venerdì 27 luglio 2012

lost in comics

In perenne ritardo. O forse, meglio, in affanno. Su tutto, probabilmente. Figuriamoci sui fumetti.

Mentre procedo lentamente con la lavorazione di un nuovo tomo previsto in uscita entro l'anno (maggiori dettagli prossimamente, sorry), qualche altro progetto si affaccia timidamente sul futuro: non mi sbilancerei nell'immaginare scenari concreti. Sarà l'estate che con l'afa fa evaporare energie ed entusiasmi più facilmente del solito. O forse è solo "colpa " di questo preciso momento in cui scrivo. O della profezia Maya che allunga la sua apocalittica ombra. Chissà... 

Leggo - sì, leggo - moltissimi fumetti e molte cose sul Fumetto. In gran velocità ma è un'attività pressoché "automatica" e di routine. Qualcuno, probabilmente, azzarderebbe il termine "dipendenza". Ma non mi troverebbe d'accordo. Per nulla.   
Copertina di Lilith N. 8. Disegni di Luca Enoch.
Leggo qualche fumetto italiano di ampia tiratura. Bonelli. Autori che stimo e conosco personalmente. L'ultimo Lilith di Luca Enoch, il N. 8, mi ha lasciato un po' "perplesso". Sarà che ho faticato a stare dietro a tutta la necessaria sovrastruttura di Storia giapponese, ma la trama generale, il "cuore" (per me, ovviamente) sci-fi della serie mi è sembrato procedere a rilento, troppo. Sarà colpa mia, nonostante i magistrali disegni di Enoch, ma mi sono sentito come "costretto" in un gorgo storico che non m'intrigava, a differenza degli episodi precedenti.
Saguaro N.1 lo attendevo con curiosità. Forse le mie aspettative erano "altre" e frutto di una distorta percezione. Dopotutto la serie era stata annunciata come una proposta nel solco della tradizione bonelliana e della visione dell'Avventura proposta da decenni, con straordinario successo, dall'editore milanese. L'albo è di certo ben scritto (Bruno Enna è stato il motivo fondamentale dell'acquisto e dell'interesse per la serie), i disegni di buona fattura, la trama ha il suo ritmo ma... non sono riuscito a togliermi di dosso una fastidiosa sensazione di déjà vu. In questi giorni credo sia in arrivo, o è già disponibile, nelle edicole il N.3. Ho "perso" il N.2 a cui volevo concedere una prova d'appello. Alla fine il N.1 l'ho regalato ad un amico, lettore di manga, appassionato di videogiochi. Un esperimento, direi...  Qualche giorno dopo, l'ho re-incontrato: "Beh, come ti è sembrato Saguaro?" Ha risposto: "Una figata! Bello, bello. Mi è piaciuto proprio. Sembra una specie di Tex moderno..." E io: "Allora se recuperi gli altri numeri poi me li passi, ok?". E ho aggiunto, con una malcelata nota di perplessità nella voce: "Ma tu... leggi Tex?" E lui: "Ogni tanto, quelli di mio padre..." Ah!
Un altro amico, in conclusione a una lunga chiacchierata sui massimi sistemi - scrittura seriale, cosplaying, film sui supereroi, fumetti, tra cui Saguaro - alla fine ha chiosato: "Che poi noi - io e te, dico - non siamo certo il "pubblico target". O qualcosa del genere. Ah-bis! "Noi cerchiamo di stare attenti ai meccanismi narrativi, cerchiamo di vedere se la storia "torna", se ci sono buchi nella sceneggiatura, se la "sospensione dell'incredulità" è efficace... ma se c'è gente che va al cinema e non memorizza il nome del regista, pensa un po' per i fumetti!!!" "E' vero", replico divertito: "che stupido! Dimenticavo: i fumetti si scrivono e disegnano da soli... puff! Forse però pure certi film... e si vede!" Ah-ter! :)
Tavola da X-O Manowar N. 1. Disegni di Cary Nord.
Sul fronte in lingua inglese invece, gli "albetti" sembrano regalarmi qualche emozione in più. Sarà anche il fatto che meno pagine riducono la possibilità e portata di delusioni... saranno i colori... la lingua "esotica"...
Intrigante il rilancio di X-O Manowar da parte della nuova Valiant, anche se due albi sono pochi per giudicare e non accade poi granché rispetto alla originale incarnazione del personaggio proposta nel... secolo scorso. Eppure la scrittura di Robert Venditti mi pare azzeccata così pure i disegni, per nulla chiassosi ma funzionali, di Cary Nord arricchito dai calzanti inchiostri del "nostro" Stefano Gaudiano.
Ma è sul versante Image (che quest'anno festeggia il ventennale della fondazione!) che le cose sembrano più interessanti. Da diverso tempo la casa editrice della grande "I" sforna proposte originali e di qualità, e sotto l'intelligente direzione del publisher Eric Stephenson ha anche attirato nomi di primissimo piano (non ultimo Grant Morrison e il suo imminente Happy!). Ebbene, targato Image, mi sto godendo il ritorno di Supreme che, dopo anni di attesa, ha finalmente visto concretizzarsi su carta l'ultima storia scritta da Alan Moore (il N. 63 e finale della sua acclamata run degli anni '90) ed è ora affidato alle redini creative dello scoppiettante Erik Larsen. I disegni di Larsen & Cory Hamscher non sono eccelsi (Sprouse era meglio) ma neppure orridi, la scrittura meno "cerebrale e consapevole" di quella di Moore, punta tutto sul divertimento e sul ritmo (nei N.64 e 65, praticamente il cast di Moore è spazzato via...): credo che resterò a bordo ancora per qualche numero, come minimo, per vedere dove si va a finire.
Tavola da Supreme N. 63.
Ma le vere gemme sono due: Fatale e Saga.
Con Fatale il rodatissimo duo, Ed Brubaker & Sean Phillips, confeziona un piccolo gioiello combinando alla perfezione noir e horror in un mix irresistibile. I primi cinque albi che compongo la storyline Death chases me sono una lettura davvero rigenerante.
Su Saga, di cui ho parlato qualche post fa, non spendo alcuna parola ma vi rimando all'ottima analisi firmata Evil Monkey: qui!

Sull'eccellente Conversazioni sul Fumetto, che seguo regolarmente, m'imbatto in due ottime disquisizioni (qui e qua) su Neonomicon: vorrei intervenire e dire qualcosa di sensato, ma... tempus fugit. Ahimé!

Intanto, in quel di San Diego, Neil Gaiman annuncia che ritornerà a scrivere Sandman: ma, per me la vera notizia è che sarà quel mago di JH Williams III a disegnarla!
E... l'italiano Francesco Francavilla vince l'Eisner 2012 come "Best Cover Artist": mica pinzillacchere! Complimentissimi al grande Francesco!

Nel frattempo la notte, mentre aspetto il momento propizio per leggere tutto d'un fiato Century, mi capita di sfogliare e rileggere (col sorriso sulle labbra) le mirabolanti e avanguardiste avventure della indimenticabile Fondazione Babele (di Semerano e Nizzoli), nell'ottima edizione in grande formato edita, qualche anno fa, da Black Velvet. E mi riprometto (ancora!) di scrivere un post dedicato alla seminale rivista Cyborg: prima o poi accadrà, lo so!
Copertina Cyborg N.1. Disegni di Davide Fabbri.
Alla fin fine... I just try to do my thing. 

Ah... notiziola: il "mio" Ministero dello Spazio è candidato al Premio Boscarato nella categoria "Miglior Fumetto Straniero": son soddisfazioni, piccole ma lo sono!

6 commenti:

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

"Rigenerante" per me è stato leggere Cybersix (nulla di nuovo sul mercato, ma quando si parla di belle letture...): i personaggi descritti da Trillo sono stupendi e Meglia li realizza in modo accattivante!

Ecco, più che le avventure americane, che a lungo andare mi stufo di leggere, io sento mie le storie argentine.
A tal proposito hai dei consigli da darmi??

Altra domanda: traspare malinconia da questo tuo articolo, te ne sei accorto? :)

Massimo ha detto...

ma... qualche buon manga?

:))))))

smoky man ha detto...

@Laura
E sì Cybersix è un bel leggere.
Sul fumetto argentino ti faccio sapere. Ti direi sul fumetto spagnolo, i lavori di Roca e di Rubin pubblicati da Tunué son belli.

Per la malinconia? Sì hai ragione... potrebbe darsi che quando meno te l'aspetti questo blog chiuderà. E' il 2012 dopotutto, no?

@Massimo
Hai ragione! ;)

Eugenio Marica ha detto...

@massimo
si sopravvive anche senza Manga! :-)
Eug

Fumetti di Carta ha detto...

@Eugenio: se è per questo si sopravvive anche senza fumetti :)

@smoky: spero in un edizione italiana di X-O-Manowar: lo adoravo ai tempi della pubblicazione italiana (Play Press mi pare).
Peccato niente manga, peccato per te intendo :)
Ultimamente ottime ristampe di materiale di Tezuka (meravigliosa la raccolta di storie brevi e crudeli "Sul fondo del cielo"); splendido il volumone "Hokusai" della JPop, "Nonnonba" pubblicato dalla Rizzoli-Lizard; le opere di Inio Asano (qualsiasi cosa sua)...
Insomma, prova a dare un po' del tuo tempo anche a qualche lettura orientale, sono pronto a scommettere che non te ne pentirai!
(Scusa l'entusiasmo ^__^)

Come sempre, seguire il tuo blog è un piacere.
Un caro saluto!
Orlando

smoky man ha detto...

@Eugenio, Orlando
Si sopravvive a tutto... quello a cui si può sopravvivere! LOL!

Per il resto, un prossimo post lo dedicherò a letture orientali (e varie). Confesso una passione per Taniguchi. Via! :)