giovedì 18 dicembre 2014

Alan Moore e Chelsea Manning

Gli auguri di Molly Crabapple.
Ieri in occasione del ventisettesimo compleanno di Chelsea Manning, sul Guardian sono apparsi diversi messaggi d'auguri da parte di personalità come Edward Snowden, Joe Sacco, Michael Stipe, Terry Gilliam e altri. Tutti gli interventi sono leggibili, in Inglese, qui.

Nel seguito potete leggere la traduzione del testo scritto da Alan Moore.

Bradley Edward Manning è un militare e attivista statunitense con cittadinanza britannica.
Accusato di aver trafugato decine di migliaia di documenti riservati mentre svolgeva il suo incarico di analista di intelligence durante le operazioni militari in Iraq, e di averli consegnati all'organizzazione WikiLeaks, è stato arrestato, imputato di svariati reati contro la sicurezza nazionale, e detenuto in condizioni considerate lesive dei diritti umani. Il suo caso ha suscitato un acceso dibattito in quanto quei dossier riguardavano l'omicidio di diversi civili disarmati da parte dell'esercito americano. Nell'agosto 2013 è stato condannato a 35 anni di carcere.
Immediatamente dopo la condanna, Manning ha dichiarato di non essersi riconosciuto nel suo sesso biologico fin dall'infanzia. Avrebbe quindi cominciato le cure ormonali per il cambio di genere, chiedendo di essere chiamato Chelsea Elizabeth Manning.
È stato candidato per tre volte al Premio Nobel per la Pace, nel 2011, 2012 e 2014.
[Source: Wikipedia]
Cara Chelsea,
non mi conosci. Il mio nome è Alan Moore e sono un ciarlatano dell’occulto e scrittore che vive a Northampton, nel più profondo entroterra inglese. Non è esattamente quella che si direbbe una bella città ma, attraverso la mia finestra, quel poco che riesco a vedere questo pomeriggio è davvero bello. Il cielo è liofilizzato in una perfetta polvere blu e il basso sole invernale infiamma i mattoni delle case a schiera come una sorta di fuoco arancione pietrificato e immoto, che brilla ormai da oltre un secolo.
Quello che sto maldestramente cercando di dire è che il mondo è ancora là fuori, che ci sono ancora delle belle giornate limpide e che queste giornate sono migliori e più trasparenti grazie a te e a quello che hai fatto.

Lo spettacolo dell’umanità continua e sembra stia approssimandosi a un importante e decisivo snodo nella sua narrazione. Sì, le calotte polari si sciolgono e il livello degli oceani sale ma questi sono pericoli che possiamo vedere e a cui possiamo rispondere, per quanto in maniera inadeguata o tardiva. Il crescente flusso d’informazione che attualmente ha raggiunto i nostri fianchi e sale velocemente, invece, è invisibile tranne per i suoi effetti su scala mondiale. L’insieme delle conoscenze che, sin dalle sue origini, la nostra specie ha accumulato con regolarità si è trasformato, negli ultimi 20 anni, in uno tsunami; una ingovernabile forza della Storia che nessun leader o nazione può controllare, indirizzare, influenzare: può soltanto surfare pericolosamente sulla sua spumosa cresta di denaro contante.

Questa marea crescente di dati spazza via tutto. Le istituzioni e le autorità, ideate per una realtà molto più semplice come quella di qualche secolo fa, sono uscite fuori dagli argini; hanno scoperto i loro logori principi inadeguati per un così repentino afflusso di conoscenza e rivelazioni, un turbolento torrente che ci trasporta tutti verso il bordo di un futuro che è come il Niagara, tra i detriti legnosi delle nostre superate ideologie.    

Dal mio punto di vista, lo straordinario periodo di cambiamento che il mondo sta attualmente attraversando potrebbe potenzialmente essere significativo, e molto più drammatico, del passaggio dalla caccia e raccolta all’agricoltura oppure dall’agricoltura alla società industriale. Di sicuro è altrettanto tumultuoso e con altrettante innumerevoli vite spezzate, ma questo tu lo sai molto meglio di me.  

La nostra specie, che ci piaccia o no, sembra giunta alle soglie di una nuova era caratterizzata da rivelazioni spesso scomode e da una trasparenza ineluttabile. Scalciando e urlando, stiamo ciononostante evolvendo in una condizione di lucidità e tu - un singolo individuo -  sei stato uno strumento cruciale per questa evoluzione senza precedenti, questo enorme processo dell'umanità. E il peso che stai portando, lo stai portando per tutti noi. È probabilmente una mia vana speranza che tu possa in qualche modo sentire questa moltitudine di sostenitori e in questa fredda stagione percepire il tepore di questo enorme amore.

