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giovedì 18 maggio 2017

Toronto Comic Arts Festival 2017: un reportage

Il poster della manifestazione realizzato da Jeff Lemire.
A seguire potete leggere, a cura dell'amico Koom Kankesan, un veloce resoconto accompagnato da alcune foto (non di eccelsa qualità, lo ammetto, ma comunque una valida testimonianza) - del Toronto Comic Arts Festival tenutosi durante lo scorso fine settimana.

Il TCAF, organizzato dalla storica fumetteria The Beguiling in collaborazione con la Toronto Public Library, è uno dei più interessanti eventi del Nord-America, "una celebrazione dei comics, graphic novel e dei loro autori". L'edizione 2017 si è svolta presso la Toronto Reference Library e il circostante quartiere di Bloor/Yonge.

Un sentito ringraziamento a Koom per  il reportage.
Secondo gli organizzatori quest’edizione del TCAF è stata la più grande di sempre con un numero record di ospiti e di certo così è parso! 
Ho sempre apprezzato il sistema delle biblioteche pubbliche qui a Toronto - è probabilmente la mia istituzione preferita - e il modo con cui celebrano i libri, la lettura e ora… i fumetti. Come al solito i luoghi del festival erano affollati e mentre mi muovevo tra i visitatori ho sentito diversi accenti e lingue fatto che suggeriva come un gran numero di persone fosse giunto da fuori per partecipare all'evento. C'erano alcune storiche presenze canadesi - come Drawn and Quarterly, Seth, Chester Brown e Conundrum Press - ma anche diversi eccellenti editori americani come NBM (di cui ammiro da tempo l’approccio europeo al fumetto) e Dark Horse che era qui per promuovere il nuovo libro di Dave McKean su Paul Nash. Come al solito era presente anche Fantagraphics e stavolta con loro c’era il leggendario Gary Panter. La Image celebrava il suo 25esimo anniversario e la conferenza del venerdì è stata davvero affollata.
Charlie Adlard ha tenuto il discorso d’apertura venerdì mattina e mi è stato ricordato che ora è lui il Comics Laureate (l’ambasciatore dei fumetti) per il Regno Unito.

Quello che rende speciale il mondo dei fumetti indipendenti è che, non essendo così grande, non c’è una netta separazione tra chi è famoso e chi non lo è. Al TCAF c’erano molti tavoli in cui gli stessi autori presentavano le proprie auto-produzioni, c’era una delegazione dalla Germania e c’erano diversi gruppi locali come il Toronto Comic Jam di cui faccio parte.

Forse l’auto-produzione che mi ha più colpito è stata "Shitty Watchmen" realizzata da un collettivo di Los Angeles: il loro obiettivo era riprodurre le tavole realizzate da Dave Gibbons per Watchmen in forma di sketch in modo da esaltare il formalismo dell’opera originale. 
Ho anche preso parte alla sessione più accademica del festival, prima dell’inizio dello stesso, in cui venivano presentati diversi lavori di ricerca sul Fumetto. Il mio preferito è stato quello di Dru Jeffries che prendeva in esame l’adattamento a fumetto di Jack Kirby di "2001: Odissea nello Spazio" rispetto al film di Kubrick. 

Nel complesso è stato un gran bel festival!
[Koom Kankesan]
Charlie Adlard.
Da sx a dx: Dave McKean e Mark Askwith.
David Collier.
Dave McKean in azione!
Frank Bedek e Dave Howard del Toronto Comic Jam.
Hope Nicholson e il suo nuovo libro.
Celebrazione per i 25 anni della Image.
I 25 anni della Image al Masonic Temple.
Il panel di Koyama Press.
La conferenza per celebrare i 40 anni di NBM.
Da dx a sx: Nina Bunjevac e Igor Hofbauer.
Da sx a dx: Robert Sikoryak e Gary Panter.
Da dx a sx: Seth e Ethan Reilly prima del loro panel.
Rick Geary.
Lo sketch di Geary per Koom sul volume dedicato a Sacco & Vanzetti.

martedì 4 ottobre 2016

Vedi Treviso e poi godi!

Si potrebbe iniziare con un "C'era una volta un tizio fumoso, una ragazza dai capelli rossi e un baldo riccioluto che allegri se ne andavano in giro per Treviso...", ma sarebbe riduttivo sia per il cast dei personaggi sia per il fiabesco approccio. Per cui andiamo dritti al resoconto caotico ed emozionale, senza alcun intendimento d'essere minimamente esaustivo.
Il TCBF 2016 (22-25 Settembre) è stato per me, per noi, probabilmente per tutti quello che c'erano... un'autentica F-I-G-A-T-A! 
Ops, scusate l'entusiasmo che chiarisce definitivamente l'assenza di qualsiasi distacco critico.
Ah!, ovviamente dimenticherò di citare qualcuno: non vogliatemene. ;)
L'omaggio di Lorenzo Palloni sul suo Esatto. Palloni, vincitore del Boscarato (mica pizza e fichi!).
Dopo un'iniziale incertezza, la decisione d'essere a Treviso quest'anno - la prima volta in assoluto per me -  è stata presa soprattutto per via dell'annunciata presenza al TCBF di diversi autori inglesi per la mostra "Land Escapes", artisti a cui sono particolarmente legato - in primis Gary Spencer Millidge, amico e compagno di mille avventurosi progetti, spesso legati all'amato Zio Barbuto - che non vedevo da un decennio circa! [Potete leggere il resoconto di Gary qui, se volete: in Inglese, of course!]
Una veduta di Treviso in una splendida giornata di sole d'inizio autunno.
Prima tappa, il 23 Settembre, per l'inaugurazione al Museo Bailo della mostra "Da Caffi a Fior": un'occasione unica per vedere le tavole del nuovo lavoro, ancora work-in-progress, dell'autore de L'intervista dialogare con i dipinti e i colori di Ippolito Caffi, importante pittore veneto del XIX secolo. Impeccabile l'allestimento in una location d'eccezione, ben calibrata l'introduzione del curatore Carlo Sala, folla delle grandi occasioni e visitatori curiosi (tra cui moltissimi "addetti ai lavori"): di più che si può chiedere? Un originale di Fior? :D
 
Fior in mostra!
E dopo le raffinatezze museali si prosegue, sempre il 23, con l'energia sanguigna di "40 anni di punk" dedicata al rumoroso fenomeno del no future! Tantissimi omaggi appesi alle pareti della Sala d'Arme di Porta Santi Quaranta e prestigiosa, essenziale presenza di John Holmstrom.
Opere di John Holmstrom.
Davide Toffolo omaggia i Ramones.
Omaggi assortiti di qualità!
L'intesa giornata prosegue con le autentiche (giovani e meno giovani) star di Mammaiuto e il loro show, "Un vecchio parte per un viaggio. Ferisce qualcuno. Non torna più a casa.", realizzato appositamente per il TCBF (ai Mammaiuti piace fare le cose in grande! ;)). Alcol, tanti amici e conoscenti intorno ("hey, quanto tempo senza vederci!"), bella gente e alla fine... balletti assortiti a ritmo di rock'n'roll o quel che era!
Ammirando Mammaiuto!
Let's rock, gente! :D
E il 23 si chiude con l'inaugurazione alla mezzanotte, preso la splendida Casa dei Carraresi, della mostra "Nobrowhood", dedicata a cinque artisti della casa editrice inglese Nobrow. Un pizzico abbondante di hipsterismo, libri dal package attraente, tatuaggi, cose belline e pettinate, musichina trendy con dj set a fare da sottofondo a un allestimento curato e allineato con l'estetica dell'editore.
Non sono del tutto convinto dalle loro proposte, lo ammetto. Poco prima durante il momento Mammaiuto mi intrattenevo a chiacchierare con l'immenso Paul Gravett e - forse per via di qualche bicchiere di vino rosso di troppo - coniavo (coniavamo?) per Nobrow la definizione "Artsy Image". Mi è parso che Gravett confermasse, mi è parso. Sarà stato il vinello? :D
 
