giovedì 25 febbraio 2010

Fumetterni 2010: Gary Erskine

Dopo Peter Milligan, nuova "annunciazione" per l'imminente Fumetterni: (rullo di tamburi)
GARY ERSKINE

Chi è GARY ERSKINE?
Gary Erskine nasce nel 1968 a Paisley, città ad ovest di Glasgow in Scozia. Inizia la sua carriera di disegnatore di fumetti lavorando per alcune fanzine durante suoi studi al liceo artistico e, dopo aver inviato tavole di prova alla Marvel UK, nel 1988 comincia a disegnare Knights of Pendragon. Molto apprezzato dalla divisione inglese della Casa delle Idee, Gary ottiene di poter disegnare anche alcuni numeri di Warheads.
Negli stessi anni, inizia a collaborare con la più importante rivista britannica, 2000AD, disegnando una storia di Judge Dredd in coppia con Garth Ennis.
Su Testi di Dan Abnett e Steve White disegna Flesh, e per la testata gemella di 2000AD, Crisis, nel 1991 illustra The Real Robin Hood, scritto da Michael Cook. Due anni dopo, per l’editore Tundra, realizza, su testi di John Tomlinson, Lords of Misrule, graphic novel sulle antiche leggende britanniche e le leggende metropolitane che ottiene un buon gradimento di pubblico e critica.
In questo periodo inizia la collaborazione con le grandi case editrici americane: realizza numerosi fill-in per la DC Comics e collabora con Warren Ellis ad un progetto, Silencers, che avrebbe dovuto essere pubblicato dalla Epic Comics ma che fu bloccato per un lungo periodo di tempo a causa del fallimento dell’editore.
Gary Erskine passa la maggior parte degli anni Novanta a lavorare come guest artist per Firearm di James Robinson (Malibu Comics) e a realizzare alcuni episodi nelle varie testate dedicate a Star Wars della Dark Horse Comics. Per la Malibu realizza anche la miniserie The Terminator, basata sui personaggi del film omonimo.
È il 2000 l’anno in cui finalmente si sblocca la situazione Silencers, che viene pubblicata col nome di City of Silence dalla Image Comics. La storia, pubblicata in tre albi e successivamente raccolta in volume, ottiene il plauso assoluto della critica. Nello stesso anno, Gary inchiostra Chris Weston in una delle War Stories di Garth Ennis, per Vertigo/DC Comics, e per lo stesso editore disegna i numeri 144 e 145 di Hellblazer su testi del croato Darko Macan. Per la Wildstorm, chiude il ciclo dell’Authority di Mark Millar realizzando il numero 29 di Brave New World, sostituendo all’ultimo momento un demotivato Art Adams.
Il 2002 lo vede di nuovo inchiostrare le matite di Chris Weston nelle pagine di The Filth (Vertigo), su testi di Grant Morrison. Nel 2004 disegna, insieme a Barry Kitson, la mini di 6 numeri JSA: Strange Adventures (DC Comics) scritta da Kenvin J. Anderson. Nel 2005 Erskine lavora di nuovo fianco a fianco con Warren Ellis nella sfortunata serie Jack Cross, che parte come regolare per DC Comics, ma che si ferma dopo appena 4 numeri.
Nel 2006 è ancora una volta Vertigo e ancora una volta inchiostrazione: la serie è Army@Love, scritta e disegnata dal veterano Rick Veitch. La serie (regolare ma strutturata in miniserie) ottiene recensioni molto positive e un ottimo gradimento di pubblico, e al momento conta 18 episodi pubblicati (successivamente raccolti in due volumi).
Nel novembre 2007 esce, per Virgin Comics, la serie Dan Dare, scritta da Garth Ennis. I 7 albi, successivamente raccolti in volume, vedono il revival del classico eroe del fumetto inglese più volte comparso in 2000AD e Eagle.
Oltre ai fumetti, Gary Erskine realizza storyboard e character design per la televisione, pubblicità e videogiochi come free lance per varie compagnie, tra cui Dreamworks (su personaggi di Shrek e Madagascar), Sony e lo studio Axis Animation di Glasgow.

Gary Erskine sul Web:
Blog: garyerskine.blogspot.com
Sito: www.garyerskine.demon.co.uk

lunedì 22 febbraio 2010

nessuna pietà

A maggio 2010 (con presentazione in anticipo ad Aprile durante il Napoli Comicon) uscirà per Edizioni XII il saggio curato da Valentino Sergi Garth Ennis - Nessuna pietà agli eroi, dedicato al prolifico e iconoclasta sceneggiatore irlandese.
Il vostro fumoso preferito ha curato la gallery di omaggi realizzata da 16 splendidi artisti italiani del Fumetto. Un grazie soprattutto a loro! :)
A seguire l'annuncio ufficiale. Enjoy!

Ennis è responsabile di capolavori come Preacher e i cicli narrativi di The Punisher e Hellblazer, oltre che delle più controverse prove sui principali personaggi dell’universo Marvel e DC (da Fury a Batman, da Ghost Rider alla JLA), senza dimenticare le celebri war stories e i divertissment come The Pro, e Just a Pilgrim.
Il saggio, a cura di Valentino Sergi e con prefazione di Davide Barzi, si propone di analizzare da diversi punti di vista le più significative opere edite e inedite dell’autore, con la collaborazione di nomi noti della critica e dell’editoria: Cristiana Astori, Ivan Baio, Alessandro Bottero, Sergio Calvaruso, Simone Corà, Marcello Durante, Max Favatano, Davide Morando, Giuseppe Palmentieri, Paolo Parachini, Antonio Rubinetti, Elvezio Sciallis e Luigi Siviero.
Non mancherà un nutrito apparato iconografico, per svelare i meccanismi alla base del lavoro di Ennis con i suoi collaboratori e il legame con il mondo del cinema e dei videogame, nonché una gallery curata da smoky man con le interpretazioni dei suoi più celebri personaggi da parte di talenti italiani del fumetto come Vincenzo Acunzo, Francesco Biagini, Mirko Benotto, Giancarlo Caracuzzo, Massimo Dall’Oglio, Dany & Dany, Werther Dell’Edera, Carmine Di Giandomenico, Luca Enoch, Francesco Francavilla, Alberto Lingua, Gianluca Maconi, Alberto Pagliaro, Armando Rossi e Claudio Stassi.

giovedì 11 febbraio 2010

Fumetterni 2010: Peter Milligan

Dopo l'accoppiata Pat Mills-Kevin O'Neill che ha nobilitato la prima edizione di Fumetterni, il dinamico trio Nicola Peruzzi, smoky man & Antonio Solinas va ancora in missione in terra d'Albione e per il 2010 porta a Terni un altro degli autori di riferimento dei comics degli ultimi vent'anni: (rullo di tamburi)
PETER MILLIGAN
E le sorprese non sono finite qui. Stay tuned!

Chi è PETER MILLIGAN?
Peter Milligan è uno sceneggiatore britannico che inizia la carriera nei primi anni ‘80 sulla storica rivista inglese 2000AD. È del 1986 la prima serie da lui concepita, Bad Company, disegnata da Brett Ewins e Brendan McCarthy ed accolta da un ottimo successo di critica e pubblico.
La prima apparizione sul mercato americano di Milligan (e dei compari Ewins e McCarthy) avviene con l’antologia Strange Days per la Eclipse Comics. Una delle serie di Strange Days, il psichedelico Paradax, poi riproposta dalla Vortex nel 1987, è considerata capostipite di certo approccio supereroistico tipicamente britannico.
Dopo un periodo passato a scrivere per il mercato inglese (fra cui l’ottimo Hewligan’s Haircut con Jamie Hewlett), nel 1989 Milligan pubblica il primo lavoro per la DC Comics, la mini di sei Skreemer, disegnata da Brett Ewins e Steve Dillon, una gangster story apocalittica e nerissima che è stata ristampata successivamente in volume per la Vertigo.
Da quel momento, Milligan si divide fra il mercato britannico e quello americano.
Skin, del 1990, con Brendan McCarthy, racconta la storia di un giovane skinhead focomelico negli anni ‘70 a Londra, e i suoi tentativi di affrontare con la sua disabilità e il mondo in generale. Inizialmente censurata, Skin, pubblicata poi dalla Tundra, resta un’opera potente e acclamata.
Nel 1990 Milligan rinnova il personaggio di Shade, The Changing Man, trasformando le iniziali idee di Steve Ditko in una cavalcata psichedelica nel cuore marcio dell’America capitalista. Con Shade, Milligan (insieme ad altri scrittori britannici come Grant Morrison, Alan Moore e Neil Gaiman) contribuisce a creare quello stile introspettivo e lirico che poi verrà identificato come “stile Vertigo” (dal nome dell’etichetta adulta della DC Comics che ha raccolto alcuni dei titoli fumettistici più interessanti degli ultimi venti anni).
Nel 1991 Milligan si assume il problematico compito di seguire a Morrison come sceneggiatore di Animal Man, e debutta nel mainstream supereroistico diventando lo scrittore regolare di Batman in Detective Comics. A Milligan viene dato credito di avere avuto l’idea originale per lo storico crossover Knightfall, in cui a Batman veniva spezzata la schiena.
Nel 1993, scrive per la Vertigo il capolavoro assoluto Enigma, disegnato da Duncan Fegredo, e in coppia con Ted McKeever crea The Extremist.
Durante il resto degli anni '90, scrive progetti propri come gli ottimi Face e Girl (in coppia con Fegredo), The Eaters (con Dean Ormston) e Egypt (con Glyn Dillon e Roberto Corona).
Nel 1996 esce per la Vertigo il volume di Rogan Gosh, disegnato da Brendan McCarthy, in precedenza presentato a puntate sulla britannica Revolver.
The Human Target per la Vertigo rappresenta un parziale cambio di rotta rispetto a certi esperimenti più sperimentali, e gli vale una certa notorietà, che lo porta nel 2001 a prendere le redini della testata mutante Marvel X-Force. Sotto la guida di Milligan e del disegnatore Mike Allred, X-Force diventa molto più satirica e assume toni da commedia dark. Col numero 129, la serie cambia nome in X-Statix, spingendo l’acceleratore sulla critica alla “società dello spettacolo” supereroistica. X-Statix diventa un piccolo caso editoriale con la censura di una storyline con protagonista il ritorno della principessa Diana Spencer (idea resa nota alla stampa e foriera di forti controversie), e chiude col numero 26.
Ultimamente, Milligan ha scritto The Programme per la Wildstorm, è stato lo sceneggiatore di X-Men nel 2005 (numeri 166-187) ed ha sceneggiato la serie regolare di Human Target.
Le sue ultime, apprezzate opere sono Sub-Mariner: The Depths per la Marvel e Greek Street con l’italiano Davide Gianfelice per la Vertigo.
Oltre che come scrittore di fumetti, Milligan lavora come sceneggiatore cinematografico e televisivo.

Ulteriori info biografiche
Bibliografia

venerdì 5 febbraio 2010

Burrumballa

Impegnato su vari fumettosi fronti (alcuni davvero faticosi) e in attesa di risultati concreti. Qualcosa si muove... A breve annunci e anteprime. Quello che posso dire per ora è che, con la partecipazione dei "soliti noti", anche quest'anno ci siamo assicurati un Inglese davvero di rilievo. E chi vuole capire, capisca. :)
Come detto, a brevissimo le ufficiali rivelazioni! ;)

mercoledì 20 gennaio 2010

Baa-bà!!!

Si procede. Confesso che a volte ho qualche dubbio (credo assai fondato) sullo stato e l'atteggiamento del mondo del Fumetto italiano, ma parlarne richiederebbe energie e tempo che, al momento, preferisco dedicare ad altro. Anche perchè sarebbero "bad vibrations". Ma tra gli intendimenti di quest'anno c'è anche quello di ospitare su questo blog qualche intervento più "sostanzioso" e, perchè no, costruttivamente polemico. Vedremo.
Di tanto in tanto mi ritorna in mente l'idea di far ripartire come meriterebbe il mio Ultrazine che tante soddisfazioni mi ha dato e che da anni è, mea culpa, fermo come una vestigia di un passato che fatica a tornare. Anche per questo vedremo.

Ho consegnato dei pezzi a tema "cibo" per il n.6 di Bang Art di prossima uscita. Mi diverte scrivere per BA una rivista d'Arte davvero interessante e dalla concezione che condivido. Altre cose mi divertono meno, però, lo ammetto.
Ho in lavorazione e/o programmazione qualche nuova intervista per Scuola di Fumetto, insieme all'amico Antonio Solinas ma anche "in solo".
Il libro su Moore per Black Velvet dovrebbe essere (finalmente!) prossimo alla dirittura d'arrivo ma, come San Tommaso, "se non vedo, non credo". Qualche info sul volume qui.
Sono invece molto contento perchè una short a fumetti, un po' anomala, che ho scritto diverso tempo fa si è finalmente concretizzata. Manca solo il lettering e poi vi rivelerò qualche dettaglio in più sul progetto in cui comparirà e sulla storia in sè. Per i più curiosi dico solo due lettere: HP. ;)
Un altro piccolo progetto a cui ho contribuito come "aiuto editor" dovrebbe vedere presto la luce, probabilmente per il Comicon.

Insomma, le solite fumettose cose.... Stay tuned!

In apertura di post: Magritte, The Listening Room

lunedì 4 gennaio 2010

a volte Babbo Natale ritarda

Nel mio caso Babbo Natale si è fatto attendere, ma alla fine l'attesa è valsa la pena, come provato dalle immagini di questo post: una tavola originale dell'amatissimo JH Williams III da Promethea N. 26, pagina 6, e due sketchbook del fenomenale disegnatore americano di cui uno ulteriormente impreziosito da un veloce ritratto di Jonah Hex.
Inutile dire che... felicissimo sono!!! :)

PS.: e sì, ho cambiato un po' i colori del blog. Anno nuovo, colori nuovi! :D

sabato 26 dicembre 2009

il Re è vivo!

15 anni dalla scomparsa di Jack Kirby. Lunga vita al Re!
Prima che l'anno finisca ecco l'occasione per pubblicare il breve testo che scrissi nel 2004 per il libro, ormai esaurito, Jack Kirby: Tributo al Re, edito da Pegasus in collaborazione con Comicus.it. Al libro contribuii anche con una "consulenza editoriale" concretizzatasi in diversi omaggi illustrati da autori stranieri e come editor della copertina e della quarta. Per la copertina riuscii a "convincere" l'inglese Alan Davis a concederci l'uso di una illustrazione kirbyana, chinata da Mark Farmer, originariamente pubblicata in bianco e nero sulla rivista della UKCAC nel 1994. I colori per l'edizione italiana furono realizzati dall'ottimo Lorenzo Ruggiero. La quarta fu invece firmata dal maestro del 3D Franco Brambilla. In apertura di post la cover.

*****

Penso a Kirby. Al Re dei comics.
E mi viene in mente che invece il titolo più calzante sarebbe Kirby il Creatore.
Che irrefrenabile potenza della fantasia. Che fucina inesauribile di personaggi.
Meraviglie come Fantastici Quattro, Dr. Destino, X-Men, Thor, Hulk, Capitan America, Silver Surfer, Galactus, Inumani, i Vendicatori e poi, per la diretta concorrenza, Mister Miracle, Kamandi, Orion, Darkseid, Big Barda, Metron, il Quarto Mondo... E ancora centinaia di altri eroi di carta che, ad elencarli tutti, ci vorrebbe ben più che qualche pagina.
Senza entrare nell’intricato ginepraio della vera paternità del Marvel Universe tra Kirby e Stan “il sorridente” Lee, è fuor di dubbio che il meraviglioso duo abbia costruito negli anni ’60 un pezzo importante non solo della storia dei comics ma anche del moderno immaginario collettivo.
Un autore Kirby dall’abilità strabiliante nel disegno, forgiata da una carriera iniziata, negli anni ’30, come intercalatore nella produzione dei cartoni animati per i Max Fleischer Studio. E poi fumetti rosa, western, monster comics (come dimenticare personaggi dal nome impronunciabile come Rommbu, Fin Fang Foom, Googam?).
La leggenda narra che Kirby potesse iniziare una tavola da un qualsiasi punto, magari partendo da un piede, e realizzare un personaggio perfettamente equilibrato. Come se l’intera scena e la sua composizione fossero già del tutto formati nella sua mente, senza necessità alcuna di ripensamenti, e che l’atto del disegno fosse solo un’appendice, un’azione necessaria per dare visibilità ai suoi pensieri.
Una produzione smisurata e di una qualità media da mozzare il fiato come ben testimoniano le pagine in grande formato del meritorio Jack Kirby Collector.
Kirby ha impartito una lezione stilistica che ha attraversato gli anni e le generazioni.
Pur non lasciando un vero e proprio erede, il suo influsso è infatti evidente in modo diretto in molti autori, penso in ordine sparso a Steve Rude, Walter Simonson, Mike Allred, Bruce Timm, Darwyn Cooke, Rob Liefeld, José Ladronn, Barry Windsor Smith, Rick Veitch, solo per fare qualche nome. Ma l’impronta di Kirby, spesso pionieristica, è tangibile in molte soluzioni grafiche dei comics supereroistici moderni: i cosiddetti kirby dots (le crepitanti macchie d’inchiostro ad indicare un’esplosione, l’imminente attivazione di un potere, un raggio d’energia), molte impostate pose degli eroi, inquadrature e arditezze grafiche.
Arditezze grafiche? Andate a rivedervi l’adattamento che Kirby fece di 2001 Odissea nello spazio. Solo un Maestro delle immagini poteva tenere testa e rilanciare sull’enigmatico capolavoro di Kubrick.

È davvero difficile rendere giustizia in poche righe ad un autore della magnitudo di Kirby.
Credo che l’omaggio perfetto sia stato fatto da una altro grande, Alan Moore, in un albo di Supreme (Vol. 2 N. 6) non a caso intitolato New Jack City! In copertina lo stesso Kirby incombe sul simil-Superman ideato da Liefeld, e l’episodio è un’unica, sentita celebrazione delle creazioni di Kirby celate, ma ben identificabili, dietro riuscitissime rielaborazioni opera di un ispirato Rick Veitch.
Ad un perplesso Supreme, incapace di spiegare l’improvvisa apparizione di una città in una remota valle dell’Himalaya popolata di personaggi e ricca di realtà distinte ben al di là della sua presumibile dimensione fisica, Davey Krikkit, un personaggio dalle fattezze di grillo parlante, ribatte semplicemente: “Oh, questo è, cri, il Reggente. Crea un intero, cri, universo prima di colazione come se niente fosse!”.
Non troverei parole migliori.

A 10 anni dalla scomparsa del Re, mi piace immaginarlo così: lassù a creare ancora, senza bisogno di matita, inchiostro e sudore ma dando forma immediata alla sua fantasia in un tripudio di kirby dots.

Long life to the King!

smoky man
Luglio 2004

piacevoli tentazioni

Quanto resisteranno? Quanto resisterò?
Gnam, gnam, gnam!
Non credo ci saranno superstiti!!! :D