Visualizzazione post con etichetta Chris Weston. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chris Weston. Mostra tutti i post

lunedì 16 ottobre 2017

Arrivano i TIME BREAKERS!

Copertina di Time Breakers realizzata da Weston per l'edizione NPE.
Non senza un pizzico di orgoglio, dopo qualche anno di assenza, ritorno sugli scaffali delle fumetterie con una nuova traduzione e curatela. 
Stavolta tocca a TIME BREAKERS, un'intrigante storia di fantascienza ideata dalla scrittrice Rachel Pollack per i disegni di Chris Weston.

Time Breakers verrà proposto in Italia da Nicola Pesce Editore in un elegante volume a colori di 128 pagine. Il libro sarà disponibile a breve in tutte le fumetterie e sarà tra le novità che NPE porterà all'imminente Lucca Comics & Games unitamente al... disegnatore Chris Weston! Nell'immagine alla fine di questo post trovate i dettagli sulle date in cui Weston sarà presente allo stand NPE (non perdete l'occasione: Weston è un disegnatore fenomenale!) oppure potete consultare la pagina Facebook dell'editore per tutti gli aggiornamenti del caso.

Dalla quarta di copertina di Time Breakers:
Il Tempo sta finendo e i Time Breakers combattono senza sosta per scongiurare la catastrofe disseminando le epoche di... paradossi.

A vent'anni di distanza dalla pubblicazione americana per la DC Comics, arriva in Italia la miniserie sci-fi ideata dalla scrittrice Rachel Pollack (Doom Patrol) e dal disegnatore
Chris Weston (Judge Dredd, The Invisibles, Ministero dello Spazio, Lucifer).

C'è sempre tempo per le buone storie.

Time Breakers fu infatti originariamente pubblicato nel 1997 come miniserie in 5 albi sotto il marchio Helix, etichetta di breve durata proposta dalla DC Comics e dedicata alla fantascienza e al science fantasy. Il titolo più noto della linea fu Transmetropolitan che confluì nella linea Vertigo quando Helix fu chiusa nel 1998. L'etichetta presentava dei progetti creator-owned, ossia opere su cui gli autori avrebbero mantenuto i diritti dopo la cessione temporanea alla DC per la pubblicazione. Per questo è stato possibile che, qualche mese fa, l'amico Chris Weston mi contattasse, memore di una precedente collaborazione per Ministero dello Spazio (sempre edito da NPE), per chiedermi di indicargli un editore italiano potenzialmente interessato. Come sia poi andata è facilmente intuibile, ovviamente.

Inutile aggiungere che mi sono divertito tantissimo a tradurre le pagine di Time Breakers e ad andare a spasso nel Tempo tra le sue pagine. Il testimone passa ora ai lettori!
Un ringraziamento speciale va all'amico Omar Martini per il supporto e le chiacchiere.

Nel seguito potete vedere le prime tre tavole di Time Breakers Buona preview!

*******

Info: Durante Lucca Comics & Games, lo stand NPE si troverà, come consuetudine, presso il padiglione editori in Piazza Napoleone. Chi, non potendo recarsi a Lucca, volesse uno sketch di Weston sul volume può inserire il codice promozionale "sketch" nel carrello quando effettua l'ordine sul sito (ordini entro il 30 ottobre), QUI.
 
Le prime tre tavole di Time Breakers nell'edizione NPE.
Lista degli autori presenti allo stand NPE durante Lucca 2017.

giovedì 20 novembre 2014

reportage dal Thought Bubble Festival 2014

Dal 9 al 16 Novembre a Leeds, UK, si è svolto il settimo Thought Bubble Festival, tra le manifestazioni più interessanti di questi anni in terra d'Albione.
L'evento fumettistico vero e proprio, il Comic Con, si è tenuto nei giorni 14 e 15 Novembre con la partecipazione di numerosi autori di rilievo tra cui, per fare qualche nome, Scott Snyder, Jeff Lemire, Jason Aaron, Charlie Adlard, Mark Buckingham, Cliff Chiang, Becky Cloonan, Andy Diggle, Duncan Fegredo, Adi Granov, Matt Kindt, David Lloyd, Sean Phillips, Eric Powell, Tim Sale (qui l'elenco completo).

A seguire potete leggere un agile reportage dell'amico Antonio Solinas che, evitato di "godersi" Lucca Comics, ha preferito fare una capatina a Leeds.
Le foto a corredo di questo pezzo sono anch'esse opera di Antonio che ringrazio caldamente per la testimonianza.
Buona lettura e... buona visione!
Ci sono delle similarità ricorrenti nelle convention britanniche e Leeds non fa eccezione: per prima cosa, in pratica, a parte la 2000AD-Rebellion, è tutta piccola (o al massimo media) editoria, quindi è tutto un fiorire di editori indie accanto alle classiche proposte editoriali mainstream americane vendute negli stand delle fumetterie. In secundis, le dimensioni sono sempre piccole, quantomeno rispetto ai numeri importanti delle nostre fiere di punta (parliamo sempre di qualche migliaio di persone, un po' i numeri delle nostre convention "piccole").

Quello che differenzia Leeds dalle altre fiere cui sono stato, in primis Bristol e il (defunto?) Ka-Pow, è il gemellaggio più o meno ufficiale con la Image (che pubblica l'antologia della manifestazione), il focus meno preciso sul settore supereroistico, che invece era il cardine di altre manifestazioni (Bristol era storicamente un feudo della DC Comics, ma nel corso degli anni ha ospitato anche colonne Marvel come Joe Quesada e il duo Morrison-Quitely quando erano su X-Men, mentre la londinese Ka-Pow era il vanity project di Mark Millar), e un'attenzione dovuta e intelligente anche alle autrici, in un mondo da sempre dominato dagli uomini.
A Leeds, a parte i nomi grossi, quasi tutti in forza alla Image Comics (e ce n'erano tantissimi, dal nostro Matteo Scalera a Scott Snyder, da Jason Aaron a Jason Latour, da Matt Kindt a Sean Phillips, da Tim Sale al team di Elephantmen, dalla coppia McKelvie-Gillen a Cameron Stewart, solo per citarne alcuni) c'erano anche un bel numero di invitate, da Vanesa R. del Rey a Emma Rios, da Emma Vieceli a Natasha Allegri e molte altre, alcune più conosciute, altre meno (Hope Larson, Yishan Li, Danielle Corsetto etc.). Un' iniziativa meritoria, senza dubbio. Com'è meritoria la capacità di affiancare ai "soliti" autori britannici un nutrito gruppo di star che gravitano nell'ambito del mercato americano.


Le dimensioni, dicevamo. Ridotte, certo, ma in espansione (per capirci, in totale lo spazio espositivo era circa quanto due padiglioni grossi di Lucca). Ma soprattutto appannaggio, in massima parte, di appassionati di fumetto. In UK, il fenomeno cosplay non ha ancora raggiunto le dimensioni italiane (forse anche a causa del fatto che Leeds non è proprio dietro l'angolo: per esempio, non c’era la solita invasione di franciosi che caratterizza le convention del sud Inghilterra) e quindi negli stand gironzolano soprattutto curiosi di fumetto.
In questo senso, sembra avere grande rilevanza l'aspetto collezionistico (le code per le firme e gli sketch a pagamento/commission sono state davvero enormi per tutta la durata della fiera, e i prezzi richiesti spesso abbastanza altini, se non decisamente da ricchi), ma anche la possibilità di parlare con gli autori rimane un aspetto da non sottovalutare, soprattutto perché, a dispetto degli stereotipi, i creatori britannici sono, nei confronti dei fan, quanto di più distante ci sia dall’immagine fredda e altera da cliché. Di solito, è davvero semplice parlare con loro, molto più semplice di quanto accada nel nostro paese, in generale (per varie ragioni non sempre necessariamente imputabili agli autori, sia chiaro).


In questa atmosfera rilassata e "friendly", l'unica nota un po’ stonata è stata quella del party a metà convention, sabato, che si è tenuto in un palazzo comunale alquanto “freddo”. Questo, unito al fatto che era in collaborazione con il Leeds International Film Festival, ha dissuaso gli autori, molti dei quali hanno abbandonato il luogo subito, disperdendosi in città senza integrarsi al bar come accade di solito, mancando un bar ufficiale della manifestazione. È quindi mancata quella bella atmosfera che si crea di solito in un locale pieno di fumettisti e alcool. Un peccato, visto che questo è sempre stato uno degli aspetti che ho sempre apprezzato di più di queste convention, ma compensato dal profilo degli autori e da qualche libro abbastanza valido, come alcune proposte dei “soliti sospetti” Self Made Hero e Nobrow ma non solo (alcuni libri della Soaring Penguin Press e della microeditoria sembrano particolarmente validi).

