lunedì 14 aprile 2014

recensioni in 4 parole [14]

 Il Re del Male.
Chiave è la libertà.
Sì viaggiare. Dolcemente viaggiare.
Vendetta, vendetta, terribile vendetta.
*********

Abbiamo detto 4 parole su:
Super-Enigmatix (in Inglese)
di Richard Sala (testi e disegni)
Editore: webcomic.
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

The Key
di Grant Morrison (testi) e Rian Highes (disegni)
Editore: BBC/webcomic.
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

Suomi
di Laura "La Came" Camelli (testi e disegni)
Editore: Mammaiuto/webcomic.
Anno di pubblicazione: 2014

Nemo: The Roses of Berlin (in Inglese)
di Alan Moore (testi) e Kevin O'Neill (disegni)
Editore: Knockabout/Top Shelf
Formato: cartonato, 56 pagine, colore
Prezzo: $ 14,95
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

mercoledì 2 aprile 2014

Alan Moore a fumetti: Anatomia di un eroe

Alan Moore ritratto da Mirko Benotto.
Nei giorni scorsi, rovistando tra i miei fumosi archivi, ho "ritrovato" una piccolo fumetto che scrissi anni fa, pubblicato nel 2007 sull'antologia Sventurata la terra che ha bisogno di (super)eroi, legata all'omonima mostra, il cui titolo citava una famosa frase di Bertolt Brecht.

Fui coinvolto nell'iniziativa, se ben ricordo, dall'amico Alessio Trabacchini e a mia volta "tirai dentro" l'amico disegnatore Mirko Benotto e successivamente, al lettering, Daniele Tomasi.
La mia idea fu di utilizzare alcune delle dichiarazioni di Moore (soggetto che, come si sa, tratto assai raramente!), riportate nel libro Le straordinarie opere di Alan Moore curato da George Khoury, che ritenevo particolarmente in linea col tema dell'iniziativa. Il titolo, Anatomia di un eroe, invece richiama una famosa storia mooriana con protagonista un ben noto mostro della palude.

Avendo a disposizione solo tre pagine, ammetto che i testi sono un po'... "sovrabbondanti".. e che la prima vignetta di tavola 2 ha un numero di balloon che trasgredisce qualsiasi regola-base dello scrivere fumetti (e sì Brian Michael Bendis ti ho battuto!) ma, ma... nel complesso è una "storiella" di cui sono soddisfatto.
A voi il giudizio, ordunque: le tavole le trovate nel seguito.
E poiché mi sento comunque un po' in colpa, potete anche  ammirare le tavole di Benotto senza l'ingombro dei "miei" verbosi testi.
Buona lettura e... buona visione!
 
 
Anatomia di un eroe. Testi: smoky man. Disegni: Mirko Benotto. Lettering: Daniele Tomasi.
E ora le tavole di Benotto nel loro splendore originale!
Un sentito grazie a: Mirko, Daniele e George. "Old times, good times!"
 
Anatomia di un eroe. Sceneggiatura: smoky man. Disegni: Mirko Benotto.

lunedì 31 marzo 2014

recensioni in 4 parole [13]

Fantascienza fatta bene bene.
Mistero che intriga. Speriamo.
Il Signore dei paperi.
Maestria. Nostalgia. D'Artista.
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Abbiamo detto 4 parole su:
Storm Dogs Vol.1
di David Hine (testi) e Doug Braithwaite (disegni)
Editore: Image Comics
Formato: brossurato, 160 pagine, colore
Prezzo: $ 16,99
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)

Lukas N. 1
Soggetto e sceneggiatura: Michele Medda
Disegni e copertina: Michele Benevento
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 98 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,30
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.

Uack! N.1
Storie: Carl Barks
Disegni: Carl Barks, Daan Jippes
Editore: Panini Comics
Formato: brossurato, 128 pagine, colore
Prezzo: € 5
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.