Tu sei - in modo riluttante, ne sono sicuro - una eroina per milioni e, si può affermarlo con certezza, per altrettanti milioni di persone non ancora nate. Sono anche piuttosto sicuro che ci sono momenti in cui la conoscenza offre soltanto il più liso straccio di consolazione e vorrei, come sono certo molte delle altre persone che ti scrivono, poter offrirti qualcosa di più tangibile. Ahimè, in una comunicazione come questa si fa affidamento solo su parole e idee in modo da non far scattare gli scanner a raggi x. Fortunatamente, i ciarlatani dell'occulto sono un gruppo maggiormente a proprio agio con l'intangibile, per cui, se non è presuntuoso, potrei per lo meno offrirti l'idea di una torta che ha l'idea di una lima nascosta all'interno: gli esseri umani non possono mai fare esperienza diretta della realtà ma solo fare esperienza della loro percezione della realtà attraverso le vibrazioni dei timpani, i segnali delle terminazioni nervose e il bombardamento dei fotoni sulla retina. Per ogni individuo, l'universo esterno - dagli elementi più microscopici come i quanti fino alle più distanti e antiche galassie - è un fenomeno che avviene solo nella propria mente.
Questo non è solipsismo ma la semplice ammissione che ogni uomo e ogni donna sono posizionati al centro di un universo che è unico e personale, con l'individuo che è il suo fulcro e l'intelligenza che lo governa. Il nostro mondo interiore è, in un certo senso, l'unico mondo che possiamo conoscere o vivere ma il nostro mondo interiore è immenso e senza fine ed è anche la sorgente misteriosa da cui è emerso gran parte dell'apparente mondo esterno che ci circonda.
Il paesaggio interiore è il più potente e incredibile territorio dell'uomo ed è accessibile da ciascuno, a prescindere dalle circostanze tangibili e materiali. Il grande filosofo e uomo di spettacolo americano Robert Anton Wilson una volta fece dire a John Dillinger, personaggio fittizio in una sua opera: “Il solo modo per fuggire da una cella è quello di uscire attraversando i muri, nel fuoco.” Tu hai già dato prova in così tante occasioni che il fuoco che arde dentro di te è potente e sono convinto che ti sosterrà.

Sono trascorse le ore ed è scesa l'oscurità sebbene adorna di una meravigliosa luna. Abbi cura di te, Chelsea, e sappi che sei nei nostri pensieri e nei nostri cuori.

Con immenso amore e gratitudine da un tuo amico.

Alan Moore

[La lettera inviata al Guardian da Moore: qui]

Tutti gli interventi sono leggibili, in Inglese, qui.

lunedì 15 dicembre 2014

recensioni in 4 parole [25]

È un mondo difficile.
A me gli occhi!
La definizione del divertimento.
Un lungo cammino
Alla fine della strada. 
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
di Chuck Dixon (test) e Jorge Zaffino (disegni)
Editore: Cosmo Editoriale
Formato: brossura, 144 pagine, bianco e nero
Prezzo: €5
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Original Sin N.1
di Jason Aaron  (testi) e Mike Deodato Jr. (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: brossura, 64 pagine, colore
Prezzo: €3,30
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Fun
di Paolo Bacilieri
Editore: Coconino Press
Formato: brossura, 144 pagine, b\n e colore
Prezzo: € 18
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

Un lungo cammino
di Samuel Daveti (testi), Lorenzo Palloni e Francesco Rossi (disegni)
Editore: Mammaiuto
Formato: brossura, 160 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 12
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI

giovedì 11 dicembre 2014

[SPOT 04] Tooth & Claw di K. Busiek e B. Dewey

Copertina di Tooth and Claw N.1.
In un mondo popolato da intelligenti creature antropomorfe, la magia - essenza e fondamento di questa realtà - sta lentamente svanendo. Nel tentativo di riportarla all'originale potenza un gruppo di maghi sfida l'impossibile per evocare un campione cantato in antiche leggende. Ma i buoni propositi possono avere esiti peggiori del male temuto e le cose potrebbero rivelarsi diverse da quel che sembrano. 
Sono queste le intriganti premesse di Tooth & Claw (prontamente ribattezzata The Autumnlands: Tooth & Claw per questioni di copyright; maggiori dettagli qui), la nuova serie fantasy ideata dall'ottimo Kurt Busiek, lo sceneggiatore di Marvels e di Astro City, il cui primo numero (già sold-out) è uscito a Novembre edito, neanche a dirlo, da Image Comics.
Ai disegni della serie si segnala lo straordinario lavoro su personaggi, worldbuilding e costruzione della tavola di Benjamin Dewey - disegnatore che, lo confesso, non conoscevo - coadiuvato dai perfetti e simbiotici colori di Jordie Bellaire. Insomma una serie che, con un solo primo numero all'attivo - che come tradizione Image è doppio, di ben 44 pagine, senza pubblicità al prezzo ridicolo di $ 2,99 - si preannuncia come imprescindibile: scommetto sul fatto che sia già nel mirino di qualche editore Italiano. Che dite?
Ma lasciamo parlare gli autori di Tooth & Claw.
Pagine tratte da Tooth & Claw N.1.
In una intervista di qualche tempo fa, apparsa sul Comic Book Resources, Busiek dichiarava: "La storia parla di destino e tradimento, pragmatismo e amore e d’avventura e di come salvare il mondo, e di come il mondo non sia in pericolo per quello che ti aspettavi e salvarlo non implica quello che ti aspettavi. Parla di cinismo e disillusione, tragedia, speranza e passione. Parla di sangue e morte, magia e divinità, umani e animali e della differenza tra questi ultimi due.

Parla di civiltà insolite, di città di vimini che fluttuano nel cielo, di sconfinati imperi d’altura, di schiavitù, di branchi di scarafaggi, lande di cristallo che scintillano di potere, nomadi sottomarini eternamente in marcia sul fondo dell’oceano, golem nucleari in disfacimento, collegi divenuti governi… parla dei limiti della magia, della persistenza della tecnologia e dei limiti della lealtà.

È una storia… rococò. È complessa e piena zeppa di elementi, influenzata dal fantasy barocco di Jack Vance e dai fumetti di Jack Kirby."
Il disegnatore Dewey ha aggiunto: "Kurt mi chiede cose in grande scala o che richiedono moltissima varietà e tutto questo nel contesto di un mondo immaginario che non ha corrispondenze con quello reale. Non avere punti di riferimento è difficile ma mi piace improvvisare e tratto ogni problema, dal punto di vista creativo, come una possibilità per pensare a nuovi approcci che mi spingano a migliorare e mi forniscano nuovi strumenti di lavoro. […]
Le città volanti di vimini non sono state facile da rendere: ho speso un sacco di tempo a studiare le sedie di vimini e ho persino creato un modello in cartone, partendo da uno sketch che avevo fatto, per aiutarmi con le scelte di colore in un disegno.
La soddisfazione e il senso di sfida sono legati tra loro.
[…] Il mio obiettivo è quello di fare un fumetto che sia divertente per quanti più lettori possibile riempiendo ogni tavola di gioia, energia e chiarezza."  
[L'intervista completa, in Inglese, può essere letta qui.]

E chiudiamo con le parole di Alex Ross, collaboratore regolare di Kusiek e autore della copertina alternativa (che potete ammirare sotto) per il secondo numero della serie: "Il mondo di Tooth and Claw è una sorta di fantasy medievale unito a un design classico. Questo elemento mi ha fatto venire in mente dipinti come La zattera della Medusa e volevo catturare quella sensazione usando i personaggi e le situazioni della serie. Sebbene in realtà il solo riferimento che ho usato sia stato la copertina del disco dei Pogues Rum, Sodomy & The Lash... per cui è stata quella la mia fonte d'ispirazione e riferimento."

See you alligators!
Variant cover di Alex Ross per Tooth & Claw N.2.

di Kurt Busiek (testi),  Benjamin Dewey (disegni), Jordie Bellaire (colori)

sabato 6 dicembre 2014

recensioni in 4 parole [24]

Sviscerando gli intrighi narrativi.
Il mondo così com'è
Nei meandri della mente.
OraMai
Inafferrabile tempo, senza tempo.
Miracleman N. 9
Il miracolo della nascita.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
di Lewis Trondheim
Editore: ProGlo Edizioni
Formato: spillato, 24 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Il mondo così com'è
di Tiziano Scarpa (testi) e Massimo Giacon (disegni)
Editore: Rizzoli Lizard
Formato: cartonato, 112 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

OraMai
contiene un fumetto di Tuono Pettinato
Editore: CNR Edizioni
Formato: brossura, 48 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Miracleman N. 9
di Lo Scrittore Originale (testi) e Rick Veitch (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: €2,90
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

lunedì 1 dicembre 2014

opinioni sul fare fumetti... [9]

Un frame da Birdman, il film di Alejandro González Iñárritu.
A fine Ottobre la Marvel ha annunciato i suoi progetti cinematografici del... quinquennio 2015-2019! Per un commento dettagliato e, per di più, a fumetti, rimando all'inarrivabile Leo Ortolani (qui) che ben riassume i miei sentimenti di fronte a cotanto proclama (non che I Guardiani della Galassia non siano stati una visione divertente... ma come dice il saggio "il troppo stroppia").
Interessante invece il commento del regista Alejandro Gonzalez Inarritu sul tema cinema e supereroi. Ricordiamo che Birdman, l'ultimo film del cineasta messicano, con protagonista Michael Keaton (non a caso il primo Batman nell'adattamento datato 1989 opera di Tim Burton), ha a che fare con l'ossessione verso questa moda dilagante. La pellicola ha aperto la 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia il 26 agosto scorso e sarà nelle sale Italiane a febbraio del prossimo anno.
Ecco cosa dice Inarritu intervistato dal sito Deadline.
Deadline: In quale misura questa satira verso la fissazione di Hollywwod per i supereroi incide sulla possibilità che tu, prima o poi, possa girare un film di quel genere?
Alejandro Gonzalez Inarritu: Sarei una scelta terribile. Penso non ci sia nulla di sbagliato nell’essere fissati con i supereroi quando si hanno 7 anni ma credo che il non voler crescere sia una malattia. Le grandi multinazionali e i fondi d’investimento controllano Hollywood e tutto quello che vogliono è fare soldi su qualsiasi cosa significhi cinema. Quando investi 100 milioni di dollari e ne ricavi 800 oppure un miliardo è molto difficile convincere la gente. Dici loro: investi 20 milioni e ne ricaverai 80. Sarebbe davvero un affare fantastico ma loro di rispondono: “80 milioni? Ne voglio 800.” In pratica non c’è più spazio per fare bei film. Questa roba si sta prendendo tutto quello che c’è.   


Deadline: Non c'è nulla che ti piaccia nei film di supereroi?
Alejandro Gonzalez Inarritu: A volte mi piacciono perché sono lineari e semplici e vanno bene con i popcorn. Il problema è che talvolta pretendono d'essere profondi, basati su un qualche mito greco. E bisogna esser onesti e dire che sono film davvero conservatori. Vedo sempre che uccidono gente perché loro non credono in quello che tu credi oppure non sono quello che tu vorresti che fossero. Odio tutto questo e non mi immedesimo con questi personaggi. Sono come un veleno, un genocidio culturale perché il pubblico viene bombardato da trame, esplosioni e altra merda che non significa nulla su quello che vuol dire essere umani.
[L'intervista completa, in Inglese, qui]
Howard The Duck N.1.
Sempre tra cinema e fumetto, proprio mentre in questi giorni, dopo l' "apparizione" nel film dei Guardiani, si parla del rilancio di Howard il papero in una nuova serie Marvel a lui dedicata (vedi qui qualche dettaglio), mi ritorna in mente un passaggio sullo sceneggiatore Steve Gerber tratto dall'imprescindibile volume Marvel Comics. Una storia di eroi e supereroi di Sean Howe: "Ci sono persone che possono soltanto scrivere, perché è l'unica cosa che sono in grado di fare", dirà Mary Skrenes, l'ex co-sceneggiatrice e compagna di Gerber. "Steve, purtroppo, era uno di quelli. E tali persone dovrebbero sapere che i fumetti sono un punto di partenza, da lasciarsi prima o poi alle spalle. Ma a lui non piacevano né i cartoni animati né la televisione. A Steve piacevano i fumetti."
Ah... i fumetti, i fumetti...
A proposito... Gipi, in un breve estratto dalla lunga trascrizione, apparsa su Fumettologica a documentare l'incontro con Roberto Recchioni all'ultimo Komikazen, ha dichiarato: "Hanno sempre cercato di tirarmi dentro questa diatriba di graphic novel da una parte e fumetto seriale dall’altra, ma a me non è mai fregato nulla. Sono stato candidato allo Strega, ho fatto decine di interviste con gente che non riusciva a dire la parola fumetto, e io cercavo di fargliela dire in tutti i modi. Ma nemmeno perché a me freghi del fumetto, era una questione di sadismo. Loro non volevano dirlo, e io glielo facevo dire."
[Il pezzo completo può essere letto qui]
Fare fumetti... fare fumetti... Mirko Oliveri, direttore di Verticalismi, stila i 5 Obiettivi che l’industria del fumetto italiano deve realizzare adesso. Il primo inizia così: "1. Efficienza Economica. Per quanto sembri che moltissimi operatori del settore lo ignorino, i fumetti non si fanno per salvare il mondo, ma per fare soldi." Il resto di questa interessante cinquina potete leggerlo qui.
Copertina di Molly Crabapple per il suo graphic novel Scarlett Takes Manhattan.
Restando in tema di liste e... di Web, ecco la scrittrice e disegnatrice americana Molly Crabapple e le sue 15 regole per aver successo, come creativo, nell'epoca di Internet che si concludono con un lapidario: "Internet non salverà gli artisti. 
I social media non ci salveranno. Le aziende non ci salveranno. Il crowd-funding non ci salverà. Le donazioni non ci salveranno. I patron non ci salveranno.
Nulla ci salverà se non noi stessi e l'un l'altro.
E ora crea qualcosa di bello!
[Tutti i suggerimenti della Crabapple possono essere letti qui]

E si chiude come l'inizio: si veda l'immagine finale.

Adrian Veidt: Ho fatto la cosa giusta, vero? Ha funzionato, alla fine.
Dr. Manhattan: "Alla fine?" Niente finisce, Adrian. Niente ha mai fine.

Buoni fumetti a tutti!
Watchmen: illustrazione promozionale di Dave Gibbons.

giovedì 20 novembre 2014

reportage dal Thought Bubble Festival 2014

Dal 9 al 16 Novembre a Leeds, UK, si è svolto il settimo Thought Bubble Festival, tra le manifestazioni più interessanti di questi anni in terra d'Albione.
L'evento fumettistico vero e proprio, il Comic Con, si è tenuto nei giorni 14 e 15 Novembre con la partecipazione di numerosi autori di rilievo tra cui, per fare qualche nome, Scott Snyder, Jeff Lemire, Jason Aaron, Charlie Adlard, Mark Buckingham, Cliff Chiang, Becky Cloonan, Andy Diggle, Duncan Fegredo, Adi Granov, Matt Kindt, David Lloyd, Sean Phillips, Eric Powell, Tim Sale (qui l'elenco completo).

A seguire potete leggere un agile reportage dell'amico Antonio Solinas che, evitato di "godersi" Lucca Comics, ha preferito fare una capatina a Leeds.
Le foto a corredo di questo pezzo sono anch'esse opera di Antonio che ringrazio caldamente per la testimonianza.
Buona lettura e... buona visione!
Ci sono delle similarità ricorrenti nelle convention britanniche e Leeds non fa eccezione: per prima cosa, in pratica, a parte la 2000AD-Rebellion, è tutta piccola (o al massimo media) editoria, quindi è tutto un fiorire di editori indie accanto alle classiche proposte editoriali mainstream americane vendute negli stand delle fumetterie. In secundis, le dimensioni sono sempre piccole, quantomeno rispetto ai numeri importanti delle nostre fiere di punta (parliamo sempre di qualche migliaio di persone, un po' i numeri delle nostre convention "piccole").

Quello che differenzia Leeds dalle altre fiere cui sono stato, in primis Bristol e il (defunto?) Ka-Pow, è il gemellaggio più o meno ufficiale con la Image (che pubblica l'antologia della manifestazione), il focus meno preciso sul settore supereroistico, che invece era il cardine di altre manifestazioni (Bristol era storicamente un feudo della DC Comics, ma nel corso degli anni ha ospitato anche colonne Marvel come Joe Quesada e il duo Morrison-Quitely quando erano su X-Men, mentre la londinese Ka-Pow era il vanity project di Mark Millar), e un'attenzione dovuta e intelligente anche alle autrici, in un mondo da sempre dominato dagli uomini.
A Leeds, a parte i nomi grossi, quasi tutti in forza alla Image Comics (e ce n'erano tantissimi, dal nostro Matteo Scalera a Scott Snyder, da Jason Aaron a Jason Latour, da Matt Kindt a Sean Phillips, da Tim Sale al team di Elephantmen, dalla coppia McKelvie-Gillen a Cameron Stewart, solo per citarne alcuni) c'erano anche un bel numero di invitate, da Vanesa R. del Rey a Emma Rios, da Emma Vieceli a Natasha Allegri e molte altre, alcune più conosciute, altre meno (Hope Larson, Yishan Li, Danielle Corsetto etc.). Un' iniziativa meritoria, senza dubbio. Com'è meritoria la capacità di affiancare ai "soliti" autori britannici un nutrito gruppo di star che gravitano nell'ambito del mercato americano.


Le dimensioni, dicevamo. Ridotte, certo, ma in espansione (per capirci, in totale lo spazio espositivo era circa quanto due padiglioni grossi di Lucca). Ma soprattutto appannaggio, in massima parte, di appassionati di fumetto. In UK, il fenomeno cosplay non ha ancora raggiunto le dimensioni italiane (forse anche a causa del fatto che Leeds non è proprio dietro l'angolo: per esempio, non c’era la solita invasione di franciosi che caratterizza le convention del sud Inghilterra) e quindi negli stand gironzolano soprattutto curiosi di fumetto.
In questo senso, sembra avere grande rilevanza l'aspetto collezionistico (le code per le firme e gli sketch a pagamento/commission sono state davvero enormi per tutta la durata della fiera, e i prezzi richiesti spesso abbastanza altini, se non decisamente da ricchi), ma anche la possibilità di parlare con gli autori rimane un aspetto da non sottovalutare, soprattutto perché, a dispetto degli stereotipi, i creatori britannici sono, nei confronti dei fan, quanto di più distante ci sia dall’immagine fredda e altera da cliché. Di solito, è davvero semplice parlare con loro, molto più semplice di quanto accada nel nostro paese, in generale (per varie ragioni non sempre necessariamente imputabili agli autori, sia chiaro).


In questa atmosfera rilassata e "friendly", l'unica nota un po’ stonata è stata quella del party a metà convention, sabato, che si è tenuto in un palazzo comunale alquanto “freddo”. Questo, unito al fatto che era in collaborazione con il Leeds International Film Festival, ha dissuaso gli autori, molti dei quali hanno abbandonato il luogo subito, disperdendosi in città senza integrarsi al bar come accade di solito, mancando un bar ufficiale della manifestazione. È quindi mancata quella bella atmosfera che si crea di solito in un locale pieno di fumettisti e alcool. Un peccato, visto che questo è sempre stato uno degli aspetti che ho sempre apprezzato di più di queste convention, ma compensato dal profilo degli autori e da qualche libro abbastanza valido, come alcune proposte dei “soliti sospetti” Self Made Hero e Nobrow ma non solo (alcuni libri della Soaring Penguin Press e della microeditoria sembrano particolarmente validi).

Come sempre, abbiamo raccolto qualche pettegolezzo interessante, ma ne parleremo una prossima volta, forse... A seguire, alcune foto della convention.


Antonio Solinas
Gary Spencer Millidge.
Dave Taylor.
Chris Weston.
Rob Davis.
Esad Ribic.
Cameron Stewart.
Matt Kindt e Jeff Lemire.
Tim Sale.
David Lloyd.
Jason Aaron.
Eric Powell e Brian Hurtt.
Emma Rios.
Matteo Scalera.
Declan Shalvey.
Tula Lotay.
Altre informazioni e reportage sul TBF2014 su Bleeding Cool (qui; qui e qui, ad esempio) e Forbidden Planet Blog (qui e qui).

lunedì 17 novembre 2014

recensioni in 4 parole [23]

Segui il triangolo bianco!
Tutto sommato quasi invisibile.
"Genere turbo-avventura e vaffanculo."
Sperimentando con i supereroi.
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Abbiamo detto 4 parole su: 
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 112 pagine (su ), colore
Prezzo: € 3,20
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Il ragazzo invisibile N.1
Sceneggiatura: Diego Cajelli
Disegni: Giuseppe Camuncoli, Werther Dell'Edera, Alessandro Vitti
Editore: Panini Comics
Formato: brossurato, 48 pagine, colore
Prezzo: € 3,50
Anno di pubblicazione: 2014
di Ratigher (testi e disegni)
Editore: Primaomai
Formato: brossurato, 64 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI
di Lorenzo Ghetti (testi e disegni)
Formato: webcomics
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI