Visualizzazione post con etichetta Miguel Angel Martin. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Miguel Angel Martin. Mostra tutti i post

mercoledì 11 novembre 2020

Alan Moore: il ritiro, il cinema e il futuro

Illustrazione di copertina di Andrea Casciu.
A distanza di parecchi anni, ritorno sulle pagine di Scuola di Fumetto (ora pubblicata da NPE), sul nuovo numero (il 116), prossimamente nelle edicole e fumetterie di tutto il territorio nazionale. 
 
Il numero in questione contiene un'intensa intervista ad Alan Moore di cui ho curato la traduzione e l'editing. 
L’intervista originale, condotta dal giornalista Peter Moerenhout, è stata pubblicata a giugno sul n. 7 della rivista belga Stripgids
 
Confesso d'essere molto lieto per questo mio ritorno su SdF, non soltanto per il rinnovato piacere di tradurre Moore, ma anche perché la copertina porta la firma dell'amico Andrea Casciu e all'interno si può ammirare un ritratto dello Scrittore di Northampton firmato da Miguel Angel Martin ed... entrambe le illustrazioni sono parte della mia fumosa collezione!

Ancora qui? Correte ad accaparrarvi una copia di Scuola di Fumetto
[-15]

martedì 11 novembre 2014

Quel che resta di Lucca 2014

La t-shirt firmata M.A. Martin fa da sfondo per la "mezza" tavola di T. Tawaraya (da U.D.W.F.G. N.2).
Lucca è finita e quel che resta sono, per lo meno per me, i... fumetti e "correlati", tra generosi omaggi e acquisti doverosi, questi ultimi un po' randomici poiché condizionati dal caos della kermesse toscana.
In apertura di post si può ammirare la t-shirt realizzata da Hollow Press con un disegno di Miguel Angel Martin tratto dal numero 2 di U.D.W.F.G. e, sempre dallo stesso numero, una "mezza" tavola originale tratta da pagina 5 dell'episodio illustrato dal giapponese Tetsunori Tawaraya (e non ditemi che quel "SHIIING" non è una onomatopea meravigliosa!). Unitamente al secondo volume, presentato in anteprima proprio a Lucca, trattasti tutti e tre di generosi omaggi dell'amico Michele Nitri, l'editore con la "passione" per il medico della peste, che ringrazio qui pubblicamente

A seguire due foto dell'intero bottino lucchese, tra novità e recuperi vari.
Un grazie a Bruno EnnaMassimo Perissinotto e Nicola Peruzzi per i cadeaux.
Menzione particolare merita l'analisi scritta "di getto" dal Premio Strega Tiziano Scarpa come dedica sul volume Il mondo così con me realizzato insieme al grandissimo Massimo Giacon.
Lucca, 1 Novembre 2014
a smoky!
Diagnosi del dott. Scarpa:
Il soggetto manifesta una capacità di inoltrarsi tra le pieghe, guardare attraverso, scardinare. Proprio per questo apprezza ciò che è stabile, ciò che resiste al vento. Gli piace dare forma alla tempesta, descrivere i fulmini, rovesciare la direzione della grandine.
Prensile, sfaccettato, multifunzionale, il suo totem è un gatto dalla pelliccia fatta di vibrisse e di antenne che spesso usa per captare gli allarmi degli altri e soccorrerli.
[firmato] Dott. Tiziano Scarpa
L'analisi di Tiziano Scarpa accompagnata da fumoso sketch di Giacon .
E non potevano mancare gli sketch... pochi ma buoni, stavolta. Potete ammirarli nel seguito.
La potenza luciferina di Paolo Massagli!
L'inconfondibile segno di Ratigher.
"Jam session" made in Mammaiuto!
See you alligators!

mercoledì 29 ottobre 2014

UDWFG: i magnifici 5 della Hollow Crew

Copertina di U.D.W.G. N.2. Illustrazione di Miguel Angel Martin.
Qualche giorno fa abbiamo parlato con Michele Nitri, fondatore di Hollow Press, di U.D.W.F.G., l'antologico underground a tema dark weird fantasy che con un solo numero alle spalle si è guadagnato l'attenzione della critica internazionale e il supporto convinto di lettori sparsi per il mondo (la rivista, seppure "made in Italy", è infatti in Inglese).
Il secondo numero di U.D.W.F.G. verrà presentato durante l'imminente Lucca Comics.
La Hollow Crew in versione toy!
Dopo Nitri è ora la volta di sentire la straordinaria Hollow Crew impegnata nella realizzazione di U.D.W.F.G. composta da autentici assi del fumetto underground: l’americano Mat Brinkman, lo spagnolo Miguel Angel Martin, il giapponese Tetsunori Tawaraya e gli italiani Ratigher e Paolo Massagli.

Le interviste sono state condotte via email nel periodo Agosto-Settembre.
Buona lettura e... "Prepare to lose your soul!"
Una tavola di Mat Brinkman.
Come sei stato coinvolto nel progetto?
Mat Brinkman: La storia stava fermentando da molti molti anni, Michele [Nitri, N.d.T.] si è fatto avanti e cercava esattamente quello che la storia offriva.
Miguel Ángel Martín: Michele mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto disegnare una storia “dark weird fantasy”. Michele sa che sono un fan di William Burroughs, come lo è anche lui. Ho capito quello che voleva. La mia idea di “weird fantasy” è Burroughs, non Lord Dunsany. Gli ho mostrato dei vecchi disegni e illustrazioni e gli sono piaciuti tantissimo e mi ha detto “vai avanti”. Non mi ero mai cimentato prima col “dark weird fantasy”. Grazie a lui mi sto divertendo un mondo a disegnare The Emanation Machine.
Tetsunori Tawaraya: Un giorno un mio amico mi ha detto che c'era un tizio in Italia che comprava online tutti i miei fumetti, da Tacoche, la più importante fumetteria dedicata ai fumetti underground e anche dall'editore indipendente Sweet Dreams Press.
Alla fine mi ha contattato direttamente e abbiamo parlato di un progetto a cui stava lavorando. Sì quella persona era Michele.
Ratigher: Conosco Michele, l'uomo dietro Hollow Press, da qualche anno. Viviamo a pochi chilometri di distanza e ci piacciono le stesse cose devianti, abbiamo anche molti interessi divergenti e questo rende le nostre chiacchiere frizzanti e accese. Lui pretende di insegnarmi a guidare usando il freno motore e io cerco di obbligarlo a leggere Shakespeare sottolineando con l'evidenziatore giallo. Nel progetto sono praticamente il suo braccio destro (diciamo almeno il pollice destro), mi occupo anche della grafica e dell'impaginazione della rivista e sono sempre l'ultimo a consegnare la storia; lo faccio solo per metterlo davanti alle difficoltà dell'editoria D.I.Y. È una specie di nonnismo dei fumetti.
Paolo Massagli: In quel periodo stavo auto-producendo il mio fumetto O.Z e Michele mi contattò perché era interessato al mio stile, mi parlò del suo progetto di editare una fanzine con autori molto famosi nel settore dell'underground e accettai subito.
Una tavola di Miguel Angel Martin.
Puoi raccontarci qualcosa sulla tua storia? Qual è stata la sua genesi e la scintilla alla base della sua ideazione? Qual è il tema cardine del tuo racconto?
Mat Brinkman:
Non posso dire nulla sulla mia storia: per quello c’è la storia stessa. Se c’è un tema nel racconto quello è… “Shit Happens".
Miguel Ángel Martín: La mia storia è improvvisata. Ho delle idee prima di iniziare a disegnare ma la storia è completamente improvvisata. Ora ho un’idea di base per il terzo episodio ma non so minimamente cosa succederà dopo. Non posso rivelare nulla perché non c’è nulla da rivelare. So solo come la storia finirà ma non so quanto sarà lunga. Penso che il tema principale sia la ricerca di qualcosa d’importante, un tema classico, come il Graal. Ma l’aspetto per me importante sono i personaggi e le situazioni.
Tetsunori Tawaraya: La mia storia è iniziata con delle immagini che si ricollegano al secondo episodio. Dopo aver letto il secondo numero si riuscirà a capire che cosa sta succedendo.
Fondamentalmente racconta le avventure di Mr. Rotten Donuts ma le cose diventeranno strambe e imprevedibili.
Ratigher: La mia serie si chiama Five Mantles. La scintilla è la voglia di occuparmi di una storia di pura avventura e azione. Diversamente dai miei fumetti classici, con questa storia voglio occuparmi solo di stratagemmi di sceneggiatura che incollino il lettore. Vorrei che fosse letta da dodicenni che poi si coprono di stracci, si dipingono la faccia e vanno a costruire delle basi nella boscaglia vicino casa. Five Mantles è ambientato in un mondo esclusivamente fatto di dungeon, nel solco della tradizione dei giochi di ruolo, da tavolo, dei libri game. La primigenia ispirazione credo sia proprio il gioco: io per primo, con i personaggi, sto giocando. Non so cosa succederà loro, ho un'idea molto fumosa del proseguire dell'avventura, cerco colpi di scena che stupiscano per primo me. Il mondo dei cunicoli è di solito legato a doppio filo con l'immaginario fantasy, io invece mi prendo la libertà di inventare mostri e scelte estetiche anche lontane dal fantasy classico, sempre perché sto giocando e il pallone è mio e le regole le decido io. Ambientare tutto nei dungeon mi permette di sperimentare un'altra sensazione che ho sempre considerato regina tra quelle suscitabili dal racconto a fumetti: la claustrofobia.