Rocketeer - Le avventure complete
di Dave Stevens (testi e disegni, con l'assistenza di AAVV)
Editore: saldaPress
Formato: brossurato, 144 pagine, colore
Prezzo: € 15,90
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.

sabato 22 marzo 2014

20 anni insieme a... HELLBOY!

Come passa il tempo! Ebbene oggi è l'HELLBOY DAY e iniziano i festeggiamenti per i 20 anni della fortunata, infernale creazione di Mike Mignola, artista che grazie (soprattutto) a Hellboy si è guadagnato un posto, meritatissimo, da star nel panorama fumettistico mondiale, andando a "influenzare" anche altri media, come cinema e videogiochi. 

Personalmente c'ero fin dalla prima miniserie "Seed of destruction", 1994 appunto (anche se il nostro diavolo preferito aveva fatto le sue primissime apparizioni a inizio anni '90, compresa una italianissima), pubblicata dalla Dark Horse all'interna della collana creator-owned Legend, la cui sceneggiatura fu affidata da Mignola - ancora incerto circa le proprie doti di scrittore - al veterano John Byrne. 

Nel corso di questi due decenni mi sono goduto tutte (più o meno) le innumerevoli avventure di Anung Un Rama, compresi i numerosi spin-off che, via via, sono andati a costituire il Mignola-verse.

Ma tornando alle celebrazioni, ecco che scende in campo lo stesso Mignola che per il noto blog io9 ha selezionato - e commentato - i suoi dieci "pezzi" preferiti nella ventennale avventura editoriale e creativa di Hellboy. Prima il buon Mike ha però precisato: "Di solito non mi piace nulla di quello che faccio. Ma se riguardo a 20 anni di mia produzione riesco a trovare un paio di "pezzi" di cui posso dirmi più o meno felice." Ah, gli artisti e la perfezione... 

E siccome mi sembra che si tratti di un gioco, tra le dieci illustrazioni o tavole scelte da Mignola, nel seguito troverete la mia fumosa Top 3, tre "pezzi" davvero infernali. Chi invece volesse vedere e leggere (in Inglese) la selezione originale può andare qui
E si va a cominciare...
Mignola: Questo è il primo disegno di quello che sarebbe diventato Hellboy. Mi ricordo perfettamente il momento in cui lo disegnai. Dovevo fare un disegno per una convention e mi chiesero di disegnare qualcosa. E dato che al tempo non ero conosciuto per nessun personaggio in particolare, ideai questa cosa sgraziata e in un secondo momento ci scrissi sopra il nome Hellboy. Pensai che fosse la cosa più dannatamente divertente che avessi ideato. Non avevo alcuna intenzione di fare un fumetto su questo tizio. Ma un paio di anni dopo, quando venne il momento di fare una mia serie, ci tornai sopra e pensai che mi era piaciuto disegnare quel mostro e che il suo era l'unico nome che avessi mai inventato che pensavo fosse divertente, così... eccoci qui.
[...] Ci sono cinque o sei disegni che mostrano la transizione da questo tizio al personaggio che è finito nel primo numero della serie. Ma per lo più fu una questione di ridurlo di dimensioni e di mettergli sopra un cappotto.
Hellboy: The Third Wish #1 Cover (2002)
Mignola: Questo è uno dei rari disegni di cui sono davvero contento perché comunica un senso di quiete che non è necessariamente quello che la maggior parte della gente vede in un fumetto. Inoltre è un ottimo esempio del motivo per cui non ho mai voluto separarmi da Dave Stewart, la persona che colora i miei lavori. Funziona perfettamente secondo me e trasmette una sensazione di quiete.

I leoni fanno parte della storia. [...] C'è questa sequenza onirica in cui Hellboy è circondato da dei leoni che in pratica gli dicono: "non ti vogliamo qui, vattene."
Abe Sapien: The Devil Does Not Jest Cover (2011) 
Mignola: Ci sono giorni in cui disegnare è un incubo e altri in cui è un vero piacere. Questa illustrazione è un cumulo di cose astratte, è complicato da fare ma adoro disegnare cose astratte. Non ricordo se questa illustrazione l'abbia fatta di getto o se mi abbia fatto impazzire per tre giorni. Ho la sensazione che sia nata di getto o per lo meno che sia stata un'esperienza davvero piacevole altrimenti, probabilmente, non sarebbe nel fumetto. Si tratta di un tipo di immagini che puoi pianificare fino a un certo punto. E probabilmente realizzai uno schizzo di massima per la roba che sta sopra Abe Sapien ma per la maggior parte di tratta di aggiungere ombre e sottrarre ombre e di mettere un'ombra scura là dietro per far spuntar fuori quel dente. Può essere una specie di piacevole esperienza terapeutica.
Quando ho iniziato a pensare a questa copertina, conoscevo quale riferimento fotografico usare per la casa, per cui sapevo che la casa avrebbe funzionato. Sapevo che la forma della luce avrebbe funzionato, una forma che scendeva dall'alto e si legava alla casa, e poi c'era tutto quella merda là sopra. È uno di quei disegni che semplicemente... ha funzionato.

L'articolo originale può essere letto qui.

Tutte le immagini sono © Mike Mignola. 

giovedì 20 marzo 2014

tradurre e scrivere

Illustrazione di Julian Totino Tedesco.
Nei giorni scorsi, mentre meditavo sull'opportunità o meno di buttarmi su un'altra "epica" operazione di traduzione, mi sono ritrovato a sfogliare diversi libri e fumetti a cui ho collaborato, nel corso degli anni, in veste di traduttore e non ho potuto non stupirmi dello sforzo compiuto (senza entrare nel merito del risultato finale), quasi si fosse trattato dell'operato di un'altra persona.
Mi sono così imbattuto in un ritaglio dello scorso anno de Il Venerdì, il magazine settimanale allegato a La Repubblica, che conservavo in mezzo alle pile di fumetti e libri letti e da leggere:

"Il traduttore è con evidenza l'unico autentico lettore di un testo. Certo più di ogni critico, forse più dello stesso autore. Poiché d'un testo il critico è solamente il corteggiatore volante, l'autore il padre e marito, mentre il traduttore è l'amante."[Gesualdo Bufalino]

Non ho potuto trattenere un sorriso.

Passando alla scrittura  - e alla lettura dei libri e fumetti impilati a cui accennavo sopra, pronti a giocarsi la chance d'essere letti - in una qualche insondabile manifestazione di serendipità mi sono trovato a leggere le parole del grande Kurt Vonnegut e le sue 8 regole per scrivere racconti brevi:

"8. Date ai lettori più informazioni possibile il prima possibile. Al diavolo la suspense. I lettori dovrebbero avere una comprensione completa di ciò che sta succedendo, dove e perché, così da poter finire la storia da soli nel caso gli scarafaggi mangiassero le ultime pagine." [Kurt Vonnegut]

Parole sagge, parole sagge... anche applicabili al Fumetto o a certi fumetti, no?

E poiché non si poteva lasciare fuori il "disegnare", in apertura di post una fenomenale cover dell'artista argentino Julian Totino Tedesco per Thunderbolts N. 24 (che raffigura Deadpool, Punisher, Elektra, Red Hulk, Ghost Rider e Red Leader). Sotto potete ammirare la matita della medesima copertina.
Julian Totino Tedesco è un fumettista e illustratore eccezionale di cui, ultimamente, sto molto apprezzando le meravigliose copertine realizzate per diverse testate della Marvel.
Per saperne di più su di lui, vi consiglio di visitare il suo blog (qui) e la sua pagina su Comic Art Fans (qui): buona visione e... attenti a non sbavare!!!
Matite di Julian Totino Tedesco.

lunedì 17 marzo 2014

recensioni in 4 parole [12]

Oldies but goldies. Finalmente!
E la fantascienza? Mistero.
Boxando con la Storia.
Teenager con superpoteri crescono.
********* 

Abbiamo detto 4 parole su:
Miracleman N. 1 
Storie: Mick Anglo, The Original Writer
Disegni: Mick Anglo, Don Lawrence, Garry Leach
Editore: Marvel Comics
Formato: spillato, 64 pagine, colore
Prezzo: $ 6
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (in Inglese)
Info sull'edizione italiana: QUI.

I giorni della maschera
Soggetto e sceneggiatura: Davide Rigamonti
Disegni e copertina: Corrado Roi
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le grandi storie di Nathan Nerver N. 1
Formato: brossurato, 224 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 8
Anno di pubblicazione: 2014
Preview: QUI.

I combattenti
Soggetto e sceneggiatura: Luigi Mignacco
Disegni: Paolo Raffaelli
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le Storie N.18
Formato: brossurato, 114 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,50
Anno di pubblicazione: 2014

Invincible N.1
Testi: Robert Kirkman (Invincible), Benito Cereno (Atom Eve)
Disegni: Cory Walker (Invincible), Nate Bellegarde (Atom Eve)
Editore: Salda Press
Formato: spillato, 72pagine, colore
Prezzo: € 2,90
Anno di pubblicazione: 2014
Preview: QUI

mercoledì 26 febbraio 2014

Dave McKean: un creativo da Sogno

Copertina di Sandman N. 11.
Nuovo appuntamento con le fumose interviste e... si torna a parlare di artisti inglesi, come capita spesso da queste parti. 
Stavolta su smokyland approda Dave McKean - illustratore, fumettista, fotografo, regista... visionario - che di certo non ha bisogno di presentazioni. Conosciuto in tutto il mondo per il suo stile unico (e imitatissimo) e per il suo contributo fondamentale alla serie Sandman di Neil Gaiman, per cui ha realizzato tutte le copertine, McKean ha - tra i suoi innumerevoli lavori - illustrato un libro per ragazzi scritto da Richard Dawkins, realizzato oltre 150 cover musicali e lavorato come concept artist alla saga cinematografica di Harry Potter.

Qualche giorno fa sul sito Idea Taps è apparsa un'interessante intervista - condotta dal giornalista David Barnett - in cui l'artista britannico ha ricordato i vecchi tempi, parlato di tecniche tradizionali e digitali, accennato ai nuovi progetti all'orizzonte.

L'intervista è stata tradotta nel seguito con il permesso di Barnett che ringrazio per la disponibilità. 
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.
Buona lettura.
Illustrazione per Sandman: The Wake.
David Barnett: Hai contribuito alla rivoluzione che ha cambiato i comics sul finire degli anni ’80, con autori come Alan Moore, Frank Miller, Grant Morrison e altri che venivano fuori. Come è stato? Come ci si sentiva?
Dave McKean: In quasi ogni industria creativa ci sono, nel corso del tempo, dei momenti d’oro… un mezzo espressivo è davvero mal ridotto quando una nuova generazione di persone che amano quel mezzo si fa avanti e dice quello che vuol fare e all’improvviso… i pazzi si sono messi a gestire il manicomio. Ecco come ci si sentiva.

In che modo le innovazioni tecnologiche hanno influito sul tuo modo di lavorare?
Sandman è stato pubblicato dal 1989 al 1995. Poiché i disegnatori cambiavano in ogni arco narrativo, e visto che io realizzato le copertine, ero l’ancora - dal punto di vista visivo - della serie. Allo stesso tempo, sentivo il bisogno di esprimere quel cambiamento anche nelle copertine.

