mercoledì 21 novembre 2012

Kerblooey, ovvero le sfide del tradurre

Kerblooey: sembra una parola magica, no?
Mi ci sono imbattuto mentre traducevo 2020 Visions di Jamie Delano, uno sceneggiatore di fumetti dalla scrittura particolarmente densa e intensa che, sovente, pone il povero traduttore a dura prova (pur regalando anche parecchie soddisfazioni, lo ammetto).
In pratica si tratta di una "variante" del più conosciuto "kaboom", interiezione onomatopeica dal chiaro rimando al suono di uno scoppio o di una esplosione.
Il problema però, nel caso in esame (si veda l'immagine sopra), non era solamente l'espressione in sé, ma la vignetta seguente alla prima occorrenza della fragorosa parola. Quest'ultima avrebbe perso di forza se si fosse optato per una traduzione "automatica" e "letterale" mediante, ad esempio, un semplice e comprensibile, per un lettore italiano, "BOOM".
Occorreva un qualche adattamento capace di veicolare il senso generale del racconto, magari attenuando lievemente l'impatto della sonora esclamazione, rispettando la tavola in questione ma, soprattutto, il "mood" della storia.
Così, dopo qualche riflessione e tentativo (e con l'approvazione del compare Solinas), ecco la soluzione: squaraus! Un termine riconoscibile (non credo debba spiegare, vero?), con quel tocco minimo di "esotismo" e, assolutamente, pertinente con la vicenda di Alex. Si veda la vignetta nel seguito con la traduzione proposta nel volume recentemente dato alle stampe da Green Comm Services.
 
Qualcosa probabilmente (e/o inevitabilmente) si è perso ma dopotutto... tradurre è tradire.
E da questo punto di vista fa piacere leggere pareri come il seguente, estratto da una recensione apparsa su DC Leaguers forum: "Non avendo conoscenza degli originali, posso solo intuire la cura estrema della traduzione, che risulta molto scorrevole ed attuale."

E sì... le infide e infinite sfide del tradurre.
Disegni di Frank Quitely. Da 2020 Visions.

Per acquistare il volume 2020 Visions:
visitate il sito della casa editrice Green Comm Services.

domenica 18 novembre 2012

il Mago dice... 59!!!

Foto © Mitch Jenkins
Per cui.... TANTI TANTI AUGURI AL BARDO BARBUTO! :)

E mi sovviene che... sono passati oltre dieci anni da quando iniziai a pensare a quello che, nel 2003, sarebbe poi diventato il libro Alan Moore: Ritratto di uno straordinario gentleman. 
Tempus fugit!

martedì 13 novembre 2012

HOMESTUCK: il webcomic da 2 milioni di dollari!!!

Andrew Hussie: il creatore di Homestuck.
Hai mai sentito parlare di... HOMESTUCK
Non hai mai sentito parlare di un webcomic che ha racimolato oltre 2 milioni di dollari (hai letto 2 MILIONI, sì!) di sottoscrizioni volontarie via Kickstarter?

Non ne ha mai sentito parlare, vero? 
Bene. Mettiti comodo allora e leggi il seguito. 
Il pezzo è firmato dall'amico Biagio Cephalus. Biagio è un esperto di webcomics e di molte altre cose, e ogni tanto... sparisce. Ma mi ha "promesso" che forse scriverà qualche altro pezzo sul tema, o su altri... o forse no. 
Intanto leggiamoci insieme questo. E... grazie Biagio!


Che cosa è Homestuck?
Homestuck è un fumetto. Anzi, no.
E' una parodia dei vecchi giochi di avventura per computer sotto forma di fumetto.
La quarta di una serie, dopo Jailbreak, Bard Quest e Problem Sleuth, create da Andrew Hussie originariamente sui forum di Penny Arcade, e poi migrate su un proprio sito (www.mspaintadventures.com). Nelle prime "avventure", dopo ogni aggiornamento (consistente di solito in una vignetta e una didascalia), Hussie raccoglieva i suggerimenti dei lettori per il prossimo "comando"; quindi ne mostrava gli effetti nell'aggiornamento successivo. Il comando scelto era in teoria il primo arrivato che fosse applicabile, ma già in Problem Sleuth l'autore iniziò a scegliere invece i comandi che meglio si accordavano con la direzione che intendeva imporre alla storia.
In Homestuck, la "casella dei comandi" viene utilizzata solo nei primi capitoli, per assegnare un nome a ogni personaggio. Per il resto, lo sviluppo della storia è saldamente nelle mani dell'autore. La metafora dei "comandi" tuttavia permane, apparentemente come una reliquia delle precedenti avventure... almeno finché non si scopre che qualcuno sta effettivamente inviando "comandi" ai protagonisti tramite un terminale...
John e suo padre hanno problemi di comunicazione.
Homestuck è un'avventura.
Quattro ragazzini, John, Rose, Dave e Jade, dopo essersi conosciuti via Internet, decidono di provare un nuovo videogame chiamato SBURB. Ma non si tratterà di un semplice gioco... E come mai il mondo dei protagonisti stessi sembra funzionare come un videogame?
Dire di più sarebbe già troppo, perché...

Homestuck è un'esperienza.
Cercare di capire in anticipo "di che cosa parla" Homestuck significa rovinarsi la sorpresa. Tutte le sorprese.
Non andate a leggere la Wiki o i forum prima di aver finito la lettura.
Vi perdereste tutti quei momenti in cui un piccolo particolare mostrato centinaia di pagine prima, e che sembrava solo uno scherzo surreale, si rivela essere un pezzo fondamentale del puzzle da cui dipende il destino di più universi.
E tutto ciò che è accaduto nel frattempo acquista un nuovo significato.
Esplorando la città dei troll.
Homestuck è un'opera multimediale.
Molte delle vignette sono delle brevi animazioni in formato GIF; alcune sono delle animazioni complesse realizzate in Adobe Flash; e fra queste ultime, molte sono accompagnate da una colonna sonora realizzata da una vera e propria squadra di musicisti. Questi brani sono anche in vendita su un sito apposito (homestuck.bandcamp.com), insieme ad altre creazioni degli stessi autori, per un totale di nove album "principali" e altri sedici "paralleli".
Gli stili variano da reminiscenze di vecchi videogiochi a 8 bit (soprattutto nei primi album, vedi ad esempio Harlequin o ASSAULT) a più tradizionali canzoni (come Temporal Shenanigans) per arrivare alle composizioni più complesse (A Taste for Adventure potrebbe essere la colonna sonora di un film d'avventura hollywoodiano).
Fra le animazioni, spicca [S] Cascade, la conclusione del quinto "atto", lunga tredici minuti e mezzo e accompagnata da una sequenza di tre brani originali. (La sigla "[S]" contraddistingue gli aggiornamenti dotati di colonna sonora.)
Infine, dal quarto atto iniziano a comparire segmenti interattivi in stile "gioco di ruolo", in cui il lettore (giocatore?) prende il controllo di un personaggio per esplorare un ambiente, conversando con altri personaggi e raccogliendo oggetti. Questi segmenti seguono lo stile dei giochi di ruolo per console degli anni 90, soprattutto "Earthbound" per il Super Nintendo (una delle principali ispirazioni per Homestuck, che lo cita già nel titolo).
In Homestuck, la "quarta parete" non è solo una metafora.
Homestuck è un frattale.
Progettato per concludersi in un anno, si è già protratto per due e mezzo, per un totale di più di seimila "pagine" (o meglio "aggiornamenti"), senza contare le "appendici" come gli appunti di Rose o Sweet Bro & Hella Jeff, l'orribile fumetto disegnato da Dave. Attualmente la storia è giunta al sesto dei sette atti previsti (di cui il settimo dovrebbe essere solo un epilogo), per cui sembrerebbe essere vicina alla conclusione... Se non fosse che ogni atto è più lungo del precedente, e dal quarto in poi ogni atto è a sua volta diviso in "sotto-atti". Come se non bastasse, il sesto atto si svolge in un nuovo universo, e ognuno dei suoi sotto-atti finora sembra corrispondere a un atto dell'opera completa... Il termine di durata originale è stato esteso a tre anni, ma sembra difficile che Hussie riesca a rispettarlo. 

Homestuck è interattivo.
Come già detto, inizialmente l'autore richiedeva l'input degli utenti per sviluppare la storia. Ma anche dopo che la "casella dei comandi" è stata eliminata, Hussie continua a seguire i forum e "tastare il polso" dei lettori, "rispondendo" a volte nel fumetto stesso alle loro stravaganti teorie. Questo (assieme ad alcune risposte caustiche a domande dirette) gli ha guadagnato la fama di essere un "troll" nei loro confronti, ma d'altra parte è la dimostrazione di come Homestuck sia in un certo senso un'opera collettiva, benché le redini narrative siano ben strette nelle mani di Hussie.
Rose attraversa una fase difficile del suo percorso.
Homestuck è un poema epico.
I personaggi partono dalle loro case, in uno stato di assoluta ignoranza, e arrivano ad ottenere poteri cosmici e la responsabilità di salvare più universi (e il loro viaggio non è ancora concluso). Senza entrare nei dettagli, il loro percorso ha alcune caratteristiche del "Viaggio dell'Eroe" che, secondo alcune teorie, sottende gran parte della mitologia e della letteratura occidentale. (Tranne per quei personaggi che se ne accorgono e decidono scientemente di violare le regole.)
Ma c'è di più. Homestuck, con le sue strane ma ferree regole, mette in discussione concetti come l'identità, la causalità, la vita e la morte. E' possibile il libero arbitrio, quando si è parte di un enorme paradosso temporale? Che cosa si intende per "vita", quando ognuno dei protagonisti è già morto almeno una volta? Qual è la differenza fra i personaggi "reali" e i costrutti del gioco?
Vuoi che ti parli di Homestuck?
Homestuck è un fenomeno sociale.
Il sito Web è visitato da circa un milione di lettori ogni giorno.
Le convention di fumetti e manga sono invase da "cosplayers" con la pelle grigia e le corna arancioni.
Quando la già citata animazione Cascade fu pubblicata la prima volta, il 25 ottobre 2011 (dopo più di un mese di lavorazione), Hussie decise di non caricarla sul proprio server, temendo che non potesse reggere il traffico. Si rivolse quindi a Newgrounds.com, un sito specializzato in giochi e animazioni Flash, che accettò di ospitarla. Meno di sette minuti dopo la pubblicazione, i server di Newgrounds andarono in crash per il numero di richieste. Hussie quindi rese disponibile il filmato sul sito di file-sharing Megaupload, che riuscì finalmente (con qualche difficoltà) a distribuirlo.
Nel giugno 2012, Hussie decise de mettere Homestuck in "pausa" per un mese e mezzo, in modo da poter visitare alcune convention e organizzare nuove iniziative. Questo però è servito di sprone a molti fan per portare avanti i loro progetti personali ispirati a Homestuck: "fan fiction", "fan adventures", e perfino "Homestuck: the Anime", una sorta di gioco in cui un gruppo di fan finge che Homestuck sia un cartone animato giapponese e ne posta schermate, sigle e spezzoni (ovviamente autoprodotti) su Tumblr, YouTube e altri siti [Si veda: hellyeahhomestuckanime.tumblr.com].
Il 4 settembre 2012, Hussie ha lanciato una sottoscrizione sul sito specializzato Kickstarter, allo scopo di raccogliere fondi per la creazione di un videogame basato su Homestuck. L'obiettivo era raccogliere 700'000 $ entro 30 giorni. Dopo 36 ore, l'obiettivo era già superato. La sottoscrizione si è chiusa il 4 ottobre, dopo aver raggiunto la cifra di 2'485'506 $ offerti da 24'346 sottoscrittori. Il settimo risultato, in termini di fondi raccolti, dalla fondazione di Kickstarter.
Come spiegare questo successo? Forse è la natura sfaccettata dell'opera, che premia il lettore attento con sempre nuove scoperte. Forse è la comunità che si è creata intorno ai forum (e in Tumblr, Deviantart, più vari siti di "fan-fiction"), e che per i motivi di cui sopra sente di poter in qualche modo influenzare la storia stessa con le proprie idee.
Forse questo è semplicemente l'aspetto che ha un'opera "cult" nell'era dei social network.
E forse un giorno, come MSPaint Adventures è esploso dai forum di Penny Arcade, dal fandom di Homestuck nascerà un'altra storia in grado di scuotere Internet, invadere convention, e mandare in crash server in tutto il mondo.

Ma se volete veramente sapere cosa è HOMESTUCK: www.mspaintadventures.com


A young man stands in his bedroom. It just so happens that today, the 13th of April, is this young man's birthday. Though it was thirteen years ago he was given life, it is only today he will be given a name!
What will the name of this young man be?

> Enter name.
Biagio Cephalus

La pagina Italiana di Wikipedia dedicata a Homestuck: qui.

Le immagini tratte da Homestuck sono copyright © Andrew Hussie.

domenica 11 novembre 2012

Dirsi addio a 300: la fine di Hellblazer

Copertina di Hellblazer N. 290. Illustrazione di Simon Bisley.
Pochi giorni fa, l'8 Novembre, la DC ha annunciato che il N. 300, in uscita prevista per il prossimo Febbraio, sarà l'ultimo albo di Hellblazer, la longeva e innovativa serie dedicata al "mago" John Constantine, uno dei personaggi (e "ultimo" superstite di una gloriosa tradizione) più rappresentativi della linea Vertigo

Non starò qui a fare un'analisi dettagliata dell'evento con tutte le possibili ripercussioni che potrebbe avere. Non possiedo probabilmente le capacità per farlo e di sicuro non ho il tempo e le energie (capitemi), ma la notizia mi ha colpito.
Come il segno, alla fine neppure tanto eclatante, della conclusione di un'era per i comics americani.

Pur non seguendo con strenua assiduità la serie, credo di aver letto parecchi (tutti?) gli episodi della saga, ricordo che nel periodo Warren Ellis acquistavo gli albi in originale e con l'avvento di Peter Milligan sono tornato ad interessarmi al personaggio e ne ho (persino!) tradotto un paio di episodi.

In Hellblazer a catturarmi erano soprattutto le caratteristiche del character, la "verosimiglianza" del suo essere, il linguaggio, le trame, il fumo di sigaretta, il sudore, il sangue... il tempo che passava sulla pelle di Constantine. E i suoi inganni e intrighi... bastardissimi.

Credo che molte cose non le vedremo più in un comics seriale mainstream. O le vedremo assai difficilmente alla DC. Se ne trovano diverse elencate su Bleeding Cool.

Così, Hellblazer finisce. La Vertigo pure, probabilmente.
Ma tranquilli, arriva Constantine. Tutto "nuovo" e targato (appunto) New 52, ossia inserito nell'universo "standard" della DC nel suo più recente e unificante reboot.

Dei comics, si sa, come del maiale, non si butta via niente!
Copertina di Hellblazer N. 291. Illustrazione di Simon Bisley.
Intanto il 9 Novembre, il buon Jamie Delano, il "papà di fatto" di Hellblazer, in una mail di commento dell'esperienza lucchese, in post scriptum, mi scriveva:
"PS: Good job I didn't know about Hellblazer cancellation in Lucca, or I might have been too pissed off with the comics industry to drag myself out of bed."
"PS: Meno male che non ho saputo della cancellazione di Hellblazer a Lucca, o forse sarei stato troppo incazzato con l'industria dei comics per trascinarmi fuori dal letto."

mercoledì 7 novembre 2012

Domande da fumettista: m'ama non m'ama?

Spettacolare tavola realizzata da CAZA.
Lucca non è ancora passata del tutto, con i suoi strascichi, commenti, reportage... e così girando per il Web leggo parecchio riguardo il recente evento toscano, e non solo.

E si parla di Fumetto e... d'Amore.
A dire il vero pre-Lucca era già successo, d'imbattersi in una simile questione...

In un tentativo di sintesi di certo erroneo e impavido, abbiamo i "CONTRO":
"Non ho più voglia di giocare nel cortile dell'asilo.
Ad un certo punto si diventa adulti e la dignità ha il sopravvento sull'amore. Ah, l'amore... dai, ve lo dico quale è il grande problema del fumetto in Italia?
L'amore.
Lo si ama troppo e quindi si vuole per forza fare, aiutare, coccolare, amare. Se non amassimo così tanto il fumetto, allora potremo finalmente chiamarlo con il suo nome vero: "lavoro".
Sappiate che il vostro amore per il fumetto non viene contraccambiato.
Il fumetto è un amante che si fa mantenere." [Armin Barducci, dal suo blog]

E abbiamo... i "PRO"
"Io cerco di fare il mio piccolo lavoro nella maniera più onesta possibile. Credo nel lettore, credo nella necessità etica di dire delle cose, se mi riesce di porre delle domande. Seguo un percorso. [...]
Ormai sono trent’anni che pubblico le mie storie, quando vedi i tuoi lavori che invecchiano, alcuni non riesci neppure più a guardarli, altri magari ti sorprendono, crescono spontanee delle domande: cosa resta di tutto questo?
L’umanità, credo che se un racconto riesce a catturare un briciolo di vita, quello resta per sempre impigliato nelle pagine. Allora, sai, cambia tutta la prospettiva. Non ti importa più di “fare un successo”, diventi un cacciatore, vivi per inseguire quella piccola scheggia di vita. Per cercare di trasmetterla a chi ti vuol bene e segue i tuoi racconti." [Igort, da un'ottima intervista su LSB]

E non so perché, mi viene da canticchiare (con un meccanismo assolutamente privo di correlazione rispetto a quanto sopra, credo): "Il mondo è piccolo, il mondo è grande... e avrei bisogno di tonnellate d'idrogeno."

Viva l'A.Moore! :)
Bob Kane dipinge (con amore)!

lunedì 5 novembre 2012

Lucca 2012: un reportage minimale

Come detto, niente Lucca per me quest'anno. Nonostante questo... qualche fidato "agente" era presente, a vivere l'affollata festa fumettara (soprattutto fumettara, per quel che ci interessa) offerta dalla ridente città toscana. 
In apertura e nel seguito potete così apprezzare una manciata di foto scattate dalla "pimpi lady" per eccellenza dell'Italico web: la cara fumosa amica, Spazio Nebularina (che potete trovare anche sulle pagine di Bloggokin).
Buona visione!

Ah, l'effetto sfocato della foto d'apertura è un caso... voluto. LOL!
Alerto Corradi (sx) e Ale Giorgini (dx) allo stand XL.
Il DeCu disegna.
Elena Casagrande: What the fake!?
La copertina di 2020 Visions, opera di Davide De Cubellis.
Lo stand Green Comm Services.
Ale Giorgini firma.
L'unico e inimitabile Massimo Giacon (dx) e Maicol.
In piedi in felpa nera, Zerocalcare.
Mauro Uzzeo guarda (estasiato) Kevin O'Neill all'opera.
Federico Bertolucci dedica Love.
Il bottino lucchese di Nebularina!!!
Per non farsi mancare nulla, vi rimando poi alla lettura del divertentissimo resoconto di Lucca Comics end Ghèims firmato dal Leo nazionale! :D

Tutte le foto sono state scattate da Spazio Nebularina.  
smoky fumosamente ringrazia! :)

venerdì 2 novembre 2012

2020 Visions: le facce del futuro

Cartoline promozionali di 2020 Visions. Disegni: Frank Quitely.
"Credo che la maggior parte dei miei lavori sia “trainata” dai personaggi. Il mio processo di scrittura per 2020 VISIONS è stato piuttosto usuale: delle vaghe tematiche ambientaliste a fare da sfondo, un tenue canovaccio come soggetto, dei personaggi per intrigare la mia immaginazione… Metto quei pazzi bastardi in cammino, li lascio parlare e annoto i momenti interessanti, i dettagli che rivelano del loro mondo e le loro reazioni ad esso." [Jamie Delano]

Ecco... i personaggi appunto. Nel seguito trovate le illustrazioni dei quattro "apocalittici" protagonisti di 2020 VISIONS realizzate dal formidabile Frank Quitely e generosamente inviateci dall'autore, nei mesi scorsi, durante la lavorazione del libro.
I disegni sono presenti in bianco e nero nell'edizione italiana edita da GCS, e appaiono a colori (come nell'immagine in apertura di questo post) nelle cartoline promozionali stampate e distribuite in occasione di Lucca Comics & Games.

Le illustrazioni di Quitely furono utilizzate come copertina di un numero della gloriosa rivista inglese Tripwire, datato 1997.
Alex. Disegni: Frank Quitely.
Jack. Disegni: Frank Quitely.
Ethan. Disegni: Frank Quitely.
Adam. Disegni: Frank Quitely.
Intanto allo stand GCS a Lucca (E404, in Piazza San Giusto), pare si aggirino alcuni "strani personaggi". Se vi affrettate magari fate ancora in tempo a incontrarli.
 

mercoledì 31 ottobre 2012

e son (già) tutti a Lucca...

Elsa Lanchester in La moglie di Frankenstein
E Lucca (Comics & Games) è ormai "tra noi".
Concentrandomi solo sull'aspetto "Comics" della manifestazione, tutto o quasi il mondo del Fumetto Italiano (e non solo) sarà lì, entro (e/o fuori) le mura.
Decine e decine di nuove pubblicazioni (forse qualche centinaia? Troppe?), incontri, file, euforia, discussioni, presentazioni, chiacchiere, folla (e ancora folla), pacche sulle spalle, cosplayer (sì, cosplayer), pioggia forse (forse sì, forse no) e... chi più ne ha più ne metta.
Io non sarò presente per diversi motivi ma, restando alle "novità" lucchesi, troverete allo stand Green Comm Services il "mio" 2020 VISIONS e probabilmente potreste scoprirmi "citato" in qualche altra pubblicazione relativa a Moore (questa e questa) a cui ho, marginalmente, contribuito.

Intanto sul sempre più imprescindibile Conversazioni sul Fumetto, leggo il buon Giorgio Trinchero che scrive: "Mi rivolgo invece al Piccolo Editore, tu che sei solo là in cima. [...] Abbandona, piccolo editore, il mito della produzione. [...] Lavora su ogni titolo come se fosse un figlio adorato. Crescilo nell’amore e poi accompagnalo nel mondo. Fa che tutti possano vedere quanto è bello [...]. E magari dovrai pure ristamparlo.
Per poter fare così bisogna abbandonare il modello imperante, stampare 2, 3 libri all’anno scontrarsi con l’assenza di distribuzione nazionale massiva e costruire una distribuzione locale, personale, e via web. I mezzi secondo me ci sono tutti. Mettiamoci l’amore."

Hurm... "Mettiamoci l'amore".

Da qualche cartella nascosta del mio hard-disk, salta fuori una tavola illustrata dall'eccellente Carmine Di Giandomenico. Non chiedetemi quando sia stata realizzata e per quale occasione. Non ricordo e non saprei rispondere. 
Storia e disegni: Carmine Di Giandomenico.
E mi vien da pensare. Ancora.

Vado sulle pagine di ^Sigh^Comics, "nuovo" blog di critica fumettistica di cui parlo con colpevolissimo ritardo, e m'imbatto in queste parole: "Se questo è lo Sport noi disertiamo. Ci prendiamo l'agonismo, quello sì, e lo impieghiamo per instillare il dubbio. Non è chiaro se da noi o da altri, ma è certo che: Siete stati traditi!".

E sì, a Lucca ci son già tutti.
Il Fumetto è morto, lunga vita al Fumetto!

Nel frattempo... di tanto in tanto, prima di dormire, torno a (ri)leggere Fletcher Hanks.
Art by F. Hanks

domenica 28 ottobre 2012

2020 Visions: storie di copertine

Variant di 2020 Visions. Illustrazione di Davide De Cubellis.
2020 Visions è oramai un oggetto concreto, se ne parla già sui forum (qui e qui) e giungono i primi commenti sull'opera in sé e sull'edizione che ci ha impegnato nei mesi passati.
Nei giorni scorsi la casa editrice ha inoltre annunciato la pubblicazione di una edizione limitata con una copertina variant, realizzata sempre dallo straordinario Davide De Cubellis, e stampata in sole 50 copie al prezzo di 49 euro (contro i 25,90 della regular). Entrambi i volumi saranno disponibili a Lucca e acquistabili dal sito GCS.
Visioni del 2020!
Perché una seconda copertina variant?
Beh, facciamo un passo indietro...

La copertina è una componente fondamentale di qualsiasi libro, la "faccia" capace di attrarre l'attenzione del potenziale acquirente e lettore tra le tante offerte che affollano gli scaffali di librerie e fumetterie, anche al di là dell'effettivo contenuto "sotto" la copertina medesima.
Nelle primissime fasi della lavorazione del libro per GCS, il "tema cover" è stato, ovviamente, preso subito in esame. Non avendo a disposizione i diritti per le copertine fotografiche dell'edizione originale e non volendo ricorrere ad acrobazie, per me difficilmente sensate, come utilizzare qualche vignetta del fumetto e "promuoverle", colorandole, a cover (si veda l'edizione pubblicata a suo tempo da Cyberosia), era necessario individuare un artista che facesse al caso nostro. E così tra un ristrettissimo numero di eccellenti papabili illustratori con cui mi sarebbe piaciuto collaborare, il nome di De Cubellis è "saltato fuori", dopo un rapido consulto inter nos e qualche considerazione, come l'illustratore ideale per il progetto.
Avevo incontrato Davide qualche tempo fa, in occasione di una edizione di FumetTerni, o forse prima. Si sa la memoria fa le bizze. Ne avevo comunque un ricordo di persona gioviale e disponibile Naturalmente ne apprezzavo il talento e in particolare avevo "notato" (e spesso strabuzzato gli occhi di piacere) le sue copertine realizzate per John Doe, così varie e ricche di trovate grafiche.
Dopo il primo contatto e la disponibilità a contribuire al volume stante le informazioni che gli avevo dato sulle storie, Davide si era riservato di leggere il tomo per sciogliere le ultime riserve.
Successivamente all'invio delle traduzioni preliminari, colpito dalle storie apocalittiche narrate da Delano, il DeCu era definitivamente a bordo, senza se e senza ma.

Ed ecco che, trascorso qualche tempo, arrivano i bozzetti, ben tre, realizzati dal super-professionale DeCu, tra cui scegliere LA copertina per l'edizione Italiana di 2020 Visions.

"Una copertina deve vendere. Deve essere immediata, potente, possibilmente metaforica e narrativa... ma soprattutto deve incuriosire, attrarre. Dunque la semplicità. Dimenticarsi delle quattro portate e ricordare l'essenza o anche solo un sapore, che però ci è entrato dentro.", scriveva il DeCu, allegando tre immagini come proposte.
Art by Davide De Cubellis.
"Una simbolico-metaforica."
Art by Davide De Cubellis.
"Una simbolico-narrativa-metonimica, perché [...] volevo proporvi anche una 'scena' "
Art by Davide De Cubellis.
"L'ultima... evocativa."

Ovviamente sappiamo tutti su quale copertina sia caduta la scelta... per l'edizione regolare.
Copertina regolare di 2020 Visions. Illustrazione di Davide De Cubellis.
Ma a volte c'è... un colpo di scena.
E così, a libro praticamente finito, ecco che il DeCu confessa d'aver sentito l'anomala "urgenza" di portare a compimento anche un altro bozzetto. Et voilà... ecco a voi la variant!

A volte le cose si pianificano.
Altre volte... semplicemente, accadono.

In conclusione... un doveroso, fumoso "grazie" al DeCu per questa "piccola" avventura insieme. Alla prossima!

domenica 21 ottobre 2012

2020 Visions: parla Jamie Delano

Tornano le interviste, dopo un (prevedibile) periodo d'assenza.
Ed eccoci così ad una chiacchierata con il noto sceneggiatore inglese JAMIE DELANO, in occasione dell'uscita Italiana di  2020 VISIONS, volume edito da Green Comm Services.
Ricordo inoltre che Jamie Delano sarà presente alla prossima Lucca Comics & Games per promuovere il volume e incontrare i lettori, presso lo stand GCS.

La seguente intervista è stata condotta e tradotta da me insieme all'amico - e co-traduttore del volume - Antonio Solinas.
La seconda parte dell'intervista è disponibile sul blog di Solinas.

E ora la parola a JAMIE DELANO e... buona lettura!
Facendo un salto indietro a 2020 VISIONS… quando ti è venuta l’idea per la storia? E perché hai dipinto un futuro apocalittico con così poca speranza?
Jamie Delano: Da quel che mi ricordo, è stato nei primi anni ’90 che ho pensato, per la prima volta, che sarebbe stato divertente sviluppare delle storie ambientate in un futuro prossimo attraverso le quali esplorare (e sfruttare) alcune funeste visioni del domani.
Non sono un ottimista di natura, perciò per me l’esponenziale accelerazione del cambiamento - che anche in quell’epoca distante, “più dolce e gentile” [kinder and gentler, in originale. Riferimento alle parole di George Bush, pronunciate nel 1989 durante il suo primo discorso dopo l’elezione a Presidente degli Stati Uniti, N.d.T.] era già evidente - offriva le premesse drammatiche di un caotico sconvolgimento.
“Distopico” è l’aggettivo che di solito si utilizza per definire il tipo di futuro che immagino ma, per una significativa parte della popolazione mondiale, in un dato momento, il presente può essere descritto in quel modo. A dire il vero è una scelta obbligata: le utopie sono aberranti.
Ogni persona deve affrontare la realtà in cui vive, ed è nel coraggio e nella resistenza con cui gli individui costruiscono la loro sopravvivenza contro le avversità inflitte dal Fato crudele che risiede l’umana speranza, elementi che spero si ritrovino anche nelle mie storie.
Era l’altro Millennio, ma… credi che la tua “visione” abbia, in qualche modo, incontrato le tue aspettative, espresse nel fumetto, considerando lo stato attuale del mondo? Personalmente ritengo che tu sia sempre stato uno scrittore politico… inserendo idee e commenti acuti e provocatori nei tuoi fumetti… non ci sono solo mantelli e tutine aderenti…
Beh, non mi sono mai approcciato alla scrittura di speculative fiction con simili intenti. Le ambientazioni di 2020 VISIONS erano state pensate per mostrare gli Stati Disuniti d’America, in un ipotetico futuro, in modo che potessi concentrarmi sui personaggi, che avevo costretto a vivere in quell’ambiente, e alla conseguente “evoluzione” delle loro personalità e comportamenti. Il modo di relazionarsi dell’individuo nei confronti della situazione politica, delle strutture di potere che ci limitano, è la forza principale che modella la nostra esperienza di vita, ed è questo fondamento che sollecita il mio interesse e mi spinge a scrivere. Ma, in generale, spero di affrontare le mie storie in modo soggettivo e con una qualche ironia, piuttosto che tediare i miei lettori con dogmi imposti. Preferisco lasciare i “mantelli e le tutine aderenti” a chi ha una infantile predilezione per vestirsi in maschera.
Per essere un autore inglese che lavora per un editore USA, 2020 VISIONS era davvero un libro forte e “provocatorio” per un pubblico americano. Ti ricordi quali furono le reazioni al tempo? Dall’editor, dalla casa editrice, dai lettori…. Forse si spiega anche perché la DC non l’ha raccolto in volume… forse dopo l’11 Settembre era troppo complicato… Forse la Vertigo del nuovo Millennio non è la stessa forza innovatrice che è stata nel passato… 
Reazioni… Beh, così come per la maggior parte dei miei lavori ci furono delle complicazioni durante la lavorazione. L’editor fu distratto dall’insorgere di un serio problema di salute e i commenti sulle sceneggiature arrivarono in modo confuso, e ci volle del tempo e un altro editor, perché i disegni fossero completati e il libro fosse pronto per la pubblicazione. Sospetto che qualche preoccupazione da parte dei capi sia stata oscurata nella confusione, ma mi è sempre piaciuto avere un considerevole margine di fiducia (forse mal riposta) da parte di chi era ai posti di comando, al tempo. Ci furono molte più resistenze al mio desidero di intitolare Il Grande Satana quello che poi sarebbe diventato Nazione Fuorilegge, ma questa è un’altra storia.
Riguardo la reazione dei lettori: è stata in qualche modo molto polarizzata. Il fumetto è stato amato o odiato. Dopo l’11 Settembre ci furono delle discussioni per una raccolta edita dalla DC: Karen Berger era favorevole (sia benedetta) ma i “capi” bocciarono il suo suggerimento e così fui in grado di rientrare in possesso dei diritti.
Potresti essere nel giusto nell’ipotizzare che questo sia stato un primo segnale del declino della forza innovatrice della Vertigo. Non sono nella condizione di commentare.

Rileggendo 2020 VISIONS, ne sei soddisfatto? Lo so che questa è una domanda difficile per uno scrittore… 
A posteriori nulla si rivela così valido come si spera che possa essere mentre lo si crea (ecco perché continuiamo a scrivere, nella speranza di farne uno buono, alla fine), ma, sebbene ci siano sempre degli elementi e delle strane frasi che causano imbarazzo, non c’è molto che prenderei in considerazione per riscriverlo. Un’opera è necessariamente figlia del suo tempo. Io non sono più la stessa persona che ha scritto 2020 VISIONS… e anche il mondo è cambiato un po’..
Anche se i luoghi e le città sono importanti in 2020 VISIONS, personalmente penso sia una storia “trainata” dai personaggi. È vero? Qual è stato il tuo approccio nella scrittura, in questo caso?  
È vero. Credo che la maggior parte dei miei lavori sia “trainata” dai personaggi. Il mio processo di scrittura per 2020 VISIONS è stato piuttosto usuale: delle vaghe tematiche ambientaliste a fare da sfondo, un tenue canovaccio come soggetto, dei personaggi per intrigare la mia immaginazione… Metto quei pazzi bastardi in cammino, li lascio parlare e annoto i momenti interessanti, i dettagli che rivelano del loro mondo e le loro reazioni ad esso.
Hai fatto riferimento a problemi durante la lavorazione. Che mi dici del team di disegnatori? Come è stato scelto? Hai dato qualche indicazione?
Se la mia memoria è affidabile, ma non posso garantirlo, fu l’editor iniziale, Lou Stathis, a mettere insieme i quattro disegnatori di 2020 VISIONS e io non ebbi nulla da ridire sulle sue scelte.
Sono sicuro che, se non fossi stato felice della cosa, la mia opinione sarebbe stata presa in considerazione.
Mi piaceva l’idea d’avere disegnatori diversi che illustrassero ognuno una delle storie della serie. Ognuno di loro portò la propria visione della storia e la varietà di stili fu d’aiuto per dare risalto ai diversi “generi” rappresentati, seppur in modo sfumato: horror, noir, western, storia d’amore… 
In termini di puro processo creativo, qual è stata la dinamica? Quanto hai interagito con i disegnatori?
Come ho detto prima, la lavorazione fu, in qualche modo, compromessa dalla malattia dell’editor Lou Stathis e mi sembra di ricordare che le sceneggiature furono completate prima che i disegnatori iniziassero a lavorarci. Credo che fu Alex Alonso, che subentrò come curatore della serie, a gestire il libro fino alla pubblicazione dopo la triste scomparsa di Lou.
I disegnatori coinvolti erano dei validi professionisti e non ci fu alcun bisogno di negoziazioni giornaliere.
Nel libro, l’influenza di William Burroughs è molto forte. Ce ne sono altre, magari meno evidenti ma altrettanto importanti?
Sì, Burroughs viene spesso individuato come una presenza nei miei lavori, che si aggira furtiva a combinare guai. Non riesco a pensare al momento ad altre “influenze consapevoli” in 2020 VISIONS, ma gli scrittori sono il prodotto delle letture che fanno, così un critico acuto potrebbe intravedere “radici” nascoste… forse un tocco di J. G. Ballard? Non lo so… dimmi tu.

Le immagini a corredo sono tratte da 2020 Visions.


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