boy Vol. 1
Grandi e piccini: avventura!
Geniale. Imperdibile. Potente. Intreccio.

*********

Abbiamo detto 4 parole su:
Graphic novel is dead
Storia e disegni: Davide Toffolo
Editore: Rizzoli Lizard
Formato: brossura, 144 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.

The Park (Inglese)
Storia e disegni: Oscar Zarate
Editore: SelfMadeHero
Formato: cartonato, 160 pagine, colore
Prezzo: £15.99
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

Battling Boy Vol. 1 
Storia e disegni: Paul Pope
Editore: Bao Publishing
Formato: cartonato, 208 pagine, colore
Prezzo: € 19
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI. 

unastoria
Storia e disegni: Gipi
Editore: Coconino Press/Fandango
Formato: brossura, 128 pagine, colore
Prezzo: € 18
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI.

venerdì 1 marzo 2013

It's POPE time!!!

Copertina di One Trick Rip Off  / Deep Cuts (Image)
L'americano PAUL POPE è, senza alcun dubbio, uno degli autori più originali e talentuosi del Fumetto contemporaneo. Attivo sulla scena da quasi due decenni, forse non popolarissimo tra i lettori, si è comunque guadagnato l'attenzione di pubblico e critica con opere come Batman: Anno 100 e Heavy Liquid edite anche qui da noi.
Fumettista, illustratore, appassionato di musica, attento al mondo della moda, tra scena indie, manga e mainstream, il suo stile di disegno e la sua narrazione "citano", con grande ammirazione, anche i Grandi del Fumetto Italiano. Nel corso dell'anno Bao Publishing pubblicherà l'atteso Battling Boy ma sono sicuro che nell'immediato futuro ci sarà... molto altro Pope da scoprire.

E siccome le cose non succedono mai per caso, ecco che leggendo qualcuno degli albi Image datati Gennaio m'imbatto, in chiusura di numero, con lo spazio mini-intervista (dal titolo "The Third Degree", Il Terzo Grado) questa volta dedicato proprio a POPE per promuovere la pubblicazione del volume One Trick Rip Off  / Deep Cuts.

Nel seguito potete leggere l'intervista che, non autorizzato, mi sono "azzardato" a tradurre. Spero di non fare un torto a nessuno. Buona lettura! :)

Sito di Paul Pope: qui. Blog: qui. Flickr: qui.
Due approfondimenti su Pope qui e qui, su Conversazioni sul Fumetto.
A cosa stai lavorando al momento?
Ho appena chiuso Battling Boy per la First:Second. Ci sono un po’ di cose in ballo col cinema, vediamo che succederà. Sto già passando a lavorare su Psychenaut, per il mio editore francese Dargaud. È un libro sui sogni e sulle teorie dell’interpretazione dei sogni di Carl Jung.

Qual è l’aspetto migliore del tuo lavoro?
La guerra dell’Arte… non è sempre facile, ma è una bella battaglia. E sono molto felice che ci siano persone interessate.

E l’aspetto peggiore?
L’incertezza e l’isolamento. La paura d’essere giudicati. Ma probabilmente è semplicemente una condizione umana.

Come hai scoperto i fumetti?
Nel 1975 mi presi l’influenza. Avevo 5 anni. E mio padre tornò da un campo di hockey in Ontario con un labbro bello gonfio sotto i baffi e una copia di Bring on The Badguys di Kirby. E m’innamorai di Thor e di Dottor Destino. E così iniziai a disegnare supereroi sulle lenzuola con un pennarello blu.
Se non facessi fumetti, che cosa faresti?
Non lo so, mi riesce difficile immaginare qualcosa di diverso…

Qual è la cosa più bella che un fan ti ha detto?
Probabilmente le volte in cui incontri qualcuno che ti dice che legge i tuoi fumetti con i figli. È qualcosa che significa molto. Mi piace incontrare la gente: ogni persona ha qualcosa da dire.
Comunque ho appena scoperto che ho incontrato Jordie Bellaire, la colorista di Mara, ad una convention quando aveva TREDICI ANNI e le ho venduto una copia di uno dei miei libri. Non mi sono mai sentito cosi vecchio!

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente influenzato?
Direi Moebius, Alex Toth, Kirby, Crepax… Frank Miller e Jeff Smith… Picasso.

Qual è il fumetto di cui vai più fiero?
Direi Battling Boy, dal momento che è il più recente e vivo per me. Continuo a cercare di migliorarmi. 
Confessa uno dei tuoi “guilty pleasure”, un tuo “piacere proibito”?
Mi piacciono le canzoni natalizie di Bing Crosby. Mi piace camminare sulla neve e avere i piedi ghiacciati. Mi piace lo sdolcinato compositore elettronico giapponese Isao Tomita.

Qual è l’ultimo fumetto che hai comprato?
Ho comprato i volumi di Richard Corben, Eerie and Creepy, pubblicati dalla Dark Horse… splendidi!

Se potessi essere un’altra persona per un giorno, chi vorresti essere?
Sinceramente non farei cambio con nessuno… se potessi andare a cena con qualcuno, penserei a Mark Twain o forse Orson Wells o Mickey Rourke o Nick Cave potrebbero essere una buona compagnia.

Scegli 3 cose senza le quali non potresti vivere.
Famiglia, Salute, Musica.

Qual è la cosa più strana che hai a casa tua?
La mia compagna è una circense e costruisce la sua attrezzatura da sola. Al momento nel soggiorno ospitiamo una luna di metallo, provvista di LED, alta sui due metri e mezzo.
Che cosa ti fa ridere?
Mi piacciono le barzellette, robe come, “ci sono due salsicce in padella….” [“una salsiccia dice: che caldo che fa qui! E l’altra: cazzo, una salsiccia parlante!!!”, N.d.T.]

I tuoi posti preferiti?
L’isola di Capri, in Italia. Tokio. NYC. Ontario. Alaska.

Che musica ascolti in questi giorni?
Ultimamente ascolto molto gli Einstürzende Neubauten, Alice Coltrane, Beethoven, Grinderman e Ravi Shankar.

Il tuo film preferito?
Questa è difficile… Direi Andrei Rublev di Tarkovskij. E staccati di pochissimo, al secondo posto: Ran di Kurosawa, Shining di Kubrick, La montagna sacra di Jodorowky.

Chi è il tuo miglior amico?
Kostas. Harvest e Pascoe. Scott. Erika.
 Qual è il miglior consiglio che hai ricevuto?
“Nessun capolavoro è mai stato creato da un artista pigro”. Salvador Dalì.

L’ultima volta che ti sei davvero spaventato?
Ogni volta che salgo in macchina o prendo un aereo.

Una persona che ammiri?
Muhammad Alì, Louise Nevelson, Nick Cave, Picasso, Jeff Smith, Miles Davis, Ursula LeGuin, Ian Astbury, Kostas Seremetis.

Che cosa ti piacerebbe accadesse nel mondo dei comics nei prossimi 12 mesi?
Vorrei vedere più fumetti “che spaccano”, più artisti e scrittori che prendono il timone della loro barca, più editor e case editrici che investono in nuovi sogni e visioni, più giovani che entrano nel mondo del Fumetto sia come lettori che come autori.
Paul Pope: autoritratto.
Tutte le illustrazioni di questo posto sono opera di Paul Pope
The Third Degree: Paul Pope

Le interviste precedenti:

lunedì 28 gennaio 2013

Paolo Papa e il suo Ragazzo combattente

Un esempio della maestria di Paul Pope.
L'incredibilmente iper-talentuoso PAUL POPE (che per l'occasione "rinomino" affettuosamente in Italiano come Paolo Papa, stante anche la sua nota ammirazione per i nostri Hugo Pratt e Guido Crepax :)) pare si sia finalmente deciso. Così, dopo anni che se ne parla, ad Ottobre la First Second Books dovrebbe (dico "dovrebbe" perché sono un po' come San Tommaso) dare alle stampe il primo volume (dei due previsti) dell'attesissimo Battling Boy (Il Ragazzo Combattente): "un nuovo eroe per il XXI Secolo", a detta di Pope.
La genesi del progetto risale a qualche anno fa, quando Pope stava lavorando, insieme al regista Stephen Daldry e allo scrittore Michael Chabon, all'adattamento cinematografico de Le fantastiche avventure di Kavalier e Clay, progetto al momento in stand-by. L'autore incominciò a riflettere sulla natura dei supereroi e sulla mitologia. "Iniziai a pensare: Di che genere di Superman abbiamo bisogno al giorno d'oggi?" La risposta? "Credo che ai ragazzi piacerebbe tantissimo vedere un ragazzino che uccide mostri."
Nel seguito (e in apertura di post) qualche tavola d'anteprima. Per ingolosirci durante l'attesa.
 
 
L'arte di Paul Pope
Una preview più estesa può essere vista sul sito EW.com: qui.
Mentre qualche altro materiale è disponibile sul sito di Pope, in una pagina dedicata al progetto: qui.

Con straordinario tempismo Bao Publishing ha annunciato che nel corso del 2013, probabilmente in contemporanea con l'edizione di lingua Inglese, i lettori nostrani potranno godersi l'edizione Italiana. (qui).
Non resta quindi che attendere qualche mese... e poi, tutti al fianco di... BATTLING BOY! :)