venerdì 30 gennaio 2015

recensioni in 4 parole [28]

Dylan Dog N. 340 - Benvenuti a Wickedford
Mostruose ma elementari rivelazioni.
La bellezza del Male.
Una galattica fracassona avventura.
Lilith N. 13 - La guerra dei fiori 
Riplasmando il Tempo bizzoso.
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
Dylan Dog N. 340 - Benvenuti a Wickedford
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni: Marco Nizzoli
Copertina: Angelo Stano
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 98 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,20
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI

di Luigi Bernardi (testi) e Onofrio Catacchio (disegni)
Editore: Cosmo Editoriale
Formato: brossurato, 176 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 5,50
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI

di Brian Michael Bendis (testi) e Frank Cho (disegni)
Editore: Marvel Comics
Formato: spillato, 36 pagine, colore
Prezzo: $ 4.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)

Lilith N. 13 - La guerra dei fiori
di Luca Enoch
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 132 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 4
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

lunedì 19 gennaio 2015

recensioni in 4 parole [27]

Nemico Immortale. Battaglia eterna.
L'intrigante Ottocento italiano.
Pandemia? Sopravvivere si può.
Hellboy and the B.P.R.D. - 1952 N.1
Giovane diavolo in missione.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
The Valiant N.1 (in Inglese) 
di Matt Kindt, Jeff Lemire (testi) e Paolo Rivera (disegni)
Editore: Valiant Entertainment
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 3.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI (in Inglese)

Mercurio Loi
Soggetto e sceneggiatura: Alessandro Bilotta
Disegni: Matteo Mosca
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le Storie N.28
Formato: brossurato, 114 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,80
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI e QUI

Crossed + 100 N.1 (in Inglese)
di Alan Moore (testi) e Gabriel Andrade (disegni)
Editore: Avatar Press
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 3.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese) e QUI (annotazioni, in Inglese)

di Mike Mignola, John Arcudi (testi) e Alex Maleev (disegni)
Editore: Dark Horse
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 3.50 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)

venerdì 16 gennaio 2015

Dylan Horrocks e la magia del Fumetto

DYLAN HORROCKS è un autore neozelandese che ho sempre seguito con grande attenzione sin dai tempi del suo splendido Hicksville (edito nel 2003 dalla mai troppo lodata Black Velvet dell'amico Omar Martini) e che ho avuto il piacere e l'onore di coinvolgere, anni fa, per il "mio" Alan Moore: Ritratto di Uno Straordinario Gentleman.
Dopo una lunga assenza e una "dolorosa" parentesi come sceneggiatore per testate edite dalle major americane, Horrocks fa il suo ritorno, come autore completo, con Sam Zebel e La Penna Magica, annunciato in uscita il prossimo Febbraio per Bao Publishing. Un'anteprima del volume è disponibile qui.

Nel seguito potete leggere un'intervista all'autore condotta da Paul Gravett, uno dei massimi esperti mondiali di Fumetto, e pubblicata sul suo sito qualche giorno fa.

L'intervista è stata tradotta e appare su questo blog con il permesso di Gravett e Horrocks che ringrazio.

L'intervista completa, unitamente a un'interessante introduzione, in Inglese, può essere letta qui.
Il sito ufficiale di Dylan Horrocks: qui.
Dylan Horrocks
Intervista a cura di Paul Gravett. 

Paul Gravett: In Hicksville hai immaginato un’incantevole, sobria, remota e probabilmente inottenibile utopia per il Fumetto, in Sam Zabel e La Penna Magica, invece, hai utilizzato un avatar per esplorare la realtà, meno idilliaca, di fare fumetti, più o meno, per soldi. Quali sono stati gli ostacoli e i dilemmi che hai dovuto affrontare per ritrovare la strada e tornare a fare fumetti? Come sei stato in grado di superare le difficoltà?
Dylan Horrocks: Dopo Hicksville ho trascorso diversi anni a scrivere fumetti commerciali per la Vertigo e la DC [ad esempio su testate come Batgirl dal N. 39 al N. 57, una run di 19 episodi, e su Hunter: The Age of Magic per una miniserie e venticinque albi, N.d.T.]: è stata un’esperienza affascinante (e mi ha permesso di pagare un sacco di bollette!) ma mi ha quasi ucciso come autore. Scrivevo in una voce che non era la mia e spendevo un sacco di tempo sentendomi intrappolato nelle fantasie altrui. Alla fine avevo quasi perso la mia voce autoriale e anche la mia fede, che mi aveva sostenuto per tutta la vita, nelle storie e nell’arte. Non riuscivo più a fidarmi delle storie. Sam Zabel e La Penna Magica è stato il mio tentativo di trovare una via d’uscita.

Il mondo e i fumetti sono cambiati tantissimo da quanto serializzasti Hicksville, in bianco e nero, su Pickle. Ora Sam Zabel è stato proposto a puntate sul web, a colori, per poi essere pubblicato in contemporanea in volume da editori di tutto il mondo. Qual è il tuo parere su questi cambiamenti, in meglio e in peggio?
Mi ricordo quando, negli anni '80, le fotocopiatrici si diffusero e divennero accessibili a tutti portando alla nascita dell'editoria indipendente, dei mini-comics e delle fanzine. Sembrava una rivoluzione. Ma Internet ha portato la cosa su un livello completamente diverso. Non sorprende che molti editori e rivenditori abbiano problemi ad adattarsi ma l'aspetto per me più importante è l'esplosione di nuovi autori, completamente diversi tra loro, che hanno scelto il fumetto e lo stanno portando, online, in tantissime nuove direzioni. Vivendo in una minuscola nazione, praticamente alla fine del mondo, sono particolarmente consapevole delle possibilità offerte da Internet nel dare visibilità a disegnatori e scrittori prima marginalizzati, non solo per via della nazionalità, ma anche di genere, identità sessuale, appartenenza etnica e quant'altro.
Ovviamente non è tutto rose e fiori. I governi e le multinazionali stanno facendo del loro meglio per mettere Internet sotto il loro controllo, e le cose stanno cambiando rapidamente. Sono tempi interessanti... L'altro grande cambiamento nel mondo del Fumetto sin dai tempi di Pickle è stata l'ascesa del graphic novel. Vent'anni fa l’idea che i fumetti sarebbero stati recensiti regolarmente su riviste importanti e nominati nei principali premi letterari sembrava un’utopia quanto Hicksville. Fatico ancora a crederci. E mi piace ancora scoprire qualche strano fumetto auto-prodotto e pinzato a mano andando in giro per le mostre dedicate all’editoria indipendente…
Osamu Tezuka, il “Dio” del Manga, una volta disse che viviamo in un’epoca in cui il fumetto è come l’aria. In parte era un ammonimento sui potenziali effetti inquinanti sul fumetto stesso. Che cosa ne pensi di questa sua preoccupazione?
Non mi preoccupo dell’effetto sui fumetti piuttosto mi preoccupo per le storie e l’arte in generale. Noi viviamo e respiriamo queste cose (e per questo la metafora di Tezuka è meravigliosa): danno forma e filtrano le nostre esperienze, pensieri ed emozioni, la nostra visione politica ed etica, la religione e la scienza. Non riesco a capire gli scrittori e i disegnatori che non provano un’ansia vertiginosa per via del potere che hanno le immagini e le storie. È una cosa che mi spaventa da morire. Ma, cielo, amo così tanto le storie…

Parlando di anedonia, una parte di me vorrebbe ancora riuscire ad apprezzare i miei supereroi preferiti. Personalmente il grande problema morale è l’ingiustizia perpetrata dalla Disney e dalla Time-Warner-AOL nei confronti dei (co-)creatori di questi personaggi tanto da macchiare indelebilmente le loro saghe senza fine. Gli accordi extra-giudiziari oppure le cause legali respinte non sono di alcun aiuto. Potremmo mai davvero far ritorno a quei territori della fantasia?
Nello stesso periodo in cui ho iniziato a scrivere Sam Zabel e La Penna Magica, ho tenuto una conferenza a Christchurch sul futuro della letteratura in Nuova Zelanda. Ero nel pieno della mia crisi creativa e così, invece di concentrarmi su fumetti o romanzi, ho parlato di Dungeons and Dragons e di altri giochi di ruolo fantasy, della creazione di mondi immaginari come una vera e propria forma d’arte e di come fossero un modo per sfuggire alle seduzioni del racconto strutturato. Successivamente, una persona del pubblico disse che da aveva giocato ossessivamente a D&D ma che un giorno improvvisamente capì che non si divertiva più. Non riusciva più a sospendere l’incredulità e improvvisamente gli sembrò tutto così stupido. Con tono triste disse: “A volte vorrei che potessimo accendere e spegnere la nostra post-modernità a comando.” Non so se sia un problema di post-modernità o semplicemente il fatto che si diventa vecchi, ma capisco quello che intendeva dire. Ci sono giorni in cui farei di tutto per poter tornare indietro. Ma poi inizio a disegnare e, in un certo senso, lo faccio.

Mi preoccupa e mi interrogo sul lavaggio del cervello che i bambini, al giorno d’oggi, subiscono da Spider-Man, Batman e compagnia bella, sin dalla culla o dal passeggino e dai vestitini che indossano. Sono uno stupido?
Saresti stupido a non preoccuparti e interrogarti. Ma questo non significa che sia davvero un problema. Forse è una cosa meravigliosa? Eppure… eppure…  

Soltanto in America ci sono due multinazionali globali determinate a diffondere un limitato numero di marchi in tutto il mondo. È vero che ci sono altre realtà di lunga durata, con brand importanti da altre parti come Monica in Brazil, i Pokemon in Giappone, Blake & Mortimer in Francia e Belgio, Tex, Diabolik e Dylan Dog in Italia… suppongo Beano e Judge Dredd in Inghilterra… ma questi non sono stati imposti in tutto il mondo né dominano completamente il mercato locale in cui si rivolgono. Dovremmo preoccuparci di questa tendenza? Le cose cambieranno o queste storie interminabili non avranno mai fine?
Quello che trovo più difficile da capire è il fatto che questi personaggi che dominano il nostro immaginario collettivo sono tutti dei brand. Mi sentirei meglio se Batman e Capitan America fossero nel pubblico dominio. Una paio di secoli fa, le principali icone culturali erano patrimonio di tutti. Le icone odierne sono trattate come delle proprietà private non dai loro creatori né dagli innumerevoli fan che hanno investito così tanto in loro ma da enormi aziende. Mi piace quando i fan invertono questa relazione e prendono il possesso creativo attraverso il cosplay o la fanfiction. E spesso è proprio lì che si trovano le versioni più interessanti dei più popolari supereroi. Un esempio è Steve Rogers, American Captain, splendido webcomic del neozelandese Robyn Kenealy.  
Né tu né Zabel potete costringere voi stessi ad affermare, nel libro, che “siamo moralmente responsabili per le nostre fantasie” ma ovviamente, grazie alla magia dei fumetti, quella inespressa possibilità tuttavia si mostra direttamente sulla pagina. Inoltre usi il fumetto per mostrare le fantasie erotiche di Sam e allo stesso tempo per confrontarti con esse e metterle in discussione.
Non ho mai voluto che La Penna Magica presentasse una risposta semplicistica a quella domanda. Il libro si apre con due citazioni contraddittorie: una di Yeats, l'altra dell'attrice pornografica (e autrice) Nina Hartley. Queste due frasi, messe insieme, danno inizio a un dialogo, un dibattito.  E il libro porta avanti quella conversazione: espandendola, proponendo punti di vista diversi e complicandola, sollevando nuove domande. Non voglio che il lettore scopra le mie risposte, voglio che esplori quelle domande da sé. Per provare il piacere e il potere della fantasia, anche domandandosi che cosa sia veramente. Non mi fido delle risposte semplici. Penso semplicemente sia una discussione importante da affrontare.

Sei contrario alla censura nei fumetti da parte dello stato o da sistemi di autoregolamentazione? E all'auto-censura? Ti sei censurato su La Penna Magica?
Credo che i pericoli della censura di stato o di sistemi di autoregolamentazione sui fumetti siano superiori a qualsiasi beneficio.
L'auto-censura è un aspetto più complesso. Ci sono pagine in La Penna Magica che ho ridisegnato diverse volte perché, nella prima versione, sentivo d'essermi spinto troppo in là. Volevo trovare il giusto equilibrio, il giusto tono.
Ma ho anche permesso che la storia mi portasse in direzioni che mi hanno fanno sentire a disagio perché sentivo l’esigenza di essere sincero. Sono affascinato dagli artisti che si concedono d’essere indulgenti perché si immergono in profondità nelle loro fantasie e desideri. Sono come speleologi che esplorano le profondità della nostra mente e del nostro corpo come se fossero delle grotte. Ma mi preoccupa quello che scopriremo laggiù in fondo? Credo che dobbiamo sempre riportarlo in superficie e condividerlo con tutti? Questi sono aspetti più complicati.

Mi chiedo se la libertà di fantasticare non scada facilmente in triti cliché e non rafforzi gli stereotipi. Si tratta di aspetti condivisi, populisti e profondamente instillati nelle nostre culture che forse è difficile smuovere o abbattere, no? È inevitabilmente più semplice attenersi a prospettive appaganti piuttosto che metterle in discussione o contraddirle?
Non credo che sia necessariamente un problema. La ripetizione di tropi e cliché familiari è un elemento chiave dell’arte e del racconto popolare; è parte di come esploriamo la nostra cultura e noi stessi, facendo ritorno sugli spessi percorsi ancora e ancora, conoscendone intimamente ogni più piccola sfumatura. Questi luoghi noti possono essere interessanti e rivelatori, e anche curativi e dare conferme. Naturalmente, metterli in discussione è altrettanto rivelatorio ma non credo neghi il loro valore.   
Per me, la cosa più importante è il fatto che una specifica fantasia sia sincera. Anche se uno scrittore, un fumettista o un pornografo non fa nient’altro che ripetere i soliti cliché, se lo fa perché è quello che arriva dal suo io più profondo, allora credo che probabilmente sarà interessante e potente. Ma se invece si tira in ballo soltanto quello che pensa voglia il mercato, o quello che il suo editor gli chiede, suppongo d’essere meno interessato alla cosa. Se mi stai dando in pasto una fantasia che soddisfa un desiderio, allora è meglio che sia qualcosa che l’artista desidera, altrimenti non sembrerà autentica. È molto difficile mentire sul desiderio. Intendiamoci, le persone si ingannano continuamente fingendo falsi orgasmi. Per cui… chi può dirlo? 
Credo che tu stia lavorando anche a un graphic novel erotico. Qual è la “bussola morale” che stai seguendo? Qual è la tua opinione su fumetti erotici/pronografici come quelli, ad esempio, di Manara o Lost Girls di Moore e Gebbie e sul potenziale inesplorato dell’argomento in ambito fumettistico?
Lost Girls mi piace molto. Su Manara il giudizio è più complicato ma non posso negare la sua ossessiva risolutezza. C’è una lunga tradizione di fumetti erotici, che risale fino alle origini del Fumetto stesso, ma sono ancora dell’opinione che l’argomento abbia enormi potenzialità.
La sessualità è così complicata, così importante, così affascinante, così piacevole e disturbante – e la nostra ambivalenza nell’esplorarla così estrema – che mi stupisce come tutti non ne scrivano.
Qual è la mia “bussola morale”? Scrivere e disegnare è come muoversi su territori inesplorati. Se non sai dove stai andando, una bussola può solo aiutarti tantissimo. È importante tenere gli occhi sul terreno…

[Dylan Horrocks sarà tra gli ospiti dell’Australian & New Zealand Festival of Arts che si terrà a Londra dal 28 al 31 Maggio.]

