mercoledì 26 febbraio 2014

Dave McKean: un creativo da Sogno

Copertina di Sandman N. 11.
Nuovo appuntamento con le fumose interviste e... si torna a parlare di artisti inglesi, come capita spesso da queste parti. 
Stavolta su smokyland approda Dave McKean - illustratore, fumettista, fotografo, regista... visionario - che di certo non ha bisogno di presentazioni. Conosciuto in tutto il mondo per il suo stile unico (e imitatissimo) e per il suo contributo fondamentale alla serie Sandman di Neil Gaiman, per cui ha realizzato tutte le copertine, McKean ha - tra i suoi innumerevoli lavori - illustrato un libro per ragazzi scritto da Richard Dawkins, realizzato oltre 150 cover musicali e lavorato come concept artist alla saga cinematografica di Harry Potter.

Qualche giorno fa sul sito Idea Taps è apparsa un'interessante intervista - condotta dal giornalista David Barnett - in cui l'artista britannico ha ricordato i vecchi tempi, parlato di tecniche tradizionali e digitali, accennato ai nuovi progetti all'orizzonte.

L'intervista è stata tradotta nel seguito con il permesso di Barnett che ringrazio per la disponibilità. 
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.
Buona lettura.
Illustrazione per Sandman: The Wake.
David Barnett: Hai contribuito alla rivoluzione che ha cambiato i comics sul finire degli anni ’80, con autori come Alan Moore, Frank Miller, Grant Morrison e altri che venivano fuori. Come è stato? Come ci si sentiva?
Dave McKean: In quasi ogni industria creativa ci sono, nel corso del tempo, dei momenti d’oro… un mezzo espressivo è davvero mal ridotto quando una nuova generazione di persone che amano quel mezzo si fa avanti e dice quello che vuol fare e all’improvviso… i pazzi si sono messi a gestire il manicomio. Ecco come ci si sentiva.

In che modo le innovazioni tecnologiche hanno influito sul tuo modo di lavorare?
Sandman è stato pubblicato dal 1989 al 1995. Poiché i disegnatori cambiavano in ogni arco narrativo, e visto che io realizzato le copertine, ero l’ancora - dal punto di vista visivo - della serie. Allo stesso tempo, sentivo il bisogno di esprimere quel cambiamento anche nelle copertine.

Le prime copertine di Sandman erano tutte realizzate a mano, spesso con l’uso di collage. Pezzi di porte o di bottiglie venivano conficcati su supporti di grandi dimensioni, farfalle o uova decorate in scatole di piccole dimensioni. Questo succedeva prima che avessi un computer e prima che il Mac diventasse onnipresente. Mi divertivo a giocare con doppie esposizioni e stampe multiple: qualsiasi cosa per aggiungere una stratificata traslucidità alle immagini.
Illustrazione per Sandman: A game of you.
Ho utilizzato diversi dispositivi per ottenere effetti e texture interessanti. Le copertine di A game of you sono state create grazie al primo fotocopiatore a colori che scoprii. La cosa incredibile di quelle macchine era che cercavano comunque di darti qualcosa; non ti mandavano semplicemente un messaggio d’errore. Muovendo degli oggetti sulla superficie del fotocopiatore, lasciando che la luce entrasse o, in generale, “maltrattandolo”, saltavano fuori delle immagini che non avresti mai creato normalmente.

Nel mezzo della serie [di A game of you] ho comprato un Mac Quadra e ho iniziato a sperimentare con Photoshop 2.5. E così all’improvviso ero in grado di realizzare delle immagini che erano più vicine a quello che avevo in mente. La possibilità di editing sulle immagini che Photoshop permetteva divenne importante.

L’anno scorso hai trasformato i tuoi fumetti in uno show dal vivo presso il teatro dell'opera di Sydney. Come? [un video-intervista può essere visto qui, NdT!]
Dal momento che ci trovavamo in un posto straordinario, ho voluto fare qualcosa di più di un semplice reading. Ho suonato in diversi gruppi da ragazzo e di recente sono tornato a suonare e a scrivere canzoni. Parecchio di quel materiale e alcune storie a fumetti più vecchie sono confluiti nello spettacolo.
E ho realizzato dei film - in animazione e live - e manipolazioni di fotografie e disegni. Sul palco c’erano un trio d’archi, un trombettista e percussionista jazz. Io suonavo il piano. Riproporremo lo spettacolo di nuovo a Giugno alla British Library nell’ambito di una mostra che ho ideato sulla Storia del Fumetto Britannico. [Qualche informazione in più qui, NdT.]
Copertina di Sandman: Preludes & Nocturnes.
Al momento stai lavorando a un film intitolato Luna. Puoi rivelarci qualcosa?
Viene pubblicizzato con lo slogan: “la fantasia , la realtà e tutto quello che c’è nel mezzo.” Si basa su un fatto accaduto ad alcuni amici che hanno perso il loro bambino: parla della tempesta del lutto e del lento processo necessario perché le acque si calmino. Al momento sto lavorando al color grading, gran parte degli effetti speciali è stata completata e la colonna sonora è in fase di registrazione questo mese. L’idea è di presentare Luna durante i festival più importanti e di distribuirlo in DVD insieme ad un volume.

Considerando tutti queste attività creative che svolgi, continueresti a descriverti come un “disegnatore”?
Sono stato fortunato perché se volevo fare delle copertine per libri, ho fatto copertine per libri. Se volevo fare un film, ho fatto un film. Lo stesso dicasi per i fumetti, le copertine in ambito musicale, progetti audio-visivi. Penso mi piacerebbe essere chiamato “creativo” [in Italiano in originale. NdT.]
Federico Fellini usava quella parola per descriversi e noi non abbiamo un termine analogo in Inglese.
Copertina per Sandman: Overture N. 1.
Come è stato tornare a realizzare le copertine per Sandman, sulla nuova miniserie Overture?
Tornare su Sandman dopo quasi 20 anni è stata un’esperienza strana, abbastanza allarmante.
La serie originale venne creata senza grandi aspettative. Non ho prestato davvero attenzione fino a che non è finita. Solo allora mi sono reso conto di quanto fosse diventata popolare e che sarebbe diventata una sorta di classico.
Per cui ritornando a lavorare alle copertine di Sandman: Overture mi ha preso all’improvviso il “panico da palcoscenico”. Le copertine sono diventate il luogo del mio dialogo continuo tra i media analogici e quelli digitali.
Le copertine nascevano come disegni, venivano scannerizzate e poi creavo in digitale gli sfondi e stampavo il tutto. Su queste stampe dipingevo con gli acrilici, poi aggiungevo collage ed altri elementi - smalti, terra, foglie, carte - e si finiva con una immagine fisica, analogica. E a questo punto scannerizzavo di nuovo e ritocco, aggiungendo altri elementi decorativi.

Tutte le immagini usate a corredo sono opera di Dave McKean.
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.

Le interviste precedenti:

3 commenti:

Fumetti di Carta (Orlando Furioso) ha detto...

Grazie smoky per questa intervista al maestro McKean!
Mi ha fatto piacere che abbia citato Fellini... e mi ha colpito molto il fatto che non si rendesse conto, all'epoca, dell'impatto del capolavoro "Sandman", le cui copertine tra l'altro sono dei capolavori a sé stanti!

sTUDIOpAZZIA ha detto...

Grazie Smoky per averci regalato un'altra grande intervista.
E' bello tornare a sentir parlare di fumetti McKean.
E' da molti anni, ormai, che lavora a Luna. Ma sembra che non manchi poi molto.

sp

smoky man ha detto...

@Orlando, sTUDIOpAZZIA
Grazie per la visita.