Paolo Massagli: La mia storia o, per meglio dire, le mie storie "Hell" sono sempre diverse ad ogni albo, l'unica cosa che l'accomuna è il paesaggio e, come dice il titolo "Hell", sono tutte svolte in  un inferno più fantasy che horror con tematiche e personaggi diversi.
La storia è nata perché Michele mi disse che il mondo dove era svolta doveva diventare il protagonista e non i personaggi che l'animavano e spero di esserci riuscito.
Una tavola di Tetsunori Tawaraya.
Qual è la tua reazione nel vedere il tuo fumetto fianco a fianco con quello degli altri autori? Vedi una sorta di “dialogo” tra loro oppure si tratta piuttosto di “sfida artistica” tra di voi oppure… semplicemente è la natura intrinseca di un libro antologico?
Mat Brinkman: Penso che il dialogo farebbe deragliare le nostre storie e visioni.
Miguel Ángel Martín: Sono abituato a pubblicare le mie storie in riviste insieme ad altri autori. Per cui questo progetto non è una novità per me. La prima rivista in cui ho pubblicato si chiamava Zona 84 per l’editore spagnolo Toutain, una rivista dedicata alla fantascienza classica. La mia idea di fantascienza in stile Ballard non fu compresa al tempo. Sto parlando dei primi anni ’90.
Tetsunori Tawaraya: La mia prima storia è una sorta di "flashback" di Mr. Rotten Donuts per cui è difficile da comprendere ma le cose inizieranno ad andare al loro posto nel secondo episodio.
Ratigher: È troppo presto a mio avviso per "dialogare" tra di noi. Siamo partiti tutti con idee molto  diverse, ma con il passare dei numeri, di sicuro ci influenzeremo. Credo che manchi anche la "sfida artistica", non siamo partiti come gruppo coeso, e di solito vuoi sbaragliare i tuoi amici piuttosto che i tuoi colleghi. Ma anche in questo caso, la "sfida" arriverà, anzi, è già arrivata.
Io poi vivo con particolare emozione la presenza di Brinkman, sono un suo fan da molti anni e lo considero al pari di Chris Ware come innovatore del nostro medium. Credo sia uno di quei pochi miracolati dal genio del racconto a fumetti, sembra sia la sua lingua madre.
Tanti anni fa, io e Tuono Pettinato ci procurammo il suo numero di telefono di Providence e gli telefonammo per chiedergli una storia per una fanzine che poi non ha mai visto la luce. Non ci rispose lui, ma una coinquilina che ci diede la sua mail, una cosa tipo 0000xx000x0xtuyanhhangh00xx098@antisocial.com. Io e Tuono eravamo tanto felici avesse una email così simpatica.
Paolo Massagli: Sono molto contento che il mio lavoro sia affiancato a questi grandi autori, per me non è una sfida e nemmeno un dialogo, per me è un apprendimento delle tecniche sia grafiche che narrative degli altri artisti.
Una tavola di Ratigher.
Quali sono, in generale, le tue aspettative per UDWFG? 
Mat Brinkman: Onestamente nessuna. Tutti quelli coinvolti si sono tuffati ma non sono sicuri di quanto sia profondo il mare.
Miguel Ángel Martín: Sono molto motivato e carico per questa avventura. Non sono a conoscenza di altri progetti simili. Penso che Nitri, come editore, abbia creato qualcosa di davvero speciale. È un piacere per me condividere lo spazio della rivista con artisti così eccezionali e originali.
Tetsunori Tawaraya: UDWFG mi sta dando così tante opportunità di disegnare nuovi personaggi e gli altri quattro autori sono una grande fonte d’ispirazione. Tutti quelli coinvolti in questo progetto sembrano la mia nuova famiglia. Me la sto godendo.
Ratigher: Spero di costruire un'avventura coinvolgente e diventare amico degli altri autori, così quando ci incontreremo tutti insieme ci berremo delle caipiroska e faremo combattimenti con le spade.
Paolo Massagli: Le mie aspettative sono già appagate, come ho detto in precedenza sono orgoglioso di far parte di questo gruppo di grandi artisti dell'underground. Per il resto la parola va al lettore e spero che apprezzi il nostro lavoro.
Una tavola di Paolo Massagli.

Le interviste precedenti:

giovedì 23 ottobre 2014

UDWFG: nel Regno di Michele Nitri

Copertina di U.D.W.G. N.1. Illustrazione di Mat Brinkman.
Michele Nitri è il fondatore della casa editrice Hollow Press e l'ideatore dell'antologico U.D.W.F.G. (Under Dark Weird Fantasy Grounds) il cui primo numero è stato pubblicato a Marzo di quest'anno mentre il secondo verrà presentato durante l'imminente Lucca Comics.
U.D.W.F.G. è un semestrale (96 pagine, bianco e nero, formato A4, 700 copie numerate, 18 euro) dal respiro internazionale, realizzato non a caso in inglese, che ospita cinque serie che si sviluppano sulle traiettorie di un fantasy... molto dark, molto weird e molto underground.
Il volume presenta storie, spesso (quasi) mute, popolate di mostri e bizzarre creature, dove tutto può succedere e il lettore ha la sensazione di non poter staccare gli occhi dai mondi impossibili ideati dalla Hollow Crew ovverosia un dream team di artisti "indie": l’americano Mat Brinkman (Multiforce), autentico guru della scene indipendente, di ritorno al fumetto dopo una lunga assenza; lo spagnolo Miguel Angel Martin (Brian the Brain); il giapponese Tetsunori Tawaraya (Can you see the rainbow from there?) e gli italiani Ratigher (Trama) e Paolo Massagli (OZ).
Il progetto, all'insegna del D.I.Y, è stato finanziato da Nitri tramite l'acquisto delle tavole originali, in modo da garantire agli autori un compenso adeguato. Le tavole sono state poi proposte sul mercato dei collezionisti di originali, generando così un circuito virtuoso capace di sostenere la produzione.
U.D.W.F.G. si è in breve tempo guadagnato l'attenzione e il riscontro positivo dei lettori e della stampa specializzata, raccogliendo recensioni lusinghiere non solo in Italia ma anche a livello Internazionale.
Il popolare sito BleedingCool lo ha definito "Il prossimo Creepy o Eerie per una nuova generazione, straripante di talento e storie da incubo." mentre il prestigioso The Comics Journal ha scritto "I lettori che hanno apprezzato i libri di Monster di Paul Lyons gradiranno altrettanto anche questo volume ma U.D.W.F.G. è molto più riuscito sia nella confezione che nelle storie che propone."

Nel seguito potete leggere un'intervista a Michele Nitri, che ringrazio, condotta via email durante il mese d'Agosto 2014.
Puoi raccontarci la genesi di questo progetto, sia dal punto di vista editoriale che creativo?
Michele Nitri: Dal punto di vista creativo, è stato principalmente un mix di due cose. La lettura di uno dei più bei libri dark fantasy di sempre, Zothique di Clark Ashton Smith, che mi fece ricredere del mio pregiudizio nei confronti delle raccolte, dimostrandomi che dei racconti messi insieme in modo coeso possono avere più potenza narrativa del classico romanzo. In particolare mi affascinò lo “status” dell’insieme, rispetto alla trama in sé che quasi sempre è ciò che ci tiene incollati alle pagine. E la rilettura del Multiforce di Mat Brinkman, che mi ha fatto scervellare su come poterlo racchiudere in un determinato genere, giungendo all’underdarkweirdfantasygrounds (un dark fantasy che esce fuori da ogni schema per sfociare nel weird, il tutto in uno “spirito” molto underground).
Dal punto di vista editoriale potrei parlarne per pagine e pagine. Ma la principale domanda a cui provavo a rispondere era: “esiste un metodo per retribuire in modo onesto gli artisti coinvolti rivolgendosi alla nicchia?”
Sembra di sì, o almeno per il momento funziona… basta acquistare tutte le tavole originali per sostenere le paghe e divertirsi a sperimentare con i ricavi delle copie vendute. Cioè, da collezionista mi venne in mente di sfruttare una delle nuove e SANE manie ultimamente in costante sviluppo: il collezionismo delle tavole originali.
Una tavola di Miguel Angel Martin.
Perché la scelta di un sotto-genere così di “nicchia” e specifico?
Perché come tutti sono un po’ egoista. Nessuno pubblicava o quasi i fumetti che avrei voluto leggere. E poi perché è un genere inesplorato: non ha senso essere la brutta copia di vecchie glorie.

Come sei giunto ai cinque autori coinvolti nel progetto? Quale selezione hai fatto, se c’è stata una selezione prima di arrivare ai “magnifici 5” di U.D.W.F.G.?
Mat Brinkman per me è il precursore, l’avrei coinvolto ad ogni costo, anche solo come copertinista. Gli altri dovevano rientrare nei seguenti requisiti: appartenere al mio Olimpo personale per inventiva e qualità; essere persone serie e oneste quali sono; e soprattutto non avere familiarità con il genere… troppo spesso l’eccessivo studio di una materia ingabbia la creatività.
Una tavola di Mat Brinkman.
Come sei riuscito a convincerli? Penso ad esempio all’eclatante caso di Mat Brinkman che di fatto torna al Fumetto dopo anni d’assenza e il suo seminale contributo alla “cosiddetta scena di Providence”…
A questa domanda possono rispondere solo loro. Ma credo si sia trattato di un insieme di cose. L’originalità creativa ed editoriale del progetto, la mia serietà dimostrata nel tempo e la tenacia nell’investire in un progetto completamente indipendente, che non abbia bisogno di leccate di culo e finti guadagni.
Una tavola di Tetsunori Tawaraya.
Qual è stata l’interazione tra te, come editore e ideatore del progetto, e gli autori? Quale input hai dato tu e quale gli autori, se ve n’è stato uno? Voglio dire, hai presentato loro un’idea definita di progetto oppure le loro “reazioni” e il loro interesse a partecipare hanno in qualche modo influito sul risultato finale?
Diciamo che c’è stato un input, ma molto generico. Ho richiesto solo di rimanere in un tema fantastico, oscuro e insolito. Chiedendogli di concentrarsi sul mondo che si apprestavano a creare e non sui personaggi, volevo che questi ultimi guadagnassero spessore di riflesso al mondo in cui vivevano. E la risposta degli artisti non ha assolutamente deluso le mie aspettative.

Sei giovanissimo, ma mi sembra tu abbia già le idee abbastanza chiare e di sicuro la “temerarietà” per proporre un progetto simile con un respiro internazionale (non a caso il volume è in Inglese)… so che sei stato un collezionista di tavole originali, immagino lo sia ancora… essere un collector ti è stato d’aiuto per creare U.D.W.F.G.?
Sì! Tantissimo! Per idee, per contatti, per dinamiche di mercato, mi ha aiutato in tutto. Come tutte le cose d’altronde. Non smetterò mai di ripetere che il più grande aiuto lo sto ricevendo dalla vita intensa che cerco di condurre: con una mentalità aperta si può ben capire come ogni piccola esperienza possa essere trasposta in altri interessi.
Una tavola di Ratigher.
Per Ottobre, in concomitanza con Lucca Comis, è in arrivo il Vol. 2. Puoi fare un primo bilancio? Inoltre, qual è la pianificazione, in termini di uscite, del progetto? Prevedi una conclusione? Magari, qualche new entry in termini di autori, anche se immagino sia troppo presto per parlarne…
Il bilancio è che in soli 4-5 mesi ho raggiunto abbondantemente i fondi per finanziare il secondo numero.
Per quanto riguarda la conclusione è variabile, dipende da come proseguirà l’iniziativa e dalla creatività degli autori. Il mio traguardo minimo è la pubblicazione di almeno 5 numeri, poi chissà… grazie a me, grazie agli autori e grazie soprattutto a voi che sosterrete il progetto, potremmo andare avanti all’infinito, l’importante è avere sempre buone idee da mettere su carta.
Invece sulle new entry non c’è alcuna possibilità. Se si dovesse presentare qualche proposta allettante da parte di autori interessanti, pubblicherò dei volumetti autoconclusivi in stile “U.D.W.F.G. Presents…”
Una tavola di Paolo Massagli.
Qual è la prospettiva per il 2015? Pensi, ad esempio, di raccogliere le singole storie in volumi specifici, magari includendo making-of e altro?
Di sicuro per i prossimi 2 anni mi dedicherò solo ed esclusivamente a questo progetto, per questioni logistiche. Poi il mio sogno nel cassetto è aprire una piccola casa editrice underground rivolta ad un pubblico internazionale.
Le singole storie verranno raccolte in TP solo una volta concluse, in edizioni superlimitate e da collezione. Ma per il momento non ci penso troppo, credo e spero se ne riparlerà tra anni.

Inoltre, che altro bolle in pentola per Hollow Press?
Tanto U.D.W.F.G., qualche “special guest” (se ne avrò occasione) e mi piacerebbe pubblicare una serie epica di ampio respiro…
Il logo di Hollow Press.
Le interviste precedenti:

giovedì 23 febbraio 2012

Miguel Angel Martin: fumetti dell'altro mondo

Quarto appuntamento con il set di interviste ai protagonisti del Fumetto che mi ero ripromesso di fare con cadenza più o meno (ir)regolare. 
Dopo Daniele Serra, Beatrice Penco Sechi, la traduzione dell'intervista ad Alan Moore, è la volta di MIGUEL ANGEL MARTÍN, autore spagnolo, piuttosto conosciuto anche in Italia. Martín è noto per i suoi fumetti (su tutti, probabilmente, Brian the Brain) che percorrono sentieri poco battuti, fuori dagli schemi, che colpiscono spesso allo stomaco e non lasciano indifferenti (ricordiamo il caso Psychopathia Sexualis), nonostante il segno lieve, molto cartoon, dei suoi lavori. Un vero narratore di razza. 
L'ultimo suo lavoro edito in Italia è il Calendario Apocalittico 2012 (NPE), presentato durante la passata edizione di Lucca Comics & Games.
Sito dell'Autore: martincomic.com

Com’è nata l’idea del Calendario Apocalittico?
Martín: È stata una proposta di Nicola Pesce Editore. Considerando che quest’anno secondo i Maya sarà la fine del mondo, mi è stato chiesto di disegnare la mia interpretazione dei segni zodiacali.

Cosa c’è dietro la scelta delle immagini per i vari mesi?
Come ho detto prima, ogni mese corrisponde a un segno zodiacale. Ho utilizzato la mia fantasia e i miei riferimenti culturali: Arte, Cinema, Letteratura, Scienza... Per esempio, gennaio/Acquario è un omaggio a J.G. Ballard, maggio/Gemelli è inspirato al film Il Cacciatore di Michael Cimino, dicembre/Capricorno è un omaggio a Damien Hirst...
il mese di Gennaio secondo Martin
Il tuo mese preferito?
Luglio, il mese in cui sono nato, ha, ha! Il mio compleanno è il 20: uno dei giorni fasti del calendario.

Cosa è per te l' "Apocalisse"?
Uno scherzo divertente e un modo di fare soldi per i trafficanti di paura come gli Stati, i governi, gli eco-fascisti... ha, ha!
Ho sempre considerato i tuoi lavori o molti di essi come una sorta di "fantascienza sociale", e per questo penso a te come il Ballard, il Cronenberg del fumetto. Probabilmente ha poco senso ma pensi sia o possa essere una "definizione calzante"? Ti ci ritrovi?
Non ti sbagli. Entrambi gli autori che citi sono tra le mie influenze. E mi piace il concetto "fantascienza sociale": bella etichetta!

Come nascono le idee delle tue storie? Lo so che è un "domandone" ma prova a rispondere... :)
Il “detonatore” puoi scattare quando meno te l’aspetti. Qualche volta ho preso spunto da una notizia sul giornale o da un evento quotidiano. Dopo deve essere elaborato e pensato, aggiungendo un mix di elementi diversi. Le tre influenze principali per me sono la tecnologia, la scienza e la pornografia. Tutte e tre sono cose quotidiane. C’è anche la parte autobiografica che è importante.
Motor Lab Monqi: tavola a matita
A cosa stai lavorando ora? Puoi rivelarci qualcosa in merito?
Ho appena finito le matite del nuovo graphic novel di Brian the Brain: Motor Lab Monqi. Comincio a lavorare sulla china e l’edizione spagnola uscirà il prossimo messe. Nicola Pesce Editore lo pubblicherà in Italia, forse per la prossima Lucca. Al momento NPE sta lavorando alla nuova edizione di Bug che uscirà per il prossimo Comicon. Ultimato Brian, il prossimo progetto sarà illustrare le 120 giornate di Sodoma, di De Sade.

In passato è noto che hai avuto problemi con la censura. Come è la situazione adesso? In qualche modo la possibilità d'avere "problemi", limita o ha limitato la tua vena creativa?
Tutta la situazione si è risolta con l’assoluzione dell’editore (Topolin edizioni). La possibilità della censura non ha mai limitato la mia vena creativa. Non ci penso mai. Un artista non ha responsabilità sociale né deve avere simpatie etiche.
Tavola da Bug
Facendo qualche ricerca sul web, mi sono imbattuto in una vecchia intervista che ti feci io stesso una decina di anni fa (!), in cui dichiarasti: "Leggo pochissimi fumetti, fondamentalmente perché raccontano cose che non mi interessano. Questo non vuol dire che non ci siano buoni prodotti di alto livello grafico. È una questione di contenuti e impostazioni: trovo che ci sia una grande mancanza di immaginazione e di rischio per scommettere su altre cose e altre tematiche. Mi piace abbastanza Charles Burns." Considerando l'esplosione in questi ultimi anni di "graphic novel" e di "comics journalism", ad esempio, la tua posizione rispetto ai fumetti che leggi è cambiata? Che mi dici?
Non è cambiato molto, ha, ha! Molti graphic novel sono "autobiografici". Alcuni dei miei autori preferiti sono anche loro autobiografici come, ad esempio, William Burroughs, Bukowski, Hunter Thompson, Henry Miller o Céline. Tutti hanno vissuto vite intense e interessanti. L'unico autore di fumetto autobiografico che mi sembra interessante è Robert Crumb. Non posso sopportare i fumetti dei piccoli borghesi con problemi e vite di merda che sono così piagnucoloni, con la posa triste e ridicola o la posa di  "tutto il mondo è tonto, tranne me che sono così speciale", puagh! Per me sono solo sottoprodotti della cultura del narcisismo, caratterizzata dalla popolarità dell’autobiografismo, nostalgia del passato, paura del futuro, autostima bassa, sentimentalismo pacchiano. Tempi molto mediocri.

Come è la situazione delle tue pubblicazioni in Italia? Hai avuto diversi editori ed ora l'approdo in NPE. Che cosa dobbiamo aspettarci nei mesi a venire?
NPE è il mio nuovo editore italiano e sono molto felice di lavorare con loro. Bug e il nuovo graphic novel di Brian the Brain verranno pubblicati da NPE e spero anche il resto dei miei lavori.
Sei anche un grande appassionato ed esperto di musica. Per questo 2012 apocalittico ci lasci con una ideale playlist di otto tracce? Perché otto, dirai? Mah, richiama il simbolo dell'infinito, etc... insomma... credo che sia una chiusura adatta per questa chiacchierata, no? :)
Con piacere. Ecco:

Canzoncine allegre, eh? Buona Apocalisse a tutti, allora! :)
Tutte le immagini utilizzate sono (c) Miguel Angel Martin
Intervista condotta via email nei mesi di Gennaio e Febbraio 2012

venerdì 13 gennaio 2012

MEANWHILE...

Art by M. A. Martin
Ecco qualche sketch recente, "carpito" durante Lucca Comics 2011. 
In apertura di post, un delizioso disegno del Maestro M.A. Martin che impreziosisce la mia copia del suo calendario apocalittico; sotto, invece, potete ammirare lo sketch (direi, qualcosa di più, eh?) del virtuoso e disponibilissimo Massimiliano Frezzato che "personalizza" le pagine d'apertura dello splendido volume Memories of Sand. Che dire? Grazie a loro e... buona visione a voi! ;)
Art by M. Frezzato