Tutte le illustrazioni usate in questo post sono opera di Dylan Horrocks.
L'intervista può essere letta, in Inglese, sul sito di Paul Gravett: qui.


Le interviste precedenti:

mercoledì 7 gennaio 2015

recensioni in 4 parole [26]

Come ti remixo Watchmen.
 Popeye in salsa Tarantino.
Little Sammy Sneeze
 Echi di starnuti eterni.
The Wrenchies
Perdersi nel fantastico orrore.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
Pax Americana (in Inglese) 
di Grant Morrison (testi) e Frank Quitely (disegni)
Editore: DC Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: $ 4.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese) e QUI (in Inglese, annotazioni sulla storia)
 
di Claudio Zen (testi) e Fabiano Ambu (disegni)
Editore: autoproduzione (per informazioni: postmaster@fabianoambu.com)
Formato: brossurato, 68 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

Little Sammy Sneeze
di Winsor McCay
Editore: Castelvecchi
Formato: cartonato, 48 pagine, colore
Prezzo: €35
Anno di pubblicazione: 2014 
Per qualche parola in più: QUI 
 
The Wrenchies (in Inglese) 
di Farel Dalrymple
Editore: First Second Books
Formato: brossurato, 304 pagine, colore
Prezzo: $ 19.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)

giovedì 18 dicembre 2014

Alan Moore e Chelsea Manning

Gli auguri di Molly Crabapple.
Ieri in occasione del ventisettesimo compleanno di Chelsea Manning, sul Guardian sono apparsi diversi messaggi d'auguri da parte di personalità come Edward Snowden, Joe Sacco, Michael Stipe, Terry Gilliam e altri. Tutti gli interventi sono leggibili, in Inglese, qui.

Nel seguito potete leggere la traduzione del testo scritto da Alan Moore.

Bradley Edward Manning è un militare e attivista statunitense con cittadinanza britannica.
Accusato di aver trafugato decine di migliaia di documenti riservati mentre svolgeva il suo incarico di analista di intelligence durante le operazioni militari in Iraq, e di averli consegnati all'organizzazione WikiLeaks, è stato arrestato, imputato di svariati reati contro la sicurezza nazionale, e detenuto in condizioni considerate lesive dei diritti umani. Il suo caso ha suscitato un acceso dibattito in quanto quei dossier riguardavano l'omicidio di diversi civili disarmati da parte dell'esercito americano. Nell'agosto 2013 è stato condannato a 35 anni di carcere.
Immediatamente dopo la condanna, Manning ha dichiarato di non essersi riconosciuto nel suo sesso biologico fin dall'infanzia. Avrebbe quindi cominciato le cure ormonali per il cambio di genere, chiedendo di essere chiamato Chelsea Elizabeth Manning.
È stato candidato per tre volte al Premio Nobel per la Pace, nel 2011, 2012 e 2014.
[Source: Wikipedia]
Cara Chelsea,
non mi conosci. Il mio nome è Alan Moore e sono un ciarlatano dell’occulto e scrittore che vive a Northampton, nel più profondo entroterra inglese. Non è esattamente quella che si direbbe una bella città ma, attraverso la mia finestra, quel poco che riesco a vedere questo pomeriggio è davvero bello. Il cielo è liofilizzato in una perfetta polvere blu e il basso sole invernale infiamma i mattoni delle case a schiera come una sorta di fuoco arancione pietrificato e immoto, che brilla ormai da oltre un secolo.
Quello che sto maldestramente cercando di dire è che il mondo è ancora là fuori, che ci sono ancora delle belle giornate limpide e che queste giornate sono migliori e più trasparenti grazie a te e a quello che hai fatto.

