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domenica 26 maggio 2019

MIGNOLA: Hellboy, fumetto e film, e... il futuro!

Mentre, dal mio personale osservatorio, nei giorni scorsi, l'attenzione mediatica è stata prima su Avengers: Endgame, poi su GoT e poi sulla questione "manifesto di Lucca" (con vari rimbalzi bizzosi e volatili), facciamo un passo indietro... al reboot di HELLBOY, diretto da Neil Marshall e con protagonista David Harbour.
Ammetto candidamente che il film di Marshall mi ha piuttosto divertito nella sua robonante ed eccessiva messa in scena pur distante dall'eleganza, sopratutto grafica, dell'Hellboy su carta del mai troppo lodato Mignola.

Nel seguito potete quindi leggere la traduzione di alcuni stralci tratti dall'intervista a MIKE MIGNOLA apparsa su Vulture.com il 12 Aprile scorso.  
QUI l'intervista completa. 
E se non siete ancora sazi fate un salto anche QUI.
Vulture: […] Perché hai permesso che venisse realizzato un reboot cinematografico di Hellboy?
Mike Mignola: Non ho alcuna voce in capitolo perché i diritti cinematografici non sono miei. […] I produttori […] non hanno mai pensato di smettere con i film su Hellboy. […] E un reboot aveva senso nel momento in cui si è capito che il film non sarebbe stato girato da Guillermo del Toro e non ci sarebbe stato neppure Ron [Perlman]. Credo che tutti abbiano pensato "se iniziamo a lavorare con un nuovo regista vogliamo rifilargli la continuazione della storia iniziata da del Toro?"

[...] Ma hai co-scritto delle versioni della sceneggiatura, vero?
Ad un certo punto, sì. Io e Chris Golden… beh, io odio scrivere al computer. Insieme a Chris, con cui ho scritto un paio di romanzi, abbiamo lavorato ad alcune versioni della sceneggiatura, più o meno a metà della produzione. È stato prima che si decidesse per il reboot. Abbiamo fatto qualche stesura della sceneggiatura e poi è tornato tutto ad Andrew [Cosby, l'unico sceneggiatore accreditato per la pellicola]. È così che si lavora nel mondo del cinema su queste cose. La sceneggiatura va avanti e indietro tra più autori così tante volte che, a un certo punto, è toccato anche a noi.

Qualcosa delle vostre sceneggiature è arrivato sul grande schermo?
C'è qualcosa. [...] Qualcosa con Baba Yaga. [...] Ma è un tale lavoro a più mani che è davvero difficile indicare delle sequenze specifiche. Ma quando Hellboy viene cacciato dalla casa di Baba Yaga e lei gli lancia una maledizione quello è un momento interessante... credo che sia stato David Harbour a dire che Baba Yaga avrebbe dovuto lanciare una maledizione o provocare Hellboy al momento del commiato. Quel suggerimento mi tornò in mente e credo che quel passaggio... quello che lei dice a Hellboy credo che l'abbia scritto basandomi sul commento di Harbour. [...] È una piccolezza [...] ma mi piace pensare "Ehi, sì! Questo l'ho scritto io!"
Cosa pensi del film?
Per me è davvero incredibile che gran parte della storia sia presa direttamente dal fumetto. Alcuni passaggi sono spostati, altri sono più lunghi di quelli che ho disegnato io, altri più corti. [...] Il giorno in cui sono stato sul set in Bulgaria stavano girando la sequenza all'aperto tratta da La caccia selvaggia. E c'era Hellboy a cavallo e i tizi della caccia e il loro aspetto era così simile a quanto disegnato da Duncan Fegredo nel fumetto. Una roba davvero surreale! [...]

[...] Facciamo un passo indietro a La caccia selvaggia, il fumetto. Come è nato?
Oh, la mia memoria è terribile! Non sono sicuro sulle date. [...] Più o meno in quello stesso periodo avevo deciso che non potevo più disegnare Hellboy perché avevo perso fiducia nelle mie capacità di disegnatore. E mentre mi dicevo "Oh, no, non posso più disegnare!" stavo pianificando quella storia, un racconto epico in tre parti. Per fortuna Duncan Fegredo ha detto di sì per disegnarla o sarebbe rimasta lì, ad intasarmi il cervello, chissà per quanto. [...]

[...] Al momento tra i fumetti, i film, i cartoni animati e tutto il resto, hai lasciato che molti artisti dessero la loro interpretazione di Hellboy. Che cosa pensi d'aver imparato sul personaggio dalle diverse interpretazioni fatte da altri artisti e autori?
È una domanda difficile. Non sono sicuro d'aver imparato qualcosa su Hellboy ma ho imparato molto sull'intero processo creativo e su cosa significhi aver creato un personaggio che è tuo e che, piano piano, sfugge al tuo controllo. Riesci a capire? È come se avesse un'altra vita e, con sempre maggiore frequenza, incontrerai persone che conoscono Hellboy o pensano di conoscerlo, ma che in realtà non hanno la minima idea del fumetto originale. [...] E c'è sempre una parte di te che quasi dice "Quando avrei voluto non averlo lasciato andare!" Capisci? Non è davvero mio. I fumetti sono miei, ed è perfetto! Ma a un certo punto è come vedere un figlio che cresce e va via di casa: farà cose di cui non saprai nulla e incominceranno a mancarti i tempi in cui stava a casa con te.
[...] Quando concedi l'uso del tuo personaggio e lasci che altri lo utilizzano devi metterti il cuore in pace sul fatto che le cose non verranno fatte esattamente come le avresti fatte tu. Saranno fatte in modo diverso e "diverso" non vuol dire necessariamente "peggiore", "diverso" significa "diverso".

A cosa stai lavorando al momento?
[...] Sto scrivendo diversi albi di Hellboy. [...] Ma ogni tot anni, mi viene la voglia di tornare a disegnare fumetti. È passato parecchio tempo dall'ultima volta che sono stato al tavolo a disegnare storie a fumetti. E scrivere non è divertente. Realizzare della roba è divertente. Stare seduto a scrivere per un altro disegnatore non è per nulla divertente. Per cui sto iniziando a inventarmi una storia a fumetti in modo da mettermi al tavolo ed essere io il tizio che si diverte. [...]

giovedì 26 novembre 2015

Thought Bubble 2015: reportage d'Albione

Nelle stesse date dello scorso anno, si è svolto a Leeds, UK, il Thought Bubble Festival.
Anche stavolta l'evento fumettistico si è concentrato nei giorni 14 e 15 Novembre e, come per il 2014, nel seguito potete leggere il reportage dell'amico ed inviato d'eccezione... Antonio Solinas!
Buona lettura e... buona visione! (E grazie Antonio!)
Qualcuno ha detto "cavallo"?
È il secondo anno che vado a Leeds per assistere al Thought Bubble, ormai da qualche anno considerata la manifestazione fumettistica “pura” più importante del Regno Unito. E a ragione: la fiera dello Yorkshire punta tutto sul fumetto, eliminando ogni associazione forzata con altre branche dell’entertainment, e la scelta si sta rivelando vincente, come testimonia la costante crescita di pubblico nel corso degli anni e l’espansione fisica dei luoghi della fiera. Del resto, la qualità degli ospiti presenti parla da sola: a parte molta della “crema” del fumetto UK, il TBF sembra aver forgiato un solidissimo legame con la Image, ospitando alcuni dei più interessanti autori d’oltreoceano del momento.
Il festival ruota attorno a una serie di eventi che si svolgono durante tutto il mese di novembre, ma la mostra mercato è stata aperta durante il fine settimana del 14-15 novembre con una serie di talk che, come ogni anno, complice la ressa del pubblico, mi sono perso interamente. Peccato perché sulla carta alcuni erano molto interessanti, ma la prospettiva di fare lunghe file non mi attrae più. "Life is too short" (come diceva il maestro di vita Todd Shaw)!

Anche quest’anno la location è stata la stessa, i Leeds Dock, nei pressi del fiume, e si sviluppata in tre ambienti principali: il Marquee, una tensostruttura che conteneva grossa parte degli ospiti americani, la sala New Dock Hall in cui erano ospitati alcuni autori ed editori in massima parte britannici e la sala Royal Armories Hall, accanto all’interessante museo delle armi, che era dedicata soprattutto alla small press.
Una caratteristica molto interessante della fiera è che riesce a bilanciare in maniera perfetta le varie anime del “consumo” fumettistico da parte dei fan: infatti, all’aspetto “collezionistico” legato alle firme e alle commission, che riguarda soprattutto gli autori americani, impiegati in batteria ad accontentare i fan con disegni a pagamento e dediche, si affianca quello più informale dell’incontro fra autori e appassionati, che hanno la possibilità di chiacchierare con i propri beniamini in luoghi più rilassati.

Ma Leeds è anche il posto dove “le cose succedono”, evidentemente. Ciò sembra confermato dalla visita di Shelly Bond, boss della Vertigo, vista da lontano in un elegante completino mod a pallini neri che fa pendant col caschetto (negli anni scorsi, in pratica fino al 2010, era stata Bristol a essere il tradizionale feudo della DC nel Regno Unito).

Ma le fiere, almeno per me, sono fatte soprattutto delle persone che le frequentano, e quindi vado a elencare quello che ho trovato più interessante quest’anno:
1) David Aja assediato dai fan per due giorni di fila (ci ho scambiato due parole mentre cercava dei regalini per i figli piccoli);
2) Rick Remender inavvicinabile, con file spaventose (il più gettonato in assoluto, quest’anno);
3) il simpatico Wes Craig, disegnatore del “mio” Deadly Class (messaggio pubblicitario: se non lo avete ancora letto, l’edizione italiana è in ristampa e merita);
4) Sean Phillips e Ducan Fegredo, sempre più in simbiosi e rilassati dopo aver evidentemente incassato bene al tavolo, quest’anno;
5) l’elegante Rian Hughes e una discussione su Serge Clerc e sul fumetto europeo;
6) gli affabili Peter Doherty (grande disegnatore e colorista), Rob Williams, Frazer Irving e Si Spurrier e signora;
7) Chris Weston e la sua maglietta di The Filth, l’unico acquisto che mi sono permesso quest’anno;
8) il bravissimo JAKe, che mi presenta sempre come “questo è il tizio che mi segnala sempre la roba rap migliore”;
9) il rapper DMC, con cui abbiamo discusso di batterie elettroniche (“all our beats were made on the DMX, that drum machine went hard!”) e di Larry Smith, uno dei più sottovalutati produttori di sempre, autore di album storici dei Run DMC e dei Whodini;
10) Jason Latour, con cui è solo rimandata una discussione sul Memphis rap e su Ric Flair (per i fumetti abbiamo dato);
12) il nostro Antonio Fuso e il gentleman Matteo Scalera, che ha portato nel Regno Unito i precetti del Gentlemen’s Club;
13) dulcis in fundo, la gang con cui ho passato la maggior parte del tempo quest’anno, cioè Jay Gunn (autore dell’ottimo Surface Tension) e signora, Dave Taylor (al momento al lavoro su Nowhere Men della Image), l’amico Mark (che il padrone di casa smoky man ben conosce) e Leomacs e signora in trasferta.

Il tempo atmosferico non era dei migliori, ma il calore umano ha ampiamente compensato.
Al prossimo anno!
[il reportage del 2014: qui]
Alex Paknadel vigila.
Ben Templesmith sforna piccoli capolavori.
D'Israeli dispensa saggezza.
Il magico Farel Dalrymple.
David Aja firma e disegna.
Ducan Fegredo saluta.
Emma Rios disegna mentre la... Dottoressa Strange esamina le tavole!
Folla ma con misura, direi.
Un hipster impegnato in discussioni di... spessore!
Jerome Opeña: ad un fan non si dice mai di no!
Rick Remender impegnatissimo.
Matteo Scalera concentrato sul da farsi.
Il sempre ottimo Sean Phillips.
Wes Craig: è tempo di sketch!
Cosplayers go home!!!

venerdì 8 maggio 2015

recensioni in 4 parole [31]

Il western che conquista.
A spasso nel Tempo.
Via... curre curre guagliò!
Glu glu dell'orrore.
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
Il prezzo dell'onore
Soggetto e sceneggiatura: Fabrizio Accatino
Disegni: Paolo Bacilieri
Copertina: Aldo Di Gennaro
Editore: Sergio Bonelli Editore; Collana: Le Storie N.31
Formato: brossurato, 114 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,80
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI 

Chrononauts N.1 (in Inglese) 
di Mark Millar (testi) e Sean Gordon Murphy (disegni)
Editore: Image Comics
Formato: spillato, 32 pagine, colore
Prezzo: $ 3.50 (USD)
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI 

MPH N.1-5 (in Inglese)
di Mark Millar (testi) e Duncan Fegredo (disegni)
Editore: Image Comics
Formato: spillato, colore (disponibile anche in volume)
Prezzo: $ 2.99 (USD), $ 4.99 (USD) in N.5
Anno di pubblicazione: 2014-2015
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)
Soggetto, sceneggiatura: Gigi Simeoni
Copertina: Angelo Stano
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 98 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 3,20
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI

lunedì 11 novembre 2013

recensioni in 4 parole [9]

La vera Grande Avventura.
Piccolo Hellboy incontra Pinocchio.
Dall'oscurità creature. Vita.
Purgatorio. Spiriti. Fight Club.
*********

Abbiamo detto 4 parole su: 
Soggetto: Decio Canzio e Sergio Toppi
Sceneggiatura: Decio Canzio e Sergio Toppi
Disegni: Sergio Toppi
Copertina: Sergio Toppi
Editore: Sergio Bonelli
Formato: brossurato, 240 pagine, colore
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2013  
Per qualche parola in più: QUI

Storia e copertina: Mike Mignola
Disegni: Duncan Fegredo
Editore: Dark Horse Comics
Formato: cartonato, 56 pagine, colore
Prezzo: $14.99
Anno di pubblicazione: 2013
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)

Va tutto bene
Storia e disegni: Giusy Gallizia
Formato: webcomic, colore
Anno di pubblicazione: 2013 

Sbadiglio nero
Storia e disegni: Ratigher
Editore: Retina
Formato: pdf, 15 pagine, b/n
Prezzo: gratis

martedì 4 dicembre 2012

Lady Vertigo lascia!

Death: The High Cost of Living #1, 1993. Copertina di Dave McKean.
Dopotutto i segnali erano, oramai, chiari ed evidenti da diverso tempo, ma la notizia ufficiale, diffusa ieri, colpisce ugualmente con la stessa forza e gli stessi effetti di un diretto piazzato in pieno volto da un Tyson dei tempi belli. 

KAREN BERGER, il "motore" e la vera forza propulsiva della Vertigo, di fatto L'Editor per antonomasia dei comics americani degli ultimi due decenni, lascia la linea di fumetti che ha contribuito, in modo fondamentale, a creare, e.. la DC Comics (dopo oltre trent'anni)!

Mi sono sentita incredibilmente fiera per aver messo a disposizione una casa in cui scrittori e artisti potessero creare storie innovative e provocatorie capaci di ampliare le possibilità dei comics e di attrarre nuovi lettori al racconto per immagini", ha dichiarato la Berger. "Voglio  ringraziare tutti gli autori di eccezionale talento che mi hanno aiutato a rendere la Vertigo un'etichetta coraggiosa e riconoscibile e sono grata verso tutte le persone della DC Entertainment e verso la comunità dei retailer per il loro supporto e dedizione in favore della Vertigo in tutti questi anni. E' stato davvero un grande onore.” [Karen Berger]

Ho avuto la fortuna d'incontrare e di chiacchierare brevemente con Karen Berger durante l'edizione del Napoli Comicon del 2006 (dedicata al Fumetto Inglese e Tedesco), a cui partecipò tra gli ospiti. Probabilmente la incontrai anche in qualche precedente edizione della Bristol Comics Expo, ma il ricordo principale che ho di lei è di una persona gentile che "irradiava" una fortissima personalità, capace di meritarsi, con il suo lavoro e acume, la stima e il rispetto degli autori con cui collaborava e che spesso lei stessa aveva portato alla ribalta.

Riporto, a seguire, due commenti di Stephen R. Bissette e Peter Hogan.
"L'ultimo mattone rimasto è caduto dal muro: la fine della 'Paul Levitz Dynasty' è davvero arrivata. Karen è stata tra i quattro migliori editor con cui abbia avuto l'incredibile fortuna di lavorare, e questo è tutto quello che ora mi preme dire. E' una brutta notizia e un altro segno che (come per la Marvel) la DC Comics che, un tempo, la mia generazione ha conosciuto semplicemente non esiste più." [Stephen R. Bissette]

"Complimenti a Karen Berger che ha resistito ad un intero catalogo di umiliazioni ma ora lascia con la sua dignità intatta, il rispetto dell'intera industria dei comics e (spero) una valigia bella piena di soldi. Speriamo intenda ancora aprire bottega da qualche altra parte." [Peter Hogan]

Altri commenti si possono leggere su Bleeding Cool e Newsarama.

"Storie innovative e provocatorie."
Finisce un'era.
Hurm...
Enigma #1, 1993. Copertina di Duncan Fegredo.

sabato 17 marzo 2012

e ora arriva... NELSON!

Art by Rob Davis
In queste giornate complicate mi è ricapitato tra le mani un fumetto letto qualche settimana fa e di cui mi ero ripromesso di parlare su questo blog. Si tratta di un "particolare" graphic novel made in UK, intitolato NELSON (edito da Blank Slate Books): un interessante e riuscito esperimento narrativo "collettivo" che ancora una volta mostra le plastiche e multiformi capacità del Fumetto.
Ecco cosa recita la quarta di copertina. 

Nelson è un volume di 250 pagine nato dalla collaborazione di 54 tra i più talentuosi autori di fumetti britannici. È un esperimento senza precedenti per creare una storia autoconclusiva: un graphic novel “collettivo”.

Londra, 1968. Jim e Rita Baker diventano genitori di una bambina. Il suo nome è Nel. Questa è la sua storia, raccontata attraverso “istantanee” annuali. Ogni capitolo riporta gli eventi di un singolo giorno, dando vita ad un flusso continuo di immagini e parole che ci trasporta in un viaggio lungo 43 anni, dalla nascita di Nel Baker al 2011.

Da un’idea di Rob Davis e curato da Davis e Woodrow Phoenix, Nelson celebra l’incredibile varietà di talenti presenti nell’attuale scena del Fumetto inglese.
Autori noti per le loro strisce sui quotidiani nazionali insieme a quelli di riviste umoristiche come The Beano, The Dandy e MAD Magazine, uniscono le forze con talenti dei libri per ragazzi, dell’autoproduzione e dei webcomics e con i protagonisti dei mondi fantascientifici e supereroistici di 2000AD, Marvel, DC e Dark Horse.

In parte cadavre exquis, in parte “staffetta”, Nelson abbraccia decenni di storia Inglese e una miriade di approcci stilistici, per narrare la vita di una donna attraverso 54 autori, in 54 episodi, cronaca di 54 distinte giornate. Il risultato è un libro sorprendente, una lettura incredibilmente piacevole  che alterna momenti tristi, divertenti, commoventi, toccanti, assurdi, sinceri e autentici.

Questa è una storia diversa da tutte quelle che avete letto finora.
Tra gli autori coinvolti, diversi nomi noti ai lettori di comics - Paul Grist, Sean Phillips, Duncan Fegredo, Dave Taylor (per farne qualcuno) - e molti, moltissimi autori "sconosciuti" di grande talento.
Una splendida e originale lettura, acquisto consigliatissimo, un libro che non sarebbe male venisse edito anche in Italia. Oppure vedere un "esperimento" simile concretizzarsi anche qui da noi, "made in Italy". Che dite?
Nel seguito alcune immagini tratte dal volume. Enjoy!