Come sempre, abbiamo raccolto qualche pettegolezzo interessante, ma ne parleremo una prossima volta, forse... A seguire, alcune foto della convention.


Antonio Solinas
Gary Spencer Millidge.
Dave Taylor.
Chris Weston.
Rob Davis.
Esad Ribic.
Cameron Stewart.
Matt Kindt e Jeff Lemire.
Tim Sale.
David Lloyd.
Jason Aaron.
Eric Powell e Brian Hurtt.
Emma Rios.
Matteo Scalera.
Declan Shalvey.
Tula Lotay.
Altre informazioni e reportage sul TBF2014 su Bleeding Cool (qui; qui e qui, ad esempio) e Forbidden Planet Blog (qui e qui).

giovedì 17 gennaio 2013

(dal passato) fumosi fumetti monodose

Qualche anno fa, tra il 2007 e il 2008, ho collaborato con tre storie a Mono, l'interessante rivista di "fumetti di una tavola", edita da Tunué.
Mi sono accorto solo ora, mentre una nuova short a fumetti è completata (ma questa è un'altra "storia"!), che di due su tre mono-tavole, nonostante ne abbia parlato, non ho mai mostrato la versione finale, per lo meno in Italiano.

Così, in apertura di post, potete vedere la tavola realizzata per Mono N.2, con il prezioso contributo di ben 9 disegnatori: Celoni, Dall'Oglio, Maconi, Fior, Raffaele, Ponchione, Catacchio, Oskar e Semerano. Ne avevo già parlato qui e qua.

Per il N.3 invece la collaborazione fu con l'inglese Chris Weston per un atipico "noir" in una tavola, di cui avevo rivelato qualcosa qui. Sotto potete apprezzare, per la prima volta, la storia  in Italiano (in Inglese invece potete leggerla qui).
La terza e ultima (finora) collaborazione con Mono, mi portò invece a lavorare con Luca Enoch: di questa avventura potete ammirare tutto il making-of, fino alla pagina finale, QUI.

Come dite? Ah, il nuovo fumetto? Curiosi?
Prometto che prossimamente ve ne parlerò! Parola di smoky! :)

mercoledì 4 luglio 2012

Chris Weston: non si vive di solo Fumetto

Pagina da Ministero dello Spazio.
Sesto "fumoso" (e colpevolmente in ritardo) appuntamento con il set di interviste ai protagonisti del Fumetto. Questa volta è il turno dell'inglese CHRIS WESTON, disegnatore di gran talento e dallo stile dettagliato che gli appassionati di comics ricorderanno, probabilmente, per le sue collaborazioni con Grant Morrison su The Invisibles e The Filth. Di recente NPE ha pubblicato il suo Ministero dello Spazio su testi di Warren Ellis.
Weston ha all'attivo diverse collaborazioni col cinema e in ambito pubblicitario.
Maggiori informazioni sull'autore sul suo blog.

L'intervista in Inglese può essere letta qui.