Le prime copertine di Sandman erano tutte realizzate a mano, spesso con l’uso di collage. Pezzi di porte o di bottiglie venivano conficcati su supporti di grandi dimensioni, farfalle o uova decorate in scatole di piccole dimensioni. Questo succedeva prima che avessi un computer e prima che il Mac diventasse onnipresente. Mi divertivo a giocare con doppie esposizioni e stampe multiple: qualsiasi cosa per aggiungere una stratificata traslucidità alle immagini.
Illustrazione per Sandman: A game of you.
Ho utilizzato diversi dispositivi per ottenere effetti e texture interessanti. Le copertine di A game of you sono state create grazie al primo fotocopiatore a colori che scoprii. La cosa incredibile di quelle macchine era che cercavano comunque di darti qualcosa; non ti mandavano semplicemente un messaggio d’errore. Muovendo degli oggetti sulla superficie del fotocopiatore, lasciando che la luce entrasse o, in generale, “maltrattandolo”, saltavano fuori delle immagini che non avresti mai creato normalmente.

Nel mezzo della serie [di A game of you] ho comprato un Mac Quadra e ho iniziato a sperimentare con Photoshop 2.5. E così all’improvviso ero in grado di realizzare delle immagini che erano più vicine a quello che avevo in mente. La possibilità di editing sulle immagini che Photoshop permetteva divenne importante.

L’anno scorso hai trasformato i tuoi fumetti in uno show dal vivo presso il teatro dell'opera di Sydney. Come? [un video-intervista può essere visto qui, NdT!]
Dal momento che ci trovavamo in un posto straordinario, ho voluto fare qualcosa di più di un semplice reading. Ho suonato in diversi gruppi da ragazzo e di recente sono tornato a suonare e a scrivere canzoni. Parecchio di quel materiale e alcune storie a fumetti più vecchie sono confluiti nello spettacolo.
E ho realizzato dei film - in animazione e live - e manipolazioni di fotografie e disegni. Sul palco c’erano un trio d’archi, un trombettista e percussionista jazz. Io suonavo il piano. Riproporremo lo spettacolo di nuovo a Giugno alla British Library nell’ambito di una mostra che ho ideato sulla Storia del Fumetto Britannico. [Qualche informazione in più qui, NdT.]
Copertina di Sandman: Preludes & Nocturnes.
Al momento stai lavorando a un film intitolato Luna. Puoi rivelarci qualcosa?
Viene pubblicizzato con lo slogan: “la fantasia , la realtà e tutto quello che c’è nel mezzo.” Si basa su un fatto accaduto ad alcuni amici che hanno perso il loro bambino: parla della tempesta del lutto e del lento processo necessario perché le acque si calmino. Al momento sto lavorando al color grading, gran parte degli effetti speciali è stata completata e la colonna sonora è in fase di registrazione questo mese. L’idea è di presentare Luna durante i festival più importanti e di distribuirlo in DVD insieme ad un volume.

Considerando tutti queste attività creative che svolgi, continueresti a descriverti come un “disegnatore”?
Sono stato fortunato perché se volevo fare delle copertine per libri, ho fatto copertine per libri. Se volevo fare un film, ho fatto un film. Lo stesso dicasi per i fumetti, le copertine in ambito musicale, progetti audio-visivi. Penso mi piacerebbe essere chiamato “creativo” [in Italiano in originale. NdT.]
Federico Fellini usava quella parola per descriversi e noi non abbiamo un termine analogo in Inglese.
Copertina per Sandman: Overture N. 1.
Come è stato tornare a realizzare le copertine per Sandman, sulla nuova miniserie Overture?
Tornare su Sandman dopo quasi 20 anni è stata un’esperienza strana, abbastanza allarmante.
La serie originale venne creata senza grandi aspettative. Non ho prestato davvero attenzione fino a che non è finita. Solo allora mi sono reso conto di quanto fosse diventata popolare e che sarebbe diventata una sorta di classico.
Per cui ritornando a lavorare alle copertine di Sandman: Overture mi ha preso all’improvviso il “panico da palcoscenico”. Le copertine sono diventate il luogo del mio dialogo continuo tra i media analogici e quelli digitali.
Le copertine nascevano come disegni, venivano scannerizzate e poi creavo in digitale gli sfondi e stampavo il tutto. Su queste stampe dipingevo con gli acrilici, poi aggiungevo collage ed altri elementi - smalti, terra, foglie, carte - e si finiva con una immagine fisica, analogica. E a questo punto scannerizzavo di nuovo e ritocco, aggiungendo altri elementi decorativi.

Tutte le immagini usate a corredo sono opera di Dave McKean.
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.

Le interviste precedenti:

mercoledì 19 febbraio 2014

[SPOT 02] Alien di A. Goodwin e W. Simonson


Diábolo Edizioni porta finalmente in Italia Alien - La storia illustrata, adattamento a fumetti del film di Ridley Scott, realizzata da Archie Goodwin (testi) e Walter Simonson (disegni).
Il fumetto, inedito finora in lingua Italiana, era stato pubblicato nel 1979 - in contemporanea con l'uscita della pellicola - sulla rivista Heavy Metal e riproposto in volume, dopo oltre trentanni, nel 2012, da Titan Books.
Diábolo lo pubblica per l'Italia in un ottimo e ben curato cartonato (21x27 cm) di 66 pagine, a colori, nella valida traduzione di Riccardo Zanini. Una lettura piacevolissima e a tratti sorprendente (se si pensa agli anni trascorsi e al posto oramai consolidato di Alien nell'immaginario collettivo), con i testi asciutti del grande veterano Goodwin e i disegni ariosi, dallo storytelling efficace di un Simonson al tempo alla prima prova importante della sua carriera, ma già illustratore "fatto", e capaci di trasmettere il pathos e la tensione degli eventi. Consigliatissimo!
In una intervista rilasciata nel mese di ottobre del 2012 al sito Comic Book Resources, Simonson ricordava la lavorazione del libro regalando al lettore diversi aneddoti.

CBR: Avevate accesso ai materiali di produzione, fotografie di scena e simili? Dovevate avere qualcosa a disposizione perché gli aspetti grafici e il design sono molto simili a quelli del film. 
Simonson: Avevamo parecchio materiale. Diversi elementi ci dettero una mano. Uno fu il fatto che "Heavy Metal" aveva i diritti per l’utilizzo dei visi degli attori, una cosa che non sempre è concessa negli adattamenti di film. […] Per "Alien" avevamo quel tipo di diritti, ma la cosa migliore è che non avevamo bisogno che i disegni venissero approvati. Fui in grado di disegnare i personaggi usando i riferimenti che avevamo e dar loro l’aspetto degli attori, ma potei anche integrarli nel mio modo di disegnare. Penso che abbia funzionato.

Poiché  era "Heavy Metal" a fare l’adattamento di "Alien" avevano a disposizione parecchie diapositive del film. E fui in grado di convertirle e ingrandirle. Non erano sufficientemente di buona qualità per essere diffuse come fotografie o simili, ma furono davvero molto utili come documentazione. Inoltre, nel dicembre del 1978, circa sei mesi prima dell’uscita nelle sale, andai a vedere un montaggio preliminare del film. Non cerai di memorizzare le inquadrature o cose simili ma fu utile per vedere la storia in modo diverso. Il montato era lungo circa due ore e mezza, e ogni volta che c’era un’inquadratura dell’astronave sullo schermo appariva una scritta che diceva “scena mancante”.

Avevamo a disposizione le tre revisioni della sceneggiatura che erano state prodotte… le avevamo tutte e tre. La casa di produzione non ci metteva alcun vincolo su cosa includere o non includere nell’adattamento.
[…]

L’altro aspetto fu che Archie - che secondo me è uno dei migliori sceneggiatori di fumetti di sempre - fu in grado di mettere insieme una versione della storia che potesse funzionare come fumetto. Tenendo presente le tre versioni della sceneggiatura cinematografica e le varie cose viste nel montaggio preliminare, cercammo semplicemente di realizzare la miglior versione della storia raccontata a fumetti.
[L'intervista completa può essere letta QUI. In Inglese.]

Archie Goodwin & Walter Simonson
66 pagine a colori, 21x27 cartonato, 15,95 €