mercoledì 18 aprile 2007

Ipse dixit [5]

Appena ricevuto e... prontamente rigiro.
Non perdete l'occasione, mi raccomando!!! ;)

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Alan Moore, personaggio schivo e difficilmente raggiungibile, ha rilasciato un'intervista telefonica in esclusiva per presentare il suo romanzo La voce del fuoco, uscito di recente in Italia per le edizioni BD.

L'intervista andrà in onda sabato 21 e domenica 22 dalle 13 alle 13.30 su RadioDue, durante la trasmissione Tutti i colori del giallo, condotta da Luca Crovi.

La voce del fuoco di Alan Moore
Il mondo di Hollywood ha letteralmente saccheggiato il suo immaginario in questi ultimi anni costruendo kolossal di forte impatto visivo come "La Lega degli Straordinari Gentleman", "La vera storia di Jack Lo Squartatore", "V per Vendetta" e "Constantine", assoldando di volta in volta attori carismatici come Sean Connery, Johnny Deep, Hugo Weaving e Keanu Reeves. E più di un produttore ha cercato di portare a termine un progetto legato al suo "Watchmen". Eppure, nonostante il progressivo interesse che le opere di Alan Moore hanno prodotto nel mondo della comunicazione, lui in tutti questi anni ha fatto di tutto per allontanarsi dalla mondanità e per dissociarsi dalle produzioni legate alle sue geniali sceneggiature a fumetti. Ed è stato proprio il mondo delle nuvole parlanti a costruire nel tempo la leggenda di Alan Moore, uno degli sceneggiatori che maggiormente ha contribuito alla nascita delle graphic novel e agli sviluppi di un linguaggio maturo del fumetto e che nel tempo si è rivelato anche un sorprendente musicista rock, un performer teatrale, persino una sorta di sciamano e mago come scopriranno sabato 21 aprile e domenica 22 aprile gli ascoltatori di "Tutti i colori del giallo" dalle 13 alle 13.30 su Radiodue. Alan Moore ha infatti accettato di raccontarsi in una lunga intervista che andrà in onda in esclusiva su Radiodue presentando il suo recente romanzo "La voce del fuoco" (Edizioni BD) ma raccontando aneddoti sul suo passato e sul suo futuro di autore. "Buona fortuna con la lettura del primo capitolo del mio libro - dichiara beffardamente Moore - Ho fatto del mio meglio per scriverlo in un'approssimazione del linguaggio e del pensiero di un individuo del Neolitico. Ho impiegato un vocabolario di circa quattrocento parole in tutto. È un racconto di circa sessanta pagine, e usa solo quattrocento parole. Dato che il vocabolario del troglodita medio che legge il Sun consta di circa diecimila parole, è evidente che il mio è stato un esperimento azzardato. È quasi illeggibile. A me piace molto il risultato finale, ma molti amici mi hanno fatto notare che non sarebbe stato male scrivere il primo capitolo del mio primo romanzo in inglese. Li ho mandati al diavolo". "Ci ho messo cinque anni a scrivere "La voce del fuoco" - confessa ancora Moore- Ho cominciato nel 1990, o nel '91. Non avevo ancora preso in considerazione la possibilità di diventare uno sciamano, e non avevo un chiaro interesse nei confronti della magia, una svolta consapevole avvenuta all'occasione del mio quarantesimo compleanno, alla fine del '93". E la componente magica che da tempo riveste un ruolo essenziale della sua vita personale è fondamentale per comprendere le storie contenute ne "La voce del fuoco".

[Il ritratto di Moore, in apertura di post, è opera di Melinda Gebbie]

2 commenti:

Paolo Sonego ha detto...

A questo link e' possibile scaricare l'intera intervista apparsa su radio due:
http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=690

smoky man ha detto...

grazie x info.
avevo già provveduto ;)

smok!