domenica 27 maggio 2012

KAPOW! 2012

Il nostro serio reporter in compagnia di un serio professionista del fumetto.
Dall'eccezionale reporter Antonio Solinas (che fumosamente ringrazio!) un breve resoconto della sua esperienza al recente KAPOW! (19-20 Maggio 2012), la convention londinese ideata da Mark Millar, giunta alla sua seconda edizione.

"Il KAPOW! è una fiera strana. Rispetto alle nostre, è parecchio piccola (stimo che il Centro di Business Design di Islington non possa ospitare più di 5000 persone, a occhio) e l’offerta fumettistica in senso stretto è infinitesimale, rispetto alla nostra (immaginate la marea di proposte che escono per Lucca).
A livello di organizzazione, è un mistone: metà fiera “multimediale” agganciata all’industria TV-cinematografica, metà “vanity project” di Mark Millar (Lucy, l’organizzatrice, è la sua ragazza). Con tutti i piccoli problemi di “culto di personalità” che questo comporta. A livello di organizzazione spicciola quest’anno c’era qualche carenza: ad esempio, un’artist alley situata in una posizione parecchio svantaggiata e, in generale, le possibilità di lavoro per un “esterno” che non collabora già per Marvel o DC sono ridotte.
Gli spazi del KAPOW!
Detta così, sembrerebbe una fiera da evitare (e, a quanto ho capito, per alcuni dei visitatori è stato così), ma il KAPOW! ha dei grossi pregi. Intanto è a Londra, e in una posizione non troppo fuori mano, anzi. Questo ha due conseguenze: la prima è che è raggiungibile con relativa facilità e con costi contenuti (fact: a Londra non ti pelano di più che a Lucca, anzi), e la seconda che, nonostante il KAPOW! non sia Angouleme, riesce ad attirare alcuni fra i nomi più rinomati della scena anglo-americana, e certamente i migliori del giro UK.
Ad esempio, i nomi di quest’anno, sulla carta, erano certamente stratosferici: Joe Quesada, Warren Ellis, Scott Snyder, la nostra Sara Pichelli, Olivier Coipel, Terry Dodson, Charlie Adlard, Bryan Hitch, (ovviamente) Mark Millar, Frank Quitely, Dave Gibbons, Duncan Fegredo, Sean Phillips e tanti altri che non cito per pigrizia.
Questo fa sì che, per chi è appassionato dei fumetti di matrice britannica, la possibilità di incontrare alcuni dei nomi che contano è attraente. Per me, certamente è così. Ri-incontrare alcuni degli amici che mi sono fatto nel corso degli anni (e passare qualche giorno nella perfida Albione) è sempre qualcosa che mi fa piacere e, in questo senso, anche quest’anno il KAPOW! non ha deluso. Sono troppo vecchio per cadere nella trappola delle file chilometriche per farsi firmare gli albi (che all’uscita dalla fiera ti puoi fare firmare senza perdite di tempo!), ma devo dare atto anche a pavoni come Mark Millar di essere assolutamente professionali durante queste session, passando diversi minuti a parlare con i fan. Come dicevo, non è per me, e fortunatamente il bagaglio ridotto che impone la Ryanair aiuta, visto che non è possibile portarsi dietro più di dieci chili.
Millar chiacchiera con i fan.
Idem con patate per i panel, interessanti sulla carta, ma gestiti male e inaffrontabili (non si può fare la fila 45 minuti prima che inizino!).
Molto più interessante, è per me, invece, l’esperienza personale.
Oltre a tutti i professionisti e semiprofessionisti del giro UK che ho conosciuto nel corso degli anni, e che fa sempre piacere rivedere (anche se Londra e i costi del tavolo del KAPOW! scoraggiano i fumettisti del nord, fra cui alcuni buoni amici), ci sono una serie di figure che spiccano in ogni occasione: ad esempio, Shaky Kane, sempre a metà fra il folle e il lucido, è stato simpaticissimo come al solito. Speriamo che il Bulletproof Coffin suo e di David Hine esca presto in Italia.
È stato come sempre piacevolissimo, inoltre, riuscire a farsi una bella chiacchierata con Peter Milligan, che reputo uno dei migliori di sempre: alcune delle anticipazioni che mi ha dato mi restituiscono speranza in un certo imprint che langue da un po’ (nonostante il clima da “Russia sovietica” – testuali parole – della DC). Sempre a proposito di DC, Rodney Ramos mi ha fatto morire, raccontando in modo squisitamente newyorkese un’avventura spiacevole con gli “NY cops” e provocando le risate degli astanti.
Quitely e il rituale delle firme.
Ugualmente stimolante è stato finalmente incontrare i maestri della grafica Steven Cook e Rian Hughes, che si sono rivelati gli unici due esseri non interessati al calcio della Gran Bretagna (nel giorno in cui il Chelsea si giocava la Champions League). Dei gentilissimi Cook e Hughes e della loro connessione con me medesimo spero di potervi dire prossimamente. Nella stessa occasione, mi è stato presentato anche il decano Peter Hogan e Robbie Morrison (che ha scherzato dicendo di essere il fratello basso di Grant: non è vero, ma l’accento era quello). Sempre a proposito di scozzesi, sempre signorili nei propri comportamenti sono stati Frank Quitely (impegnatissimo) e Gary Erskine. È stato anche bello scambiare qualche chiacchiera con il simpatico Glenn Fabry (che mi ha fatto i complimenti, tutto convinto, per una storia mia che ha letto: wow!) e con il bravissimo JAKe, con cui condivido anche la passione per l’hip hop (e che apprezza uno dei miei eroi del momento, Action Bronson).
Come rilevato da Diego Cajelli (il contingente italiano dei curiosi era nutrito, quest’anno), il wrestling dei Lucha Britannia (e del presentatore Jonathan Ross, prestatosi alla pantomima coi luchedores per lanciare il suo America’s Got Powers con Hitch) è stato una rivelazione, soprattutto quando gli energumeni hanno fatto bodyslams al pubblico, infortunando più di uno spettatore!
ahia! audace spettatrice a tappetto!!!
Mancava invece l’animalità di Simon Bisley, che voci di corridoio danno come scontento per non essere stato “coccolato” a dovere dagli organizzatori. I suoi siparietti da cinghiale mi sono mancati.
Non si può avere tutto dalla vita."

3 commenti:

illustrAutori ha detto...

un "vanity project", in una città medievale, organizzato dalla ragazza di un autore USA... mhm, devo aver già visto qualcosa del genere? ;-)

smoky man ha detto...

@illustrAutori
non colgo il tuo deja vù... la vecchiaia incalza... :)

☆♥ Laura Spianelli ♥☆ ha detto...

Bella recensione, grazie :) Mi ha fatto salire la curiosità per l'annuale appuntamento londinese!