Lo spettacolo dell’umanità continua e sembra stia approssimandosi a un importante e decisivo snodo nella sua narrazione. Sì, le calotte polari si sciolgono e il livello degli oceani sale ma questi sono pericoli che possiamo vedere e a cui possiamo rispondere, per quanto in maniera inadeguata o tardiva. Il crescente flusso d’informazione che attualmente ha raggiunto i nostri fianchi e sale velocemente, invece, è invisibile tranne per i suoi effetti su scala mondiale. L’insieme delle conoscenze che, sin dalle sue origini, la nostra specie ha accumulato con regolarità si è trasformato, negli ultimi 20 anni, in uno tsunami; una ingovernabile forza della Storia che nessun leader o nazione può controllare, indirizzare, influenzare: può soltanto surfare pericolosamente sulla sua spumosa cresta di denaro contante.

Questa marea crescente di dati spazza via tutto. Le istituzioni e le autorità, ideate per una realtà molto più semplice come quella di qualche secolo fa, sono uscite fuori dagli argini; hanno scoperto i loro logori principi inadeguati per un così repentino afflusso di conoscenza e rivelazioni, un turbolento torrente che ci trasporta tutti verso il bordo di un futuro che è come il Niagara, tra i detriti legnosi delle nostre superate ideologie.    

Dal mio punto di vista, lo straordinario periodo di cambiamento che il mondo sta attualmente attraversando potrebbe potenzialmente essere significativo, e molto più drammatico, del passaggio dalla caccia e raccolta all’agricoltura oppure dall’agricoltura alla società industriale. Di sicuro è altrettanto tumultuoso e con altrettante innumerevoli vite spezzate, ma questo tu lo sai molto meglio di me.  

La nostra specie, che ci piaccia o no, sembra giunta alle soglie di una nuova era caratterizzata da rivelazioni spesso scomode e da una trasparenza ineluttabile. Scalciando e urlando, stiamo ciononostante evolvendo in una condizione di lucidità e tu - un singolo individuo -  sei stato uno strumento cruciale per questa evoluzione senza precedenti, questo enorme processo dell'umanità. E il peso che stai portando, lo stai portando per tutti noi. È probabilmente una mia vana speranza che tu possa in qualche modo sentire questa moltitudine di sostenitori e in questa fredda stagione percepire il tepore di questo enorme amore.

Tu sei - in modo riluttante, ne sono sicuro - una eroina per milioni e, si può affermarlo con certezza, per altrettanti milioni di persone non ancora nate. Sono anche piuttosto sicuro che ci sono momenti in cui la conoscenza offre soltanto il più liso straccio di consolazione e vorrei, come sono certo molte delle altre persone che ti scrivono, poter offrirti qualcosa di più tangibile. Ahimè, in una comunicazione come questa si fa affidamento solo su parole e idee in modo da non far scattare gli scanner a raggi x. Fortunatamente, i ciarlatani dell'occulto sono un gruppo maggiormente a proprio agio con l'intangibile, per cui, se non è presuntuoso, potrei per lo meno offrirti l'idea di una torta che ha l'idea di una lima nascosta all'interno: gli esseri umani non possono mai fare esperienza diretta della realtà ma solo fare esperienza della loro percezione della realtà attraverso le vibrazioni dei timpani, i segnali delle terminazioni nervose e il bombardamento dei fotoni sulla retina. Per ogni individuo, l'universo esterno - dagli elementi più microscopici come i quanti fino alle più distanti e antiche galassie - è un fenomeno che avviene solo nella propria mente.
Questo non è solipsismo ma la semplice ammissione che ogni uomo e ogni donna sono posizionati al centro di un universo che è unico e personale, con l'individuo che è il suo fulcro e l'intelligenza che lo governa. Il nostro mondo interiore è, in un certo senso, l'unico mondo che possiamo conoscere o vivere ma il nostro mondo interiore è immenso e senza fine ed è anche la sorgente misteriosa da cui è emerso gran parte dell'apparente mondo esterno che ci circonda.
Il paesaggio interiore è il più potente e incredibile territorio dell'uomo ed è accessibile da ciascuno, a prescindere dalle circostanze tangibili e materiali. Il grande filosofo e uomo di spettacolo americano Robert Anton Wilson una volta fece dire a John Dillinger, personaggio fittizio in una sua opera: “Il solo modo per fuggire da una cella è quello di uscire attraversando i muri, nel fuoco.” Tu hai già dato prova in così tante occasioni che il fuoco che arde dentro di te è potente e sono convinto che ti sosterrà.

Sono trascorse le ore ed è scesa l'oscurità sebbene adorna di una meravigliosa luna. Abbi cura di te, Chelsea, e sappi che sei nei nostri pensieri e nei nostri cuori.

Con immenso amore e gratitudine da un tuo amico.

Alan Moore

[La lettera inviata al Guardian da Moore: qui]

Tutti gli interventi sono leggibili, in Inglese, qui.

lunedì 15 dicembre 2014

recensioni in 4 parole [25]

È un mondo difficile.
A me gli occhi!
La definizione del divertimento.
Un lungo cammino
Alla fine della strada. 
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
di Chuck Dixon (test) e Jorge Zaffino (disegni)
Editore: Cosmo Editoriale
Formato: brossura, 144 pagine, bianco e nero
Prezzo: €5
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Original Sin N.1
di Jason Aaron  (testi) e Mike Deodato Jr. (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: brossura, 64 pagine, colore
Prezzo: €3,30
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Fun
di Paolo Bacilieri
Editore: Coconino Press
Formato: brossura, 144 pagine, b\n e colore
Prezzo: € 18
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI

Un lungo cammino
di Samuel Daveti (testi), Lorenzo Palloni e Francesco Rossi (disegni)
Editore: Mammaiuto
Formato: brossura, 160 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 12
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI e QUI

giovedì 11 dicembre 2014

[SPOT 04] Tooth & Claw di K. Busiek e B. Dewey

Copertina di Tooth and Claw N.1.
In un mondo popolato da intelligenti creature antropomorfe, la magia - essenza e fondamento di questa realtà - sta lentamente svanendo. Nel tentativo di riportarla all'originale potenza un gruppo di maghi sfida l'impossibile per evocare un campione cantato in antiche leggende. Ma i buoni propositi possono avere esiti peggiori del male temuto e le cose potrebbero rivelarsi diverse da quel che sembrano. 
Sono queste le intriganti premesse di Tooth & Claw (prontamente ribattezzata The Autumnlands: Tooth & Claw per questioni di copyright; maggiori dettagli qui), la nuova serie fantasy ideata dall'ottimo Kurt Busiek, lo sceneggiatore di Marvels e di Astro City, il cui primo numero (già sold-out) è uscito a Novembre edito, neanche a dirlo, da Image Comics.
Ai disegni della serie si segnala lo straordinario lavoro su personaggi, worldbuilding e costruzione della tavola di Benjamin Dewey - disegnatore che, lo confesso, non conoscevo - coadiuvato dai perfetti e simbiotici colori di Jordie Bellaire. Insomma una serie che, con un solo primo numero all'attivo - che come tradizione Image è doppio, di ben 44 pagine, senza pubblicità al prezzo ridicolo di $ 2,99 - si preannuncia come imprescindibile: scommetto sul fatto che sia già nel mirino di qualche editore Italiano. Che dite?
Ma lasciamo parlare gli autori di Tooth & Claw.
Pagine tratte da Tooth & Claw N.1.
In una intervista di qualche tempo fa, apparsa sul Comic Book Resources, Busiek dichiarava: "La storia parla di destino e tradimento, pragmatismo e amore e d’avventura e di come salvare il mondo, e di come il mondo non sia in pericolo per quello che ti aspettavi e salvarlo non implica quello che ti aspettavi. Parla di cinismo e disillusione, tragedia, speranza e passione. Parla di sangue e morte, magia e divinità, umani e animali e della differenza tra questi ultimi due.

Parla di civiltà insolite, di città di vimini che fluttuano nel cielo, di sconfinati imperi d’altura, di schiavitù, di branchi di scarafaggi, lande di cristallo che scintillano di potere, nomadi sottomarini eternamente in marcia sul fondo dell’oceano, golem nucleari in disfacimento, collegi divenuti governi… parla dei limiti della magia, della persistenza della tecnologia e dei limiti della lealtà.

È una storia… rococò. È complessa e piena zeppa di elementi, influenzata dal fantasy barocco di Jack Vance e dai fumetti di Jack Kirby."
Il disegnatore Dewey ha aggiunto: "Kurt mi chiede cose in grande scala o che richiedono moltissima varietà e tutto questo nel contesto di un mondo immaginario che non ha corrispondenze con quello reale. Non avere punti di riferimento è difficile ma mi piace improvvisare e tratto ogni problema, dal punto di vista creativo, come una possibilità per pensare a nuovi approcci che mi spingano a migliorare e mi forniscano nuovi strumenti di lavoro. […]
Le città volanti di vimini non sono state facile da rendere: ho speso un sacco di tempo a studiare le sedie di vimini e ho persino creato un modello in cartone, partendo da uno sketch che avevo fatto, per aiutarmi con le scelte di colore in un disegno.
La soddisfazione e il senso di sfida sono legati tra loro.
[…] Il mio obiettivo è quello di fare un fumetto che sia divertente per quanti più lettori possibile riempiendo ogni tavola di gioia, energia e chiarezza."  
[L'intervista completa, in Inglese, può essere letta qui.]

E chiudiamo con le parole di Alex Ross, collaboratore regolare di Kusiek e autore della copertina alternativa (che potete ammirare sotto) per il secondo numero della serie: "Il mondo di Tooth and Claw è una sorta di fantasy medievale unito a un design classico. Questo elemento mi ha fatto venire in mente dipinti come La zattera della Medusa e volevo catturare quella sensazione usando i personaggi e le situazioni della serie. Sebbene in realtà il solo riferimento che ho usato sia stato la copertina del disco dei Pogues Rum, Sodomy & The Lash... per cui è stata quella la mia fonte d'ispirazione e riferimento."

See you alligators!
Variant cover di Alex Ross per Tooth & Claw N.2.

di Kurt Busiek (testi),  Benjamin Dewey (disegni), Jordie Bellaire (colori)

sabato 6 dicembre 2014

recensioni in 4 parole [24]

Sviscerando gli intrighi narrativi.
Il mondo così com'è
Nei meandri della mente.
OraMai
Inafferrabile tempo, senza tempo.
Miracleman N. 9
Il miracolo della nascita.
*********
Abbiamo detto 4 parole su: 
di Lewis Trondheim
Editore: ProGlo Edizioni
Formato: spillato, 24 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Il mondo così com'è
di Tiziano Scarpa (testi) e Massimo Giacon (disegni)
Editore: Rizzoli Lizard
Formato: cartonato, 112 pagine, colore
Prezzo: € 16
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

OraMai
contiene un fumetto di Tuono Pettinato
Editore: CNR Edizioni
Formato: brossura, 48 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI 

Miracleman N. 9
di Lo Scrittore Originale (testi) e Rick Veitch (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: €2,90
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI