giovedì 18 febbraio 2016

recensioni in 4 parole [38]

Fumettista a cuore aperto.
Osare sfidare il futuro.
E si mette male.
Sperimentare: si può fare.
*********
Abbiamo detto 4 parole su:
di Joann Sfar
Editore: Rizzoli Lizard
Formato: brossurato, 256 pagine, bianco e nero
Prezzo: € 18
Anno di pubblicazione: 2016
Per qualche parola in più: QUI
Editore: Mammaiuto
Formato: webcomics
Anno di pubblicazione: 2016
Per qualche parola in più: QUI

Providence N. 6 (in Inglese)
di Alan Moore (testi) e Jacen Burrows (disegni)
Editore: Avatar Press
Formato: spillato, 40 pagine, colore
Prezzo: $ 4.99 (USD)
Anno di pubblicazione: 2015
Per qualche parola in più: QUI (in Inglese)
di AA.VV.
Editore: SBE
Formato: brossurato, 96 pagine, colori
Prezzo: €4.50
Anno di pubblicazione: 2016
Per qualche parola in più: QUI

sabato 13 febbraio 2016

Alan Moore: scrivere, Godzilla, Twin Peaks, Burroughs e la falena nella barba

Illustrazione (2015) di Matías Bergara, realizzata in occasione del 62esimo compleanno di Moore.
Lo scorso anno, nel mese di Ottobre, ALAN MOORE ha colto l'occasione per risponde a una serie di domande poste dagli utenti del sito Goodreads.com, in una sessione "Ask the Author". Il totale riporta 75 domande poste - su temi eterogenei, alcuni non strettamente legati all'autore inglese e alla sua opera - con alcune risposte, a quesiti (forse) simili, che risultano duplicate.

La chiacchierata e il dialogo con i lettori è una lettura interessante e, a tratti, anche divertente, con Moore che sfoggia il suo consueto eloquio e humour. 

Nel seguito potete leggere la traduzione di una selezione di 15 domande: buona lettura!
L'intera sessione di Q&A può essere letta in originale QUI.
1. Tra tutte le innumerevoli cose che hai scritto qual è il tuo lavoro più personale?
Per definizione Sacco Amniotico dovrebbe essere la mia opera più personale, tra quelle effettivamente disponibili per il pubblico. Ad ogni modo, mi aspetto che il prossimo anno [il 2016, N.d.T] venga sorpassata da Jerusalem, che rappresenta il mio massimo sforzo nel cercare di esporre la mia esperienza di vita e le mie radici in termini di fiction.

2. Pensi che essere consapevoli d’essere dentro una storia horror renda più semplice viverci?
In realtà solo i personaggi della fiction vivono dentro storie horror. La persone reali, anche quando sono soggette di speciali detenzioni illegali e ricevono scosse elettriche ai genitali da qualche parte in Egitto, non sono dentro una storia horror: sono nella stessa realtà ordinaria in cui viviamo io e te, sono parte di essa, di quella realtà che noi tutti contribuiamo a creare, con le nostre azioni e le nostre inazioni.
Credo che sarebbe meglio se ci trovassimo d’accordo nel dire che viviamo nel mondo reale e che se a volte sembra di leggere una storia horror, o peggio, allora siamo noi gli unici autori e siamo sempre noi l’unica autorità capace di sistemare o cambiare le cose.

3. Quale romanzo horror credi sia il più realistico? Ossia, la cosa più terrificante è che possa davvero accadere.
Per soddisfare il criterio di un evento che davvero potrebbe accadere, le opzioni di scelta sono molto limitate. Dovrebbe trattarsi di una qualche guerra nucleare o di una catastrofe ambientale, immagino… Per cui direi un romanzo come La strada di Cormac McCarthy oppure Ipotesi sopravvivenza, film realizzato per la televisione inglese che potrei descrivere come The day after per persone adulte.

4. [...] Quale sarebbe il modo più spaventoso di morire?
Il modo più spaventoso di morire, di sicuro, sarebbe dopo una vita non pienamente apprezzata, compresa o gustata. […]
Il nano di Twin Peaks.
5. Che cosa pensi renda una persona oppure un mostro davvero spaventoso, capace di generare paura?
Credo che la qualità più terrificante in un mostro – reale o fittizio, umano o meno – sia la sua distanza dal nostro mondo rispetto ai comuni parametri; la sensazione di essere di fronte ad una qualche forma di intelligenza completamente diversa dalla nostra, con processi interiori, percezioni e finalità che sono completamente aliene per il noi e, di conseguenza, incomprensibili. Da questo punto di vista cose come i lupi mannari, i vampiri o gli alieni di H.R. Giger non sono molto più inquietanti di un'auto impazzita che sta venendo nella tua direzione. Se un qualcosa con zanne o denti lunghi come la leva “a capo” di una macchina da scrivere avanza verso di te, probabilmente non ti porrai molte domande sulle sue motivazioni e neppure sulle tue: evidentemente sta cercando di ucciderti e tu, altrettanto evidentemente, preferiresti non essere ucciso.
Essere uccisi, che sia a causa di un tumore, di un camionista ubriaco e segaiolo oppure di una mummia ritornata in vita per compiere una vendicativa maledizione...  sono tutte cose a cui, come esseri umani, dovremmo probabilmente essere abituati. Qualcosa vuole ucciderci, spesso un qualcosa di mostruoso e terribile: è praticamente una nostra costante compagnia sin dal Paleolitico!
Molto più allarmante, a mio parere, è un'entità di cui non abbiamo la più pallida idea di cosa voglia:  ad esempio il nano danzante di Twin Peaks invece dei claudicanti cadaveri a caccia di cervelli dei film di zombie.
Una simile inconoscibile entità non deve neppure voler fare del male oppure essere consapevole della nostra esistenza per atterrire. Il solo fatto della sua natura totalmente aliena e insondabile è sufficiente a perseguitarci e ossessionarci per sempre al punto che potremmo finire col desiderare piuttosto di incontrare un bel classico sasquatch furioso.

6. Qual è il tuo romando preferito di sempre? Ti piace Dostoevsky?
Sì mi piace parecchio Dostoevsky anche se ho letto molto poco dei suoi lavori. Credo che fosse uno scrittore relativamente senza paura che, per il suo tempo, ha esplorato aspetti crudi e sgradevoli della condizione umana e alcuni gelidi recessi della nostra psiche e delle nostre emozioni. Riguardo il mio romanzo preferito di sempre, come detto in altre occasioni non penso affatto secondo simili categorie per cui qualsiasi scelta sarebbe arbitraria ed effimera. Detto ciò in questo esatto momento (le 10:30 di mercoledì 28 Ottobre), sono portato a consigliare, ancora una volta, Il Terzo Poliziotto di Flann O’Brien, un’opera che è più strana, divertente e molto meno russa di Dostoevsky ma che, a suo modo, tratta probabilmente le stesse tematiche.
Se invece state cercando qualcosa di strano, divertente e russo non cascate male con Il Maestro e Margherita di Mikhail Bulgakov. La scelta è vostra; i nomi russi scritti probabilmente in modo errato sono colpa mia, invece.
William Burroughs. Foto di Kate Simon.
7. Quali autori o opere ti hanno maggiormente influenzato in campo letterario?
Se devo essere onesto quasi tutto quello che ho letto mi ha influenzato, sia in senso positivo che in quello negativi. Tra gli autori che mi hanno maggiormente segnato direi William Burroughs, per la decisa e sciamanica energia che metteva nella sua scrittura e nelle sue idee; il non-musicista Brian Eno semplicemente per il suo approccio alla creatività in sé, eternamente curioso e avventuroso; e, più di recente, lo straordinario Iain Sinclair per l'intensità dell'assalto e la crepitante forza che scaturisce dal suo furioso approccio al linguaggio.

8. Qual è la cosa più lovecraftiana o spaventosa che hai trovato nella tua barba? Grazie!!
Credo sia stata una enorme falena, ancora viva, che riuscì ad intrufolarsi nella mia barba durante una visita alla casa di Steve Moore, qualche anno fa. Sebbene comprenda che la cosa non lasci una impressione favorevole circa la mia attenzione per la cura del mio aspetto fisico, non ho la minima idea di come o quando la falena si sia cacciata in quella indesiderabile situazione e per quello che ne so potrebbe essersi schiusa e aver raggiunto la maturità senza conoscere altro mondo se non un labirinto impenetrabile di grovigli grigiastri. Ah!, un’altra cosa orribile oppure un portale per un regno oscuro che può nascondersi nella mia barba, secondo l’atlante The Onion’s Our Dumb World, è… la regione dell’Essex.

9. Una tua fantasia?
L'ultima volta che ho fantasticato avevo all'incirca quindici anni e tutto quello che mi sono immaginato si è poi avverato, fino al più piccolo dettaglio. Per cui puoi scommettere che non lo rifarò mai più.

10. Tra tutti gli straordinari personaggi che hai creato qual è quello che più ti assomiglia? Quello nel quale ti identifichi maggiormente?
Per molti versi sarebbe giusto dire che ogni personaggio che ho scritto - uomo, donna, umano, alieno, buono, cattivo o quant'altro -  è, in un certo senso, un'ipotetica estensione di me stesso, perché, stante la mia esperienza, è il solo modo per scrivere personaggi davvero convincenti: scopri un aspetto dimenticato o represso della tua personalità e lo gonfi fino a costruirci sopra una tipologia credibile di personaggio. Ad ogni modo, il personaggio in tutta la mia produzione che, per scelta consapevole, più si avvicina a me stesso è Alma Warren, un'irragionevole donna artista in post-menopausa che è la sorella maggiore del protagonista di Jerusalem, il mio romanzo di prossima pubblicazione. Lei, per quello che posso dire dalla limitata prospettiva di stare dentro me stesso, sono praticamente io... anche se nella vita reale sono molto più bello fisicamente, ovviamente, e molto meno vanesio.
Lucia Joyce.
11. Che cosa succede quando scrivi?
Probabilmente non dovrei fare favoritismi ma, a mio avviso, questa è forse la domanda più interessante che mi sia stata posta in tutto l’anno.
Non lo so. Non so cosa succede quando scrivo perché non sono certo che esista un linguaggio adeguato per descrivere, persino a se stessi, cosa significhi davvero usare la lingua con uno scopo ben preciso.
So che la mia coscienza, se sono immerso nella scrittura di qualcosa di impegnativo, si sposta in uno stato completamente diverso da quello in cui sono durante la maggior parte della mia vita da sveglio. Ma non è neppure come sognare poiché è molto più focalizzato e ho maggior controllo.
Se sto scrivendo, come spesso faccio, qualcosa che richiede la manipolazione della struttura o del vocabolario della lingua inglese, allora mi ritrovo davvero dentro spazi mentali piuttosto inusuali.
Scrivendo il capitolo su Lucia Joyce in Jerusalem, “Round the Bend” [“Fuori di Testa”, N.d.T.], mi sono ritrovato sotto una sorta di cascata sinaptica che mi ha indotto una delirante, felicità da espansione mentale. Invece, scrivendo nel collassato gergo del futuro di Crossed +100, mi sono un po’ depresso semplicemente dovendo utilizzare una lingua limitata e di conseguenza un numero limitato di cose che i personaggi potevano pensare, o sentire o concepire.
Quello che sospetto succeda è che tutta la nostra realtà neurologica può essere vista, al suo più immediato livello, come costituita da parole. Quando si scende a questo livello della nostra realtà - al “codice segreto” della nostra realtà, se preferisci chiamarlo così - allora che lo faccia consciamente o no, in modo deliberato o no, stai avendo a che fare con… la magia.
Per cui la risposta alla domanda su cosa succeda quando sto scrivendo, è la più banale e inutile delle risposte che mai riceverai da un autore: la magia accade.
Spero che il fatto che sia io a dire una cosa simile e che sia assolutamente convinto di quanto affermo, unitamente a tutte le potenziali terribili implicazioni, sia sufficiente per far sembrare una simile risposta un po’ meno stupida.

12. Che cosa pensi delle nuove generazioni? Stiamo migliorando o peggiorando?
Beh penso che, come per qualsiasi generazione, stiate facendo contemporaneamente meglio e peggio e, credo, che col passare del tempo, i miglioramenti siano superiori ai peggioramenti. Considerando che il mondo con cui avete a che fare è di esorbitante complessità credo ve la stiate cavando piuttosto bene. La mia unica preoccupazione - e non è una preoccupazione specificamente rivolta alla tua generazione - è che troppe persone possano evitare la complessità del mondo per ritirarsi in qualcosa di più semplice, confortante e sostanzialmente paralizzante come la nostalgia oppure il desiderio per una infanzia perduta e priva di complicazioni.
Affrontare il presente ha sempre richiesto una notevole dose di coraggio e audacia. Cercare d’essere all’altezza dei tempi in cui si vive è tutto quello che ciascuno di noi, qualsiasi sia la sua generazione, può sperare di fare.

13. Parlando di cinema mainstream, quale pensi sia il film horror più erotico?
Questa è una domanda un po’ infida. Se rispondessi, ad esempio, Godzilla, allora la gente potrebbe legittimamente interrogarsi sui miei gusti sessuali fino a quando continuerò a scrivere. A dire il vero non penso che i film horror siano particolarmente erotici, al contrario penso che molti film erotici siano... orribili.
Copertina di Providence N. 8. Illustrazione di Jacen Burrows.
14. Vedi la possibilità di un significativo spostamento a sinistra nei Paesi anglofoni stante i positivi riscontri di Corbyn/Trudeau/Sanders? Anche se non voglio dire che loro tre siano identici.
Fa certamente piacere sentire qualche voce di sinistra in un mondo dominato da avidi e spietati programmi di destra e la vittoria di Trudeau in Canada va, naturalmente, salutata come un modo di invertire la tendenza rispetto alle recenti suicide politiche ambientali di un Paese con un passato, in quel campo, esemplare.
Sanders è un caso interessante, che sta emergendo negli Stati Uniti, nazione che sembra essersi goduta finora la relazione fobica con qualsiasi proposta che avesse il più vago odore di socialismo. Auguro a tutti loro ogni bene e di sicuro l’auspicio è che possano prefigurare il ritorno a più basilari e dignitosi valori umani ma, credo, che nel lungo temine dovremmo accettare il fatto che il modello standard di un moderno governo democratico non è più (a) il lavoro, (b) l’interesse delle persone comuni rispetto ad un élite che appare immorale; (c) o persino, la democrazia. Ora abbiamo a disposizione alternative più intelligenti e democratiche e dovremmo incominciare a pianificare sfruttando questo fatto prima che la situazione peggiori ancor di più. Per quanto mi riguarda sarei interessato nel vedere la scienza moderna giocare un ruolo maggiore nei governi: una politica basata sulle evidenze sarebbe un approccio piuttosto inedito e gratificante alla governance.
Quello che voglio dire è che dovremmo sostenere quei pochi raggi di luce che si fanno strada tra la tossica copertura nuvolosa dei conservatori ma dovremmo anche pensare al futuro - che è qui, ora – e dovremmo davvero avere un Piano B che preveda un più ampio e radicale cambiamento.

15. In che modo usi la magia nel tuo lavoro? Quale procedimento o metodo segui?
L’utilizzo della magia nel mio lavoro è cambiato significativamente nei circa vent’anni che sono passati da quando ho iniziato. Se all’inizio prestavo molta attenzione ai rituali e agli esperimenti magici - sia perché era l’unico modo consigliato per trattare simili cose sia perché erano esperienze molto eccitanti e pirotecniche -  al giorno d’oggi ho interiorizzato le mie idee sulla magia al punto che percepisco qualsiasi attività creativa che faccio come un atto magico.
Metto lo stesso livello di magica consapevolezza, percezione e concentrazione in un capitolo di Jerusalem o di Providence di quella spesa nei rituali che sono alla base di Sacco Amniotico o Angel Passage. Sostanzialmente ho capito che Arte e Magia sono esattamente la stessa cosa.
Questo non è un modo per sminuire la Magia, non vuol dire che alla fine dei conti si tratta “solo” di Arte ma, invece vuol dire che l'Arte è un qualcosa di molto, molto più grande di quanto il suo attuale, degradato stato di merce o di semplice prodotto riempi-tempo potrebbe lasciarci supporre.
Se la tua visione del mondo presuppone che tutta la realtà che percepiamo è costituita da parole e credi che certe intense forme di linguaggio possano, di conseguenza, essere capaci di alterare questa percezione, allora prendere in mano una penna o sederti di fronte ad una tastiera assumeranno tutto un altro significato.

[L'intervista completa può essere letta in originale QUI.]

lunedì 8 febbraio 2016

Jacen Burrows: Providence, Alan Moore & Lovecraft

Copertina per Providence N. 1. Illustrazione di Jacen Burrows.
Dopo un periodo d'assenza tornano le interviste su smokyland
Nel seguito potete leggere un'interessante chiacchierata con JACEN BURROWS, artista dal segno efficace e leggibile, disegnatore di PROVIDENCE, l'ultima incursione di Alan Moore nel mondo di H.P. Lovecraft, dopo Il Cortile e Neonomicon (sempre illustrati da Burrows).
Di Providence, tuttora in corso di pubblicazione in originale per Avatar Press (sono previsti dodici numeri), la Panini ha proposto, di recente, un primo volume contenente i numeri dall'1 al 4.

L'intervista originale è stata condotta nel mese di Gennaio e pubblicata sull'ottimo Facts in the Case of Alan Moore's Providence - a cura di Robert Derie, Joe Linton e Alexx Kay - dedicato all'analisi dettagliata della maxi-serie scritta da Moore. Il testo in Inglese può essere letto qui.

Prima di passare alle parole di JACEN BURROWS segnalo, a chi fosse interessato ad approfondimenti su Providence, l'ottima analisi di Andrea Tosti apparsa su Fumettologica e l'intervista a Leonardo Rizzi, traduttore dell'edizione italiana, pubblicata su Senzaudio.

E ora... buona lettura! E un grazie a Joe Linton per l'autorizzazione alla pubblicazione e traduzione.
Copertina per Providence N. 2. Illustrazione di Jacen Burrows.
BACKGROUND
Facts: Leggi molti fumetti? Da ragazzo quali erano i tuoi preferiti? E oggi quali sono?
Burrows: Non ne leggo più così tanti come quando ero giovane. Ad essere sincero, non posso proprio permettermi una dipendenza da fumetti. Ma cerco di prendere dei volumi un paio di volte all'anno e sto attento durante le convention per qualche buon affare o nuove pubblicazioni interessanti.
Al momento mi piacciono molto diverse produzioni della Image: Wayward, Rat Queens, Revival, Southern Bastards, Saga, Manifest Destiny, Sex Criminals. La Image sta pubblicando un sacco di fumetti davvero validi. Sono anche un grande fan di Terry Moore e del suo Rachel Rising: lui è sempre bravissimo. E cerco di non perdermi nessun fumetto scritto da Garth Ennis, Joe Hill e Kieron Gillen. Inoltre compro tutto quello che esce dell' "Hellboy Universe".

ILLUSTRARE H.P. LOVECRAFT
Hai letto molto Lovecraft prima di iniziare a disegnare le storie ispirate ai suoi lavori come Il cortile, Riconoscimento, Neonomicon e Providence? Quali sono le storie di Lovecraft che preferisci?
Ho letto Aria fredda quando ero piuttosto giovane. Era contenuto in un antologico di racconti horror e fu l'unica storia che mi colpì. Poi ho messo le mani sui volumi editi dalla Del Rey con le terrificanti copertine di Michael Whelan che mi hanno dato un'ottima base per tutti i racconti più importanti. Quando stavo lavorando a Neonomicon mi sono impegnato a leggere o ascoltare in audio-libro molti dei suoi scritti più oscuri. Mi è sempre piaciuto il Ciclo dei Sogni per la sua stranezza. Non sono storie horror nel senso tradizionale del termine ma l'idea di perdersi in una terra di pericolosi incubi viventi mi ha sempre colpito. Io stesso ho sempre fatto sogni particolarmente vividi. 
Tavola, priva del lettering finale, da Providence N. 1. Disegni di Jacen Burrows.
Ci sono altri disegnatori e illustratori che hanno dato forma alle creazioni di Lovecraft a cui ti sei ispirato?
Traggo ispirazione da tutto: film, libri, fan art, illustrazioni per giochi di ruolo. Tra i miei preferiti ci sono i lavori horror di Bernie Wrightson, spesso con mostri lovecraftiani. Mike Mignola, ovviamente. Zdzisław Beksiński, le cui opere semplicemente trasmettono un senso d'orrore surreale e terrificante. C'è un artista che si chiama Don Kenn che realizza un sacco di illustrazioni di mostri davvero potenti, anche loro fonte d'ispirazione. Ma se dovessi indicare la singola e più importante fonte di riferimento per tutto quello che riguarda mostruosità aliene ultraterrene direi senza dubbio La Cosa di John Carpenter.

LAVORARE CON ALAN MOORE
Hai collaborato con molti sceneggiatori di successo: Alan Moore, Garth Ennis, Warren Ellis, per fare qualche nome. Quali sono le differenze nel lavorare con Moore rispetto ad altri scrittori?
Molto è stato detto sul livello di dettaglio delle sue sceneggiature ma c'è anche una straordinaria pressione auto-imposta che deriva dal sapere che i suoi lettori sono molto più meticolosi nelle loro analisi rispetto alla media. Ci sono livelli di dettaglio e di storytelling non verbale che sono rilevanti nella narrazione e la consapevolezza che la gente ci presterà davvero attenzione mette addosso un sacco di pressione. Diamine, in generale ti senti addosso un sacco di pressione nel cercare di essere all'altezza della scrittura e dei risultati straordinari dei suoi collaborati del passato. Ma tutto quello che si può fare è provarci. E lo stress in realtà può essere d'aiuto per evolvere e tirar fuori il meglio.

Come lavori con Moore? Parli con lui al telefono? È un processo in qualche modo interattivo? Rispetto all'intera serie - che è costituita da 12 albi - quante sceneggiature erano disponibili quando hai iniziato a disegnare il primo numero?
Credo che Moore avesse completato il numero 4 o il 5 quando io ho iniziato a disegnare il primo episodio. E penso che avesse finito la sceneggiatura dell'ultimo quando io ero al quarto. Gli ho fatto visita un paio di volte, nelle prime fasi della lavorazione, e abbiamo discusso un sacco dei temi trattati, dei personaggi e del nostro approccio ma una volta iniziata l'effettiva realizzazione della serie non c'è stato grande bisogno di stare in contatto a parte per le approvazioni e qualche occasionale correzione in fase di revisione. Nelle sceneggiature c'è davvero tutto. Passo le mie domande attraverso la redazione per tenere le mie ingerenze rispettosamente al minimo e professionali.  
Tavola, priva del lettering finale, da Providence N. 1. Disegni di Jacen Burrows.
PROVIDENCE: IL DIETRO LE QUINTE
È evidente che dietro Providence si sia un grandissimo lavoro di ricerca, dalle strade alla moda del periodo fino agli arredi delle abitazioni. Come ti sei organizzato? Dopo quante settimane o mesi di ricerca e documentazione hai iniziato a disegnare Providence?
L’inizio è stato ovviamente più lento. L’ambientazione nel 1919 era totalmente nuova per me, tra la prima guerra mondiale e i ruggenti anni ’20, e non avevo idea di come renderla dal punto di vista grafico. Ho comprato cataloghi sull’abbigliamento, visto film e spettacoli televisivi ambientati in quel periodo e ho cercato di imparare quanto più potessi su… praticamente tutto quello che riguardava quell’epoca.
Fortunatamente Alan aveva già fatto un mucchio di ricerche sull’argomento e poteva indicarmi la strada. Ma ogni singolo albo presentava delle specifiche sfide in termini di documentazione, da come erano i barbieri del periodo alla verifica delle fasi lunari in modo che fossero quelle giuste durante le notti in cui la storia è ambientata. Nessun dettaglio era trascurabile se era funzionale a rendere l’atmosfera. Di sicuro era un po’ una cosa da pazzi ma mi sono chiesto “quando mai mi capiterà di lavorare a un progetto simile?”

Qualche dettaglio sul tuo metodo. Quali sono i tuoi passaggi: thumbnail, matite, chine? Che tipo di matite, pennini, inchiostro, carta usi? Quanti ritocchi fai? Quanto lavoro è su carta, quanto in digitale?
C’è pochissimo intervento digitale. Qualche sistematina qua e là ma la maggior parte dei disegni è realizzata con metodo tradizionali. È tutto piuttosto standard tranne il fatto che, in genere, faccio un paio di passaggi di thumbnail per avere tutti i pezzi al posto giusto, i dettagli ben definiti e la prospettiva tracciata accuratamente. Dal momento che ogni vignetta è un campo lungo con, di solito, più di un personaggio che parla e sono richiesti specifici dettagli, devo prestare molta più attenzione nella composizione di quanto faccia normalmente.

Quanto impieghi di norma per disegnare un albo di Providence? In una settimana quante tavole realizzi a matita? Quante ne riesci ad inchiostrare? Quanto tempo per le matite e le chine di una copertina?
È difficile dirlo. Per i primi numeri ho disegnato un sacco di copertine di Providence e per la serie God is Dead, praticamente dividendo così il mese lavorativo. Ma come indicazione generale cerco di fare circa 3 o 4 tavole, matite e chine comprese, alla settimana, che si tratti di  pagine di fumetto o di copertine. Non sono di sicuro il disegnatore più veloce in circolazione, specialmente con lavori così ricchi di dettagli ma cerco di tenere un ritmo costante.
Copertina per Providence N. 7. Illustrazione di Jacen Burrows.
A che punto sei con Providence? Le domande per quest'intervista le stiamo scrivendo a Gennaio 2016 e il numero 7 è di prossima uscita [il sito della Avatar indica, come data, il 10 Febbraio, N.d.T]. A quale parte stai lavorando? Hai già realizzato gli schizzi di tutti gli albi?
Il numero 8 è attualmente in fase di colorazione ed io sto per iniziare a lavorare sul 9. Il numero 7 è davvero potente. Non vedo l'ora che esca.

Come lavori con il colorista Juan Rodriguez? Tu e/o Alan Moore gli date molte indicazioni su come colorare specifici elementi? È un processo interattivo: tu, oppure  Rodriguez, realizzate una versione preliminare che poi ricontrollate per approvazione definitiva?
La sceneggiatura presenta alcune direttive per la colorazione e dove non ci sono di solito cerco di scrivere dei suggerimenti - sull'atmosfera da ottenere o specifici dettagli e arredi - che vengono girati al colorista. Di solito c'è una prima versione che viene sottoposta all'approvazione di Alan e mia per possibili aggiustamenti. Passo a Juan tutta la documentazione che salvo da Internet per risparmiargli le ricerche ma generalmente riesce a cogliere il tono giusto sin da subito. 
Copertina per Providence N. 7. Illustrazione di Jacen Burrows.
DOPO PROVIDENCE
Una volta completato Providence su cosa lavorerai? A quali progetti i tuoi fan dovranno prestate attenzione?
È troppo presto persino per pensarci ma vorrei lavorare a qualcosa di diverso perché mi piace cambiare. Mi piacerebbe lavorare ad un genere inedito per me, ad esempio la fantascienza. Qualcosa con molta azione in modo da provare a fare cose nuove dal punto di vista stilistico. Ma chi può dirlo ora.
Gli sceneggiatori con cui collaboro avranno di certo qualcosa di interessante da propormi quando verrà il momento!

[L'intervista originale, in Inglese, può essere letta qui.]

venerdì 22 gennaio 2016

opinioni sul fare fumetti... [13]

1953: Ragazzini leggono Mighty Mouse, il primo comic book in 3D.
Mentre incombe l'annuale edizione del Festival di Angoulême (28-31 Gennaio) e le varie polemiche legate al Grand Prix non si placano, mi sono "permesso" di tradurre due interventi apparsi lo scorso anno scritti da due autori - per par condicio, un uomo (NOAH VAN SCIVER) e una donna (COLLEEN DORAN) - su temi (direi) di rilievo quali "come vivere facendo fumetti" e "cosa spinge a fare fumetti e/o cosa serve per farli".
In alcuni passaggi i due articoli sembrano in contrasto e presentano punti di vista diversi (in effetti è possibile che la Doran faccia proprio riferimento al post di Van Sciver ma non ne sono sicuro e non credo che, in ogni caso, sarebbe rilevante) ma comunque restano una lettura interessante e... formativa. Enjoy!
Noah Van Sciver.
Noah Van Sciver è uno dei più importanti autori dell'attuale scena indipendente americana. Di recente Coconino ha pubblicato il suo graphic novel Saint Cole. L'articolo che segue è stato pubblicato da Van Sciver, sul suo blog, il 27 Ottobre 2015.

Non c'è una scorciatoia.
di Noah Van Sciver

Ogni tanto mi scrive qualcuno per sapere come fare ad entrare nell’ “industria” dei comics. Mi mandano un link al loro webcomic oppure delle jpeg di loro lavori e mi chiedono dei consigli.
Ammetto che il mio primo pensiero è che abbiano visto i miei fumetti, pensino che facciano schifo e assumano che debba conoscere chissà quale segreto.
A volte non rispondo perché alla luce della mia esperienza molte persone in cerca di un “consiglio” non voglio sentirsi dire altro se non “ragazzo, non hai bisogno di consigli! Ma dov'eri? Sei incredibile e già il migliore! Lascia che ti dia qualche indirizzo email di contatti top secret!”

Non sapevo assolutamente quello che stavo facendo quando ho iniziato a pubblicare i miei fumetti. Semplicemente leggevo fumetti e... disegnavo fumetti. Ho disegnato un sacco di fumetti. Ma davvero un fottio di fumetti. Ad essere onesti, in 11 anni di lotte e trionfi ho capito alcune cose ed ecco i miei consigli:

1. DISEGNA FUMETTI

Dici di voler diventare un disegnatore di fumetti. Guardati! Quanto tempo passi a disegnare? Hai dei quaderni per schizzi che riempi? Sii onesto con te stesso: ti piace davvero disegnare? È qualcosa che faresti anche se dovessi abbandonare il sogno di diventare un ricco fumettista professionista?
Per mia esperienza un sacco di gente passa anni a disegnare splash page e mute scene d’azione con protagonisti uomini forzuti che combattono tra loro, oppure draghi o roba simile. Forse hanno qualche pagina di studi di personaggi che sono semplicemente la loro versione di quelli della  Marvel o della DC. Impiegano anni a riempire un portfolio per riuscire a portalo in giro per le convention e importunare così editor e disegnatori.
Nessuno di loro è sincero con se stesso riguardo le proprie capacità. Forse sei bravo a disegnare. Ma quando impieghi a disegnare le canoniche 24 pagine? Per te è una cosa estremamente difficile da fare? Se disegnare 24 pagine di una storia è troppo difficile allora non hai quello che serve. Per l'amor di Dio pensaci: se disegnare è così difficile e ti richiede così tanto tempo per quale cazzo di motivo allora pensi di voler diventare un disegnatore di fumetti professionista? Che cosa hai in testa? Se ti dessero una possibilità non sapresti cosa fartene, vero?

2. SCRIVI FUMETTI
Impara a raccontare una storia. Può essere molto difficile ma è davvero la polpa di ogni fumetto. Sono le proteine. Ci sono un sacco di fumetti senza sostanza nel mondo. Pieni di… nulla. Sii uno scrittore e comunica qualcosa attraverso i tuoi fumetti. Dopo un po’ di tempo diventerai bravo nel farlo e la gente si ricorderà di te. Il tuo lavoro verrà stimato e la gente si sentirà soddisfatta leggendo una tua opera. Questo è il tipo di fumettista a cui ambire.
Ma ricorda: probabilmente per parecchio tempo i tuoi fumetti faranno schifo. Ci vuole tempo per costruirsi un’identità artistica e trovare la propria voce. E trovare la propria voce non è qualcosa che puoi fare… andando a cercarla. Probabilmente non ti renderai neppure conto quando lo starai facendo! È una roba da pazzi. Occorre solo fare un sacco di fumetti di cui poi ti vergognerai. Ma in questo non c’è nulla di sbagliato. Perché dovrebbe importartene? Dopotutto sei convinto di voler diventare un fumettista, vero? Si tratta di un impegno a lungo termine. Disegnerai fumetti fino a quando non morirai! Sei davvero convinto di questo, no?

3. FATTI VEDERE
Tieniti pronto a viaggiare, amico. Tieniti pronto ad avere un banchetto a ogni convention o festival indipendente a cui puoi partecipare. Sii preparato a rimetterci dei soldi. Tieniti pronto a fare umilianti sessioni di firma in fumetterie in cui si farà viva una sola persona che ti starnutirà addosso. Se vuoi diventare parte di quest’ambiente, semplicemente partecipa. Inserisciti nel giro. Porta con te i fumetti che hai auto-prodotto e vendili. Incontra chiunque stia facendo quello che tu vorresti fare. Non startene a casa a disegnare pensando che a qualcuno importi quello che fai. Devi essere lì, dietro quel banchetto, a stringere mani e poi a prenderti il raffreddore e l’influenza come tutti noi.
Non c’è una scorciatoia.

4. FAI CIRCOLARE I TUOI LAVORI
Fai autoproduzione e spedisci i tuoi fumetti per essere recensiti ai blog. Vai alle convention e dai i tuoi fumetti agli autori che ammiri. Dai i tuoi fumetti agli editor.
Proponi i tuoi fumetti per antologie, postali su Facebook, Tumblr e in tutti i vari social che ormai spuntano come funghi. FALLO! Diffondi i tuoi lavori più che puoi.

5. TROVATI UN IDOLO
Ovviamente il mio idolo è sempre stato Robert Crumb. Ho iniziato a stampare i miei fumetti quando lavoravo in un negozio di bagel. Ero un solitario. Avevo abbandonato il college e non avevo alcuna prospettiva. Ma volle il fato che mi imbattessi nel film Crumb dopo aver praticamente noleggiato ogni cosa disponibile dal locale Blockbuster. E visto il film non l'ho mai più restituito.
Al lavoro ho iniziato a sognare ad occhi aperti di diventare un fumettista underground. Ho letto tutto quello che trovavo di e su Crumb. Mi ha dato la carica. Mi ha influenzato profondamente e mi ha dato una educazione artistica completamente nuova. Grazie a Crumb ho scoperto Kurtzman, Jack Davis, Will Elder e le pubblicazioni della Fantagraphics. Grazie ai libri Fantagraphics ho scoperto il mondo del Fumetto alternativo! È stato l'inizio di qualcosa di fondamentale per la mia vita. Adoravo l'idea di vendere alla gente i miei fumetti per strada, come aveva fatto Crumb, e riuscire a pubblicare sulle riviste underground (o sulle fanzine, come le chiamavamo ai miei tempi).
L’influenza di Crumb mi ha davvero fatto da guida come artista. All’inizio fotocopiavo i miei albetti, li piegavo, pinzavo e andavo nella 13th avenue a Denver (una lunga strada piena di negozi) e li lasciavo sui davanzali delle vetrine affianco ai flyer pubblicitari delle band. Il mio unico scopo, al tempo, era quello di farmi conoscere in ogni modo, non importava come. Mi ricordo ancora la prima email che ho ricevuto su uno dei miei fumetti. Un ragazzo mi scriveva per dirmi che aveva trovato uno dei miei albi inzuppato fradicio - una mattina dopo un temporale -  attaccato al porticato di casa. La cosa mi rese felicissimo.
Credo che avere un idolo, come ho fatto io, possa aiutare ad andare avanti. Pensi “voglio diventare come lui. Come ci è riuscito?” e, se tutto va bene, questo ti darà una spinta che non si esaurirà.

6. LA DURA VERITÀ
È stato già detto milioni di volte da ogni autore, me incluso. Ma lo dirò di nuovo.
Questa non è una carriera. John Porcellino una volta mi disse che ogni autore di fumetti “professionista” ha un segreto di qualche tipo. Ad esempio i nonni sono morti e hanno lasciato loro un’eredità, oppure il partner ha un ottimo lavoro e li sostiene.
Il Fumetto è un piccola, piccola forma d’Arte rivolta a un pubblico davvero ridotto.
Dici che vuoi campare facendo solo fumetti? Scordatelo.
Nonostante questo vuoi ancora fare fumetti? Lo farai?
Congratulazioni! Sei un vero fumettista! Benvenuto!

[L'articolo originale, in Inglese, può essere letto qui]
Colleen Doran.
Colleen Doran, autrice da noi nota soprattutto per i disegni di alcuni episodi di Sandman e le collaborazioni con Warren Ellis (nonché per la autobiografia di Stan Lee di prossima pubblicazione in Italia) scriveva, l'8 Novembre 2015, quando segue:

SI PUÒ VIVERE FACENDO FUMETTI?
di Colleen Doran

Ho letto un pezzo in cui si affermava che nessuno riesce a vivere facendo fumetti e che la maggior parte delle persone fanno un altro lavoro oppure hanno un coniuge o altre risorse finanziare a sostenerli. E ho pensato, beh sai che ti dico, probabilmente è vero ma lo stesso discorso vale per qualsiasi altra attività artistica, no?

Neppure la maggior parte dei musicisti & attori lavorano continuativamente nel loro ambito artistico. È difficile vivere d’Arte. Personalmente ci sono riuscita e va abbastanza bene ma si sta sempre sulle montagne russe.

Se uno dice che è un anno difficile, la gente gongola. Se dici che è un buon anno, la gente si lamenta che te la stai tirando. Sembra che le persone dell’ambiente del Fumetto abbiano soltanto due tipi di atteggiamenti: schadenfreude e invidia.

Nelle annate buone ci si prepara per quelle cattive. In quelle cattive si spera che la ruota giri e che arrivino quelle buone. Negli anni buoni si saldano i debiti contratti in quelli cattivi. E così si va avanti.

Attualmente i miei compensi sono abbastanza alti: ammettiamo che questo spinga alcuni a odiarmi ma ci saranno altri per cui questa notizia sarà una fonte di speranza.

È possibile vivere facendo Fumetti. E vivere bene. Se si ha da offrire qualcosa che la gente desidera comprare.

Qualcuno starà digrignando i denti per la rabbia nel sapere che per me non è stato un brutto anno, perché ognuno ha la propria lista di artisti non meritevoli d’avere successo. È una cosa davvero triste perché è il pubblico pagante che fa quella scelta, non loro.

E sebbene sia vero che raramente un autore di fumetti è in grado di vivere di questo mestiere, dal 1986 ad oggi, ho avuto soltanto un anno in cui non sia riuscita a farlo.

Ci sono molte persone che affermano che un autore, un artista che non riesce a sostenersi con le proprie opere non è un vero artista. Ma nessuno dice che non sei un “vero” cassiere di banca se il tuo partner ti aiuta ad andare avanti, no?

Ridurre la questione artista-guadagno ad un binario “bianco o nero” è deleterio. Se i tuoi lavori non ti stanno rendendo ricco sfondato la gente penserà che fanno schifo. Se i tuoi lavori ti stanno rendendo ricco sfondato allora devi essere un venduto. E se non sei ricco, dovresti abbandonare l'ambito artistico e trovarti un vero lavoro.

Le persone diventano molto permalose quando si parla del loro status e valore nell'ambiente del Fumetto; furiose quando non vengono considerate dei professionisti se non hanno pubblicazioni o reddito a supporto di questa loro rivendicazione; si irritano quando non ottengono spazi alle convention o non viene chiesto loro di intervenire agli incontri col pubblico; diventano livide quando non vengono invitate ai party, alle cene per poter frequentare gli autori di prima fascia.

Nessuno dice che tu non sia un autore quando non ti invitano a parlare ad un incontro. Semplicemente non sei stato invitato a parlare ad un incontro.

Non importa quello che fai o quanti soldi riesci a fare con la tua Arte, ci sarà sempre qualcuno a cui “non andrà bene”. Per cui fai Arte comunque.

È possibile vivere facendo fumetti. Non è molto probabile ma nel caso non ci riuscissi questo non fa di te un cattivo fumettista. Per cui... fai fumetti.

Il trucco, se non riesci a vivere facendo soltanto fumetti, è riuscire a trovare un modo per finanziare i tuoi lavori.

Non essere un artista professionista a tempo pieno non significa che non sei un artista. Non significa che non sei in gamba. Puoi essere un ottimo "dilettante". Puoi essere un ottimo semi-professionista.

Continua a fare Arte perché è quello che vuoi fare. E se arrivano i soldi, ottimo. Perché vivere bene (e io ci sono riuscita) facendo quello che si ama è davvero meraviglioso.

E ti auguro che succeda anche a te.

Buona fortuna.
[L'articolo originale, in Inglese, può essere letto qui]

giovedì 7 gennaio 2016

Alan Moore presenta Jerusalem!

Foto di Mitch Jenkins.
Qualche giorno fa sul sito di Gosh! è apparso il blurb, una breve sinossi, scritto da Alan Moore per presentare il suo secondo, attesissimo romanzo intitolato Jerusalem.  
L'uscita del volume - di cui Moore realizzerà anche l'illustrazione di copertina - è attesa per Settembre mentre in Italia il tomo è stato annunciato, tempo fa, da Rizzoli Lizard
Segnalo inoltre che Moore parla a lungo di Jerusalem in quest'intervista, tradotta e proposta nel 2012 su questo stesso blog.

Il testo di "presentazione" di Moore è come al solito caratterizzato da una prosa iper-densa ed evocativa. Nel seguito "azzardo" una traduzione (un grazie all'amico Antonio Solinas per il prezioso supporto), col solo scopo di promuovere l'opera nell'attesa di potermi immergere, quanto prima, in un libro che promette d'essere davvero epocale: enjoy!

Testo originale © Alan Moore
Traduzione italiana: smoky man
Supervisione italiana: Antonio Solinas

Nel mezzo miglio quadrato di decadenza e demolizione che fu la capitale Sassone d'Inghilterra, l'eternità sta bighellonando tra i palazzoni, trappole in caso d'incendio. Incastonato nella sudicia ambra della narrazione del quartiere tra i suoi santi, re, prostitute e derelitti, un genere diverso di tempo si sta manifestando, una sudicia simultaneità che non fa differenze tra le pozzanghere color benzina e i sogni spezzati di chi si fa strada tra di esse. Demoni, menzionati l'ultima volta nel Libro di Tobia, aspettano in trombe delle scale che puzzando d'orina, gli spettri delinquenziali di bambini sfortunati erodono le fondamenta del secolo scavando tunnel, e nei salotti di sopra operai col sangue d'oro riducono il fato a un torneo di biliardo.

Viottoli scomparsi dispiegano la loro voce, composta da parole perdute e un dialetto dimenticato, per raccontare leggende spezzate e resoconti di incredibili genealogie, storie familiari di disonore, follia e meraviglia. C'è una conversazione nell'esterrefatta cupola della cattedrale di San Paolo, un parto sul selciato di Lambeth Walk, una coppia separata seduta per tutta la notte sui freddi gradini della facciata di una chiesa gotica, e un neonato che si sta strozzando a causa di una pastiglia per la tosse per undici capitoli. Una mostra è in via d’allestimento e, in cima al mondo, un vecchio nudo e un bellissimo bambino morto si sfidano correndo lungo gli Attici del Respiro verso la morte termica dell'universo.

Un'opulenta mitologia per coloro senza un soldo bucato, lungo le strade e le pagine labirintiche di Gerusalemme camminano fantasmi che cantano di ricchezza e povertà; d'Africa, d'inni e del nostro logoro millennio. Discutono dell'Inglese come lingua visionaria, da John Bunyan a James Joyce; parlano per ore dell'illusione della mortalità post-Einstein e insistono che il peggior slum è la sacra città eterna di Blake. Impetuosa nel suo immaginario e stupefacente per portata, questa è la storia di ogni cosa, raccontata da bassifondi scomparsi.
[Alan Moore]

Il testo originale  © Alan Moore può essere letto qui.

giovedì 31 dicembre 2015

1963: Hypernaut di Alan Moore e Steve Bissette

Hypernaut. Illustrazione di Stephen R. Bissette e Jay Piscopo.
Nel 1992 nasceva la Image Comics.
Nel 1993 Alan Moore faceva il suo ritorno al genere supereroistico, dopo anni di assenza e la complicata esperienza editoriale della Mad Love, sul "mitico" Spawn N. 8.
In realtà il primo incarico di Moore per Image fu la miniserie 1963, creata insieme a Steve Bissette e Rick Veitch. Il primo numero di 1963 uscì a poca distanza dall'albo di Spawn: composta da sei numeri - tutti per i testi di Moore - che presentavano una bizzarra squadra di supereroi anni '60, chiaro pastiche dei primi tempi della Marvel Comics, la mini era un tentativo di ritorno all'innocenza e alle avventure strampalate della Silver Age andate perdute nell'epoca post-Watchmen e post-Cavaliere Oscuro. La miniserie si sarebbe dovuta concludere con un Annual, per i disegni di Jim Lee, con lo scontro tra gli eroi del 1963 e quelli più steroidei e dark della Image del 1993.
L'Annual non fu mai realizzato, scomparso tra le mille sollecitazioni di un mercato frenetico, i cambiamenti della Image, le tensioni tra i fondatori e i mille impegni di Lee.
Nel 1998 Moore, Bissette e Veitch si divisero i diritti dei personaggi da loro creati.

Nonostante il buon successo di vendite e di critica, la miniserie non è stata mai ristampata a causa - per quanto noto - dell'opposizione di Moore (mentre marginale appare lo status di 1963 quale "opera incompleta") sebbene siano stati effettuati, negli anni, alcuni tentativi - non andati evidentemente a buon fine - con diversi editori americani.

Nel 2010 Bissette annunciò l'intento di ritornare all'universo di 1963 utilizzando i soli personaggi di cui detiene i diritti. Fu annunciato un imminente volume ma finora l'unica pubblicazione apparsa è stato un albetto di 16 pagine (maggiori info qui e qui).
Nel 2013, stante l'impossibilità di ristampa o di altro utilizzo per via del veto di Moore, Bissette "autorizzava" la pubblicazione\divulgazione delle tre storie a cui lavorò a suo tempo per la miniserie originale. Qui i dettagli.
Seguendo queste indicazioni il critico Bob Heer pubblicò il materiale online sul sito, appositamente creato per l'occasione, 63comic.

Ed eccoci a noi. Ho scelto una (tra le mie preferite nell'intera miniserie) di queste storie - The Hypernaut in: "It Came From... Higher Space!"- e l'ho tradotta, con la supervisione dell'amico Antonio Solinas. Ho deciso di postare le immagini sfocate delle tavole in questione, indicando lì i numeri dei balloon tradotti e rimandando, nel link sotto la figura e in quello indicante il numero di tavola, all'immagine in chiaro direttamente al sito di Heer.

Prima di lasciarvi alla lettura (e magari a un prossimo approfondimento sull'intera vicenda di 1963, ma non prometto nulla) vi segnalo un testo apparso tempo fa su Fumettologica sull'argomento e le Annotazioni alla serie, per aggiungere qualche dettaglio.
Buona visione!

[Ah, ovviamente adoro 1963 e sarei molto lieto che prima o poi venisse raccolta in un bel volume e magari proposta anche in edizione Italiana. Nel 2016, Moore compirà... 63 anni. Che sia un buon segno?]

NO ONE ESCAPES… THE FURY™ and TALES OF THE UNCANNY™ are trademarks of Stephen R. Bissette, all rights reserved. The Fury, Hypernaut, Sky Solo, and N-Man are © and ™ Stephen R. Bissette, by contractual arrangement with the original co-creator, all rights reserved.

The Hypernaut in: "It Came From... Higher Space!"
Story © Alan Moore/Stephen R. Bissette/Chester Brown
Lettering by John Workman, Colours by Tony Tollin
Edited by Rick Veitch and Stephen R. Bissette
Traduzione italiana: smoky man
Supervisione italiana: Antonio Solinas
TAVOLA 1. Qui per vedere l'immagine originale.

Titolo 1
OLTRE L'UMANO C'È... L'IPERNAUTA!

1. "GLI ASTRI GIÙ SCAGLIARON LANCE, INONDANDO IL CIEL DI PIANTO..."
N.d.T: Estratto dalla poesia di William Blake The Tyger.

2. I NOMI PIÙ COMUNI DELLE STRADE AMERICANE: 1. PARK; 2. WASHINGTON; 3. MAPLE; 4. OAK; 5. LINCOLN...

3. LE BASI COSTITUENTI IL DNA SONO ADENINA, GUANINA, TIMINA E CITOSINA...

Titolo 2
LA COSA DALL'N-SPAZIO!
N.d.T: Possibile rimando al film degli anni '50.

Credits
TESTI CIBERNETICI............................................ AFFABILE ALAN MOORE
MATITE POST-UMANE........................................ SOLIDO STEVE BISSETTE
CHINE ARTIFICIALMENTE INTELLIGENTI.... CARISMATICO CHESTER BROWN
LETTERING LOGARITMICO.............................. GIOVIALE JOHN WORKMAN
KIT DEI COLORI................................................... TORREGGIANTE TONY TOLLIN
TAVOLA 2. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 2
1. BEH, QUEEP, PER OGGI SONO STATO A MOLLO ABBASTANZA NELLA VASCA DELLA CONOSCENZA.

2. È ARRIVATO QUALCHE MESSAGGIO SULLA LINEA SATELLITARE MENTRE ERO IMMERSO?

3. QUEEP! QUEE.. EEP!

4. UN MESSAGGIO DA INFRAMAN! DEVE TRATTARSI DEL TOMORROW SYNDICATE!

5. A MENO CHE AMMONITE O COSMAX NON SIANO TORNATI PUÒ ASPETTARE FINO AL CONTROLLO DI STATO DI IPERBASE 1.

6. VEDIAMO... GLI SCUDI SUL LATO VERTIZZONTALE SINISTRO SEMBRANO TENERE DOVE LI HO SOSTITUITI DOPO CHE TALPAFALENA LI HA SGRANOCCHIATI IL MESE SCORSO!*

7. D'ALTRA PARTE LO SPIN DELLO STABILIZZATORE INTERNO-ESTERNO HA BISOGNO DI UNA SISTEMATA SE VOGLIAMO RIMANERE IN ORBITA DIETRO LA LUNA!

8. POSSO SISTEMARLO ABBASTANZA FACILMENTE SENZA DOVER FONDERE LA MIA COSCIENZA CON L'IPERBASE. UNA SEMPLICE ALTERAZIONE NEL PROGRAMMA DOVREBBE FUNZIONARE...

9. FATTO!

10. * SU “RACCONTI DELL'INCREDIBILE” N. 43: “SE QUESTO È TALPAFALENA!”. ALTRUISTICO ALAN!

11. ORA FORSE POSSO RILASSARMI UN PO' PRIMA DI GUARDARE IL MESSAGGIO DI INFRAMAN....

12. … ANCHE SE NON È AUTENTICO RELAX, VERO QUEEP?

13. QUEEEP?

14. NON HO MUSCOLI DA RILASSARE; UNA MENTE CHE MAI SI STANCA O DORME!

15. RILASSARSI È SOLO UN'ABITUDINE DI QUANDO DAN STEVENS ERA ANCORA CARNE E OSSA!

16. “SE VOGLIO PROVARE QUALCOSA, RICORDO LE SUE EMOZIONI! RICORDO LA SUA PAURA QUANTO IL PROTOTIPO DI JET CHE STAVA TESTANDO INIZIÒ A DISINTEGRARSI!”
TAVOLA 3. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 3
1. “RICORDO IL SUO DOLORE, CRIVELLATO DAI ROTTAMI METALLICI ESPLOSI DAL MOTORE DIFETTOSO… “

2. “… E, MORIBONDO, IL SUO STUPORE QUANDO UN DISCO VOLANTE USCITO DRITTO DA UN LIBRO DI FANTASCIENZA APPARVE DAVANTI AI SUOI OCCHI E LO CATTURÒ CON IL SUO RAGGIO TRAENTE!”

3. “NON VIDE MAI I SUOI BENEFATTORI. NELLA NEBBIA DELL’ANESTETICO RIMANGONO SOLO SFOCATI RICORDI DEI LORO MACCHINARI CHIRURGICI MENTRE CERCAVANO DI SALVARE IL SUO CORPO FERITO!”

4. “AHIMÈ, FU TUTTO VANO! ALLA FINE, AI SOCCORRITORI ALIENI DI STEVEN NON  RIMASE CHE UNA SOLUZIONE: SMANTELLARE IL SUO CERVELLO, ATOMO PER ATOMO, CON LA LORO TECNOLOGIA LASER…

5. “… E AL CONTEMPO COPIARNE CON PRECISIONE LE CONNESSIONI IN UN NUOVO INVOLUCRO CIBERNETICO!”

6. “DAN STEVENS MORÌ. SOLO LA SUA MENTE SOPRAVVISSE COME… L’IPERNAUTA!”

7. “MEMBRO DI UNA GILDA DI ESSERI FANTASTICI PROVENIENTI DA CENTINAIA DI MONDI DIVERSI, SALVATI IN PUNTO DI MORTE E RINATI IN UN NUOVO CORPO!”

8. MA SONO DAVVERO RINATI OPPURE NOI IPERNAUTI SIAMO SOLO DELLE COPIE ARTIFICIALI PRIVE DI ANIMA..?

9. HMM? CHE SUCCEDE, QUEEP?

11. SI È ACCESO UN ALLARME SUL MONITOR DI CONTROLLO IPERSPAZIALE!

12. FORSE C'È  UNA FALLA NEI GENERATORI PARALOGICI CHE PERMETTONO L'ESISTENZA DELL'IPERBASE NELLO SPAZIO REALE! TIENITI FORTE, QUEEP! SARÀ MEGLIO DARE UN'OCCHIATA PRIMA CHE QUESTO POSTO IMPLODA!
TAVOLA 4. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 4
1. NELL’IPER-HANGAR SEMBRA TUTTO A POSTO. ERO PREOCCUPATO PER UN MALFUNZIONAMENTO DELLA TUTA A STELLA DI NEUTRONI DOPO AVERLA USATA PER SCONFIGGERE COSMAX!*

2. SE AVESSE INIZIATO A PIEGARE LO SPAZIO INTORNO A SÉ, AVREBBE POTUTO GIUSTIFICARE IL DISTURBO NEL MONITOR, MA NON È COSÌ! DEVE TRATTARSI DI QUALCOS’ALTRO.

3. * VEDI I RACCONTI DELL’INCREDIBILE N. 40, “LA VENUTA DI COSMAX!”… ABILE AL!

4. SEMBRA CHE POSSIAMO ESCLUDERE ANCHE LA GALLERIA DELLE MERAVIGLIE!

5. PERSINO LE REGIONI DI FLATLANDIA CHE TENGO QUI, ABITATE DA ESSERI BIDIMENSIONALI, NON POSSONO AVER CAUSATO UN SIMILE DISTURBO NEL TESSUTO DELLO SPAZIO!

6. QUEE-EEP! QUEEP!

7. CHE SUCCEDE, QUEEP? I POTERI INTUITIVI DEL TUO CERVELLO TRILOBATO TI HANNO AVVISATO DI QUALCOSA?

8. FORSE C’È UN PROBLEMA LÀ NEL CYBERDROMO?

9. SANTO HEISENBERG! AVEVI RAGIONE!

10. M-MA CHE SUCCEDE? SEMBRANO FETTINE DI PASTRAMI CHE SI MATERIALIZZANO IN QUELL’INCRESPATURA DELLO SPAZIO AL CENTRO DEL CYBERDROMO!

11. ORA QUELLE FETTINE SI STANNO ESPANDENDO, DIVENTANO TRIDIMENSIONALI, QUASI COME CIAMBELLE FATTE DI CARNE!

12. COSA DIAMINE STA SUCCEDENDO?

13. EER NNART LOBL? WOHMN BEEBLP CNUR?

14. QUEEEEEP!

15. METTITI IN SALVO, QUEEP! LE FORME DIVENTANO SEMPRE PIÙ COMPLESSE E LA COSA FA DEI STRANI SUONI! PENSO SIA... VIVA!
TAVOLA 5. Qui per vedere l'immagine originale.
1. UTI ALS, UBEC TSER!

2. SATULI CEBU-TSER...

3. SS... SAL-UTI, CUBE-STRE! PER FAVORE PER-DONA LA MIA VOCE. È COSÌ DI-FFI-CILE CREARE DEI SUONI IN QUESTO MEZ-ZO!

4. QUEEEP!

5. MA NON SONO QUI PER FARE CON-VER-SA-ZIO-NE.

6. SONO QUI PER DI-STRUGGERTI!

7. ALLONTANATI, QUEEP! QUALSIASI COSA SIA QUESTA CREATURA SEMBRA PORTI PROBLEMI!

8. QUELL'AMMASSO DI PARTI ORBITANTI, SEMBRA QUASI UNA MANO,  VIENE VERSO DI ME!

9. FORSE È ORA DI INSEGNARE A QUESTO INTRUSO COME CI SI SENTE A FERMARE UN IPER-RAGGIO!

10. SCIOCCO! I TUOI PO-TERI NON SIGNIFICANO NIEN-TE PER UNO CHE PUÒ PIEGARE LO SPAZIO COSÌ FACILMENTE COME TU PIEGHI QUESTO FO-GLIO DI CAR-TA!

11. QUEEEEEP!

12. AAAAAAAGH! MI... MI SONO COLPITO ALLE SPALLE!

13. LA TUA IPERGEOMETRICA STA-ZIONE SPAZIALE FACEVA PEN-SARE CHE POTESSI ESSERE SUFFICIENTEMENTE EVO-LUTO DA SVENTARE I MIEI PIANI!

14. E-VI-DEN-TE-MEN-TE, NON AVREI DOVUTO PREOC-CUPARMI!

15. I SENSORI DI DANNO STANNO URLANDO! DEVO FUGGIRE E GUADAGNARE UN PO' DI TEMPO!
TAVOLA 6. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 6
1. SCAPPI, PICCOLO CUBE-STRE?

2. NON C'È PO-STO DOVE NASCONDERSI! AI MIEI OCCHI L'INTERA BASE È DISPIEGATA DI FRONTE A ME COME UNA PLANIMETRIA!

3. ANDIAMO VERSO LA SEZIONE GAMMA, QUEEP! LO CHIUDIAMO DENTRO!

4. TU NON CA-PI-SCI! POSSO VEDERE ATTORNO AI MURI E DENTRO SPAZI CHIUSI, COSÌ COME POSSO VEDERE CHE NON C'È NULLA DI U-MANO DEN-TRO LA TUA ARMATURA!

5. QUESTO È INCREDIBILE! NEPPURE I MIEI PIÙ CARI AMICI UMANI SANNO QUESTO DI ME!

6. LA TUA CASA E IL TUO COR-PO SONO LI-BRI A-PER-TI PER ME! E QUELLO CHE POSSO VEDERE LO POSSO ANCHE RAGGIUNGERE.

7. QUELLA MANO CHE SBUCA DAL NULLA! N-NON PASSA ATTRAVERSO LA PORTA... IN QUALCHE MODO CI PASSA INTORNO!

8. LE MIE SCU-SE! NON DE-VE ESSERE PIA-CE-VO-LE PER UN CUBE-STRE VENIRE TRASCINATO IN UN MONDO DI IPERPRI-SMI E TES-SE-RAT-TI!

9. AAAAAGH!

10. QUEEEEEEEEEEP!

11. SE AVESSI SAPUTO CHE LA TUA PADRONANZA DI UNA TEC-NO-LO-GI-A SU-PE-RIO-RE NON RAPPRESENTAVA UNA MINACCIA TI AVREI LASCIATO VI-VE-RE...
12. … AL-MENO FINO A CHE IL MIO PIA-NO NON SI FOSSE COM-PIU-TO!  MA DAL MO-MENTO CHE SONO QUI, POSSO ANCHE UC-CIDER-TI!

13. CHE COSA È QUESTA CREATURA? E DA DOVE È SBUCATA FUORI?
TAVOLA 7. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 7
1. MI HA LANCIATO ATTRAVERSO IL MIO CYBERQUADRO CHE CONTIENE LA SOTTILE SEZIONE DI FLATLANDIA!

2. SPERO DI NON FAR DEL MALE AGLI ABITANTI BIDIMENSIONALI CHE LA ABITANO!

3. QUEEP? QUEEEEEP?

4. AAAH! NON PREOCCUPARTI, QUEEP! STO BENE, AMICO MIO. I MIEI CIRCUITI REGISTRANO SOLO UN LIEVE TRAUMA!

5. FINORA SONO STATO FORTUNATO! UN ALTRO ATTACCO SIMILE POTREBBE ESSERMI FATALE!

6. D'ALTRA PARTE, FORSE IL MIO ANTAGONISTA MI HA AIUTATO LANCIANDOMI COSÌ SU FLATLANDIA!

7. FORSE SENZA VOLERLO MI HA DATO UN'IDEA SU CHI SIA E DA DOVE PROVENGA!

8. “GLI ABITANTI DI FLATLANDIA PERCEPISCONO LE COSE IN DUE DIMENSIONI! QUANDO HO ATTRAVERSATO IL LORO MONDO HANNO VISTO SOLO PEZZI DISCONNESSI DELLA MIA FIGURA, QUANDO QUESTA INTERSECAVA IL LORO DOMINIO!”

9. “ALLO STESSO MODO, SE UN ESSERE QUADRIMENSIONALE ENTRASSE NEL NOSTRO MONDO, NOI VEDREMO DELLE DISCONNESSE SEZIONI TRIDIMENSIONALI, INCAPACI DI CAPIRNE LA LOGICA SOTTOSTANTE! PENSO CHE IL NOSTRO VISITATO PROVENGA DA UNA DIMENSIONE SUPERIORE, QUEEP...”

10. QUEEEEP!

11. … E STA VENENDO DRITTO QUI!

12. BEH, ALMENO SO CHE NON HA SENSO NASCONDERSI! COME HA DETTO, PER LUI QUESTO POSTO È PIÙ COME UN PIANO CHE UN AMBIENTE SOLIDO!

13. AHH! ECCOTI!
TAVOLA 8. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 8
TI STO ASPETTANDO, MOSTRO IN 4-D!

SORPRESO, EH? NON PENSAVI CHE AVREI SCOPERTO DA QUALE DIMENSIONE PROVIENI? BEH, L'HO FATTO E SONO PRONTO A FAR FRONTE A QUALSIASI TUO ATTACCO!

SEI INTELLI-GENTE E CORAGGIOSO, PICCOLO CUB-ESTRE MA NESSUNA DI QUESTE QUA-LI-TÀ TI SALVERÀ!

COME PEN-SI DI FRONTEGGIARE UN NE-MI-CO CHE PUÒ GUARDARTI NEGLI OCCHI E AL CONTEMPO...

… COLPIRTI ALLE SPALLE?

GHAAAAAAAAAAAGH!

AAAGHHH...

BUTTARTI DI QUA E DI LÀ FINO A SPEZZATI RICHIEDE TROPPO TEMPO! E HO I MIEI PIANI DA REA-LIZ-ZARE!

FOR-SE POTREI FINIRTI USANDO UNA DELLE TUE AR-MI CUB-ESTRI CHE HAI QUI IN GI-RO!

QUESTA, PER E-SEM-PIO! VEDIAMO CHE COSA FA, CHE DICI?

NO! QUELLA È UNA CHIAVE TERMICA! SERVE A FRAMMENTARE ASTEROIDI! NON...

EEEAAAAARRGGGH!
TAVOLA 9. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 9
1. ANCORA IN PIE-DI? SEI BEN CO-STRUI-TO, CARO AMICO RO-BO-TI-CO! MA UN ALTRO COLPO DOVREBBE FI-NIR-TI!

2. NO. BASTA. PER FAVORE, MI UCCIDI…

3. MA CERTO! L’IDEA È QUELLA!

4. AAAAAAAGGGH!

5. QUEE-EE-EEP!

6. CADI, MALEDETTO! PERCHÉ NON CADI?

7. N-NON POSSO MORIRE… FERMARTI… DEVO FERMARTI…

8. DEVO…

9. FINALMENTE! L’IPER-NAU-TA, IL SO-LO CHE POTEVA FERMARMI, È DI-STRUT-TO!

10. PRESTO, TUTTI GLI AL-TRI SU-PER-ES-SE-RI CHE DI-FENDONO QUESTO MONDO LO RAGGIUNGERANNO NELLA MORTE!

11. Q-QUEEEEP?

12. IN QUESTO E NEGLI AL-TRI MONDI!

13. ?

14. TRA NON MOL-TO, L’INTERA TERZA DI-MEN-SIO-NE CADRÀ AI MIEI PIEDI! 4-D MAN REGNERÀ SUPREMO!

15. QUEEP?
TAVOLA 10. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 10
1. SPERAVO CHE NON CAPISSE CHE LA MIA CEREBROSFERA FUNZIONA IN MODO INDIPENDENTE!

2. SPERIAMO CHE QUEEP SIA ABBASTANZA FURBO DA REGGERSI FORTE! NON POSSO AVVERTIRLO DEL MIO PAINO SENZA LO SPEAKER!

3. EH? MA CHE…?

4. PREGO SOLO CHE BUTTARSI COSÌ AL SUO INTERNO FUNZIONI!

5. PER LUI SONO INCONSISTENTE COME UN PUNTO SENZA ALCUN SPESSORE LO SAREBBE PER ME! POSSO SCIVOLARE TRA GLI ATOMI QUADRIMENSIONALI DEL SUO CORPO!

6. QUEEEP!!
QUEEEE—
EEEEEEP!

7. CE L’HO FATTA! SONO AL SUO INTERNO! SE I MIEI CALCOLI SONO CORRETTI QUESTI INFINITI METAFISICI PROLUNGAMENTI IN CUI STIAMO VOLANDO SONO IL CERVELLO DELLA CREATURA!

8. ESISTENDO AD ANGOLI RETTI RISPETTO AL NOSTRO UNIVERSO, ESENTE DALLE NOSTRE LEGGI FISICHE, È PIÙ GRANDE ALL’ESTERNO CHE ALL’INTERNO! QUESTE INCREDIBILI FORMAZIONI DEVONO ESSERE LE SUE SINAPSI E GANGLI NERVOSI!
TAVOLA 11. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 11
1. ORA METTIAMO IN ATTO LA FASE DUE DEL PIANO!

2. VEDIAMO CHE SUCCEDE SE SCARICO LE INFORMAZIONI CHE HO ASSORBITO PRIMA DALLA VASCA DELLA CONOSCENZA DIRETTAMENTE NEL SUO CERVELLO!

3. BEH, NON SUCCEDE NULLA…

4. LE BASI COSTITUENTI IL DNA SONO ADENINA, GUANINA, TIMINA E CITOSINA...

5. I NOMI PIÙ COMUNI DELLE STRADE AMERICANE: 1. PARK; 2. WASHINGTON; 3. MAPLE; 4. OAK; 5. LINCOLN...

6. "GLI ASTRI GIÙ SCAGLIARON LANCE, INONDANDO IL CIEL DI PIANTO..."

7. NO! CHE SUC-CE-DE? UNA MASSICCIA ONDATA DI IN-FOR-MA-ZIO-NE A-LIE-NA INVADE LA MIA MENTE!

8. STA-TI-STI-CA! STO-RIA! MU-SICA! MI FARÀ IMPAZZIRE!

9. FRANCO-BOL-LI! POE-TI I-TA-LIANI! LE OSSA DELL’ORECCHIO IN-TERNO! NON POSSO RESISTERE!

10. DEVO ALLONTANARMI DA QUESTA DI-MEN-SIO-NE PRI-MA CHE MI DI-STRUG-GAAAAAAA

11. È FATTA! È SVANITO!

12. E SONO RIUSCITO A USCIRE PRIMA CHE LA FORZA DELL’IMPLOSIONE COLPISSE ANCHE NOI!

13. QUEEP! QUEE.. EEP!?

14. POVERO QUEEP! VORREI POTERGLI DIRE CHE IL NOSTRO NEMICO È SPARITO! CHE SIA TORNATO AL SUO MONO O DISTRUTTO PER SEMPRE NON IMPORTA!

15. È FINITA… ALMENO PER ORA!
TAVOLA 12. Qui per vedere l'immagine originale.
TAVOLA 12
1. MA STAVOLTA CI SIAMO ANDATI DAVVERO VICINO! CHI PUÒ DIRE CHE COSA SAREBBE SUCCESSO SE LA MIA CEREBRO SFERA FOSSE ANDATA DISTRUTTA NELL’IMPLOSIONE?

2. FORSE DOVREI COPIARE LA MIA COSCIENZA IN MEMORIE ESTERNE E CONSERVARLE DA QUALCHE PARTE?

3. IN QUESTO MODO, IN CASO D’EMERGENZA, AVREI DELLE COSCIENZE DI RISERVA COSÌ COME HO DEI CORPI SOSTITUTIVI!

4. QUALE DOVREI INDOSSARE? LA MACRO-TUTA È TROPPO INGOMBRATE E IL G-BODY È UTILE SOLO SU PIANETI COME GIOVE!

5. BEH, PENSO CHE SCEGLIERÒ DI NUOVO IL MODELLO STANDARD!

6. FORSE UN GIORNO PROVERÒ QUALCOSA DI PIÙ STRANO COME IL CYBER-GEL!

7. NEL FRATTEMPO, CASA È DOVE METTO LA MIA TESTA!

8. AAH, COSÌ VA MEGLIO! RIESCO GIÀ A SENTIRE I CIRCUITI CHE SI SCALDANO!

9. QUEEP? QUEE---EEP!

10. ECCO!

11. TUTTO A POSTO, QUEEP! SONO TORNATO! NON PENSAVI MICA CHE UN DEMONIO QUADRIMENSIONALE MI AVREBBE SCONFITTO, EH?

12. QUEEEEP! QUEE-QUEE-EEEEEP!

13. INVECE È STATO LUI AD ESSERE SCONFITTO! INSIEME AI SUOI MISTERIOSI PIANI… QUALSIASI ESSI FOSSERO!

14. LA TERRA È ANCORA UNA VOLTA SALVA! CON NOI QUI, SUL LATO OSCURO DELLA LUNA, A VEGLIARE SU DI ESSA!

15. ORA… DOPO LA CYBER-COLAZIONE E QUESTO ALLENAMENTO, SONO PRONTO PER DARE UN’OCCHIATA AI MESSAGGI!

16. NON AVEVI DETTO CHE C’ERA UNA COMUNICAZIONE DA INFRAMAN?

17. QUEEEEP!

18. FINE

The Hypernaut in: "It Came From... Higher Space!"
Story © Alan Moore/Stephen R. Bissette/Chester Brown
Lettering by John Workman, Colours by Tony Tollin
Edited by Rick Veitch and Stephen R. Bissette
Traduzione italiana: smoky man
Supervisione italiana: Antonio Solinas

NO ONE ESCAPES… THE FURY™ and TALES OF THE UNCANNY™ are trademarks of Stephen R. Bissette, all rights reserved. The Fury, Hypernaut, Sky Solo, and N-Man are © and ™ Stephen R. Bissette, by contractual arrangement with the original co-creator, all rights reserved.