Le interviste precedenti:
05 - (ancora) Alan Moore Parte I e Parte II 

È passato parecchio tempo, ma considerando la recente pubblicazione dell’edizione italiana di Ministry of Space volevo chiederti che cosa ricordi di quell’esperienza? I tuoi disegni per la storia sono davvero spettacolari…
Chris Weston: Ricordo che è stata un’esperienza piuttosto difficile, come la maggior parte dei miei fumetti più conosciuti, dopotutto.
Inizialmente ero stato attratto dal progetto perché l’ambientazione mi ricordava Dan Dare che è, probabilmente, il mio fumetto preferito.
Ricordo che la serie subì dei ritardi infiniti, ma la colpa fu, in egual misura, mia e di Warren [Ellis]. Ero stato interrotto da The Filth che Grant Morrison mi aveva convinto a disegnare dicendomi che mi avrebbe fatto diventare ricco. (Oggi la cosa ci fa ridere come matti…)
L’ultimo numero è stato senza dubbio il fumetto più difficile che abbia mai disegnato. Mi prese una forma così forte di “non so disegnare!” che ero completamente distrutto. Ogni tavola era come se mi strappassi le budella con una forchetta arrugginita.
In quel periodo la Image stava attraversando un periodo turbolento, e per me era molto difficile trovare qualcuno che volesse comunicare con me. Erano contenti di parlare con Warren per cui dipendevo da lui per qualsiasi aggiornamento, ed era frustrante. 
Per questo non fu un bel periodo. Ma penso che non si noti nelle pagine del fumetto. La colorazione di Laura Martin è stata splendida, e credo che sia uno dei pochi fumetti che ho disegnato che non funzionerebbe in bianco e nero.
Come ho detto, i miei lavori migliori nascono da brutte esperienze. Spero che The Twelve verrà considerate nello stesso modo.
Pagina da The Filth.
Che mi dici dei tuoi impegni attuali in campo fumettistico? The Twelve è finalmente giunto alla sua conclusione e ho visto dei tuo lavori recenti per 2000AD, se ricordo bene. Cosa bolle in pentola per te su entrambe le sponde dell’Atlantico?
CW: Al momento, specie sul fronte fumetti, non molto. Sto facendo molti storyboard per la pubblicità ultimamente e va alla grande. 
Vengo pagato bene e posso lavorare di nuovo con il mio amico Albert Hughes (il regista di Codice Genesi). Non ho mai creduto d’essere uno adatto a lavorare in gruppo, ma è sempre divertente far parte della banda di Albert.
Stiamo aspettando di avere il via libera per un altro film, Motor City, che potrebbe vedere la partecipazione di Gerard Butler. Oltre a questo, ho un in programma di lavorare ad un progetto a fumetti al momento top secret...
Copertina per The Twelve.
Hai citato Codice Genesi e hai anche partecipato alla pre-produzione del film, poi cancellato, su Akira. Alla luce di queste tue esperienze, quali sono i pro e i contro di lavorare nel mondo del cinema?
CW: Mi è davvero difficile trovare qualcosa di negativo da dire sulle mie esperienze cinematografiche. I compensi sono più alti che nel Fumetto… e, in generale, chi lavora nel mondo del cinema mi ha trattato in modo migliore e con maggior rispetto di quanto ne abbia mai ricevuto nell’industria dei comics.
L’inconveniente è che si può lavorare per mesi a un progetto come Akira che poi verrà accantonato e tutto il lavoro che hai fatto non vedrà mai la luce del giorno. Ma riesco ad accettarlo: il salario più alto compensa il fatto che il tuo lavoro rimanga nascosto. Nonostante questo amo ancora fare fumetti e non credo li lascerò mai completamente ho la sensazione aver appena iniziato a capire come disegnarli, per cui sarebbe da pazzi lasciare proprio ora!
Lavorando a un film bisogna limitare il proprio ego in maniera molto più ampia; io sono lì per visualizzare quello che ha in mente il registra, non per presentare la MIA visione della sceneggiatura. Nei fumetti, ho maggiore libertà per esprimere me stesso.
Judge Dredd (commission)
Che ne pensi dell’industria dei comics in UK e in Usa? Considerando la crisi generale, i reboot, i soliti cross-over, prequel/sequel... e i nuovi supporti come e-book o fumetti “digitali”… Quali sono le tue sensazioni? Dal tuo punto di vista privilegiato, visto che conosci piuttosto bene entrambi i mercati…?
CW: Sono sicuro d’aver sentito odore di ammutinamento nell’aria. So che ci sono molti autori stanchi di lavorare per “il Sistema”, di produrre pagine su pagine delle solite soap opere supereroistiche, i cui diritti restano dell’editore, e che vediamo da decenni.
Hanno visto il successo che Mark Millar e Robert Kirkman hanno avuto con i loro fumetti creator-owned di genere differente… e stanno pensando: “Anche io voglio un pezzo di quella torta”.
Credo che assisteremo a un’ondata di autori di primissimo piano rischiare di rovinarsi finanziariamente per produrre i propri fumetti e distribuirli in digitale. Alcuni falliranno, altri avranno successo. Nel frattempo, assisteremo al fatto che i Grandi Editori rimpiazzeranno questi autori con sempre più talenti provenienti dal “Terzo Mondo”.
Non è un segreto che le vendite dei fumetti di supereroi sono in declino e i Grandi Editori saranno costretti ancor di più a stratagemmi disperati ed “eventi” per mantenere l’interesse dei lettori. Quello che dovrebbero fare è offrire agli autori dei contratti migliori e maggiore libertà creativa.
Potranno aver dato il via libera a Before Watchmen ma, stante la situazione attuale, avrebbero commissionato la serie originale? Albi da 32 pagine, senza alcuna pubblicità, una storia auto-conclusiva con tutti personaggi nuovi… e creator-owned? Un editore come la DC lo pubblicherebbe al giorno d’oggi? Nah. Ma dovrebbero.