L'inaugurazione della mostra "Nobrowhood". Foto tratte dalla pagina Facebook del TCBF.
E arriva il 24: si parte con il talk "Manuale non illustrato per illustratori", presentazione dell'omonimo libro, coordinato da Ale Giorgini e con la partecipazione di Riccardo Guasco, Jacopo Rosati e Francesco Poroli. Talk interessantissimo condotto con brio e competenza da Giorgini ottimamente coadiuvato da Guasco, Rosati e Poroli con diversi momenti davvero esilaranti. E l'importante (seppure scontata, direi) indicazione, al di là degli aspetti tecnici toccati nel libro: "Quello che importa, più dello stile, più della tecnica è... avere qualcosa da dire."
Illustratori alla ribalta!
Ma è soprattutto il grande giorno dell'inaugurazione di "Land Escapes", incentrata sui fumettisti britannici, curata dall'amico Alberto Corradi & da Paul Gravett presso gli Spazi Bomben Fondazione Benetton e alla presenza - oltre che dello stesso Gravett - di alcuni degli autori in mostra: Dave McKean (senza voler sminuire gli altri artisti presenti, la "star" dell'evento), Tula Lotay, Chris Reynolds, Hunt Emerson e Gary Spencer Millidge. Splendida mostra, in un allestimento prezioso e curato: che dire? Un applauso a tutti. E... God save the Queen!
Ah, a Dave McKean sono rimasti impressi... i pesci di Treviso (!!!): "li disegno sempre..."! :D
L'ingresso della mostra "Land Escapes".
Da sinistra a destra: H. Emerson, G. Spencer Millidge, A.Polita, N. Ferrarese,
D. McKean, A. Corradi, P. Gravett, L. Lotay, C. Reynolds.
Si ammira la mostra: che gioia per gli occhi!
La giornata prosegue con la presentazione di Palla, il nuovo, sorprendente lavoro "indie" (pubblicato dagli  adorabili tipi di Hollow Press) dell'amato Paolo Bacilieri, sempre elegantissimo e disponibile con tutti. Molto buono l'allestimento della Galleria Papermedia (e il rinfresco a tema dominato dal colore rosa e dalla forma cerchio) nonostante gli spazi ristretti (peccato per la copertina del volume nascosta dietro la porta d'ingresso); impagabile la possibilità di ammirare dal vivo le tavole originali di una storia completa di Bacilieri!
"Il fumetto stampato è diverso dalle tavole originali. Oltre ai retini e alla pulizia, ci sono cambiamenti nell'ordine delle vignette, ribaltamenti... lo faccio sempre. Per me i designi su carta sono una sorta di materia prima su cui lavorare per costruire la storia che poi verrà stampata e che il lettore finale leggerà."
Nicola Ferrarese introduce Paolo Bacilieri e il suo Palla.
Il 24 si conclude con il ritrovarsi inaspettatamente a cena (grazie Alberto Corradi! SMACK!) con alcuni degli autori inglesi invitai al festival e alcuni italiani, tra chiacchiere sul fumetto e sulla manifestazione ma soprattutto... tanto buon cibo, salumi e formaggi assortiti, vino di qualità e un tiramisù divino. Non si vive di solo Fumetto, eh! :)
Ehmmm... durante la cena ho colpevolmente estorto qualche sketch: sotto potete ammirare il magistrale e generoso Lee Bermejo (su sfondo alcolico!) mentre, con la sola matita, evoca magie sul foglio bianco!
Il 25, ultimo giorno di TCBF! Ci si fionda con un poco di ritardo alla conferenza di "Land Escapes" a sentire gli autori inglesi parlare della loro esperienza, del fumetto in UK e degli influssi del fumetto europeo. Il talk è un po' compresso perché a seguire - negli stessi spazi dell'Auditorium Fondazione Benetton - si tiene la premiazione del Boscarato a cui, colpevolmente, non partecipo (mi perdonate?): qui però provate la lista dei vincitori.
Ci si precipita per l'ora di pranzo all'inaugurazione delle mostre a Casa Robegan: "Il colore di Chaykin", "Lee Bermejo", "Viva Valentina" e "Tupac Shakur". Non vorrei sminuire le altre esposizioni ma gli originali a colori, di grande formato, del Maestro Howard Chaykin sono un'emozione indescrivibile e le tavole di Bermejo un'incredibile esibizione di classe ed eleganza. Poi... tutti sul prato a mangiare cuscus e bere buon vino, il tutto gentilmente offerto dall'inappuntabile organizzazione: olé! 
Chaykin in mostra!
Dulcis in fundo, praticamente quasi al limite del tempo massimo consentito, doverosa visita alla Mostra Mercato, presso l'I.S.R.A.A, che chiude per le ore 19: chiacchiere e saluti volanti con autori e amici vari (incluso abbraccione con Gary!), qualche acquisto di fumetti praticamente strappati dalle scatole che già fanno capolino per sgombrare gli stand... e quasi troppo in fretta, si chiude, sipario (spritz, almeno una volta bisogna dirlo, eh! U_u)! 
Il tempo di una pizza con i reduci dell'organizzazione, di accettare felice l'omaggio di una maglietta targata TCBF (sì quella con il disegno di Martoz, altro talento che ho solo fugacemente incrociato !), di dedicare un sonoro e calorosissimo applausi a tutti, TUTTI, quelli che hanno contribuito concretamente alla manifestazione ed è già tempo di andare e... pensare al 2017!

Ci si rivede, Treviso. E grazie per tutto il pesce! :)

[Ho dimenticato di citare tanti, troppi nomi di amici e conoscenti che ho incontrato in questa frenetica 3 giorni: siete tutti nel mio cuore fumoso, sappiatelo!]
Ciao ciao Treviso! Forse ci si rivede per BACON o per il prossimo TBCF!
PS.1: Vi risparmio la manciata di sketch raccolti e di fumetti acquistati: vi voglio bene, lo sapete? :D
PS.2: Se guardate bene e aguzzate la vista, magari, in giro per la notte di Treviso vi potrebbe capitare d'incontrare un tizio fumoso, una ragazza dai capelli rossi e un baldo riccioluto. Forse.

venerdì 23 maggio 2014

recensioni in 4 parole [16]

Tumultuosa creatività che ispira.
Meraviglia. Nostalgia. Firmate Millar.
Nel silenzio si racconta.
Parole sagge da Maestro.
*********

Abbiamo detto 4 parole su:
di Gipi
Editore: ComicOut
Formato: brossurato, colore (testo bilingue: Inglese/Italiano)
Prezzo:  € 22,50
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI.

Starlight N. 1 (in Inglese)
di Mark Millar (testi) e Goran Parlov (disegni)
Editore: Image Comic
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 2,99
Anno di pubblicazione: 2014
Per qualche parola in più: QUI. (e qui, in Inglese) 

Say hi from me 
di Bianca Bagnarelli (testi e disegni)
Formato: 4 pagine, colore

Disponibile online: qui
Storia inclusa in Nobrow N. 9
Anno di pubblicazione: 2014 
Per qualche parola in più: QUI.

di Francesco Matteuzzi e Laura Pasotti
Editore: ComicOut
Formato: brossurato, 64 pagine b/n + 32 colore
Prezzo: € 8,50
Anno di pubblicazione: 2012
Per qualche parola in più: QUI.

mercoledì 26 febbraio 2014

Dave McKean: un creativo da Sogno

Copertina di Sandman N. 11.
Nuovo appuntamento con le fumose interviste e... si torna a parlare di artisti inglesi, come capita spesso da queste parti. 
Stavolta su smokyland approda Dave McKean - illustratore, fumettista, fotografo, regista... visionario - che di certo non ha bisogno di presentazioni. Conosciuto in tutto il mondo per il suo stile unico (e imitatissimo) e per il suo contributo fondamentale alla serie Sandman di Neil Gaiman, per cui ha realizzato tutte le copertine, McKean ha - tra i suoi innumerevoli lavori - illustrato un libro per ragazzi scritto da Richard Dawkins, realizzato oltre 150 cover musicali e lavorato come concept artist alla saga cinematografica di Harry Potter.

Qualche giorno fa sul sito Idea Taps è apparsa un'interessante intervista - condotta dal giornalista David Barnett - in cui l'artista britannico ha ricordato i vecchi tempi, parlato di tecniche tradizionali e digitali, accennato ai nuovi progetti all'orizzonte.

L'intervista è stata tradotta nel seguito con il permesso di Barnett che ringrazio per la disponibilità. 
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.
Buona lettura.
Illustrazione per Sandman: The Wake.
David Barnett: Hai contribuito alla rivoluzione che ha cambiato i comics sul finire degli anni ’80, con autori come Alan Moore, Frank Miller, Grant Morrison e altri che venivano fuori. Come è stato? Come ci si sentiva?
Dave McKean: In quasi ogni industria creativa ci sono, nel corso del tempo, dei momenti d’oro… un mezzo espressivo è davvero mal ridotto quando una nuova generazione di persone che amano quel mezzo si fa avanti e dice quello che vuol fare e all’improvviso… i pazzi si sono messi a gestire il manicomio. Ecco come ci si sentiva.

In che modo le innovazioni tecnologiche hanno influito sul tuo modo di lavorare?
Sandman è stato pubblicato dal 1989 al 1995. Poiché i disegnatori cambiavano in ogni arco narrativo, e visto che io realizzato le copertine, ero l’ancora - dal punto di vista visivo - della serie. Allo stesso tempo, sentivo il bisogno di esprimere quel cambiamento anche nelle copertine.

Le prime copertine di Sandman erano tutte realizzate a mano, spesso con l’uso di collage. Pezzi di porte o di bottiglie venivano conficcati su supporti di grandi dimensioni, farfalle o uova decorate in scatole di piccole dimensioni. Questo succedeva prima che avessi un computer e prima che il Mac diventasse onnipresente. Mi divertivo a giocare con doppie esposizioni e stampe multiple: qualsiasi cosa per aggiungere una stratificata traslucidità alle immagini.
Illustrazione per Sandman: A game of you.
Ho utilizzato diversi dispositivi per ottenere effetti e texture interessanti. Le copertine di A game of you sono state create grazie al primo fotocopiatore a colori che scoprii. La cosa incredibile di quelle macchine era che cercavano comunque di darti qualcosa; non ti mandavano semplicemente un messaggio d’errore. Muovendo degli oggetti sulla superficie del fotocopiatore, lasciando che la luce entrasse o, in generale, “maltrattandolo”, saltavano fuori delle immagini che non avresti mai creato normalmente.

Nel mezzo della serie [di A game of you] ho comprato un Mac Quadra e ho iniziato a sperimentare con Photoshop 2.5. E così all’improvviso ero in grado di realizzare delle immagini che erano più vicine a quello che avevo in mente. La possibilità di editing sulle immagini che Photoshop permetteva divenne importante.

L’anno scorso hai trasformato i tuoi fumetti in uno show dal vivo presso il teatro dell'opera di Sydney. Come? [un video-intervista può essere visto qui, NdT!]
Dal momento che ci trovavamo in un posto straordinario, ho voluto fare qualcosa di più di un semplice reading. Ho suonato in diversi gruppi da ragazzo e di recente sono tornato a suonare e a scrivere canzoni. Parecchio di quel materiale e alcune storie a fumetti più vecchie sono confluiti nello spettacolo.
E ho realizzato dei film - in animazione e live - e manipolazioni di fotografie e disegni. Sul palco c’erano un trio d’archi, un trombettista e percussionista jazz. Io suonavo il piano. Riproporremo lo spettacolo di nuovo a Giugno alla British Library nell’ambito di una mostra che ho ideato sulla Storia del Fumetto Britannico. [Qualche informazione in più qui, NdT.]
Copertina di Sandman: Preludes & Nocturnes.
Al momento stai lavorando a un film intitolato Luna. Puoi rivelarci qualcosa?
Viene pubblicizzato con lo slogan: “la fantasia , la realtà e tutto quello che c’è nel mezzo.” Si basa su un fatto accaduto ad alcuni amici che hanno perso il loro bambino: parla della tempesta del lutto e del lento processo necessario perché le acque si calmino. Al momento sto lavorando al color grading, gran parte degli effetti speciali è stata completata e la colonna sonora è in fase di registrazione questo mese. L’idea è di presentare Luna durante i festival più importanti e di distribuirlo in DVD insieme ad un volume.

Considerando tutti queste attività creative che svolgi, continueresti a descriverti come un “disegnatore”?
Sono stato fortunato perché se volevo fare delle copertine per libri, ho fatto copertine per libri. Se volevo fare un film, ho fatto un film. Lo stesso dicasi per i fumetti, le copertine in ambito musicale, progetti audio-visivi. Penso mi piacerebbe essere chiamato “creativo” [in Italiano in originale. NdT.]
Federico Fellini usava quella parola per descriversi e noi non abbiamo un termine analogo in Inglese.
Copertina per Sandman: Overture N. 1.
Come è stato tornare a realizzare le copertine per Sandman, sulla nuova miniserie Overture?
Tornare su Sandman dopo quasi 20 anni è stata un’esperienza strana, abbastanza allarmante.
La serie originale venne creata senza grandi aspettative. Non ho prestato davvero attenzione fino a che non è finita. Solo allora mi sono reso conto di quanto fosse diventata popolare e che sarebbe diventata una sorta di classico.
Per cui ritornando a lavorare alle copertine di Sandman: Overture mi ha preso all’improvviso il “panico da palcoscenico”. Le copertine sono diventate il luogo del mio dialogo continuo tra i media analogici e quelli digitali.
Le copertine nascevano come disegni, venivano scannerizzate e poi creavo in digitale gli sfondi e stampavo il tutto. Su queste stampe dipingevo con gli acrilici, poi aggiungevo collage ed altri elementi - smalti, terra, foglie, carte - e si finiva con una immagine fisica, analogica. E a questo punto scannerizzavo di nuovo e ritocco, aggiungendo altri elementi decorativi.

Tutte le immagini usate a corredo sono opera di Dave McKean.
Il pezzo originale, in Inglese, può essere letto qui.

Le interviste precedenti: