martedì 20 aprile 2010
lunedì 19 aprile 2010
Oh my Garth!
In occasione del prossimo Comicon (ahimè, non potrò esserci!) verrà presentato il volume di saggi su Garth Ennis ideato da Valentino Sergi ed edito da Edizioni XII. Oltre alle interessanti analisi critiche, il libro conterrà anche una gallery, da me curata, di personaggi ennisiani ritratti da alcuni dei più talentuosi e apprezzati disegnatori italiani. Un grande onore per me e, credo, un valore aggiunto per il libro. A tutti gli autori che hanno risposto alla "chiamata" va, naturalmente, un fumosissimo e meritatissimo ringraziamento per l'ottimo lavoro.Nel seguito il dettaglio della gallery:
Vincenzo Acunzo - Barracuda (da "Il Punitore")
Mirko Benotto - The Boys
Francesco Biagini - John Constantine
Giancarlo Caracuzzo - Hitman
Massimo Dall'Oglio - Tulip (da "Preacher")
Dany&Dany - Jesse Custer (da "Preacher")
Werther Dell'Edera - Cassidy (da "Preacher")
Carmine Di Giandomenico - Faccia di Culo (da "Preacher")
Luca Enoch - The Pro
Francesco Francavilla - Enemy Ace
Alberto Lingua - Bloody Mary
Gianluca Maconi - Il Santo degli Assassini (da "Preacher")
Alberto Pagliaro - Il Punitore
Armando Rossi - Herr Starr e Miss Featherstone (da "Preacher")
Claudio Stassi - Marie L'Angelle, Jody e T.C. (da "Preacher")
venerdì 16 aprile 2010
lunedì 12 aprile 2010
giovedì 8 aprile 2010
giovedì 1 aprile 2010
Watchmen Lost in Symmetry
E' disponibile da qualche settimana Lost in Symmetry, ponderoso volume (ben 400 pagine!) realizzato con cura certosina, temerarietà e acume da Francesco Moriconi che passa letteramente "al setaccio" Watchmen, il capolavoro firmato Alan Moore-Dave Gibbons-John Higgins, inoltrandosi nel vasto, e forse infinito, labirinto di rimandi e citazioni. Persi nella simmetria, appunto.Nel seguito una veloce chiacchierata con l'autore Francesco Moriconi, ma prima alcuni riferimenti sul tomo e su come reperirlo. Inutile dire che l'acquisto è fumosamente... consigliatissimo! :)
Formato: 210x297
Rilegatura: Brossura
Pagine: 400
Prezzo: 30,00 euro (bianco e nero)
ISBN: 978-88-904672-0-2
Edizione Speciale a tiratura limitata
(solo vendita on line)
Prezzo: 30,00 euro (colore)
ISBN: 978-88-904672-4-0
Link utili:
Blog ufficiale
Omaggi
Pagina Facebook
Associazione Generazione Pod da cui è possibile acquistare il libro
Puoi raccontarci che cosa ha rappresentato e rappresenta per te Watchmen?
Se fossi stato uno dei personaggi descritti da Ray Bradbury in Fahrenheit 451 mi si potrebbe facilmente identificare come l'uomo “Watchmen”! Battute a parte sono ovviamente tra quelli che considerano l'opera di Gibbons e Moore un must difficilmente eguagliabile.
Naturalmente nella storia del fumetto molti autori hanno prodotto opere straordinarie come ad esempio Maus di Spiegelman che dovrebbe essere adottato come testo didattico in tutte le scuole, eppure Watchmen resta unico. A meno che tu non sia un genio onnisciente, hai necessariamente bisogno di tantissime riletture per capire tutto quello che gli autori sono riusciti ad infilarci dentro. Per alcuni versi Watchmen serve a tenere allenata la mente come gli scacchi o i cruciverba. Almeno per me funziona così.
Se sei un autore, specialmente uno sceneggiatore, prendere contatto con questo romanzo grafico ti potrebbe gettare quasi nello sconforto perché se da una parte capisci qual è la direzione che ti piacerebbe prendere, allo stesso tempo ti rendi conto che è difficile mantenere lo stesso standard qualitativo senza ricalcare calligraficamente il metodo di lavoro di Alan Moore.
Giusto ieri sono stato alla presentazione di un nuovo fumetto e lo sceneggiatore della serie mi ha rivelato che dopo aver scoperto le raffinatezze presenti nel graphic novel, per alcuni anni ha avuto seri problemi quando si metteva davanti al suo word processor e tentava di sperimentare qualcosa di diverso.
Non è il caso di questo mio amico scrittore, ma diffido degli autori che minimizzano la portata di Watchmen perché secondo me dietro certe affermazioni si cela un tentativo di “rimozione”. Molti sanno che non riusciranno ad ottenere gli stessi risultati di Gibbons e Moore, due autori il cui merito maggiore è quello di aver reso esplicite le immense potenzialità del linguaggio fumettistico.
Comunque c'è bisogno di tutti, non si vive di soli capolavori e ogni prodotto che serve a sostenere l'industria del fumetto deve essere accolto senza pregiudizi e con assoluto rispetto. Certo mi piacerebbe se gli editori si assumessero qualche rischio in più lasciando anche carta bianca agli autori, ma rispetto al passato mi sembra che qualche segnale positivo ci sia.
Qual è stata la genesi di questo volume?
Tutto è nato grazie alle annotazioni di Doug Atkinson, un ragazzo americano che negli anni Novanta ha pubblicato in rete quello che aveva scoperto leggendo Watchmen. Sulla scia del suo lavoro ho iniziato a mia volta a riesaminare il fumetto con maggiore attenzione di quanto non avessi fatto la prima volta, e da allora si può dire che non ho più smesso. Per anni ho setacciato i forum alla ricerca di qualche nuovo indizio, qualcosa che mi rivelasse nuovi aspetti che fin lì non avevo considerato e dopo quindici anni ho messo da parte talmente tanto materiale da convincermi che era giunta l'ora di pubblicarlo.
Un lavoro - lasciami dire, "titanico" - che ha comportato anche delle scelte di metodo interessanti. Vuoi spendere due parole sull'approccio scelto?
Devo dire che mi sono subito reso conto che analizzare un'opera così complessa come Watchmen mi avrebbe inevitabilmente indotto a parlare di fatti storici e ad approfondire tante tematiche diverse, di natura sociale, economica, militare, filosofica. La cosa non mi dispiaceva affatto perché ritenevo fosse interessante e originale mettere a confronto situazioni presenti nel fumetto con episodi reali e che in qualche modo potevano servire a completare o a chiarire meglio certi aspetti della storia, ma per essere libero di spaziare come volevo dovevo trovare un modo per separare le informazioni strettamente legate a Watchmen dalle mie divagazioni. Credo di aver trovato una soluzione accettabile inserendo per ogni argomento delle schede d'approfondimento che il lettore può leggere o tralasciare a suo piacimento in base alle proprie conoscenze o interessi. L'aggiunta di queste informazioni supplementari mi ha portato via molto tempo perché in certi casi alcuni argomenti sono dei piccoli trattati come ad esempio quello in cui racconto la storia della pirateria. Esattamente come in Watchmen ci sono poi argomenti ricorrenti che di volta in volta vengono affrontati da diverse angolazioni. Pensa che il materiale sulla storia dell'energia nucleare, partendo dal Progetto Manhattan per arrivare fino ai problemi attuali, era talmente corposo che ho addirittura considerato l'idea di utilizzarlo per un libro separato. Per farti un altro esempio, solo per scrivere la scheda sui collegamenti tra Watchmen e le sette esoteriche ho impiegato circa 6 mesi, e questo perché prima mi sono immerso nella materia leggendo numerosi testi sull'argomento e poi ho cercato di sintetizzare il tutto limitandomi a raccontare quello che era davvero necessario per far capire al lettore i possibili collegamenti.
Mi è dispiaciuto non aver inserito la bibliografia, ma se l'avessi fatto il libro ora avrebbe una ventina di pagine in più ed economicamente parlando sarebbe stato controproducente.
Parlo molto anche di Marte, di alieni e della loro rappresentazione letteraria e cinematografica. Altro tema ripreso più volte è quello della criminalità in America, e per questo ho ritenuto interessante inserire schede sulla pena di morte, i serial killer e la possibile influenza dei media sulla psiche di chi commette atti violenti.
Comunque ho cercato sempre di inserire notizie particolari e che potessero suscitare l'interesse dei lettori senza annoiare o risultare didascalico. Non è stato facile, ma proprio attraverso questo lavoro documentativo ho potuto scoprire cose davvero bizzarre se non sorprendenti. Ad esempio che Kitty Genovese, la donna massacrata sotto gli occhi di un intero condominio e che ha spinto Rorschach a diventare un giustiziere, era lesbica e viveva con la sua amante. Considerando che nel fumetto Rorschach fa capire a più riprese di guardare con un certo sospetto gli omosessuali, questo fatto mi è sembrato piuttosto eclatante.
Non so se Moore fosse al corrente di questo quando ha scritto Watchmen, ma sospetto di no dato che queste rivelazioni sulla vita privata di Kitty Genovese sono emerse in tempi recenti. Questo per me importa poco perché lo stesso Gibbons nel suo “Watching the Watchmen” ha riservato qualche pagina a queste stravaganze. Io al contrario ho fondato buona parte del mio lavoro proprio su questo aspetto.
In alcuni casi ho dovuto consultare dei veri e propri esperti. Mi è successo ad esempio quando mi è venuta l'idea di utilizzare una psicologa per capire se il dottor Long avesse commesso qualche errore nel somministrare il test di Rorschach. E infatti ho scoperto diversi errori che di certo non sminuiscono il talento di Moore, ma sono comunque sfiziosi da annotare.
Insomma è stato un lavoraccio ma come ha detto qualche tempo fa Corman McCarthy: “Non mi interessa scrivere storie brevi. Qualunque cosa che non ti occupi anni interi della vita e non ti spinga al suicidio mi sembra che sia qualcosa che non vale la pena”.
Quale pensi sia il pubblico "target" di questo tuo lavoro e quali sono le aspettative che hai sul libro? Personalmente penso sia un'opera che rappresenterà un sicuro punto di riferimento per l'analisi critica di Watchmen, negli anni a venire...
Lost in symmetry è un libro un po' anomalo perché non è una vera e propria guida alla lettura, o meglio in buona parte lo è, ma considerando che mi sono preso molte libertà interpretative e tenendo conto della densità delle informazioni aggiuntive, credo che il mio lavoro possa suscitare l'interesse anche di chi non ha mai sentito parlare di Watchmen. Anzi, da appassionato sarebbe una grande vittoria se proprio grazie a questo volume qualcuno che fino ad oggi ha nutrito pregiudizi nei confronti del fumetto si avvicinasse a questa forma di narrativa.
Naturalmente è anche un libro consigliabile a coloro che hanno apprezzato “Watching the Watchmen” di Gibbons, o “Watchmen 20 anni dopo” che tu stesso hai curato.
Credo che mettendo insieme questi tre volumi si possa davvero avere un quadro completo su cosa sia Watchmen, come è venuto alla luce e che influenza ha avuto sull'evoluzione del genere supereroistico. Da quello che mi risulta, a parte il libro di Gibbons, in nessun'altra parte del mondo esistono studi così approfonditi su questo romanzo grafico e ciò denota da una parte l'alto livello qualitativo della critica italiana, e dall'altra la presenza nel nostro paese di lettori “attenti” e che sono pronti a recepire con favore prodotti innovativi e perché no, anche rivoluzionari.
Io spero che anche grazie ai contributi dei lettori il mio libro possa continuare ad evolversi e a perfezionarsi perché nonostante il mio impegno credo che ogni rilettura Watchmen possa riservare sorprese. A me succede sempre. Credimi che anche poco prima di andare in stampa sono stato costretto a rivedere il testo per aggiungere delle ulteriori note. Tra le ultime cose che ho inserito e di cui non mi ero mai accorto in precedenza è che ogni volta che vediamo in foto Capitan Metropolis, quest'ultimo ha la testa tagliata (nel capitolo VIII) o occultata (nel capitolo II). E non è affatto un caso se pensiamo che il personaggio è morto decapitato!
Insomma, l'esperienza maturata fino ad oggi e il buon senso mi dicono che la scrittura di questo libro non finirà mai.
Qual è stata l'importanza del pod in questa "tua impresa"?
Quando ho iniziato a lavorare sul libro i sistemi di Print on Demand non esistevano. Comunque prodursi da solo era un'impresa proibitiva sia per le competenze che dovevi avere in molti campi diversi e sia per le ingenti spese da sostenere.
Ora ovviamente non è più così perché la tecnologia ha semplificato molto ogni fase del lavoro e si è giunti al punto di poter stampare anche una sola copia a costi molto contenuti o se vuoi puoi cercare di ritagliarti uno spazio nel mercato dell'editoria digitale.
Quando ho terminato il volume, o credevo di essere prossimo a tagliare il traguardo, mi è venuto naturale pensare di rivolgermi a qualche casa editrice tradizionale, ma dopo aver parlato con qualche operatore del settore ho capito che difficilmente il mio libro avrebbe potuto essere stampato nel formato con cui lo avevo concepito e con la stessa grafica, così, considerando anche la natura del prodotto, ho scelto senza indugi la strada del POD.
Per essere completamente indipendente ho creato “Generazione POD”, un'Associazione Culturale che nasce per sostenere e coordinare tutti gli autori che per diverse ragioni non vogliono essere vincolati ad un editore tradizionale.
Va da sé che i proventi del mio libro entrano tutti nelle casse dell'associazione e saranno investiti per altri progetti e per coprire tutte le spese di iniziative che ho messo in cantiere e che si svilupperanno nei prossimi mesi.
Mi auguro di iniziare a recuperare qualcosa attraverso la vendita della versione elettronica a cui ho già iniziato a lavorare. Fino a quel momento la mia resta un'operazione in totale remissione, ma di questo aspetto in realtà mi importa poco. Mi spiace contraddire McCarthy, ma anche per un libro che non ti spinge al suicidio vale la pena perderci degli anni.
Se fossi stato uno dei personaggi descritti da Ray Bradbury in Fahrenheit 451 mi si potrebbe facilmente identificare come l'uomo “Watchmen”! Battute a parte sono ovviamente tra quelli che considerano l'opera di Gibbons e Moore un must difficilmente eguagliabile.
Naturalmente nella storia del fumetto molti autori hanno prodotto opere straordinarie come ad esempio Maus di Spiegelman che dovrebbe essere adottato come testo didattico in tutte le scuole, eppure Watchmen resta unico. A meno che tu non sia un genio onnisciente, hai necessariamente bisogno di tantissime riletture per capire tutto quello che gli autori sono riusciti ad infilarci dentro. Per alcuni versi Watchmen serve a tenere allenata la mente come gli scacchi o i cruciverba. Almeno per me funziona così.
Se sei un autore, specialmente uno sceneggiatore, prendere contatto con questo romanzo grafico ti potrebbe gettare quasi nello sconforto perché se da una parte capisci qual è la direzione che ti piacerebbe prendere, allo stesso tempo ti rendi conto che è difficile mantenere lo stesso standard qualitativo senza ricalcare calligraficamente il metodo di lavoro di Alan Moore.
Giusto ieri sono stato alla presentazione di un nuovo fumetto e lo sceneggiatore della serie mi ha rivelato che dopo aver scoperto le raffinatezze presenti nel graphic novel, per alcuni anni ha avuto seri problemi quando si metteva davanti al suo word processor e tentava di sperimentare qualcosa di diverso.
Non è il caso di questo mio amico scrittore, ma diffido degli autori che minimizzano la portata di Watchmen perché secondo me dietro certe affermazioni si cela un tentativo di “rimozione”. Molti sanno che non riusciranno ad ottenere gli stessi risultati di Gibbons e Moore, due autori il cui merito maggiore è quello di aver reso esplicite le immense potenzialità del linguaggio fumettistico.
Comunque c'è bisogno di tutti, non si vive di soli capolavori e ogni prodotto che serve a sostenere l'industria del fumetto deve essere accolto senza pregiudizi e con assoluto rispetto. Certo mi piacerebbe se gli editori si assumessero qualche rischio in più lasciando anche carta bianca agli autori, ma rispetto al passato mi sembra che qualche segnale positivo ci sia.
Qual è stata la genesi di questo volume?
Tutto è nato grazie alle annotazioni di Doug Atkinson, un ragazzo americano che negli anni Novanta ha pubblicato in rete quello che aveva scoperto leggendo Watchmen. Sulla scia del suo lavoro ho iniziato a mia volta a riesaminare il fumetto con maggiore attenzione di quanto non avessi fatto la prima volta, e da allora si può dire che non ho più smesso. Per anni ho setacciato i forum alla ricerca di qualche nuovo indizio, qualcosa che mi rivelasse nuovi aspetti che fin lì non avevo considerato e dopo quindici anni ho messo da parte talmente tanto materiale da convincermi che era giunta l'ora di pubblicarlo.
Un lavoro - lasciami dire, "titanico" - che ha comportato anche delle scelte di metodo interessanti. Vuoi spendere due parole sull'approccio scelto?
Devo dire che mi sono subito reso conto che analizzare un'opera così complessa come Watchmen mi avrebbe inevitabilmente indotto a parlare di fatti storici e ad approfondire tante tematiche diverse, di natura sociale, economica, militare, filosofica. La cosa non mi dispiaceva affatto perché ritenevo fosse interessante e originale mettere a confronto situazioni presenti nel fumetto con episodi reali e che in qualche modo potevano servire a completare o a chiarire meglio certi aspetti della storia, ma per essere libero di spaziare come volevo dovevo trovare un modo per separare le informazioni strettamente legate a Watchmen dalle mie divagazioni. Credo di aver trovato una soluzione accettabile inserendo per ogni argomento delle schede d'approfondimento che il lettore può leggere o tralasciare a suo piacimento in base alle proprie conoscenze o interessi. L'aggiunta di queste informazioni supplementari mi ha portato via molto tempo perché in certi casi alcuni argomenti sono dei piccoli trattati come ad esempio quello in cui racconto la storia della pirateria. Esattamente come in Watchmen ci sono poi argomenti ricorrenti che di volta in volta vengono affrontati da diverse angolazioni. Pensa che il materiale sulla storia dell'energia nucleare, partendo dal Progetto Manhattan per arrivare fino ai problemi attuali, era talmente corposo che ho addirittura considerato l'idea di utilizzarlo per un libro separato. Per farti un altro esempio, solo per scrivere la scheda sui collegamenti tra Watchmen e le sette esoteriche ho impiegato circa 6 mesi, e questo perché prima mi sono immerso nella materia leggendo numerosi testi sull'argomento e poi ho cercato di sintetizzare il tutto limitandomi a raccontare quello che era davvero necessario per far capire al lettore i possibili collegamenti.
Mi è dispiaciuto non aver inserito la bibliografia, ma se l'avessi fatto il libro ora avrebbe una ventina di pagine in più ed economicamente parlando sarebbe stato controproducente.
Parlo molto anche di Marte, di alieni e della loro rappresentazione letteraria e cinematografica. Altro tema ripreso più volte è quello della criminalità in America, e per questo ho ritenuto interessante inserire schede sulla pena di morte, i serial killer e la possibile influenza dei media sulla psiche di chi commette atti violenti.
Comunque ho cercato sempre di inserire notizie particolari e che potessero suscitare l'interesse dei lettori senza annoiare o risultare didascalico. Non è stato facile, ma proprio attraverso questo lavoro documentativo ho potuto scoprire cose davvero bizzarre se non sorprendenti. Ad esempio che Kitty Genovese, la donna massacrata sotto gli occhi di un intero condominio e che ha spinto Rorschach a diventare un giustiziere, era lesbica e viveva con la sua amante. Considerando che nel fumetto Rorschach fa capire a più riprese di guardare con un certo sospetto gli omosessuali, questo fatto mi è sembrato piuttosto eclatante.
Non so se Moore fosse al corrente di questo quando ha scritto Watchmen, ma sospetto di no dato che queste rivelazioni sulla vita privata di Kitty Genovese sono emerse in tempi recenti. Questo per me importa poco perché lo stesso Gibbons nel suo “Watching the Watchmen” ha riservato qualche pagina a queste stravaganze. Io al contrario ho fondato buona parte del mio lavoro proprio su questo aspetto.
In alcuni casi ho dovuto consultare dei veri e propri esperti. Mi è successo ad esempio quando mi è venuta l'idea di utilizzare una psicologa per capire se il dottor Long avesse commesso qualche errore nel somministrare il test di Rorschach. E infatti ho scoperto diversi errori che di certo non sminuiscono il talento di Moore, ma sono comunque sfiziosi da annotare.
Insomma è stato un lavoraccio ma come ha detto qualche tempo fa Corman McCarthy: “Non mi interessa scrivere storie brevi. Qualunque cosa che non ti occupi anni interi della vita e non ti spinga al suicidio mi sembra che sia qualcosa che non vale la pena”.
Quale pensi sia il pubblico "target" di questo tuo lavoro e quali sono le aspettative che hai sul libro? Personalmente penso sia un'opera che rappresenterà un sicuro punto di riferimento per l'analisi critica di Watchmen, negli anni a venire...
Lost in symmetry è un libro un po' anomalo perché non è una vera e propria guida alla lettura, o meglio in buona parte lo è, ma considerando che mi sono preso molte libertà interpretative e tenendo conto della densità delle informazioni aggiuntive, credo che il mio lavoro possa suscitare l'interesse anche di chi non ha mai sentito parlare di Watchmen. Anzi, da appassionato sarebbe una grande vittoria se proprio grazie a questo volume qualcuno che fino ad oggi ha nutrito pregiudizi nei confronti del fumetto si avvicinasse a questa forma di narrativa.
Naturalmente è anche un libro consigliabile a coloro che hanno apprezzato “Watching the Watchmen” di Gibbons, o “Watchmen 20 anni dopo” che tu stesso hai curato.
Credo che mettendo insieme questi tre volumi si possa davvero avere un quadro completo su cosa sia Watchmen, come è venuto alla luce e che influenza ha avuto sull'evoluzione del genere supereroistico. Da quello che mi risulta, a parte il libro di Gibbons, in nessun'altra parte del mondo esistono studi così approfonditi su questo romanzo grafico e ciò denota da una parte l'alto livello qualitativo della critica italiana, e dall'altra la presenza nel nostro paese di lettori “attenti” e che sono pronti a recepire con favore prodotti innovativi e perché no, anche rivoluzionari.
Io spero che anche grazie ai contributi dei lettori il mio libro possa continuare ad evolversi e a perfezionarsi perché nonostante il mio impegno credo che ogni rilettura Watchmen possa riservare sorprese. A me succede sempre. Credimi che anche poco prima di andare in stampa sono stato costretto a rivedere il testo per aggiungere delle ulteriori note. Tra le ultime cose che ho inserito e di cui non mi ero mai accorto in precedenza è che ogni volta che vediamo in foto Capitan Metropolis, quest'ultimo ha la testa tagliata (nel capitolo VIII) o occultata (nel capitolo II). E non è affatto un caso se pensiamo che il personaggio è morto decapitato!
Insomma, l'esperienza maturata fino ad oggi e il buon senso mi dicono che la scrittura di questo libro non finirà mai.
Qual è stata l'importanza del pod in questa "tua impresa"?
Quando ho iniziato a lavorare sul libro i sistemi di Print on Demand non esistevano. Comunque prodursi da solo era un'impresa proibitiva sia per le competenze che dovevi avere in molti campi diversi e sia per le ingenti spese da sostenere.
Ora ovviamente non è più così perché la tecnologia ha semplificato molto ogni fase del lavoro e si è giunti al punto di poter stampare anche una sola copia a costi molto contenuti o se vuoi puoi cercare di ritagliarti uno spazio nel mercato dell'editoria digitale.
Quando ho terminato il volume, o credevo di essere prossimo a tagliare il traguardo, mi è venuto naturale pensare di rivolgermi a qualche casa editrice tradizionale, ma dopo aver parlato con qualche operatore del settore ho capito che difficilmente il mio libro avrebbe potuto essere stampato nel formato con cui lo avevo concepito e con la stessa grafica, così, considerando anche la natura del prodotto, ho scelto senza indugi la strada del POD.
Per essere completamente indipendente ho creato “Generazione POD”, un'Associazione Culturale che nasce per sostenere e coordinare tutti gli autori che per diverse ragioni non vogliono essere vincolati ad un editore tradizionale.
Va da sé che i proventi del mio libro entrano tutti nelle casse dell'associazione e saranno investiti per altri progetti e per coprire tutte le spese di iniziative che ho messo in cantiere e che si svilupperanno nei prossimi mesi.
Mi auguro di iniziare a recuperare qualcosa attraverso la vendita della versione elettronica a cui ho già iniziato a lavorare. Fino a quel momento la mia resta un'operazione in totale remissione, ma di questo aspetto in realtà mi importa poco. Mi spiace contraddire McCarthy, ma anche per un libro che non ti spinge al suicidio vale la pena perderci degli anni.
mercoledì 24 marzo 2010
dolce smoky Bang
Disponibile nelle migliori fumetterie ed edicole italiche, ecco la nuova gustosissima uscita della vostra rivista d’arte “ipercontemporanea” preferita! In questo sesto numero di BANG ART, il vostro Fumoso firma un'intervista all'artista NOUAR, esponente di spicco del pop-surrealismo internazionale, e contribuisce a metà dello speciale sulle artiste italiane che lavorano col cibo chiacchierando con Roberta Deiana e Arabeschi di Latte. Inoltre segnalo un ampio spazio dedicato a MIJN SCHATJE, intrigante creatrice di dolls digitali. Buona lettura! E... buon appetito!sabato 20 marzo 2010
post Fumetterni: bottino Moleskinesco
Mentre in questi giorni, là fuori divampano magiche polemiche assai giustificate e si celebra con merito l'audacia di un editore italiano, eventi questi su cui forse (e dico forse) spenderò qualche parola anche io in questo blog, il vostro Fumoso preferisce rallegrarvi con gli sketch raccolti a Terni. La Moleskine è quella inaugurata a Lucca Comics l'anno scorso, per cui il tema è sempre quello: "scimmie, umani, robot". In apertura di post l'interpretazione possente di Roberto Recchioni. Enjoy!giovedì 18 marzo 2010
post Fumetterni: reportage fotografico
Milligan ed Erskine si sono rivelati due grandi persone oltre che due autori di assoluto livello. Diversi ma al contempo complementari, i due British si sono concessi al pubblico con generosità e dal pubblico hanno ricevuto numerosi attestati di stima. Peccato per la conferenza di Milligan a cui hanno partecipato davvero in pochi il sabato e per l'annullamento, domenica, di quella congiunta Milligan-Erskine, saltata per motivi riassumibili nella mancanza del minimo sindacale di auditori (c'era solo una persona!!!). Ma la questione conferenze è una faccenda "spinosa" che si sta valutando con la dovuta attenzione per le future edizioni. Per il resto l'afflusso di pubblico è stato in linea con l'edizione 2009, dicono i dati, e per me la Con è stata anche l'opportunità impagabile per rivedere tantissimi amici fumettari e fumettisti (non faccio l'elenco per non correre il rischio di dimenticare qualcuno :)) che s'incontrano solo in queste occasioni. Il più grande rammarico è stato invece di non aver potuto assistere allo spettacolo dell'adorato Gipi perchè ero "impegnato" in compagnia di Milligan: sono sicuro che però troverò modo di rifarmi a breve!
In apertura di post lo splendido cane, per me vero simbolo dell'edizione 2010! A seguire un po' di foto assortite. Enjoy! :)
In apertura di post lo splendido cane, per me vero simbolo dell'edizione 2010! A seguire un po' di foto assortite. Enjoy! :)
domenica 7 marzo 2010
Fumetterni: appuntamenti inglesi
Il ricco programma di Fumetterni è scaricabile qui.Per chi fosse interessato in particolare ai fumosi appuntamenti con il duo inglese Peter Milligan e Gary Erskine, ecco il dettaglio! :)
Sabato 13 Marzo
dalle ore 10,30 alle ore 12, presso l'Artist Alley:
GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN, signing/sketching session.
dalle ore 16 alle ore 17,15, presso l'Artist Alley:
GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN, signing/sketching session.
ore 18, sala conferenze:
Peter Milligan: l'Arte dello scrivere fumetti.
A cura di Nicola Peruzzi, smoky man e Antonio Solinas.
A seguire, presso presso l'Artist Alley: GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN,
signing/sketching session.
Domenica 14 Marzo
dalle ore 10,30 alle ore 11,30, presso l'Artist Alley:
GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN, signing/sketching session.
ore 11,30, sala conferenze:
Gary Erskine & Peter Milligan: comics tra Gran Bretagna e Stati Uniti.
A cura di Nicola Peruzzi, smoky man e Antonio Solinas.
dalle ore 16 alle ore 17,45, presso l'Artist Alley:
GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN, signing/sketching session.
dalle ore 18,15 alle ore 19,15, presso l'Artist Alley:
GARY ERSKINE e PETER MILLIGAN, signing/sketching session.
venerdì 5 marzo 2010
Top Ten 2009: viva l'Italia
Ogni anno, il webmagazine LoSpazioBianco stila la classifica dei "Migliori fumetti dell’anno", quello appena trascorso, coinvolgendo la sua redazione e un buon numero di addetti ai lavori esterni. Tra questi, umilmente, figura anche il vostro fumoso preferito.La Top 10 2010 definitiva è online su LSB.
Per i più curiosi, nel seguito la mia selezione.
Il fumoso metodo adottato? Assolutamente "autarchico". ;)
10. Comix Show di Sergio Algozzino, 001
Cosa significa fare fumetti. Raccontato con passione e ironia.
9. Dylan Dog N. 280 - Mater Morbi, Sergio Bonelli Editore
di Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura) e Massimo Carnevale (disegni)
Finalmente un DD che valga la pena d'essere letto.
8. Dix N.10 - La casa dell'impiccato, Sergio Bonelli Editore
di Carlo Ambrosini (soggetto e sceneggiatura) e Paolo Bacilieri (disegni)
Bacilieri è semplicemente un fuoriclasse.
7. Don Zaucker - Santo Subito di Pagani & Caluri, Double Shot
Per risate grasse. Uno dei personaggi più dirompenti del Fumetto italiano recente.
6. Tafferuglio in paradiso - viaggio in occidente (Lo scimmiotto) 2
di Gianluca Maconi, Lavieri
Maconi sa bene come raccontare con leggerezza.
5. Esperanto di Otto Gabos, Black Velvet
Una storia apparentemente di genere che fa pensare.
4. Coltrane di Paolo Parisi, Black Velvet
La musicale eleganza di una biografia.
3. Peppino Impastato di Marco Rizzo / Lelio Bonaccorso, BeccoGiallo
Dedicato con amore a chi ha dato la vita per un'Italia diversa e onesta.
2. Interni 2 di Ausonia, Double Shot
Un Autore, Ausonia, libero di muoversi con la precisione dettata solo dal suo talento e di portarci lontano, fin dentro la sua testa di creativo creatore.
1. Morti di sonno di Davide Reviati, Coconino Press
Commovente. Intriso di passione e di tempi passati che non tornano. Guardando al futuro.
Menzione storica
1. Antonio Rubino: Gli anni del Corriere dei Piccoli, Black Velvet
Un pezzo di storia non solo del Fumetto, ma dell'Arte, italiana.
2. Valentina Mela Verde vol.1 Tutte le storie 1969-1970-1971
di Grazia Nidasio, Coniglio Editore
Un felice recupero di un classico.
3. Don Chisciotte di Lino Landolfi, Nicola Pesce
Una gemma dimenticata restituita in tutto il suo splendore.
Per i più curiosi, nel seguito la mia selezione.
Il fumoso metodo adottato? Assolutamente "autarchico". ;)
10. Comix Show di Sergio Algozzino, 001
Cosa significa fare fumetti. Raccontato con passione e ironia.
9. Dylan Dog N. 280 - Mater Morbi, Sergio Bonelli Editore
di Roberto Recchioni (soggetto e sceneggiatura) e Massimo Carnevale (disegni)
Finalmente un DD che valga la pena d'essere letto.
8. Dix N.10 - La casa dell'impiccato, Sergio Bonelli Editore
di Carlo Ambrosini (soggetto e sceneggiatura) e Paolo Bacilieri (disegni)
Bacilieri è semplicemente un fuoriclasse.
7. Don Zaucker - Santo Subito di Pagani & Caluri, Double Shot
Per risate grasse. Uno dei personaggi più dirompenti del Fumetto italiano recente.
6. Tafferuglio in paradiso - viaggio in occidente (Lo scimmiotto) 2
di Gianluca Maconi, Lavieri
Maconi sa bene come raccontare con leggerezza.
5. Esperanto di Otto Gabos, Black Velvet
Una storia apparentemente di genere che fa pensare.
4. Coltrane di Paolo Parisi, Black Velvet
La musicale eleganza di una biografia.
3. Peppino Impastato di Marco Rizzo / Lelio Bonaccorso, BeccoGiallo
Dedicato con amore a chi ha dato la vita per un'Italia diversa e onesta.
2. Interni 2 di Ausonia, Double Shot
Un Autore, Ausonia, libero di muoversi con la precisione dettata solo dal suo talento e di portarci lontano, fin dentro la sua testa di creativo creatore.
1. Morti di sonno di Davide Reviati, Coconino Press
Commovente. Intriso di passione e di tempi passati che non tornano. Guardando al futuro.
Menzione storica
1. Antonio Rubino: Gli anni del Corriere dei Piccoli, Black Velvet
Un pezzo di storia non solo del Fumetto, ma dell'Arte, italiana.
2. Valentina Mela Verde vol.1 Tutte le storie 1969-1970-1971
di Grazia Nidasio, Coniglio Editore
Un felice recupero di un classico.
3. Don Chisciotte di Lino Landolfi, Nicola Pesce
Una gemma dimenticata restituita in tutto il suo splendore.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)