Oggigiorno la nuova-vecchia parola sembra essere “graphic novel” (che non è, a mio modesto parere, sinonimo di buon fumetto). Che ne pesi di questo fenomeno?
CW: Uso raramente il termine “graphic novel”. Di solito la parola “comic-book” è quella che salta fuori dalla mia bocca. Non ho nulla contro il termine “graphic novel”, solo che non ho mai preso l’abitudine di usarlo. È stato un valido strumento di marketing, per far sembrare i comics degni di maggior considerazione dalle persone che dall’esterno hanno una visione distorta di quello che i comics possono essere. 
Pagina da The Invisibles
Hai in mente di scrivere e disegnare qualcosa di quel “genere” nel futuro prossimo? So che hai scritto delle storie brevi in passato…
CW: Ho avuto dei contatti con un editore europeo per realizzare, da autore completo, un fumetto in formato bande dessinée, ed è una cosa MOLTO eccitante.
Il mio mentore, l’artista Don Lawrence, mi aveva sempre indirizzato a lavorare per il mercato Europeo, per cui è piuttosto paradossale che abbia trascorso gli ultimi venti anni a lavorare per editori americani o inglesi. Credo che sia arrivato il momento che mi diriga ad Est come erano le mie intenzioni originarie. Cambiare rende la vita interessante, dopo tutto… e non ho gran desiderio di disegnare supereroi in calzamaglia per un po’.

Grazie Chris!
Ah... per farsi un'idea "più precisa" dello straordinario talento di Weston - come se ce ne fosse bisogno, poi! - si consiglia vivamente la visione di questo video!!!


Intervista condotta via email nei mesi di Giugno 2012.

giovedì 30 agosto 2007

Mono 3: storie d'acqua

Per Mono N.3, l'interessante antologico di "mono-storie a fumetti da 1 pagina", edito due volte l'anno da Tunué e curato dagli amici Marco Rizzo e Sergio Algozzino, mi sono dovuto cimentare con il tema del numero: l'acqua. Non è facile scrivere un qualcosa di compiuto e riuscito avendo a disposizione solo 1 tavola e dopo la sperimentazione su Mono N.2 - qui e qua - volevo, anche sui richiesta dei curatori, "raccontare". Per quanto possibile con il poco spazio a disposizione.
Rimugina che ti rimugina, mi è saltata in mente una storiella sci-fi. Poteva funzionare, forse. Ma a chi farla disegnare? Marco e Sergio mi avevano chiesto la possibilità di coinvolgere un autore internazionale. Così, dopo qualche sondaggio, ho trovato come complice nell'impresa l'eccelso disegnatore (e amico) inglese Chris Weston (al momento impegnato su The Twelve, una maxi-serie per la Marvel scritta da J. Michael Straczynski, primo numero in uscita a Gennaio 2008)!.
Chris, nonostante gli avessi accennato ad un "plot" a tema fantascientifico, mi ha risposto con una richiesta "acquatica" particolare. E così dalla fantascienza si è passati... al pulp, direi. E che disegni spettacolosi (vedere la vignetta in apertura di post) che ha realizzato Chris!!! Di più non vi rivelo. Tanto l'attesa per i più curiosi sarà davvero breve in quanto Mono N.3 verrà presentato in anteprima ad Ottobre durante il Salone Nautico di Genova (dal 6 al 14). Per ora godetevi la copertina (vedi sotto) realizzata dal maestro Ivo Milazzo. E so per certo che la rivista conterrà tanti grandi autori e... un mono-speciale su Dino Battaglia!

venerdì 1 dicembre 2006

W3 ossia Weston Watches the Watchmen

Chris Weston, disegnatore straordinario nonchè smoky-friend di vecchia data, mi ha appena comunicato d'aver ricevuto la sua meritata copia del volume Watchmen: 20 anni dopo a cui ha generosamente contribuito.
Non pago di inviarmi i complimenti per il bel tomo, tanta dev'esser stata l'emozione da spingerlo ad agghindarsi come nella foto allegata!
Grande Chris! :-)

PS.: visitate il blog di Chris perchè vale la pena!