giovedì 22 ottobre 2020

recensioni in 4 parole [86]

Come rinnovare il mito.
La realtà dell'immaginazione.
Up patriots to arms!
Lives of the great occultists
 
Fumetto come per Magia!
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
Batman: Creatura della notte
di Kurt Busiek (testi) e John Paul Leon (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: cartonato, 216 pagine, colore
Prezzo: € 25
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI
  
Dampyr N. 247 - Il segreto di Robert Howard
di Mauro Boselli (soggetto e sceneggiatura), Nicola Genzianella (disegni)
Copertina: Enea Riboldi
Editore: SBE
Formato: brossurato, 96 pagine, b/n
Prezzo: € 3,90
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI 

Linus n.10 (Ottobre 2020)
di AA.VV.
Editore: Baldini+Castoldi - La nave di Teseo
Formato: brossurato, 120 pagine, colore (numero dedicato a FRANCO BATTIATO)
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (intro di Igort) e QUI
 
Lives of the great occultists (in English)
di Kevin Jackson (testi) e Hunt Emerson (disegni)
Editore: Knockabout
Formato: brossurato, 112 pagine, colore
Prezzo: £ 12.99
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (in English)

sabato 10 ottobre 2020

Alan Moore: lo Show è servito!

THE SHOW
Dopo una lunga attesa (e una prima saltata a marzo a causa della pandemia), in questi giorni sarà finalmente possibile vedere THE SHOW (qui il trailer), il lungometraggio scritto da Alan Moore per la regia di Mitch Jenkins.
Sfortunatamente l'opportunità sarà riservata ai fortunati che parteciperanno fisicamente al Sitges Film Festival, il giorno 12 Ottobre, e in streaming online dall'8 al 18 Ottobre soltanto ai residenti in Spagna. Maggiori informazioni QUI.
Il film, naturale proseguimento (seppur del tutto godibile a sé) dei corti del ciclo Show Pieces, racconta una storia dai toni gotici, tra realtà e surrealtà, ambientata in una versione oscura e nottura di Northampton, la città natale di Moore. La pellicola vede protagonista Fletcher Dennis (interpretato dall’attore Tom Burke), un uomo dalle molte identità, che, ingaggiato per ritrovare un antico gioiello, si ritroverà immerso in un mondo bizzarro e onirico, tra vampiri, bellezze addormentate, detective privati, riti voodoo e vendicatori mascherati.
Speriamo di aver presto la possibilità di una visione anche per gli appassionati italiani! 
THE SHOW
Nel seguito la traduzione di alcuni passaggi da un'intervista apparsa il 9 Ottobre su Deadline.com. L'intervista completa è disponibile QUI

DEADLINE: Salve Alan, come hai vissuto l'esperienza del lockdown a Northampton?
ALAN MOORE: Io e Melinda stiamo vivendo come se fossimo ancora a fine Febbraio... la temperatura esterna è la stessa. Stiamo ignorando tutte le indicazioni date dal governo poiché non crediamo che abbiamo minimamente a cuore i nostri interessi. Stiamo facendo quello che pensiamo sia la cosa migliore da fare: stiamo mantenendo il distanziamento sociale, ci facciamo consegnare a casa quello di cui abbiamo bisogno. Non abbiamo visto o toccato nessuno in questi ultimi sei mesi. 
Da un certo punto di vista, ci sentiamo più vicini ai nostri amici anche se non li vediamo di persona da secoli. Stiamo trascorrendo un sacco di tempo al telefono a leggere storie ai nostri nipoti... è un gran divertimento. Sono cose che non avevamo il tempo di fare quando il mondo girava normalmente.
Sì ci mancano un po' tutti ma allo stesso tempo vedo come si stiano formando altri tipi di legami.
Noi continuiamo a tenerci informati ascoltando i dottori e gli scienziati, quelli autentici.

Ti sei ritirato dal mondo dei comics dopo aver finito La Lega degli Straordinari Gentlemen nel 2018. Pensi di ritornare in sella? 
Non sono più interessato al mondo dei comics. Non voglio più averci nulla a che fare... [...]

Qual è la tua opinione sull'industria al momento?
Penso che i grandi editori usciranno a pezzi dal lockdown. [...] La situazione non era certo delle migliori neppure prima del COVID.
[...] Forse è presto per fare delle previsioni ottimistiche ma si può sperare che le grandi corporation si troveranno in difficoltà a manovrare in questo nuovo scenario dove i piccoli potrebbero essere più agevolati ad adattarsi. Questi tempi difficili potrebbero essere un'opportunità perché nuove voci originali e radicali vengano allo scoperto riempiendo il vuoto del tempo che fu.

Che cosa ti aspetti dal film?
Spero che incontri i favori del pubblico e che ci sia abbastanza interesse per vedere come la storia si evolverà in una serie TV. Spero che tutti quelli che hanno lavorato al film, inclusi gli eccezionali attori, abbiamo il riconoscimento che meritano. Ma tutto questo è nelle mani degli dei.
 
L'intervista completa è disponibile QUI. (In inglese, of course!)

venerdì 2 ottobre 2020

[Oldies but goldies] Omar Martini e Black Velvet 2000

Per quella sparuta congrega di lettori che si ritrovano, di tanto in tanto, su questi lidi, propongo un ripescaggio targato Ultrazine.org risalente al lontano 2000: un'interessante chiacchierata con l'amico, esperto e appassionato di Fumetto OMAR MARTINI, co-fondatore di Black Velvet
 
Al tempo Black Velvet era una giovane casa editrice tra le prime a proporre  in Italia autori inediti o poco noti del panorama internazionale, non solo di lingua inglese. Come tutti sapranno l'editore oramai da qualche anno non esiste più (qui qualche info) ma quello che colpisce è come certe riflessioni di Martini suonino tuttora attuali. Buona lettura e... Viva Black Velvet!
BLACK VELVET: una nuova realtà editoriale

5domande5 con OMAR MARTINI
a cura di Bram Storming
 
BLACK VELVET è una nuova casa editrice creata da Omar Martini e Luca Bernardi che si è subito segnalata all’attenzione del lettore e del mercato italiano per la particolare scelta di Fumetto. Tra i titoli finora pubblicati: Frontiera - romanzo incompiuto in otto capitoli, con la partecipazione di Otto Gabos, Semerano, Accardi e altri autori della new wave italiana; “Non mi sei mai piaciuto”, l’acclamato capolavoro autobiografico di Chester Brown e “Nowhere” di Debbie Dreschler.

1) ULTRAzine: Perché Black Velvet? O meglio, perché la necessità da parte vostra di creare una nuova casa editrice in un panorama fumettistico italiano in cui da anni ormai non si fa altro che parlare, con una vena di masochismo aggiungo, di "crisi"? Un atto di coraggio o di follia?
OMAR MARTINI: Probabilmente c’è un po’ di tutte e due le cose... però la molla fondamentale che ha spinto il mio socio Luca Bernardi e me a fondare la Black Velvet è stato il profondo amore che abbiamo per il fumetto e lo stupore che provavamo nel vedere (si parla del 1997) che negli Stati Uniti venivano pubblicati numerosi libri a fumetti molto belli, che probabilmente non sarebbero mai stati pubblicati in Italia. Allora, forse un po’ follemente, abbiamo deciso di provare a farli noi quei libri che avremmo voluto leggere qui e da lì è nato tutto.

Anch’io sono convinto che questa “crisi” che viene periodicamente e frequentemente citata non sia poi così vera. Mai come adesso si sono stampati così tanti libri e albi, le piccole case editrici continuano a nascere e spesso pubblicano prodotti molto interessanti... e allora dove sta il problema? Si parla di mancanza di idee e di pubblico, però sono convinto che in realtà il pubblico per il fumetto di qualsiasi genere, dal più disimpegnato a quello d’autore, in realtà ci sia. Il grosso problema (uno dei tanti, a dire il vero) è che è stato allontanato e gli editori di fumetti spesso non sanno come fare per riavvicinarlo. La fumetteria è stata sicuramente un’evoluzione molto interessante e indispensabile per certe case editrici, ma ormai non possiamo aspettarci che la fumetteria riesca a sostenere tutti gli editori. Il pubblico è limitato e tende a crescere molto lentamente e quindi non ci sono i numeri per sostenere tutti. Facciamo un esempio, forse un po’ stupido. Un ragazzo di 22-23 anni, interessato a un fumetto adulto e con dei contenuti, è molto probabile che compri dei libri della Magic Press come Sandman, Preacher, Invisibles o Stray Bullets, però è altrettanto probabile che possa essere interessato anche ai libri di Will Eisner della Punto Zero, a qualche volume della Rasputin oppure a qualcuna delle nostre pubblicazioni. Ma questo lettore avrà tutti i soldi per comprare questi libri? Probabilmente no e dovrà compiere delle scelte. Il fatto è che queste scelte si riflettono sulla sopravvivenza delle case editrici stesse. Se quindi i clienti delle fumetterie hanno una percentuale di aumento molto bassa, bisognerà rivolgersi a un altro canale... e questo canale è quello della libreria canonica. Io sono convinto che attualmente anche la libreria non dà da vivere (anzi, è proprio tutto il contrario), però espone dei libri a fumetti a un pubblico che probabilmente non ha come abitudine quella di entrare in una fumetteria, quindi a un pubblico e a dei lettori diversi. Se l’edicola ormai è proibitiva, la “battaglia” dei prossimi anni si combatterà in fumetteria e in libreria.

2) ULTRAzine: Black Velvet propone, dalle uscite annunciate, un fumetto "diverso", sia italiano che straniero. Un fumetto direi della "parola", un fumetto "romanzo" che pone l'accento sul racconto e non sulla stucchevole spettacolarità fine a se stessa del disegno. Puoi parlarci in dettaglio dei vari progetti che state proponendo e su come la scelta sia caduta su quei fumetti e non su altri.
OMAR MARTINI:
Probabilmente il fatto di aver scelto un fumetto che abbia il proprio punto di forza nella storia è una conseguenza del tipo di mercato e del tipo di pubblico a cui ci vogliamo rivolgere: quello della libreria. Noi non abbiamo certo la forza (né come persone né economica) di ideare una testata da mandare in edicola e quindi la fumetteria è diventata una scelta quasi obbligata. Ci siamo quindi guardati attorno e abbiamo fatto una serie di scelte che piacessero in primo luogo a noi.

Siamo coscienti del fatto che il pubblico che ci segue (o che ci potrà seguire) non è grandissimo ed è per questo che abbiamo voluto fare delle scelte che seguissero una determinata linea, in questo caso storie di ambientazione quotidiana o autobiografiche. Questo non perché non ci interessassero altri generi di storie, ma perché, quasi casualmente, erano proprio quel tipo di libri che ci sembrava mancassero in quel momento. Tieni presente che, sebbene i nostri libri stiano uscendo adesso, il progetto editoriale è nato un paio di anni fa. Vista la quasi contemporaneità di certe proposte provenienti da case editrici diverse, probabilmente percepivamo inconsciamente un desiderio comune a molti. Abbiamo quindi seguito questa fase che si è concretizzata nella selezione di determinati autori e opere.

La prima scelta, quasi obbligata, fu quella di Chester Brown e del suo capolavoro I never liked you, uno degli autori più interessanti, profondi e notevoli in un genere come quello “autobiografico” che non ha avuto molto seguito qui in Italia. La sincerità di Chester Brown è davvero insuperabile, unita a uno stile e a una tecnica di disegno e di narrazione davvero raffinata. Il suo è solo un apparente tratto minimale... in realtà ogni segno è perfettamente controllato e voluto e i suoi stacchi e silenzi sono davvero insuperabili.

Chester Brown è stata una scelta comune, si deve al mio socio Luca la proposta di pubblicare due autrici davvero brave come Debbie Drechsler e Jessica Abel, che pur lavorando entrambe nel fumetto quotidiano, lo realizzano con stili e approcci completamente diversi. Debbie Drechsler è una disegnatrice profondamente influenzata dalla sua attività di illustratrice, che ha realizzato due opere molto interessanti: Nowhere, una serie di cui al momento sono usciti cinque episodi, tratta della vita di tutti i giorni di due sorelle che si trovano catapultate in una nuova città, con tutti i problemi e le difficoltà del caso. L’altra opera, che contiamo di pubblicare in futuro, è Daddy’s girl, una vibrante storia che affronta il difficile tema dell’incesto.

Jessica Abel, già presentata al pubblico italiano tramite un numero di Schizzo Presenta del Centro Fumetto A. Pazienza, scrive e disegna storie autoconclusive e slegate l’una dall’altra di ragazzi di circa 25-30 anni che affrontano le difficoltà comuni di tutti noi. La sua forza è in una narrazione che fa quasi “recitare” i vari personaggi, che si muovono e parlano in maniera assolutamente credibile e realistica, lontana dalle affettazioni e dagli stereotipi creati dalla pubblicità e dalla cosiddetta “M-Tv Generation”.

Un altro autore notevole è Jason Lutes, che con il suo Jar of fools, narra la toccante storia di un gruppo di persone che si trovano ai margini della società: un giovane prestigiatore fallito, ossessionato dal possibile suicidio del fratello; la sua ex-fidanzata, che ha dei problemi nel bar dove lavora; il mentore del protagonista, un vecchio prestigiatore, che scappa in continuazione dalla casa di riposo dove si trova; un truffatore che vive alla giornata assieme alla figlia. Anche in questo caso, le capacità di narratore di questo autore sono notevoli e, a differenza di tutti gli altri disegnatori che pubblicheremo, ha un profondo legame con l’Europa e con la ligne claire franco-belga.

Questa fase realista subirà una leggera deviazione con altre due opere. Stile e registri completamente diversi sono quelli di Brian Michael Bendis, un autore (che il pubblico italiano sta iniziando a conoscere come sceneggiatore, grazie alla serie Sam & Twitch, uno spin-off di Spawn pubblicato da Marvel Italia) di cui pubblicheremo la sua opera più importante, AKA Goldfish, un noir di oltre duecento pagine che colpirà molto per la dinamica costruzione della tavola a fumetti, nonché per la vivacità dei dialoghi e dei personaggi. Un’opera che ha riferimenti e omaggia i film degli anni ‘40, ma con un gusto tutto moderno.

Infine, abbiamo anche un albo di Eddie Campbell, l’interessante disegnatore del capolavoro di Alan Moore From Hell, di cui ci siamo assicurati proprio l’adattamento di un’opera teatrale del geniale sceneggiatore inglese: The birth caul. Si tratta di una complessa vicenda che, partendo dalla morte della madre dello sceneggiatore, va a ritroso nel tempo, mescolando la vita personale della donna alla storia inglese. Un volumetto che sicuramente farà parlare (e forse dividerà il pubblico) per lo stile narrativo adottato.

Passando al fumetto italiano, dopo il libro Frontiera, continuiamo proponendo Rosa di Strada, una miniserie di quattro numeri scritta e disegnata da Massimo Semerano, un autore che ha lavorato su riviste come Frigidaire, Dolce Vita, Cyborg, Rumore, Mondo Naif (prima serie) e che ormai da troppo tempo non disegna più. Quella che narrerà sarà una storia oscura, di ambientazione realistica, che si snoderà attraverso varie città dell’Europa.
3) ULTRAzine: Che cosa è per te il Fumetto?
OMAR MARTINI:
Per me il fumetto è un mezzo di comunicazione dalle possibilità infinite, che spesso sono state esplorate solamente in parte. E’ un mezzo di narrazione che in molti (troppi) paesi viene identificato con un unico genere, ignorando (o rifiutando) tutte le altre “variazioni” che può offrire. Ci sono così tanti generi, autori e storie che considero la lettura del materiale di un solo tipo o di un solo paese come estremamente limitante. Le ghettizzazioni che spesso vengono fatte dai lettori di super-eroi, manga, Bonelli o degli stessi estimatori dei cartonati d’autore alla francese le trovo estremamente limitanti, ma soprattutto controproducenti, non facendo assolutamente crescere un mercato e favorendo chi vuole relegare il fumetto in una lettura di second’ordine.

4) ULTRAzine: Oltre i titoli già noti avete altro in lavorazione o lavori che vorreste pubblicare e/o sognate di pubblicare? Che ne dici di Tomine, Kochalka, Seth?
OMAR MARTINI:
Due degli autori che citi (Tomine e Seth) erano nei nostri programmi, ma la Phoenix Enterprise ha acquisito i diritti e li dovrebbe pubblicare lei. Certamente ci sono degli autori che ci piacerebbe pubblicare e può darsi che si riesca a stabilire un qualche contatto. Se vuoi dei nomi, eccoteli: Paul Pope, Richard Sala, Joe Matt, Craig Thompson, Dylan Horrocks... due fumetti che adoro, ma che sicuramente non faremo mai invece, ma per ragioni completamente diverse, sono Box Office Poison di Alex Robinson e Acme Novelty Library di Chris Ware. Il primo è un fumetto americano fino al midollo, che parla della vita (e dei problemi) di tutti i giorni di un gruppo di amici a New York. E’ però anche un meta-fumetto, in cui uno dei protagonisti lavora per un vecchio disegnatore, che è la rappresentazione (abbastanza scoperta) di Jack Kirby e dei problemi che ebbe con la Marvel per la perdita dei diritti delle sue creazioni. Il segno (non proprio perfetto) e certe tematiche lo rendono però al momento di difficile digeribilità per il nostro pubblico. La seconda serie invece è un vero gioiello per gli occhi e per la mente, realizzato da uno dei più bravi designer che lavorano nel mondo del fumetto. Ogni numero è un oggetto a sé, con una propria forma e grandezza (farebbe impazzire i collezionisti!), e con delle storie molto rarefatte e sospese, di una rara bellezza. L’adattamento italiano però sarebbe davvero folle per la mole di lavoro coinvolto, nonché per il costo elevato con cui si sarebbe costretti a vendere l’albo... però entrambi rimangono dei sogni nel cassetto. 
5) ULTRAzine: Un tuo parere sul panorama editoriale italiano. Quale futuro?
OMAR MARTINI:
A mio parere il futuro editoriale italiano non potrà prescindere assolutamente da un salto di qualità nei settori della distribuzione e della promozione.

Se la qualità delle case editrici medio-piccole, come Magic Press, Hazard, Phoenix, Rasputin, Punto Zero, Kappa, è già elevata e si sta elevando sempre di più il problema della promozione rimane quello più forte. Attualmente si sta notando un incremento degli articoli sul fumetto in riviste che non si occupano di fumetti; le librerie tradizionali stanno allargando lo spazio ad esso dedicato... la strada è sicuramente quella perché, oggettivamente, il pubblico che frequenta le fumetterie è piccolo e se una casa editrice dovesse basarsi esclusivamente su di esso potrebbe tranquillamente chiudere immediatamente i battenti. L’aspetto importante è quello di allargare la base e questo lo si può ottenere solo attraverso un aumento delle “vetrine” dove trovare i libri. Ben vengano le librerie, ma anche i centri sociali, i locali alternativi e tutti i posti dove si possono trovare questi libri... senza però dimenticare le fumetterie. Sono esse un punto molto importante e bisognerebbe trovare un modo per poterle favorire e appoggiare il più possibile. Se il meccanismo delle fumetterie (diverso da quello delle librerie) è quello del conto assoluto (cioè tutto quello che è presente in una fumetteria è già stato acquistato), che favorisce l’editore che sa già quanto ha venduto, diventa però estremamente oneroso per il libraio che deve comprare tutto, stando attento a quello che acquista perché potrebbe restargli in magazzino. In una situazione come quella attuale, dove c’è una vera e propria lotta degli sconti, la conseguenza è che il libraio spesso non rischia. Forse una soluzione potrebbe essere quella di un acquisto metà in conto assoluto e metà in conto vendita, però questa è solo una modesta proposta. L’obiettivo sicuramente da raggiungere è quello di far esporre il più possibile i fumetti. Quando in Italia vengono pubblicate opere come Cronaca del grande male, Love & Rockets e i volumi di Eisner, diventa quasi un imperativo morale!
 
[Pubblicata originariamente su Ultrazine.org nel maggio 2000]

lunedì 21 settembre 2020

Magia AMANO

YOSHITAKA AMANO.
A seguire la traduzione (a partire dai sottotitoli in inglese) di un interessante, breve video dedicato al fenomenale artista giapponese YOSHITAKA AMANO (che non credo abbia necessità di presentazioni!). Il video è disponibile su YouTube (QUI) da Aprile; realizzato da Archipel in collaborazione con l'editore francese Mana Books alla fine del 2017. 

Quando mi trovo di fronte a un foglio bianco mi chiedo come lo "sporcherò". Aggiungere colori, forme... Come posso spiegarmi?
Non è un processo doloroso, al contrario è piacevole.
Succede sia quando lavoro su qualcosa sia quando faccio degli sketch veloci. 
Il fatto che le persone apprezzino quello che faccio è un bonus. Mi spinge a disegnare ancora di più. 
Succedeva già quando ero un bambino e non è cambiato da allora.
Quando avevo 14 anni, il mio migliore amico si trasferì a Tokyo e andai a trovarlo.
Poiché lo studio di animazione Tatsunoko Pro era poco distante, andai a far vedere i miei disegni e così mi fecero un'offerta di lavoro.
Mi unii al gruppo di produzione, inizialmente come animatore. Una delle caratteristiche di Tatsunoko Pro era che realizzavano serie originali. Per questo fino a quasi trent'anni lavorai per loro alla creazione di nuovi personaggi.
I miei disegni venivano usati come base dagli animatori per le varie serie che poi venivano trasmesse alla tv. Ma volevo che le persone vedessero direttamente i miei disegni e per questo sono diventato un illustratore.
Anche se sono giapponese, mi piace moltissimo il fantasy occidentale. Volevo disegnare cavalieri, etc...
Così iniziai a realizzare copertine per libri. Questo mi ha permesso di disegnare mondi che non esistevano. Mi sono divertito moltissimo a farlo.
I videogame al tempo erano qualcosa di nuovo. Non ne sapevo granché.
Ricevetti un'offerta da Sakaguchi della Square, che stava cercando qualcuno per disegnare un universo fantasy.

Mi sembrò un'offerta interessante. Ed è così che iniziai a lavorare a Final Fantasy. Mi sembra strano visto che sto tuttora lavorando alla serie.
Quando sento parlare di videogame, penso sempre a Final Fantasy. Include varie mitologie, come ad esempio quella greca. Ma anche in quel caso ho dovuto immaginare dei nuovi universi che incorporassero degli elementi fantastici. Ero libero di disegnare qualsiasi cosa mi venisse in mente. 
Alla fine, per me, questi universi sono reali, sono oltre la semplice fantasia.
È come se questi mondi mistici possano esistere grazie ai videogame.
Per il gioco, ho creato personaggi, mostri e anche illustrazioni e vario materiale visivo.
All'inizio pensavo che avrei dovuto disegnare nello stile da videogioco, fatto di pixel... ma mi dissero che potevo realizzare delle illustrazioni realistiche.
Per me fu come se i miei disegni venissero materializzati dentro il videogioco.

L'eterna ricerca dello stile
Non ho mai dovuto davvero sforzarmi o faticare [per il disegno]. Non penso molto, cerco soltanto di disegnare seguendo il mio istinto. 
Per esempio, se mi viene richiesto di creare 10, o 20 personaggi per una determinata scadenza, incomincio a disegnarli uno dopo l'altro senza pensarci. È così che lavoro. Non ho mai avuto problemi da questo punto di vista.
La pittura è il campo in cui esprimo le mie emozioni. 
Attualmente costituisce il 90% della mia attività anche se tutto il lavoro d'illustrazione che ho fatto o per Final Fantasy è anch'esso rappresentato, in un modo o nell'altro.
La sola differenza è il modo in cui i miei disegni vengono utilizzati.
Ma per me, non c'è una netta divisione tra i due aspetti.
La differenza è nel mezzo che viene usato.
Al momento mi piace cercare di trovare un mio spazio nel mondo dell'arte. A differenza dell'illustrazione o dei videogame, in questo campo non sono un veterano per questo mi piace evolvere in questa scena.
La mia carriera è iniziata nel character design che consiste, in parte, nel creare delle identità grafiche.
Quando ho iniziato come illustratore non sapevo quale fosse il mio stile sebbene dovessi esprimerlo attraverso le mie opere. Per questo mi sono ispirato al lavoro di artisti come Gustave Moreau, Mucha e molti altri, tra cui Leonardo Da Vinci. Cercando di imitarli, il mio stile si è via via definito da sé. È così che sono arrivato ad esprimermi, in un certo senso.
Tuttora non so quale sia il mio stile né che cosa definisca il "tocco" Amano ma, ciò nonostante, continuo a disegnare quello che mi piace.
Forse è questo il mio stile.

giovedì 17 settembre 2020

Ricreare il Dark Knight

Da qualche tempo, Cristian Casares, un appassionato di comics e (ipotizzo, facoltoso) collezionista, ha incaricato diversi affermati disegnatori professionisti di "ricreare" il primo numero del Dark Knight, assegnando a ciascuno una tavola della seminale opera realizzata da Frank Miller (per gli inchiostri, al tempo, di Klaus Janson e i colori di Lynn Varley).

Su Comic Art Fans trovate alcune delle tavole realizzate finora anche se pare, a leggere quello che scrive Casares, che quasi tutte le pagine (l'albo originale ne contava 48) dovrebbero già essere state completate. Le tavole per ora visibili sono realizzate da Moritat, Matt Lesniewski, Ben Stenbeck, John McCrea, Michael Allred, Michael Walsh e Jock (anche se ne è circolata qualche altra e addirittura qualcuna... "respinta" da Casares perché non fedele all'originale!). 
Come si suol dire, alla passione non c'è limite!

Page 02: Moritat. 
Page 25: Michael Allred.

Page 18: John McCrea.
Page 45: Jock
Chissà che, prima o poi, questo incredibile tributo all'opera di Miller non venga, in qualche modo, stampato per la gioia di tutti noi... comuni mortali.

Per maggiori informazioni, la pagina CAF di Casares: QUI.

sabato 12 settembre 2020

recensioni in 4 parole [85]

Mad Max, Kenshiro. Forse.
Tracce di vita eterna.
Tener gli occhi aperti!
Magnus per sempre. Mito!
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Abbiamo detto 4 parole su:
Wonder Woman: Terra Morta N.1
di Daniel Warren Johnson (testi e disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: € 6,90
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI

Jack Kirby: The Epic Life of the King of Comics (in English)
di Tom Scioli (testi e disegni)
Editore: Penguin Random House
Formato: cartonato, 208 pagine, colore
Prezzo: $ 28.99
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (in English)
  
Dylan Dog n. 408 - Scrutando nell'abisso
di Gigi Simeoni (soggetto e sceneggiatura), Marco Soldi (disegni)
Copertina: Gigi Cavenago
Editore: SBE
Formato: brossurato, 96 pagine, b/n
Prezzo: € 3,90
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI 

Linus n.9 (Settembre 2020)
di AA.VV.
Editore: Baldini+Castoldi - La nave di Teseo
Formato: brossurato, 120 pagine, colore (numero dedicato a Magnus)
Prezzo: € 6
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI

domenica 30 agosto 2020

[Oldies but goldies] Giancarlo Berardi 2001

A seguire, un prezioso recupero datato 2001, a cura dell'amico Giuseppe Pili, pubblicato nel luglio 2001 su Ultrazine.org. Buona lettura.

Quattro chiacchiere con GIANCARLO BERARDI
a cura di Giuseppe Pili
  
Si vorrebbero chiedere tante cose a Giancarlo Berardi. Tante al punto che una piccola restrizione renderebbe deludente qualsiasi intervista. Quando poi le domande a disposizione sono una manciata, è chiaro in partenza che si riuscirà giusto a scalfire la superficie di una personalità così profonda. A quel punto l'unica speranza è che sia lui a dilungarsi oltre misura, a mostrarci dallo spiraglio lo scrigno da cui attinge tante meravigliose storie. Inutile. Lo scrigno non si apre e la nostra immensa curiosità resta allo stato larvale. Non resta che tuffarsi nelle sue storie e scoprire l'uomo attraverso i suoi indimenticabili personaggi.

Una breve biografia a cura del sito Bonelli, QUI.
Pagina di Wikipedia dedicata all'autore, QUI.

Può fare una piccola presentazione della sua ultima serie, Julia?
Giancarlo Berardi: Julia Kendall, è una giovane donna, una criminologa, ossia specializzata in una scienza che studia il crimine in tutti i suoi aspetti basandosi sull’antropologia, sulla psichiatria, sulla psicoanalisi … tutte materie preziose, che richiedono istinto e capacità d’immedesimazione per essere efficaci.
Ma è anche una donna del nostro tempo, con tutti i dubbi, le limitazioni, le legittime aspirazioni tipiche dei nostri giorni. Quindi una donna normale, che non vola, non pratica il karatè e che affronta la vita con le armi tipiche del suo sesso come l’intelligenza, la sensibilità e la partecipazione. Una donna che più che giudicare i delitti efferati che deve investigare cerca di capirne le motivazioni.

In questo momento quali fumetti - italiani e stranieri - la interessano e la coinvolgono?
Tra i fumetti che preferisco ci sono sicuramente le opere di Max Cabanes, autore francese che non ha realizzato un personaggio fisso e che racconta spesso storie di provincia che reputo davvero letteratura disegnata. Mi piace molto Rip Kirby, personaggio americano degli anni ’40, disegnato e scritto da Alex Raymond e le opere di Alex Toth, che considero il miglior disegnatore di fumetti in assoluto.

Se dovesse condensare in tre nomi i maestri del fumetto da cui un esordiente dovrebbe imparare i segreti della sceneggiatura, quali sarebbero?
Partirei da Gian Luigi Bonelli, sicuramente il papà di un certo fumetto avventuroso sulle cui tracce mi sono messo anch’io. Tra gli autori più recenti e i colleghi che stimo, direi Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi.
In una narrazione a suo parere è più importante un soggetto avvincente o una sceneggiatura ben orchestrata?
Ci sono due tipi di narrazione, quella che si basa su soggetti particolarmente originali e quella che si basa sui personaggi. Io preferisco la seconda ipotesi, perché una buona storia è quella che si basa sui personaggi e questi escono da una buona sceneggiatura. Per cui dovendo scegliere, è più importante una buona sceneggiatura che un soggetto eclatante.

Che tipo di collaborazione instaura generalmente con gli artisti che illustrano le sue storie?
Gradisco avere un rapporto molto diretto e piuttosto continuo con i miei collaboratori, perché loro realizzano l’altro 50 per cento del lavoro e ci deve essere una sintonia tra di noi. Ci sentiamo molto spesso, ci scambiamo fax, lunghe telefonate. Cerco di capire, di conoscere meglio questi collaboratori perché scriverò poi delle sceneggiature su misura, come un sarto quando realizza un abito. E poi è piacevole, perché in certi casi si instaurano dei rapporti d’amicizia e sappiamo bene tutti che l’amicizia è un bene prezioso.

Perché secondo lei in Italia la sceneggiatura ha una netta prevalenza sul disegno, mentre ad esempio in America e in Giappone avviene il contrario?
Non so se questa affermazione sia vera. Comunque se l’avete riscontrata, io mi fido. Posso pensare al fatto che in Italia essendo abituati ad un certo tipo di narrazione, forse anche un pochino feuilletonistica … tornando in dietro non c’è dubbio che abbiamo avuto la tradizione del romanzo d’appendice ottocentesco, con personaggi realizzati in un certo modo… citavo prima Gianluigi Bonelli che sicuramente è stato un autore che ha portato avanti quel tipo di tradizione con storie forti, ben costruite, e per di più le sue avventure di Tex, essendo articolate su molte pagine, gli davano la possibilità di approfondire i temi, i personaggi, i colpi di scena… negli Stati Uniti le storie sono di 15, 20 pagine, in Italia sono di 100 pagine, e questo fa una certa differenza.

E poi dobbiamo tenere conto che il fumetto italiano è prevalentemente popolare, comprato come tale e consumato come tale e per questo una certa abbondanza, anche di pagine, è necessaria.

[Intervista pubblicata originariamente su Ultrazine.org nel luglio 2001]  

venerdì 14 agosto 2020

recensioni in 4 parole [84]

La ragazza è tosta.
Una dolente vicenda. Finale.
Alan Moore's Cinema Purgatorio
Oscure visioni di celluloide.
Quasi n.1
Rivista senza lettori. Quasi.
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
Io sono Eva
Soggetto: M. Gomboli e T. Faraci (da un'idea di A. Artusi e M. Zilio)
Sceneggiatura: T. Faraci - Disegni: G. Palumbo e M. Buffagni    
Copertina: G. Palumbo
Editore: Astorina (collana Il Grande Diabolik n.52)    
Formato: brossurato, 196 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 5,40
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI
 
di Akab (testi e disegni)
Editore: Progetto Stigma
Formato: cartonato, 180 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 25
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI

Alan Moore's Cinema Purgatorio
di Alan Moore (testi) e Kev O'Neill (disegni)
Editore: Panini Comics
Formato: cartonato, 160 pagine, b/n
Prezzo: € 22
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese, parecchie parole!) 

Quasi n.1
di AA.VV.
a cura di Boris Battaglia & Paolo Interdonato
Copertina: Massimo Giacon
Editore: Oblò
Formato: spillato, 64 pagine, b/n
Prezzo: € 8
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (parecchie parole!)

mercoledì 12 agosto 2020

Massimi Maestri: Moebius & Miyazaki

Nel seguito una traduzione di un'inestimabile conversazione tra Moebius e Miyazaki, avvenuta in occasione della mostra Miyazaki et Moebius: Deux Artistes Dont Les Dessins Prennent Vie tenutasi a Parigi nel 2004. La traduzione (dall'inglese) è basata su un breve video disponibile su YouTube, QUI.

Soltanto a "lavoro" concluso, accecato dalla bellezza di un simile incontro tra Giganti, mi sono accorto che sul web si trovano, già da da tempo, diversi materiali sul tema (qui, qui e qui). Ad ogni modo... repetita iuvant! :)
Miyazaki: L'Arzach di Moebius... penso l'abbia realizzato nel 1975.
Io l'ho visto per la prima volta intorno al 1980. Ne rimasi molto impressionato.
Ma sfortunatamente, al tempo, il mio stile era già piuttosto consolidato. Per cui non l'ho potuto utilizzare in modo così efficace come avrei altrimenti fatto nel corso della mia crescita artistica.
Ma è assolutamente vero che ho creato Nausicaa influenzato dall'opera di Moebius.

Moebius: Quando ho visto La Principessa Mononoke e ancor di più La città incantata sono rimasto colpito dal fatto che non riuscivo a immaginare un produttore al mondo che avrebbe potuto accettare delle storie simili. Ed è questo il genio di Miyazaki.

Miyazaki: Il mio produttore non ha mai fatto obiezioni tranne [ride]... tranne sul fatto di finire nei tempi previsti...
Moebius: Quello che mi ha colpito sin dall'inizio è che Miyazaki per i suoi film ha tratto ispirazione dall'Europa. La sua è una visione dell'Europa molto lontana nel tempo, idealizzata, quasi da innamorato. Allo stesso tempo, film come Totoro, Mononoke o La città incantata rappresentano anche una sorta di ritorno a casa. Sono opere molto toccanti.

Miyazaki: Credo che la visione del mondo di una persona e il suo approccio creativo siano qualcosa di indivisibile. Riguardo l'approccio tecnico, abbiamo sostanzialmente utilizzato il metodo appreso dalla pittura europea che si basa sulla luce e sullo spazio. Disegniamo usando quel metodo. Quando abbiamo dovuto realizzare gli interni del bagno pubblico de La città incantata dovevamo rappresentare delle cose tipicamente giapponesi. Non ero sicuro che saremmo riusciti a farlo usando la tecnica europea. Ma il mio team ha mostrato una straordinaria capacità, che non sapevamo di avere, per rappresentare gli oggetti tradizionali giapponesi. Insieme alla tecnica europea questa nostra capacità innata è evidente in ogni scena. Alcune scene erano completamente diverse da qualsiasi cosa avessimo disegnato in precedenza. Questi due elementi di solito non sono compatibili ma in questo film ognuno ha avuto il proprio spazio e hanno funzionato in armonia. È stata un'esperienza meravigliosa che abbiamo vissuto mentre realizzavamo il film.

Moebius: Durante la conferenza stampa Suzuki ha detto che a Miyazaki piace sempre smontare il sistema in cui opera e che la sua preoccupazione principale è verso gli spettatori, il suo obiettivo è la soddisfazione del pubblico. In questo ci vedo un senso d'avventura unito alla premura per lo spettatore...

Miyazaki: Riguardo al nostro lavoro... non voglio vederlo soltanto come una questione di business ma tengo sempre a mente che ha valore soltanto se intrattiene il pubblico. Il XXI secolo è un tempo complicato. Il nostro futuro non è chiaro. Dobbiamo riconsiderare molte cose che abbiamo dato per scontate... sia che si tratti del senso comune o del nostro modo di pensare, dobbiamo ripensare ad ogni norma.
E questo vale anche nel campo dell'intrattenimento e dei film per ragazzi. Dobbiamo interrogarci sul format che stiamo seguendo. Non possiamo semplicemente creare un cattivo con lo stampino per poi sconfiggerlo. Non si deve fare un film in un modo così semplicistico.

Moebius: Nei suoi film è evidente il riguardo, il rispetto per gli spettatori...
Miyazaki: Ovviamente dentro di me ho anche della negatività, disperazione, mancanza di speranza. A dire la verità, parecchia mancanza di speranza e pessimismo. Ma non penso che sia un elemento da inserire nei film per ragazzi. Sono più interessato a quello che mi spinge a fare un film felice o a quello che mi rende felice. È una domanda che mi faccio spesso.

Il video disponibile su YouTube, QUI.

martedì 21 luglio 2020

Alan Moore sostiene Extinction Rebellion

Alan Moore sostiene Extinction Rebellion.
Ieri sul canale YouTube di Extinction Rebellion UK è stato diffuso un breve video messaggio di ALAN MOORE a sostegno del movimento XR, il cui prossimo evento inglese è pianificato per il primo settembre a Londra, e non solo.

A seguire potete leggere la traduzione di quanto detto da Moore nel VIDEO
Un grazie all'amico Omar Martini per il solito, tempestivo aiuto.
Salve a tutti, sono Alan Moore e sono davvero fiero di fare questa dichiarazione a supporto di Extinction Rebellion.
Extinction Rebellion manifesterà per le strade di Londra per richiedere, tramite un'azione diretta nonviolenta, che il governo faccia qualcosa per la crisi ambientale che loro stessi hanno dichiarato essere un'emergenza nazionale.
Dobbiamo essere assolutamente chiari: il consenso scientifico su questo punto è unanime. Se non vogliamo che il pianeta diventi quasi inabitabile a parte, forse, alcune regioni polari dobbiamo fare qualcosa ORA.
Dobbiamo agire, nel peggiore dei casi, entro i prossimi 18 mesi e, se siamo molto molto molto fortunati, entro i prossimi 10 anni. E questo significa agire ORA. Questo significa che dobbiamo scendere in piazza. E dobbiamo dare il nostro sostegno per il nostro bene, per il bene dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Personalmente, mi sono reso conto che la situazione ambientale era davvero grave durante gli anni '70 quando sentii dire dall’amministratore delegato di un’importante multinazionale… credo fosse la Dupont… che erano sicuri sul fatto che la biosfera avrebbe agito per preservare la vita.

Capii che si trattava di una manomissione dell'ipotesi Gaia di James Lovelock, di un tentativo dei grandi gruppi industriali di trasformare quella teoria in un altro modo per non dover limitare le loro abitudini distruttive. A quel punto compresi che l'ambiente era il problema più importante in assoluto perché se non l'avessimo affrontato non avremmo avuto il tempo o il lusso di affrontare nessuno degli altri temi importanti. Ecco perché vi incito a scendere in piazza e a manifestare con Extinction Rebellion. Non dovete farvi arrestare. Non dovete farvi trascinare in nulla che vi faccia sentire a disagio, ma è importante che partecipiate. Se non potete scendere per le strade allora mettetevi in contatto con rebellion.earth e trovate un modo per farvi coinvolgere.
È importante per tutti noi e per tutti quelli che manifesteranno e faranno sentire la propria voce.

Vi auguro ogni fortuna. Vi voglio bene.
Per favore, prendetevi cura di voi stessi e prendetevi cura del pianeta.

La trascrizione in inglese è disponibile QUI.

sabato 4 luglio 2020

recensioni in 4 parole [83]

Così vanno le cose...
Amore e futuro incerto.
Carnevale e i Carnival.
La morte non basterà.
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
La solitudine del fumettista errante
di Adrian Tomine (testi e disegni)
Editore: Rizzoli
Formato: brossurato, 160 pagine, bianco e nero
Prezzo: €19
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI
 
di Ales Kot (testi), Tradd Moore (disegni) e Heather Moore (colori)
Editore: saldaPress
Formato: cartonato, 176 pagine, colore
Prezzo: € 19,90
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI

Tex: La vendetta delle ombre
di Mauro Boselli (testi) e Massimo Carnevale (disegni)
Editore: Sergio Bonelli Editore
Formato: brossurato, 240 pagine, b/n (collana Speciale Tex n. 36)
Prezzo: € 8,90
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI

Conan il Barbaro n.7
di Jason Aaron (testi), Mahmud Asrar (disegni)
Copertina: Esad Ribic
Editore: Panini Comics
Formato: spillato, 48 pagine, colore
Prezzo: € 5
Anno di pubblicazione: 2020
Per qualche parola in più: QUI (English)